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Discussione: Arretratezza culturale

  1. #1
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    Predefinito Arretratezza culturale

    Sono fuggito dalla Sardegna da molti anni perchè, a parte il bel mare, penso sia una terra che non offra altro.
    Il problema principale è l'arretratezza culturale.
    Io sono di Cagliari che, nonostante sia il capoluogo, più che una città è un grande paese con mentalità altamente provinciale.
    Ogni volta che torno, tristemente noto come nulla è cambiato.
    Vedo le stesse persone che, superati ormai i trent'anni, ancora non hanno voglia di cercarsi un lavoro e continuano ad andare nei pub tutte le sere;
    vedo ancora che nulla è stato fatto per promuovere il turismo, unica attività che porterebbe ricchezza e posti di lavoro;
    vedo ancora invidia e provincialismo da tutte le parti;
    vedo come un mio amico, che finalmente aveva trovato lavoro, grazie alle politiche regionali si ritrova in mobilità senza prospettive;
    vedo come le ragazze di Cagliari ancora non ti rivolgono la parola, mentre in tutte le altre città è normale socializzare;
    vedo che le strade sono ancora piene di buche, peggio che nel terzo mondo;
    vedo che le assunzioni, per qualsiasi posto di lavoro, si basano principalmente sulle conoscenze;
    vedo che il Rettore dell'Università, caso unico in Italia, è sempre lo stesso;
    vedo che tutti i giornali ben si guardano da scrivere contro il potere (penso all'articolo uscito l'anno scorso IN PRIMA PAGINA sui quotidiani nazionali sul "conflitto di interessi delle toghe alla Procura di Cagliari" che, nonostante fosse un caso clamoroso, non ha avuto NESSUNO spazio sui quotidiani locali).
    Insomma, un quadro triste che, spero, porterà alla fuga i giovani volenterosi.

  2. #2
    Trigu, terra, traballu
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    fai un favore a tutti i sardi, cagliaritani in particolare: non tornare!!

  3. #3
    Faber DV
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    Certo che devi essere un bel cesso d'uomo se nessuna ti si fila..............

  4. #4
    po sa Repùbrica de Sardigna
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    Citazione Originariamente Scritto da nograzie
    Certo che devi essere un bel cesso d'uomo se nessuna ti si fila..............

  5. #5
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    Question Momento di sconforto ?

    Citazione Originariamente Scritto da Mr.Crowley
    Sono fuggito dalla Sardegna da molti anni perchè, a parte il bel mare, penso sia una terra che non offra altro.
    Il problema principale è l'arretratezza culturale.
    Io sono di Cagliari che, nonostante sia il capoluogo, più che una città è un grande paese con mentalità altamente provinciale.
    Ogni volta che torno, tristemente noto come nulla è cambiato.
    Vedo le stesse persone che, superati ormai i trent'anni, ancora non hanno voglia di cercarsi un lavoro e continuano ad andare nei pub tutte le sere;
    vedo ancora che nulla è stato fatto per promuovere il turismo, unica attività che porterebbe ricchezza e posti di lavoro;
    vedo ancora invidia e provincialismo da tutte le parti;
    vedo come un mio amico, che finalmente aveva trovato lavoro, grazie alle politiche regionali si ritrova in mobilità senza prospettive;
    vedo come le ragazze di Cagliari ancora non ti rivolgono la parola, mentre in tutte le altre città è normale socializzare;
    vedo che le strade sono ancora piene di buche, peggio che nel terzo mondo;
    vedo che le assunzioni, per qualsiasi posto di lavoro, si basano principalmente sulle conoscenze;
    vedo che il Rettore dell'Università, caso unico in Italia, è sempre lo stesso;
    vedo che tutti i giornali ben si guardano da scrivere contro il potere (penso all'articolo uscito l'anno scorso IN PRIMA PAGINA sui quotidiani nazionali sul "conflitto di interessi delle toghe alla Procura di Cagliari" che, nonostante fosse un caso clamoroso, non ha avuto NESSUNO spazio sui quotidiani locali).
    Insomma, un quadro triste che, spero, porterà alla fuga i giovani volenterosi.
    Mi scusi

    è proprio lasciando la Nostra Patria
    senza far nulla per Essa
    che si creano certe situazioni
    (sia personali che generali)

    Perchè invece
    non è rimasto
    e fatto qualcosa per Essa ?

