Non e' possibile chiamare una bambina jihad,ci deve essere un'errore.
Sconcertati, cosi' rispondono gli immigrati seduti all'ombra nel quartiere della stazione di Pontedera, una zona a densissima popolazione di stranieri.Non credono che una famiglia marocchian possano aver chiamato cosi' la propria piccola.
Eppure e' vero.
Nell'elenco dell'anagrafe, tra i nomi nati nel 2006,c'e' anche quello utilizzato per invocare la guerra santa. Non si puo' chiamare una figlia "guerra". E' assurdo: la comunita' straniera di Pontedera non approva.Una comunita' cresciuta vertiginosamente, arrivando in pochi anni oltre l'8% dela popolazione, con disagi soprattutto nel quartiere stazione, dove sono spuntati decine di cartelli "vendesi" che hanno fatto precipitare i prezzi di case.
Il processo di pace ,comunque, era iniziato. Merito anche del sindaco Marconcini, che ha voluto la consulta degli stranieri. Ora, pero', quel nome,rischia di riaprire la spaccatura.
E' la prima volta che sento dare un nome come questo-conferma il capo della consulta degli stranieri,Dia Papa Demba-Ho scoperto pero' che in Marocco alcune famiglie lo danno alle femmine.Vuol dire lottare per il giusto,devozione per Dio.




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