Racconto "spontaneista", preso dal blog di un amico camerata: a me è piaciuto molto. Voi cosa ne pensate?
...
vorrei tanto sapere perchè noi facciamo pensieri di morte.
sono uno comune, uno di tanti, scontento di tutto.
la morte in fondo è una trasformazione, una profilassi, morte sociale, sarebbe una
trasformazione anch'essa, la forma di 'morte' ci è data allora dalla società stessa, che
si autopreserva.
mentre mi scorrono questi pensieri frammisti ad un'autodistruttiva depressione, sto
sfogliando una fanzine di un tizio fuori l'università, lotta proletaria dice.
credo che tutti abbiamo avuto questo genere di ideali, figli della rivoluzione francese,
una volta nella vita.
sono la stessa cosa dei passanti, studio, lavoro, nè infamia nè lode, tutto abbozzato in
modo da essere una persona apposto, almeno agli occhi di tutti.
i miei giorni scorrono inesorabili, meccanici, ripetitivi, tutto cambia ed al contempo
resto uguale. Mi sembra di attendere, non so cosa, ma credo che questa attesa inespressa
ed indefinita sia il solo motivo che mi spinge ad andare avanti.
...scendere dal treno della vita è facilissimo per chi davvero lo vuole, la vita è
fragile.
passano i mesi, da quando ho cominciato a scrivere delle 'memorie', ...pagine vuote,
bianche, come la mia vita.
è colpa vostra. E' tutta colpa vostra. Del politico? Dell'alto finanziere speculatore?
Del banchiere? Del sionista? No, no. E' colpa vostra, si, di te che non te ne frega, di
te tiepido cittadino costante storica, te che ti fai solo i fatti tuoi e non ti
interessa di nulla, the che la mattina vai al lavoro e la sera stai in famiglia, tutta
colpa tua, tua, e della tua cecità per l'esterno del tuo recinto, del tuo focolare.
Colpa del tuo diluito carattere che ti porta a lamentarti di questo o di quel politico,
di questo o di quell'aumento, colpa tua che malgrado tutto ciò ti ritieni onesto solo
perchè hai paura di rubare. E' tutta colpa tua. Tua.
l'odio mi scorre nelle vene come un magma nero ribollente, l'atarassico distacco e
l'assenza del mio sguardo nel ripetere meccanico delle mie azioni giornaliere in una
sorta di ascesi urbana è il massimo del mio grido di rivolta.
"rivolta", non tutte le anime sono rivoltose, quella stupida fanzine di quello stupido
tizio, l'essere rivolta è come essere artista, non tutti sono artisti, e l'arte è
perfetta, immutabile ed eterna, così come la rivolta, destinata ad essere grande solo
nella morte
ho preparato tutto, mi farò una birra, poi la farò finita
forse quel temporeggiare non è stato casuale, fu lì che lo incontrai, mi conosceva già
impossibile, mai visto prima, ha l'accento straniero, ed io a stento mi sono mosso dal
quartiere in vita mia
per lavoro gira tutto il paese invece, lui, sembra strano che abbia un lavoro come ce
l'ho io, sembra strano sia un essere umano come me, semplicemente
ha lo sguardo distaccato, ma non assente come il mio, la pelle luminosa e senza tempo, è
saggio e sembra già conoscermi.
per un attimo ho pensato ad Apollo, non so perchè.
LUI mi legge dentro, LUI mi conosce, LUI trasmette in una parola il flusso dei miei
pensieri incanalandolo in un arabesco che non mi è mai stato chiaro
LUI mi invita a non fare quello che sto per fare, mi ferma la mano, smetto di bere, gli
basta calare lo sguardo sul mio polso, io non ho più sete
sono andato dove mi ha detto, il giorno che mi ha indicato, non ho atteso altro da quel
giorno
non sono il solo, ne siamo.. uhm, una ventina qui
non ci siamo mai visti gli uni con gli altri, ma è come se li conoscessi, è una
familiarità talmente sottile da rasentare l'onirico
uno di loro si fa avanti, ha un foglio fra le mani
LUI ci ha scritto una lettera, è ripartito, ma ci sono delle cose per noi, poi spiega
altro, io o accetto o me ne torno da dove sono venuto, senza guardare cosa ha lasciato
per me
che ironia.. lo sapeva che avrei accettato.