    La fuga è la via più semplice

    Pure son dovuto "fuggire"
    per un po' di tempo
    per avere un lavoro subito

    ma oggi ( E DOMANI )
    mai rifarò più una simile scelta

    Meglio pane e formaggio a casa mia
    che
    aragosta in casa d'altri

    La saluto e la invito a cambiare idea

    La Sardegna ,
    che le piaccia o meno ,
    E' ANCHE LA SUA PATRIA

  6. #6
    Fintzas a s'Indipendentzia
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    C’è un momento, nella vita dell’emigrante, in cui il richiamo del paese lontano si fa sentire
    con forza inusitata. Altre volte lo stesso richiamo era stato scacciato con sofferenza (o
    addirittura insofferenza): premevano le esigenze del vivere quotidiano, gli impegni si accavallavano, mille difficoltà si opponevano e inducevano ad accantonare le nostalgie. Ma il tempo è passato, i figli sono cresciuti e hanno formato nuove famiglie, è trascorsa una vita. Il viaggio di ritorno appare possibile, ora che i mezzi di comunicazione lo rendono agevole, accessibile, poco impegnativo. Non ci sono più pretesti per rimandare. L’emigrante sfoglia le vecchie fotografie dei parenti lontani, le cartoline che ha raccolto in una scatola e che ha tante volte posato sul tavolo, mostrandole agli amici e ai conoscenti. Lo prende una voglia irrefrenabile di tornare al paese, una curiosità incontenibile di andare a vedere come sia cambiato il luogo che lo ha visto nascere. Già pregusta sorridendo il momento in cui si troverà nella piazza principale e alzerà gli occhi al campanile… nella sua immaginazione scorge nuovi edifici, sconosciuti, strade che non c’erano, negozi dalle vetrine illuminate al posto di case antiche. Chi gli verrà incontro, chi aguzzerà gli occhi, quasi incredulo, chiedendo: "Ma sei proprio tu?".

    ho preso in prestito queste frasi da un brano di C. Pretti che mi sembravano adatte a una situazione futura. nel frattempo amico caro... SALVATI !!!!

  7. #7
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Mr.Crowley
    Sono fuggito dalla Sardegna da molti anni perchè, a parte il bel mare, penso sia una terra che non offra altro.
    Il problema principale è l'arretratezza culturale.
    Io sono di Cagliari che, nonostante sia il capoluogo, più che una città è un grande paese con mentalità altamente provinciale.
    Ogni volta che torno, tristemente noto come nulla è cambiato.
    Vedo le stesse persone che, superati ormai i trent'anni, ancora non hanno voglia di cercarsi un lavoro e continuano ad andare nei pub tutte le sere;
    vedo ancora che nulla è stato fatto per promuovere il turismo, unica attività che porterebbe ricchezza e posti di lavoro;
    vedo ancora invidia e provincialismo da tutte le parti;
    vedo come un mio amico, che finalmente aveva trovato lavoro, grazie alle politiche regionali si ritrova in mobilità senza prospettive;
    vedo come le ragazze di Cagliari ancora non ti rivolgono la parola, mentre in tutte le altre città è normale socializzare;
    vedo che le strade sono ancora piene di buche, peggio che nel terzo mondo;
    vedo che le assunzioni, per qualsiasi posto di lavoro, si basano principalmente sulle conoscenze;
    vedo che il Rettore dell'Università, caso unico in Italia, è sempre lo stesso;
    vedo che tutti i giornali ben si guardano da scrivere contro il potere (penso all'articolo uscito l'anno scorso IN PRIMA PAGINA sui quotidiani nazionali sul "conflitto di interessi delle toghe alla Procura di Cagliari" che, nonostante fosse un caso clamoroso, non ha avuto NESSUNO spazio sui quotidiani locali).
    Insomma, un quadro triste che, spero, porterà alla fuga i giovani volenterosi.
    Signor cagliaritano all'estero (magari a Milano),
    la prego di rileggere ciò che ha scritto.La prego anche di dirci (tanto è anonimo) se ha provato vergogna.
    Nel caso negativo (cioé nessuna vergogna e nessun pentimento) la mia frequentazione delle corsie ospedaliere (magari come infermiere) le suggerirebbe una telefonata al suo medico di fiducia per avere un consiglio circa lo specialista da consultare.
    La permanenza a Milano (o a Torino o in Sassonia o in Baviera o in Scozia) ha provocato certamente una mutazione della sua personalità originaria (non dubito che l'abbia avuta) e l'ha fatto diventare un forestiero colonizzatore e smemorato, proveniente da una città piena di fanciulle allegre e di strade senza buche. Una di quelle città dove tutti hanno tre lauree e tre stipendi.
    Dopo questi controlli (è un consiglio che le ho dato gratis, la prego di ringraziarmi) e dopo qualche seduta, torni a Cagliari e passi nella via Università (si trova ancora in Castello, i locali sono quelli del vecchio Seminario). Non le cito il Balice per paura di confonderle le idee.
    E' la strada di una delle più importanti Biblioteche universitarie non della Sardegna ma d'Italia. Entri pure (l'ingresso è libero e non si richiedono né soldi né titolo di studio) e troverà personale gentilissimo al quale potrà chiedere qualunque (o scritto qualunque) informazione. La consultazione e il prestito sono aperti a tutti, mi creda.
    Ci si trattenga a lungo, poi esca a riveder le stelle (se non offende la citazione dantesca da parte di un povero provincialotto) e provi a giudicare la sua città e la sua isola. Non ho detto "nostra", ho detto "sua".
    La prego di non dimenticarlo. Anche da Milano è sempre "sua".
    Poi torni pure a Milano o altrove senza buche e con tante, tante fanciulle allegre. Non le invidio nessuna delle due cose.
    Non me ne voglia.
    Med.

