Per quello che può valere;
personalmente, come veneto, non aderirei mai a un movimento o a un partito che si richiama alla Padania o alla padanità che riporta volenti o nolenti sempre alla Lega, al suo dittatore e alla disgustosa e deprimente esperienza di questi ultimi 18 anni.
Secondo, il modello strutturale di un possibile organismo confederale o federale dovrebbe rifarsi a a quello veneto-collegiale e non a quello romano imperiale-giacobino-dittatoriale già amaramente sperimentato e che ha prodoto soltanto un nuovo parassita nobile alla Don Rodrigo e una pletora di scherani.
Farei sparire dal lessico tutti i termini come: base, militonti, sostenitori e idiozie simili che riportano alla palude mefitica del fare politica in Italia e in tutti i paesi di finta democrazia o democrazia indiretta.
Se l’obiettivo è quello di ridare al singolo uomo, alla singola comunità, al singolo popolo il loro potere sovrano per ricostruire una società e delle istituzioni veramente repubblicane, costituite da uomini e popoli liberi, sul modello Svizzero, in una prospettiva d’allargamento di tale modello a tutta l’Europa, allora dobbiamo riformarci e rieducarci tutti alla democrazia diretta (per il livello delle singole comunità) e alla democrazia rappresentativa (per il livello sovracomunitario e confederale o federale) in cui viga il vincolo di mandato e strutturata in modo che non si possa ricreare una nuova classe dirigente, un nuovo ceto nobiliare di parassiti, che espropria nuovamente gli uomini, i cittadini, le comunità e i popoli della loro sovranità.
L’attività politica e il mandato di rappresentanza vincolato, dev’essere un obbligo per tutti, continuamente cambiato a rotazione, evitando assolutamente ogni deleteria personalizzazione e il sempre possibile sedimentarsi
di ceti dominanti e parassitari.
Un pò come nelle istituzioni della millenaria Repubblica Serenissima, un tempo gestite dalla sola aristocrazia veneziana e che oggi dovrebbero essere gestite da tutti i cittadini.
I capi o i generali devono essere tutto il contrario del modello Bossiano: “I generali non si suicidano, i generali non vanno in pensione”. I capi e i generali se perdono le battaglie o la guerra e che non hanno la dignità e la responsabilità di suicidarsi o di farsi da parte, vanno fucilati, imprigionati, destituiti a seconda della gravità delle loro responsabilità e delle loro colpe.
Per costruire il domani bisogna cominciare dall’oggi. Per costruire una società e una repubblica diverse bisogna cominciare dall’individuo, da se stessi e dalle pratiche quotidiane.
Tutto il contrario dell’esperienza del fare politica dei partiti italici, Lega compresa.
Non si può costruire un domani di libertà con uomini mantenuti in catene.
Il fine è già nei mezzi!




Rispondi Citando
