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Discussione: Torna Mazzini

  1. #71
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    e lo stesso vale per garibaldi, che se ne allontanò sdegnato poco dopo il suo ingresso, avendo capito che non sarebbe mai servita ai suoi scopi.

  2. #72
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  3. #73
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    X phoenix: è scritto anche nel sito a cui Lei rimanda: origini oscure della Carboneria. Ma lei sa quali erano le cosiddette "sette carbonare" del periodo di Mazzini: la "Esperia", la LEGIONE ITALICA (fondata da Nicola Fabrizi) la Falange Romana eccecc (veda in Leti "Carboneria e massoneria dalle origini al Risorgimento" il testo più serio sull'argomento). So come avveniva l'iniziazione: un adepto doveva far sgorgare il suo sangue mediante una pugnalata datagli da un militante del II grado. Erano dunque forme vere e proprie di iniziazione eroica.
    FASCIO: è uscito un saggio "Esoterismo e fascismo" con alcuni saggi ottimi , altri meno. Quelli ottimi, secondo me, sono quelli sulle origini del fascio nella religione civile fascista, quello sulla Scuola di Mistica Fascista e qualcun altro. Se legge quel saggio, vede che Mussolini ha adottatto il FASCIO LITTORIO come simbolo, per tutto tranne che per ispirarsi alla rivoluzione americana o francese.

  4. #74
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    onore A Giuseppe Mazzini

  5. #75
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    susu, attendo risposte dai calunniatori di Mazzini.
    risposte VERE, fatte di argomentazioni LOGICHE, non di slogan e battute che non fanno ridere.

  6. #76
    Orazio Coclite
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    Anche qui questo articolo tratto da questa interessante discussione: Commemorazione al Sacrario dei Caduti Romani e Garibaldini



    Mazzini il patriota scomodo
    «L’Indipendente» , 29/01/2006

    Recensione di Andrea Piscitelli


    Nei Doveri dell’uomo (riediti con prefazione del Presidente Ciampi) si legge: “Senza Patria voi non avete né segno, né voto, né diritti”
    Un pensiero attuale per noi postmoderni


