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Brescia: pachistana sgozzata, fidanzato protetto in luogo segreto
SAREZZO (Brescia) - Il fidanzato della pachistana trovata sgozzata ieri, nell'orto di casa della sua famiglia a Sarezzo nel bresciano, e' sotto protezione in una localita' segreta e sicura. Gli inquirenti si stanno preoccupando della sicurezza del giovane, profondamente turbato e spaventato. Intanto continuano le indagini dei carabinieri della Scientifica di Brescia. (Agr)

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13 agosto 2006
La ragazza non si adeguava ai costumi dell'islam: tensioni in famiglia
Pachistana sgozzata, caccia al padre
Ancora senza esito le ricerche dell'uomo e dei familiari della vittima, tutti spariti. Osteggiavano la relazione della giovane con un italiano


SAREZZO (BRESCIA) - Continuano le ricerche di Mohammed Saleem, il padre di Hina Saleem, la giovane pachistana di 20 anni trovata morta sgozzata, avvolta in un lenzuolo, racchiusa in un sacco della spazzatura e sepolta nell'orto retrostante l'abitazione di famiglia, a Sarezzo, in Valtrompia. Nella casa sono domiciliati anche alcuni cognati e altri parenti. Dopo una notte e una mattinata di accertamenti, gli inquirenti sono ancora alla ricerca dell'uomo, ritenuto il principale sospettato dell'uccisione della giovane. Mohammed Saleem potrebbe essersi avvalso anche dell'aiuto di qualcun altro dei 13 parenti che risultano domiciliati nella casa. La madre e i fratellini di Hina si trovano in Pakistan da una ventina di giorni.
TENSIONI IN FAMIGLIA - Intanto gli investigatori indagano a fondo sulla situazione familiare della giovane, descritta come contraddistinta da continui litigi provocati dalla volontà del padre di fare di lei una «buona islamica». Secondo le testimonianze di vicini e conoscenti le tensioni tra Hina, il padre e i parenti più prossimi sono nate diverso tempo fa, prima che conoscesse quello che da circa un anno era il suo fidanzato e il suo convivente: un uomo bresciano di religione cattolica con cui risiedeva nel centro di Brescia. La decisione di non adeguarsi ai costumi dell'islam e di vivere all'occidentale rifiutando il burqa o altri segni distintivi e indossando jeans e maglietta, gli stessi che aveva quando è stata uccisa, potrebbe essere la causa che ha scatenato chi tra venerdì e sabato ha ucciso la giovane, la quale ha tentato di difendersi, come dimostrano alcune altre escoriazioni sul corpo. Nelle prossime ore dovrebbe essere stabilita la data dell'autopsia.

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