  8. #8
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    Predefinito

    Arretratezza culturale

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    Sono fuggito dalla Sardegna da molti anni perchè, a parte il bel mare, penso sia una terra che non offra altro.
    Il problema principale è l'arretratezza culturale.
    Io sono di Cagliari che, nonostante sia il capoluogo, più che una città è un grande paese con mentalità altamente provinciale.
    Ogni volta che torno, tristemente noto come nulla è cambiato.
    Vedo le stesse persone che, superati ormai i trent'anni, ancora non hanno voglia di cercarsi un lavoro e continuano ad andare nei pub tutte le sere;
    vedo ancora che nulla è stato fatto per promuovere il turismo, unica attività che porterebbe ricchezza e posti di lavoro;
    vedo ancora invidia e provincialismo da tutte le parti;
    vedo come un mio amico, che finalmente aveva trovato lavoro, grazie alle politiche regionali si ritrova in mobilità senza prospettive;
    vedo come le ragazze di Cagliari ancora non ti rivolgono la parola, mentre in tutte le altre città è normale socializzare;
    vedo che le strade sono ancora piene di buche, peggio che nel terzo mondo;
    vedo che le assunzioni, per qualsiasi posto di lavoro, si basano principalmente sulle conoscenze;
    vedo che il Rettore dell'Università, caso unico in Italia, è sempre lo stesso;
    vedo che tutti i giornali ben si guardano da scrivere contro il potere (penso all'articolo uscito l'anno scorso IN PRIMA PAGINA sui quotidiani nazionali sul "conflitto di interessi delle toghe alla Procura di Cagliari" che, nonostante fosse un caso clamoroso, non ha avuto NESSUNO spazio sui quotidiani locali).
    Insomma, un quadro triste che, spero, porterà alla fuga i giovani volenterosi.
    Hai ragione su molti punti esposti.

  9. #9
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    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da repubricanu
    Hai ragione su molti punti esposti.
    Sarei lieto di poter arricchire la mia cultura personale (noi provinciali ne abbiamo bisogno, tanto bisogno) se qualcuno volesse elencare e specificare i "molti punti" sui quali il cagliaritano (ormai milanese o tedesco e svizzero o inglese) Mr.Crowley ha o avrebbe ragione. Al quale Crowley, se avesse inteso male il mio precedente intervento, potremmo fornire, offerto dalla città, (oltre un lungo soggiorno nella minuscola Biblioteca Universitaria di Cagliari) una breve bibliografia essenziale (solo 100 voci) sulla Sardegna e sulle sue città e paesi e un giro turistico accompagnato dalla "Guida di Cagliari" di Antonio e Ludovica Romagnino, se proprio non vogliamo risalire a un certo (mai sentito?) Giovanni Spano. A richiesta, anche una visita guidata alla Cittadella dei Musei.
    Un punto negativo, invece, bisogna aggiungerlo e segnalarlo a concittadino lontano, perché ne parli, avvertendoli, agli stranieri che dovessero venire a Cagliari: ci sono, in città, individui ruvidi e terriosi come me e qualche altro. Gente rozza e puntigliosa che riserva le forbite galanterie solo a Juanna Maria.
    Gente un po' meno abile con le allegre fanciulle continentali.
    Credo di non avere esagerato. Solitamente reagisco male quando toccano la mia isola e la mia città. Soprattutto con chi ha torto.
    Med.
    P.S.
    Prima lezione per l'acculturamento degli stranieri e di coloro che hanno tagliato le proprie radici in Sardegna e vogliono ricominciare a vivere in patria:
    a) Prima lettura, tutto quello che ha scritto il prof.Giovanni Lilliu, poi andare a Barumini.
    b) Leggere tutto quello che ha scritto Francesco Alziator, poi andare a piedi da Sant'Avendrace a Bonaria.
    La Seconda lezione nella prossima puntata che sarà dedicata a Mialinu Pira, a Marcello Serra e a Giancarlo Sorgia.
    Per una lezione sugli analfabeti so già a chi mi dovrò rivolgere per avere qualche consiglio utile.
    Per oggi basta.