    Mazzini è sempre stato per l’Italia un padre della patria scomodo: imbarazzante era il ricordo della sua dottrina repubblicana durante il Regno, un po’ sbiadito il suo ritratto nel tempo successivo al referendum istituzionale che in teoria avrebbe dovuto realizzarne il disegno politico. I mani mazziniani venivano tutto al più evocati dal senatore Spadolini, che peraltro si guardava bene dal dichiarare dove avesse imparato a conoscere e ad amare Mazzini: nella R.S.I., nel corso della esperienza del fascismo repubblicano che lo aveva visto precoce e fervido collaboratore del settimanale “Italia e Civiltà”.
    In verità, mai Mazzini ebbe tanti onori e celebrazioni a carattere nazional-popolare quanto nel breve tempo della Repubblica di Mussolini. Il volto del profeta del risorgimento campeggiava sui francobolli. I manifesti che invitavano ad arruolarsi nella X MAS facevano appello al volontarismo da lui suscitato nel 1848-49. I teorici della socializzazione delle industrie e i redattori della Costituzione della RSI facevano esplicito riferimento alla Costituzione della Repubblica Romana del 1849.
    Già durante il Ventennio, autori fascisti come Berto Ricci avevano notato come in Mazzini si anticipasse la visione di una “grande politica” italiana e come in lui vi fosse una netta reazione alla fabula materialistica messa in piedi da Marx. Vi erano delle esagerazioni e delle semplificazioni in queste riletture, e tuttavia fu lo stesso Bertrand Russel, algido lord del libertarismo inglese, a constatare il piano inclinato della cultura che aveva fatto scivolare gli Italiani dalla predicazione mazziniana risorgimentale alla “ammirazione dei grandi battaglioni mussoliniani”.
    Che Mazzini fosse un patriota più che un operaista, un riformatore morale più che un sovvertitore di Stati è tutta la bibliografia dell’autore a sottolinearlo.
    Nell’opera del 1860 dedicata agli operai italiani il celebre “Dei doveri dell’uomo” (recentemente pubblicato dalle edizioni Polistampa con una prefazione di Carlo Azelio Ciampi) Mazzini scrisse “Senza Patria, voi non avete né segno, né voto, né diritti. Siete i bastardi dell’Umanità…Non otterrete fede né protezione. Dove non è patria non è patto comune al quale possiate richiamarvi: regna solo l’egoismo degli interessi, e chi ha predominio lo serba”. Il linguaggio è indubbiamente quello dell’oratoria politica ottocentesca, ma il contenuto niente affatto retorico prefigura i rischi dei tempi post-moderni. Mazzini esprime ribrezzo per le “moltitudini” amorfe care a Toni Negri, e individua chiaramente come l’unica possibilità di esistenza di diritti sociali si dia all’interno di sistemi integrati di civiltà e di nazionalità.
    Gli Hindu indipendentisti ebbero un vero culto nei confronti di Mazzini e Garibaldi, ravvisando in queste figure non un carisma semplicemente politico – da agitatori delle masse – ma un’aura spirituale. Geminello Alvi nel suo splendido volume di ritratti “Uomini del Novecento” ha ricordato la devozione del più grande yogi indiano del XX secolo, Sri Aurobindo, nei confronti di Mazzini. Nel sesto numero di “Politica Romana” (edito nel 2004) Sandro Consolato ha colto le insospettabili analogie e simpatie che legavano gli Hindu in lotta contro il colonialismo inglese ai “profeti” del risorgimento italiano.
    Mazzini non fu ateo, non ebbe indulgenza per l’anticlericalismo a volte schiamazzante della metà del XIX secolo. E rifiutò di aderire alla “Società dei Liberi Pensatori” a causa del materialismo ideologico che aleggiava in esso. Non disprezzò mai il cristianesimo, anche se ovviamente inserì il rispetto per tale religione all’interno di una più generale considerazione delle grandi tradizioni religiose d’Oriente e di Occidente.
    A differenza di Cavour – assai indulgente verso i tavolini danzanti dei Medium – fu severo verso la moda spiritista. “Tutto questo guazzabuglio di tavolini in convulsione, di medium che fan traffico di anime, di spiriti balbettanti non so quali sciocche risposte m’irrita come una profanazione della santità della morte”. Al di là della soglia della morte Mazzini era incline a cogliere la trasmigrazione delle anime. L’antica verità religiosa dell’India – ma anche della tradizione orfica e pitagorica – influiva in maniera non marginale sulle teorie dell’autore: se egli parla spesso di missione, di doveri specifici di un dato individuo o di un dato popolo è perché risente dell’influsso dei concetti spirituali di “reincarnazione” e “karma” (per usare un termine hinduista).
    In tale cornice quasi teosofica, Mazzini concepisce la missione della nazionalità italiana in forma strettamente legata al mito della “Terza Roma”, alla esigenza cioè di fondare una nuova civiltà umanistica, che nasca dal superamento (e dalla integrazione) dei valori della Roma dei Cesari e della Roma Cristiana.
    Ovviamente la romanità mazziniana non è una ostentazione di muscoli, non si compiace delle sfilate dei quadrati in marcia, non è fondata sulla ragion pratica mussoliniana per cui “chi non sa portare le armi è costretto a portare le armi degli altri”. È qualcosa di più etereo, legato ai valori della educazione umanistica e del rispetto delle libertà di tutti i popoli, grandi o piccoli. E tuttavia, sta di fatto che la biografia politica di Mazzini raggiunge il suo apice nelle convulse vicende di insurrezione e guerra che segnarono la Repubblica Romana, quando le discettazioni sui principi umanistici cedettero il passo alla chiamata alle armi, alla petizione di coraggio militare. Agli occhi dei cattolici osservanti si trattò di una profanazione immensa: i discepoli di Mazzini reiteravano il crimine dell’ “anticristo” Napoleone nel deportare il Papa lontano dal sepolcro di Pietro. L’entusiasmo popolare, la determinazione dei volontari dimostravano al contrario che i tempi erano ormai maturi per superare definitivamente l’assetto medievale dello Stato della Chiesa.
    Caso paradossale, la repubblica romana fu stroncata dall’intervento di un napoleonide: per diventare “Napoleone III”, il nipote pensò bene di pareggiare l’audacia blasfema dello zio. Riportando i Papi alla testa di uno stato immobilista al centro della penisola pensò inoltre di ostacolare ogni programma di unificazione italiana, ponendo i presupposti per la creazione nella penisola di una serie di Stati satelliti della Francia. Le cose non andarono nel senso sperato dall’Imperatore dei Francesi, né ovviamente assecondarono le orazioni di Pio IX e dei cattolici devoti.
    Nelle polemiche suscitate qualche anno fa da ambienti cattolici antimodernisti vi è la lontana eco di quella drammatica spaccatura nella coscienza italiana, o forse l’effetto della più recente crisi del sentimento nazionale. Fatto sta che su Mazzini si è riversata a distanza di tempo tutta una serie di accuse e di ingiuriosi accostamenti. “Mazzini come Bin Laden” è stato detto da parte chi evidentemente non ha gli strumenti concettuali per distinguere la tecnica insurrezionale ottocentesca dal terrorismo stragista di oggi.
    Forse però l’immagine di Giuseppe Mazzini riceve più danni dalle celebrazioni stereotipate che dalle accuse faziose. Per rimediare tanto all’une quanto alle altre consigliamo la lettura di “Interessi e principi” più altri scritti mazziniani, riediti insieme recentemente da Settimo Sigillo; la pubblicazione si apre con una interessante introduzione di Giano Accame e Carlo Gambescia. I due autori dopo aver citato con un certo compiacimento una riflessione di… Palmiro Togliatti (“la tradizione del Risorgimento vive nel fascismo, ed è stata da esso sviluppata all’estremo. Mazzini, se fosse vivo, plaudirebbe alle dottrine corporative, né ripudierebbe i discorsi di Mussolini su "la funzione dell’Italia nel mondo"), sviluppano un analisi della dottrina mazziniana dalla quale emergono notevoli anticipazioni di quelle che nel XX secolo saranno le tesi della corrente antiutilitarista nelle scienze sociali.

