dal quotidiano LIBERO di oggi........
"Prodi tarocca i dati per spremerci meglio
di RENATO BRUNETTA
Vede buchi di bilancio dove non ci sono e scrive Dpef fasulli. Così giustifica manovre inutili e dannose
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d �?��?��?� Lunedì i dati positivi sul gettito dell'autotassazione del primo semestre 2006. Martedì quelli lusinghieri sulla produzione industriale in forte ripresa. Mercoledì il ministero dell'economia si è compiaciuto delle buone performance della regola del 2% cioè il tetto alla spesa statale adottato nella finanziaria per il 2005 (metodo Gordon Brown). Qual è la notizia? La politica economica e finanziaria del governo Berlusconi funziona, Prodi e il suo governo, invece, stanno sbagliando tutto. Vediamo perché.
FIGLI ILLEGITTIMI Innanzitutto, come ha ben illustrato sulle colonne di questo giornale Francesco Forte, i dati sul gettito in aumento per ben 19,7 miliardi di euro nel primo semestre del 2006 rispetto al primo semestre 2005, non possono che essere figli della politica fiscale del governo Berlusconi. Sono i risultati dell'ultima finanziaria di Tremonti, dei due moduli di riforma fiscale adottati nella scorsa legislatura, in generale della riforma fiscale tendente a ridurre le tasse a famiglie e imprese e dei condoni, che piaccia o non piaccia, hanno prodotto un allargamento della base fiscale e contributiva. Ma ancora. L'ultima novità, come abbiamo detto, sono i buoni risultati della regola del 2% di tetto alla spesa dello Stato che il governo Berlusconi ha importato dall'Inghilterra di Blair e adottato nella finanziaria del 2005 e che sta tenendo sotto controllo la spesa pubblica (meno 6,4 miliari di spese nei primi 5 mesi del 2006). E, poi, la spinta data dal volano degli investimenti infrastrutturali del piano delle grandi opere, la riforma del mercato del lavoro, quella delle pensioni. Insomma, una politica economica, quella del governo Berlusconi, di riforma che ha dato ottimi risultati non visibili fino ad un anno fa, ma che emergono ora in tutta evidenza con la ripresa in atto. I PRIMI 100 GIORNI Cosa hanno prodotto, invece, i primi 100 giorni del governo Prodi? Poco, e quel poco è stato fatto male. Volutamente errato. Ha sbagliato le stime sui saldi di finanza pubblica. Per mesi, infatti, i leader della sinistra-centro hanno demonizzato la politica economica e fiscale di Berlusconi, lo hanno fatto tutti gli esponenti della maggioranza durante la campagna elettorale denunciando un buco di bilancio che non c'era. Un buco di bilancio che neanche la famigerata commissione Faini, incaricata dell'esercizio di "due diligence" è riuscita a trovare. Tuttavia il ministro Padoa Schioppa ha presentato un documento di programmazione economico-finanziaria (Dpef) sfasato rispetto alla realtà dei nostri conti pubblici. Prevedendo un tendenziale 2006 di deficit tra una forbice del 4,1-4,6% (ma la Ragioneria non ha costan . temente monitorati i dati sui flussi di cassa?). Vittime del loro stesso allarmismo Prodi e compagni hanno cercato a tutti i costi di trovare un buco di bilancio, non hanno saputo stimare correttamente i dati sull'autotassazione e hanno frettolosamente approntato una manovra correttiva inutile se non dannosa. MANOVRA INUTILE Inutile perché l'obiettivo di deficit del 3,8% per il 2006, concordato con Bruxelles, non solo sarà rispettato, anzi se il secondo semestre sarà in linea con il primo (quasi certamente) saranno possibili valori più vicini al 3% che al 3,8%. Ne deriva una finanziaria totalmente da riscrivere tanto per la parte di "correzione europea" (per arrivare a fine 2007 sotto il 3%), quanto per la parte di stimolo alla crescita e di sostenibilità di medio periodo dei conti pubblici. Il danno, invece, della errata previsione dei