io parlavo di massoni nel senso piu comune sia fascisti che nazionalsocialisti.


io parlavo di massoni nel senso piu comune sia fascisti che nazionalsocialisti.


E basta co stì deliri complottisti. La storia è enormemente più complessa di chi la vuole semplificare, disegnando cupole occulte che tirano i fili per indirizzare la storia verso mete predeterminate a priori.


la storia è piena di complotti. per quanto riguarda il generalizzare sono gli stessi massoni che lo hanno fatto. parlano di risorgimento come fenomeno massonico, di massoneria messa al bando dal fascismo e di ritorno con l arrivo degli alleati.
Macchisenefrega di quello che dicono i massoni! Se tu stai a dar retta a tutto quello che dicono allora il problema è tuo. E' normale che questi vogliano ascriversi dei meriti, ma ci vuole così tanto ad arrivarci?
Ad ogni modo, ponendomi al centro e avendo Chiesa e Massoneria ai miei due lati, personalmente preferisco non patteggiare per nessuno di questi due estremi. Fossi invece vissuto un paio di secoli addietro, credo che come tanti e tanti patrioti avrei anch'io aderito alla Massoneria o alla Carboneria. Al tempo era tutt'altra musica. D'altronde non avrei che potuto essere dalla parte di chi voleva l'unità d'Italia e la distruzione della Chiesa.
Saluti.


Per coloro che pensano che la Repubblica Romana ed il Risorgimento eroico italico siano frutto - non del sacrificio disinteressato di Legioni di martiri e patrioti purissimi - ma di un non meglio precisato "complotto massonico", voglio riportare alcune immagini evocative, suscitatrici di per se stesse dell'atmosfera che emanò quell'incendio storico, quella insurrezione spirituale, quella autentica leggenda incarnata chiamata "Repubblica Romana". In gran parte, nei metodi, negli ideali, fu completamente mazziniana. Riprendo parti sparse di un saggio di M Saponaro, di epoca fascista, scritto nel 1942. Preciso: se questo fu complotto massonico, vorrei essere parte attiva di complotti massonici.
"L'Assemblea Costituente elesse Mazzini al nuovo Triumvirato, insieme con Saffi e Armellini. Egli raccolse 132 voti, Saffi 125, Armellini 93. Divenne il capo unico. Dittatore senza terrore....L'Apostolo fu un buon amministratore, conciliando le grandi idee con la conoscenza e la pratica dei mezzi minimi. Mise ordine nella finanza disordinata senza ricorrere ad angherie, vendette o spoliazioni di beni ecclesiastici. Mandò denaro a Venezia e preparò un corpo di spedizione in soccorso del Piemonte. Preservò Roma dai delitti della piazza e della vendetta che minacciavano scatenarsi. Ripartì i beni rustici delle manomorte alle famiglie dei contadini. Aprì le stanze vuote del Sant'Uffizio ai senzatetto...Provvide all'armamento di un esercito che non c'era, abolì la pena di morte. "Qui a Roma non si può essere mediocrità morali. Dobbiamo agire come uomini che hanno il nemico alle porte, e in pari tempo come uomini che lavorano per l'eternità"...
9 febbraio -3 luglio 1849. Tra queste 2 date la storia di Roma non è più storia ma epopea. La vita di Giuseppe Mazzini, nel mezzo del suo quarantaquattresimo anno, non è la vita di un solo uomo, è la vita dell'eterno spirito d'Italia da lui incarnato, dell'anima storica e poetica di tutto un popolo, carico di millenni di pensiero e di sventura...Sorse prodigiosa l'epopea della difesa del Vascello, di villa Spada, del Casino dei Quattro Venti, delle barricate ove le donne del popolo sostituivano i mariti caduti su gli spalti del Gianicolo. Morirono Daverio, Masina, Dandolo, Pietramellara, il fanciullo Morosini. Morì Luciano Manara, che il giorno innanzi aveva scritto: "Noi dobbiamo morire per chiudere con serenità il Quarantotto". Giacomo Medici restò immune tra le rovine fumanti del Vascello. Non morì Garibaldi serbato ad altra epopea: e la moglie Anita combatteva al suo fianco. Goffredo Mameli, ferito allo scontro del tradimento, e amputato poi alla gamba sinistra dal dottor Bertani, sopravvisse un mese, tra spasimi che lo spezzavano e speranze di gioia che lo portavano al delirio. La sera del 29 giugno, padroni dei bastioni e di tutte le alture, i Francesi videro la città ardere per ogni finestra e per ogni terrazza dei fuochi votivi e multicolori in gloria del santo patrono: poi a notte un acquazzone si rovesciò a spegnere razzi e lampioncini, sola emerse luminosa nella tenebra la cupola del Tempio.
Mazzini lanciò il suo terribile anatema: "Chiunque tocca da nemico il sacro suolo di Roma, è maledetto da Dio!"".
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