    Pubblicazioni correlate:
    Giuseppe Mazzini.
    Doveri dell’uomo. Pensiero ed azione. Dio e il popolo.
    a cura di Cosimo Ceccuti.
    ©2005, cm 12x17, pp. 280, br., fuori commercio

  7. #77
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    Citazione Originariamente Scritto da impresentabile
    FASCIO: è uscito un saggio "Esoterismo e fascismo" con alcuni saggi ottimi , altri meno. Quelli ottimi, secondo me, sono quelli sulle origini del fascio nella religione civile fascista, quello sulla Scuola di Mistica Fascista e qualcun altro. Se legge quel saggio, vede che Mussolini ha adottatto il FASCIO LITTORIO come simbolo, per tutto tranne che per ispirarsi alla rivoluzione americana o francese.
    terrò presente, ma mi sa tanto che nei confusi giorni del primo Fascismo
    si sono fatte scelte che solo DOPO si sono affinate e rettificate...
    del resto se é vero che il Fascismo è innanzitutto azione...

    Parentele

    Seconda Repubblica Romana (Mazzini)



    Prima Repubblica Romana (Giacobini) 1799



    Rivoluzione Francese



    vero é che il fascio littorio sulle monete europee
    circolava già dal 1600 magari ad appannaggio di
    alcune delle più favolosamente reazionare case regnanti,
    ma fu la rivoluzione francese e prima americana a dare un significato
    politico esoterico...

    Et Pluribus Unum...

  8. #78
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    Citazione Originariamente Scritto da lupo1982
    ma beh, caro phoenix, mentre la massoneria, soprattutto nel periodo risorgimentista e post risorgimentista, poteva essere tutto e il contrario ditutto, visto che veniva vista come un mezzo da molte forze politiche, il pensiero di Mazzini è una cosa e una soltanto.
    anche il lato più conservatore dei rivoluzionari fascisti comunque vedeva in mazzini e garibaldi dei gran personaggi e dei precursori, vado a citare per esempio, curzio suckert(malaparte).
    e, tormnando ai concetti, non è possibile dirsi fascisti se non si condivide la collaborazione di classe; che poi questa si esplichi nel corporativismo, o nella socializzazione, o nella lotta alla precarizzazione( ) è una cosa diversa.
    l'idea di base è sempre quella.
    Mazzini a mio avviso è uno dei tanti precursori del Fascismo,però è stato preso a modello anche dai republicani democratici massoni(morte!!!) quindi è normale che a molti camerati possa non piacere,visto che il pensiero del patriota genovese non si può definirlo"semplicemente" fascista.

