Mai sottovalutare gli uomini della Provvidenza, soprattutto se sedicenti. Ma dovrebbero avere almeno la decenza di presentarsi con un aspetto degno della loro missione provvidenziale. Invece, l'ultimo della serie nostrana, apparso in video dal pulpito di Rimini, si presenta malissimo. Scollato come una velina, truccato come una domatrice di leoni serba, con le maniche di una maglietta legate sul petto e coi capelli finti e tinti da far paura. In più, si è messo di spalle come Celentano a Sanremo, non per scandalizzare, ma solo per far vedere il rimboschimento. Poteva almeno fingere che i capelli gli fossero ricresciuti per miracolo, con la forza del pensiero, l'autoimposizione delle mani o a furia di portare l'aureola. Invece no: si vanta di averli pagati a peso d'oro, quei quattro peli denaturati, immigrati da chi sa dove. E poi ha il coraggio di pronunciarsi contro il multiculturalismo, lui che non ha più niente di autoctono ed è ormai un assemblaggio di varia umanità, cui mancava solo di farsi trapiantare il pensiero di Bossi.
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