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  1. #1
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito Chi è veramente Hezbollah

    PERCHÈ VOGLIONO ELIMINARE HEZBOLLAH di Miguel Martinez
    lunedì 28 agosto 2006

    È straordinario entrare nella testa dei dominanti. Ci aiuta a farlo un interessante articolo di Renzo Guolo apparso ieri su Repubblica. Mentre si scava nei villaggi di tutto il Libano ed emergono centinaia di cadaveri di vittime dei bombardamenti israeliani; mentre la gigantesca marea tossica causata dagli stessi bombardamenti avanza verso nord, a cosa pensano appunto i dominanti?
    "Che fare con il 'Partito di Dio'? La discussione divampa anche in Italia e può essere riassunta in un solo quesito: quale è lo strumento più efficace per eliminare dalla scena o ridurre l'influenza di Hezbollah?"

    A questo punto, Guolo ci offre un quadro interessante di Hezbollah, questo movimento che viene presentato dai media come una banda di "terroristi fanatici", al servizio del governo siriano o di quello iraniano. Vi riassumo le cose principali che dice Guolo.

    In un paese di appena quattro milioni di abitanti, Hezbollah ha 200.000 iscritti, due ministri, ventitré deputati, un terzo dei consiglieri comunali libanesi.

    "Hezbollah non solo ridistribuisce il reddito ma lo crea: ha quote in molte imprese libanesi, dagli ipermercati alle pompe di benzina, dalle agenzie di viaggio all'editoria. Il suo 'core business' è, però, l'edilizia: la fondazione 'Jihad al-Binà', ha costruito in questi anni migliaia di alloggi, ospedali, moschee, strutture produttive. In queste ore ha già avviato la ricostruzione dei villaggi e quartieri bombardati; i suoi seimila dipendenti, aiutati da migliaia di militanti, stanno già sgomberando le macerie; un compito che il debole stato centrale libanese non riuscirebbe mai a svolgere in tempi così rapidi. La compagnia ha già acquistato i titoli di proprietà delle case distrutte; in cambio Hezbollah finanzierà per un anno il pagamento degli affitti ai senza casa e l'acquisto di nuovi mobili [...].
    I proventi dell'economia di mercato sociale del 'Partito di Dio' finanziano i servizi. A partire da quelli forniti dall'Unità educativa, la struttura che gestisce il sistema scolastico, del tutto gratuito, e che nel settore investe milioni di dollari l'anno. Solitamente il doppio di quelli stanziati dallo stato libanese. Un sistema che comprende scuole di ogni grado, università e accademie religiose [...].

    Hezbollah gestisce fondazioni, come quella dei Martiri, che assiste migliaia di famiglie di combattenti e i loro orfani; come quella dei Feriti, che in carico oltre diecimila persone e distribuisce circa settemila pensioni di invalidità. La protezione dei 'diseredati' è affidata al Comitato Khomeini che assiste più di centomila persone e finanzia più di duemila borse di studio l'anno.

    Ma non basta. In campo sanitario, Hezbollah spende cinque milioni di dollari per assistere, mediamente, quattrocentomila persone l'anno; controlla sei ospedali, ambulatori, dispensari. Ne pagano i servizi solo quanti possono."

    Nello spaventoso quadro dei regimi corrotti e dei servizi inesistenti che caratterizza gli stati mediorientali, è un esempio straordinario di ciò che si può fare, facendo a meno proprio dello stato e partendo dalle basi storiche dell'autorganizzazione dei popoli arabi: che ci piaccia o no, le moschee e i luoghi di preghiera.
    Ma aggiungiamo anche la natura spesso terribilmente settaria e violenta delle opposizioni ai regimi, che ha anch'essa impedito cambiamenti reali in Medio Oriente. E pensiamo che Hezbollah, pur rappresentando la comunità sciita, ha saputo stringere un patto, la scorsa primavera, con forze cristiane, sunnite e non confessionali, per fare del Libano un paese laico. Mentre, quando ha cacciato gli israeliani dal sud del Libano, il movimento ha fermato ogni rappresaglia contro i collaborazionisti locali, per evitare di innescare catene di vendette.
    Nella recente guerra, Hezbollah ha dimostrato che si può resistere a uno dei più potenti eserciti del mondo, senza cedere a tentazioni stragiste: infatti, Hezbollah, pur avendo portato a segno azioni militari efficacissime, non ha mai compiuto stragi di civili, a differenza dell'aviazione israeliana.
    Allora si capisce perfettamente perché la prima preoccupazione dei dominanti sia, come "eliminare dalla scena" Hezbollah e l'esempio che offre a tutti i paesi arabi.
    Molto meglio un impotente "governo" libanese, costituito da ambiziosi feudatari a capo di vari raggruppamenti settari, passati dalla sudditanza alla Siria alla sudditanza verso gli Stati Uniti, furibondi privatizzatori sorretti da un buffo esercito che in questa guerra si è fatto notare soltanto per un filmato in cui si vede un ufficiale che prepara il té per gli israeliani a cui si è appena arreso.
    Un "governo" da imporre, se necessario, con schiere di soldati italiani e di altri paesi.