  9. #79
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    Citazione Originariamente Scritto da Militia87
    Mazzini a mio avviso è uno dei tanti precursori del Fascismo,però è stato preso a modello anche dai republicani democratici massoni(morte!!!) quindi è normale che a molti camerati possa non piacere,visto che il pensiero del patriota genovese non si può definirlo"semplicemente" fascista.
    se ubna dlele due è un'appropriazione indebita, è sicuramente quella dei repubblicani democratici massoni.

  10. #80
    Orazio Coclite
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    Discussioni come questa aiutano a capire quanto certo neo-fascismo sia stato una perversione e finanche una negazione del fascismo storico. Io certo cose le leggo solamente su questo forum, e visto che qui ci scrivono o transitano un po' tutti i rappresentanti del nostro piccolo mondo antico, ciò è invero significativo.
    Il problema è che la ricerca dell''esotico', del socialmente accettabile come maniera per sfuggire le desuete categorie del fascista picchiatore ed ignorante, hanno prodotto veri e propri mostri in quello che è stato un continuo superarsi di assurdità in assurdità.
    Ed eccoci qui oggi attorniati da schiere di filo-islamici, atlantisti, anti-razzisti, secessionisti fautori delle piccole patrie (e nazionalisti toscani, perché l'italietta di Berlinguer, Pertini, Prodi... mentre la Toscana era una vera sacca di resistenza nazionalsocialista ), etnoimbecillisti, destroradicali anti-nazionali, nemici del tricolore 'massonico', servi asburgici, servi del Papa Re, ecc. Tutti convintamente fascisti poi!
    Mah. Sarà che a leggere certe cose io, che fascista non mi ci sono mai dichiarato, mi sento più fascista di tanti sedicenti tali. Certo è che, come qualcuno ha appena scritto, il fascismo è tutto e il contrario di tutto, ma questo non è scusa bastevole per dire tante enormità degne di un forum leghista (dove sappiamo che il livello culturale medio è bassissimo).

    Poi quell'altro che taccia Mazzini di esotismo! No, dico io: esotismo!!! E poi rincara la dose biasimando il richiamo a Mazzini come una necessità di trovare la propria identità "altrove"!!! Arrivando finanche a tacciare il tutto di essere bislacco!!!
    Qui ragazzi, fatevelo dire in amicizia, siamo alla follia pura. (dopo anni di I'm Hate e camerati anti-italiani non che la cosa mi sorprenda troppo a dire il vero )

    Ora, secondo logica, se si vuole essere fascisti, non si può assolutamente ripudiare l'eredità di Garibaldi e Mazzini, così come non valutare nella giusta luce l'epopea risorgimentale. Altrimenti si potrà pure essere le persone più intelligenti del mondo, ma certamente non fascisti.

    Parimenti errato e fuorviante è dire, come Phoenix fa, che anche la Massoneria diede un notevole contributo al Fascismo delle origini, perché questo, sotto l'aspetto prettamente teorico che qui stiamo trattando, non è vero.
    Massoni furono tanti fascisti degli albori - ma al tempo tutti facevano parte di logge e sette segrete e poi la Massoneria risorgimentale, cosa ben diversa da quella attuale, era ancora in auge - e dalla Massoneria pervennero incoraggiamenti e finanziamenti, ma sfido chiunque a trovarmi valori massonici nelle formulazioni e negli ideali del primo fascismo! Avanti.

    Una cosa giustissima l'ha scritta Ferruccio, e mi permetto di ribadirla: "Guardate che, non a caso, la Bandiera della RSI e' in sostanza quella della Repubblica Romana, l'episodio piu' glorioso e significativo del Risorgimento Italiano!"

    Comunque la cosa più penosa è stato dover ancora una volta leggere della matrice massonica del fascio littorio!
    Ad ogni modo, questi sono i tempi che ci sono stati dati da vivere, tiremm' innanz'...

 

 
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