Sempre per tornare al discorso dell'Evola o del Romualdi 'bignamizzati' dai soliti insipidi e utili fessi capaci solo di estrapolare qualche citazione, distorcendone spesso il significato piegato ai propri interessi particolari del momento, riporto a seguire un passaggio di Adriano Romualdi preso dal suo bel saggio su Julius Evola.
Come credo ormai anche Saloth Sâr abbia capito - pia speranza? E comunque con I'm Hate non mi faccio questa illusione... -, sarebbe quanto mai opportuno cercare di parlare di quanto si conosce realmente e con un minimo di cognizione di causa, perché, come abbiamo visto, google non sempre mette al riparo dalle brutte figure.
Cosa pensava e scriveva Romualdi nel suo libro su Evola (letto e apprezzato da Evola stesso):
“La logica di Evola spazia per grandi prospettive e si serve di simboli […]. Questo procedimento rischia di divenire astratto se applicato rigidamente a casi particolari.
Così, per portare un esempio, il giudizio negativo di Evola su Napoleone o sul Risorgimento, si giustifica dal punto di vista ideale che, attraverso Napoleone, attraverso il Risorgimento, si sono diffuse le idee della sovversione democratica. Da un punto di vista più ‘storico’, non può non apparire che Napoleone ha solo cercato di sostituire l’aristocrazia francese, ormai inefficace, o che I PRINCIPOTTI ITALIANI ERANO LA CARICATURA DELLA ‘MONARCHIA TRADIZIONALE’ e che LA POLITICA DI CAVOUR ERA L’UNICA SERIA IN QUEL MOMENTO, anche per imbrigliare la rivoluzione. Talune ingenuità storiche affiorano anche in posteriori giudizi di Evola sul fascismo e sul nazional-socialismo, dove le simpatie di Evola sono sempre per le formule monarchiche conservatrici, e non si vede, ad esempio, come senza la volontà dura, rivoluzionaria di un Hitler, certe prospettive ‘conservatrici’ non si sarebbero mai imposte contro la repubblica di Weimar.”
“Altri vi sono stati che da altri libri han tratto pretesto per atteggiamenti ‘reazionari’ appartenenti piuttosto al folklore che alla politica, per riesumazioni ‘borboniche’ o ‘medievalistiche’…”
Adriano Romualdi, “Julius Evola: l’uomo e l’opera” (II ed., 1971)
"Quotati" pure questo allora.
Ecco! Che risponderanno adesso i nostri supereroi I'm Hate e Saloth Sâr? (lo dico io: niente!)
Saluti.




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