  10. #10
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    Predefinito

    Sarei lieto di poter arricchire la mia cultura personale (noi provinciali ne abbiamo bisogno, tanto bisogno) se qualcuno volesse elencare e specificare i "molti punti" sui quali il cagliaritano (ormai milanese o tedesco e svizzero o inglese) Mr.Crowley ha o avrebbe ragione. Al quale Crowley, se avesse inteso male il mio precedente intervento, potremmo fornire, offerto dalla città, (oltre un lungo soggiorno nella minuscola Biblioteca Universitaria di Cagliari) una breve bibliografia essenziale (solo 100 voci) sulla Sardegna e sulle sue città e paesi e un giro turistico accompagnato dalla "Guida di Cagliari" di Antonio e Ludovica Romagnino, se proprio non vogliamo risalire a un certo (mai sentito?) Giovanni Spano. A richiesta, anche una visita guidata alla Cittadella dei Musei.
    Un punto negativo, invece, bisogna aggiungerlo e segnalarlo a concittadino lontano, perché ne parli, avvertendoli, agli stranieri che dovessero venire a Cagliari: ci sono, in città, individui ruvidi e terriosi come me e qualche altro. Gente rozza e puntigliosa che riserva le forbite galanterie solo a Juanna Maria.
    Gente un po' meno abile con le allegre fanciulle continentali.
    Credo di non avere esagerato. Solitamente reagisco male quando toccano la mia isola e la mia città. Soprattutto con chi ha torto.
    Med.
    P.S.
    Prima lezione per l'acculturamento degli stranieri e di coloro che hanno tagliato le proprie radici in Sardegna e vogliono ricominciare a vivere in patria:
    a) Prima lettura, tutto quello che ha scritto il prof.Giovanni Lilliu, poi andare a Barumini.
    b) Leggere tutto quello che ha scritto Francesco Alziator, poi andare a piedi da Sant'Avendrace a Bonaria.
    La Seconda lezione nella prossima puntata che sarà dedicata a Mialinu Pira, a Marcello Serra e a Giancarlo Sorgia.
    Per una lezione sugli analfabeti so già a chi mi dovrò rivolgere per avere qualche consiglio utile.
    Per oggi basta.
    Crowley presumo parli della sua esperienza personale sul posto, non penso che per arretratezza culturale parli della storia della ns terra o altro, si sarà espresso male.
    E' vero che a livello sociale spesso, io stesso come Crowley ho riscontrato una certa chiusura mentale data presumibilmente da ragioni di insularità.
    Ne discutevo anche qualche giorno fa con amici giunti dalla Spagna per ferie, anch'essi nei comportamenti di svariate persone conosciute del posto han riscontrato modelli di comportamento non proprio esemplari in quanto ad apertura mentale.
    E' questo è riscontrabile in svariate realtà sociali tipiche di un'isola, che vanno regredendo man mano che ci si avvicina alle Coste.
    E' anche vero il luogo comune per cui vi sia una certa diffidenza connotata da una buona dose di antagonismo ed individualismo, ben consapevole cmq di non poter fare di tutta l'erba un fascio.
    Ma guardiamo anche ad esempio le vicende tra i movimenti indipendentisti.
    Solo mera concorrenza politica o più probabilmente anche protagonismo e voglia di emergere sull'altro?
    Magari entrambe le cose che si fondono e giustificano reciprocamente la loro essenza.
    Inoltre:
    Se io volessi veramente risolvere un problema, non negherei l'evidenza perchè tutti la negano.
    La affermerei, solo così si possono cambiare costumi erronei.


 

 
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