saldi di bilancio del DPEF e cosa ancor più seria, perché con dei tendenziali di deficit intenzionalmente sbagliati il governo ha approvato una manovrina da 7 miliardi e scritto una finanziaria per il 2007 da 35 miliardi di euro entrambe totalmente fuori misura che rischiano di deprimere la crescita. Potrebbero, infatti, uccidere la ripresa economica chiaramente in fase di consolidamento visti anche i segnali incoraggianti che vengono dai dati sulla produzione industriale (più 3,7% in giugno) e il riposizionamento della politica monetaria che la Banca Centrale Europea (BCE) sta percorrendo. SALDI DA RISCRIVERE Con questi presupposti i saldi di finanza pubblica previsti nel Dpef per il 2006, ma soprattutto per il 2007 devono essere necessariamente riscritti, come deve essere riscritta tutta la politica econo mica che il governo Prodi ha fin qui basato su dati consapevolmente sbagliati. Quello che dovrebbe fare alla ripresa autunnale in parlamento il governo Prodi è una correzione in corso d'opera. Il ministro dell'Economia Padoa Schioppa dovrebbe presentarsi in parlamento a fare un mea culpa su un buco di bilancio che non c'era, su una manovra correttiva inutile, su una finanziaria per il 2007 colpevolmente sbagliata nei saldi. Dovrebbe avere la coerenza di presentare una nota di aggiornamento al Dpef da verificare in parlamento e in quella sede ridiscutere, con l'opposizione, l'intera politica economica e finanziaria del governo Prodi. AGGIORNARE IL DPEF Quella della nota di aggiornamento al Dpef è una prassi consolidata. Spesso, infatti, si è ricorso ad una nota di variazione dei saldi sulla base di nuovi dati che magari non erano disponibili in fase di scrittura del Dpef (anche se come dicevamo la Ragioneria ha sempre sotto controllo i flussi di entrate e uscite). Anche il presidente Prodi ne ha fatto uso in passato (1996) e considerato che i dati di questi ultimi giorni hanno completamente cambiato il quadro di politica economica e finanziaria, aggiornare il Dpef 2007-2011 sarebbe, oltre che una presa d'atto degli errori, un segnale di conformità con il mutato cambiamento congiunturale e di bilancio. Ma questa presa d'atto sarebbe anche la conferma della bontà della ricetta di politica economica del governo Berlusconi. Una sberla al governo disfattista di sinistracentro che, però, con il fattore "C" di Prodi finisce per trarre beneficio dagli ottimi risultati del lavoro fatto da chi li ha preceduti. LA RETTA VIA Che conseguenza dovrebbero, dunque, trarre Prodi e PadoaSchioppa dopo aver riconosciuto i loro errori? Semplice, per rimettere la politica economica del governo sulla retta via sarebbe necessario dare continuità a quanto fatto da Berlusconi, niente di più niente di meno che proseguire con la riduzione della pressione fiscale su famiglie e imprese, rilanciare gli investimenti infrastrutturali e con essi le grandi opere e non, invece, bloccare la Tav, e opporsi al Ponte sullo stretto di Messina piuttosto che al Mose a Venezia. Mantenere e completare due fondamentali riforme quella delle pensioni e quella del mercato del lavoro, altro che cancellazione della Tremonti -Maroni con relativo innalzamento dell'età di pensionamento o il superamento della legge Biagi. Qualsiasi politica di aumento della pressione fiscale, di blocco delle riforme, di blocco degli investimenti infrastrutturali sarebbe esiziale per lo sviluppo economico del Paese. Pertanto è urgente che si discuta di tutto questo al più presto in parlamento. E che Prodi e Padoa Schioppa la smettano di fare gli struzzi prendendosi meriti che non hanno. Il Paese ne ha già le tasche piene e potrebbe reagire.
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Sini-Struzzi!!!
Saluti liberali




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