è passato, quanto? un mese da quel giorno?
non ho più rivisto nessuno di quella sera, non importa, sono... felice
non è cambiato tanto nella mia vita, sempre lo stesso lavoro, tutti i giorni, sempre la
solita faccia assente, sempre l'annuire dei conoscenti mentre passo per strada, sempre i
soliti mezzi pubblici, sempre il solito treno che mi fa fare 15 minuti di ritardo in
ufficio, sempre il solito viale commerciale a piedi, sempre le stesse facce che scorrono
ormai da una vita
solo che ho un mp5, un coltello, ed una bomba nella mia borsa da lavoro, a tracolla
lungo, è assai lungo il tempo dell'attesa
la 'normalità' estrema della mia vita rende tutti sicuri su di me, mi conoscono, di
vista, un bravo ragazzo, lavora, si impegna anche a studiare, no non è ancora fidanzato
è troppo presto, si deve sistemare, ah, il contratto arriverà forse fra due mesi, e
tutta la mia scontatissima vita nella quale è entrato un mitra, nessuno lo nota, nessuno
me lo legge in faccia, i vigili mi accennano un sorriso, prendono sempre il caffè al bar
dove mi fermo io di mattina, quando vado al lavoro. 'sparatemi' penso ogni mattina,
ormai non ricordo da quanto.
io lo penso ogni tanto, penso a LUI
tutto ciò che influenza le nostre vite ci scorre sopra la testa
nessuno viene a chiedermi se è il caso di abbassare l'indice down jones
non so manco che cazzo è
non mi interessa nemmeno
non interesserà più a nessuno.
il tempo passa diversamente dopo che è stato emanato il comunicato da LUI, si è seduto
davanti al quirinale, vuole assolutamente parlare con il presidente della repubblica
Italiana, reca con sé una catena rotta.
Primo giorno:
Ultimatum di 2 ore
nessuno lo ascolta, i più ridono, si comincia a pensare di chiamare la polizia
temporeggiano, alla stampa va bene, e se va bene a loro....
passano due ore, un'esplosione all'EUR, rivendicata da LUI, non si è fatto male nessuno
non gli credono, pochi minuti e ne arriva un'altra, adesso gli credono
vorrebbero arrestarlo, che cosa ridicola, scoppierebbe il finimondo, chissà quante altre
bombe ci sono, meglio accontentarlo
il colloquio con il presidente è breve, semplicemente la dimissione di tutta la classe
politica e la restaurazione della repubblica imperiale Italiana
tutto ciò è ridicolo, almeno, per i più
per me non lo è affatto
nessuno stemma, nessuna ideologia, nessuna fazione, nessun partito, semplicemente...
così ci piace.
è ora, lo so
nessuno se lo aspetta, è assurdo
non so come, ma so cosa faccio, so fare quello che sto facendo, questo è assurdo, ma non
importa: Lo faccio.
mi spiace per chi ci rimette, ma la vita è così, o tutto o niente
il portinaio del municipio è il primo a rimetterci, chiedo perdono alla sua famiglia
il mio coltello è rosso, la camera di recupero gas rovente
sono asserragliato con 20 ostaggi
Secondo giorno:
Durante la notte, in tutte le principali città d'Italia, sono stati occupati circa 100
edifici in maniera simile al mio, almeno così dice la radio
ah ah ah, se lo dice la radio... allora ne sono 1000 in realtà
mi faccio portare una tv, hanno occupato una rete televisiva
altro ultimatum...
Secondo giorno, pomeriggio:
non sanno come coordinarsi, se l'emittente trasmette di un'irruzione, noi ammazziamo
tutti
se oscurano il canale, noi ammazziamo tutti
sono disposti a sacrificare, uhm, un migliaio di persone?
'loro' si, l'opinione pubblica no
Secondo giorno, sera:
Un'esponente della classe politica è ospitato nell'emittente tv
non bevo da più di 20 ore, ma non ho sete, mangiare nemmeno se ne parla, ma lo
spettacolo me lo godo comunque
vuole trattare, è con noi
"noi", non so come definirci, siamo rivoltosi? resistenti? siamo dei pazzi?
lo fanno inginocchiare e gli sparano dietro la nuca
panico, scontri in strada, c'è anche chi è con noi, e chi approfitta del caos e basta
Secondo giorno, notte:
lo sapevo, le alte sfere se la stanno svignando
gli scontri sono diventati sempre più intensi, non posso guardare fuori, hanno i
cecchini
Terzo giorno:
spari fuori al municipio dove sono asserragliato, sono sveglio a furia di iniezioni di
adrenalina
alcuni fra i miei ostaggi dicono di volersi unire a me, e di stare capendo ora
gli sta per convenire, forse
spari nell'androne del municipio, qualcuno è entrato, io li lascio liberi
all'ingresso c'è uno 'dei miei', non lo conosco, ma ci riconosciamo
hanno occupato il quirinale, dice, ci sono sommosse ovunque, vedo, io non sono più il
bravo ragazzo del quartiere
scontri fra cittadini, forze statali, forze criminali
non so perchè noi siamo più preparati, non sono mai stato addestrato in vita mia per
questo. Mi portano in un seminterrato, svengo.
Quarto giorno:
Mi svegliano con uno scossone ed una pacca sulla spalla, mangio, bevo, ho una flebo al
braccio, LUI domina incontrastato sui colli della capitale ormai, "il tiranno" lo
chiamano
Quinto giorno:
Le potenze straniere sono in allarme, mi domando se verremo emulati, ancora una volta
I nemici interni sono tanti
Non so ancora cosa siamo, chi siamo
..ho preso in mano la mia vita.





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