Samuele massacrato con 17 colpi
Inferti con la forza di un adulto
E' stata una furia cieca, quella dell'assassino di Samuele Lorenzi. La furia di un adulto: la seconda autopsia, eseguita lunedì, ha stabilito che sono stati addirittura 17 i colpi che hanno ucciso il bimbo, e tutti sono stati inferti con la forza di un adulto che impugnava un oggetto acuminato. Esclusa, invece, l'ipotesi che il bimbo fosse stato aggredito una seconda volta dopo il primo assalto. E mercoledì i Ris effettueranno un nuovo sopralluogo.
Secondo gli investigatori, i risultati dell'autopsia saranno molto utili alle indagini, ma ancora, per il momento, a parte il fatto che ora si sa che a colpire è stato un adulto non ci sono ipotesi su chi sia il feroce assassino. L'unico elemento nuovo sembra essere sull'arma del delitto: "Quello usato per uccidere Samuele - ha spiegato il procuratore capo di Aosta, Maria Del Savio Bonaudo - potrebbe essere diverso da quello immaginato nell'immediato". I funerali del bimbo potrebbero essere celebrati mercoledì.
E intanto ci sono le prime divergenze sul caso: per quanto riguarda l'autopsia, il perito nominato dalla famiglia e quello della Procura non sono d'accordo sulla complesità dell'esame. Per il primo, Carlo Torre, non è stata un'autopsia facile; per il secondo, il professor Francesco Viglino (che ha materialmente eseguito l'esame) non si è trattato di un'analisi difficoltosa. E il perito di parte, con il quale c'era il dottor Carlo Robino, esperto di genetica, si è preso "alcuni giorni di tempo per approfondire la questione".
La famiglia Lorenzi nomina un avvocato di parte
Il legale, ex vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, ha già fatto visita ai genitori del bimbo ucciso in compagnia del comandante della stazione dei carabinieri di Cogne. Quando ha lasciato Lillaz, Grosso aveva con sé due grosse borse in pelle. Mario Lorenzi, il nonno di Samuele, nel congedarlo ha detto ai giornalisti che "si tratta di un amico di famiglia" e che "è stato nominato come legale della parte lesa". Da parte sua, l'avvocato ha spiegato che prima di procedere in qualunque direzione "aspettiamo i risultati peritali, che sono fondamentali, e i dati raccolti dal Ris di Parma. In situazioni come queste - ha aggiunto - è opportuno per una parte che si ritiene offesa nominare un legale: un avvocato può seguire meglio cosa succede, può anche aiutare a coordinare tutti gli aspetti della vicenda. Mi auguro che questa vicenda possa trovare una soluzione al più presto, sia per la famiglia, sia per la quiete di queste valli".
Samuele è morto in pochi minuti
Anche la seconda autopsia ha stabilito che il bimbo è morto in pochi minuti. Gli inquirenti conoscono già con un buon margine di sicurezza l'ora in cui è stato ferito mortalmente: l'assassino ha agito pochi minuti prima che la madre lanciasse l'allarme appena rientrata a casa dopo aver accompagnato il figlio più grande allo scuolabus. I soccorritori del 118, giunti in elicottero, hanno trovato il piccolo ancora rantolante.
Sentito il direttore della funivia per una consulenza tecnica
Si è appreso poi che il direttore delle Funivie Gran Paradiso, Albino Savin, sarebbe stato convocato per una consulenza tecnica in qualità di responsabile della manutenzione delle piste, e della sentieristica, che si trovano non molto distanti dalla casa della famiglia Lorenzi. I carabinieri avrebbero chiesto a Savin delle attrezzature che sarebbero servite nel corso del sopralluogo effettuato nella casa dove è stato ucciso il bambino.
Ascoltata di nuovo la dottoressa Satragni
Interrogata anche, come persona informata sui fatti, la dottoressa Satragni, che abita a poche centinaia di metri dalla villetta dei coniugi Lorenzi. La sua deposizione era già stata raccolta subito dopo il delitto. Quindi è possibile che gli inquirenti cerchino qualche riscontro su particolari emersi nel corso delle indagini.
Tra le persone sentite, anche i coniugi Perratone, con i quali Stefano e Anna Maria Lorenzi hanno trascorso la serata prima dell' omicidio. La coppia è titolare di due negozi di alimentari: lui a Gimillian, lei a Cogne. Martedì sera, dopo cena, hanno fatto visita ai Lorenzi nella loro casa di Montroz. Vi sono rimasti fino a mezzanotte e nei giorni scorsi hanno raccontato che avevano trascorso una serata tranquilla, anche se Anna Maria Franzoni accusava una leggera indisposizione. Infatti il mattino dopo, pochi minuti prima delle sei, il marito ha telefonato al 118 per chiedere l' intervento di un medico poiché la moglie lamentava dei formicolii. Il sanitario non ha riscontrato nessuna anomalia e non le ha prescritto alcun medicinale.
Nuove ricerche dell'arma
Riprendono anche le ricerche dell'arma che ha ucciso il piccolo: ora l'attenzione degli investigatori si sposta su un'area molto più ampia, e aumentano anche le forze in campo: alla battuta partecipano venti carabinieri del Battaglione Piemonte di Moncalieri (Torino), inviati appositamente a Cogne.