    (Tratto da http://kelebek.splinder.com/)

    ---

    Tanto per uscire dagli schemi di quell'ignorante di Magdi allam che ogni sera fa una fastidiosa, quanto inutile, propaganda antiaraba e pro-massacri.

  2. #2
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    Predefinito

    Propaganda, utopia socialista e militarismo di partito...chissà perchè mi ricorda qualcosa questa storia...
    ...molto meglio un impotente governo "democratico" libanese, decisamente!

  3. #3
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    Predefinito

    Hezbollah nasce nel 1982 DOPO l'invasione degli Israeliani guidati da Sharon in Libano.DOPO il massacro di Sabra e Chatila effettuato dai falangisti cristiani(e non dagli Israeliani come molti antisionisti usano propagandare).
    HEzbollah non è solamente un gruppo terroristico in realtà è anche un organo parlamentare,un organizzazione sociale e umanitaria che commette "anche" operazioni terroristiche(ammazzare civili con atti terroristici è PER ME uguale ad ucciderli con aerei e missili,bisogna risalire alle "cause" del problema).
    Hezbollah è finanziato soprattutto dall'Iran,ed ha promesso grazie a questi finanziamenti 12000$ a tutte le famiglie le cui case sono stati distrutte agli attacchi israeliani,in più è impegnato nella fornitura di generi di prima necessità e nella ricostruzione delle cittadine distrutte.
    Hezbollah NON è disarmabile come tutti ci vogliono far credere per vari motivi:
    -Gran parte(mi pare il 30%) del popolo libanese appoggia Hezbollah
    -Il 60% dell'esercito regolare Libanese(che è oltretutto inferiore militarmente al partito di Dio) è più adepto a Nasrallah di quanto lo sia a Siniora.
    -Il disarmo può avvenire solo distruggendo completamente il Libano o passando dalla Siria,che a sua volta finanzia Hezbollah.
    -Nel caso in cui venissero disarmati(caso improbabilissimo)verrebbero subito RImilitarizzati dai soliti noti.

    L'Unica possibilità per sedare DEFINITIVAMENTE (e non momentaneamente come avverrà con la missione Unifil)è restituire le fattorie di Sheb'a(che "al limite" sono Siriane ma in alcun modo Israeliane) e semtterla con le continue incursioni dei militari sionisti che non rispettano la sovranità nazionale altrui.

    Non sono altresì giustificabili alcuni dei metodi usati dagli Hezbollah,che mandano bambini a combattere e "usano"(si dice) nascondersi dietro i civili Libanesi.

  4. #4
    Sono tornato
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    Predefinito

    Più che essere disarmato, vi sono discrete probabilità che Hezbollah diventi parte integrante delle forze armate libanesi, che praticamente non esistono: male armate e peggio disciplinate. Hezbollah potrebbe trasformarsi in una sorta di Guardia Nazionale, costituire dei nuovi reparti a base sunnita e cristiana diventare de iure, essendolo già de facto, l'ossatura dell'apparato difensivo libanese. Inoltre, ciò permetterebbe di strappare Hezbollah all'influenza siriana, mentre ne farebbe un'istituzione legittima della comunità politica libanese. Lo stato libanese ne uscirebbe rafforzato e sarebbe in grado di trattare alla pari con Israele.
    Credo che questa sia l'unica via percorribile per indurre entrambe le parti a cessare le ostilità.

  5. #5
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito

    "Non sono altresì giustificabili alcuni dei metodi usati dagli Hezbollah,che mandano bambini a combattere e "usano"(si dice) nascondersi dietro i civili Libanesi."

    O sono civili che si armano al momento.

  6. #6
    Hanno assassinato Calipari
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    Predefinito

    No man: i reparti religiosi o etnici sono sempre destinati a fallire prima o poi.

  7. #7
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    Predefinito Certamente, egregio collega Jury, ...

    Citazione Originariamente Scritto da yurj
    PERCHÈ VOGLIONO ELIMINARE HEZBOLLAH di Miguel Martinez
    lunedì 28 agosto 2006

    È straordinario entrare nella testa dei dominanti. Ci aiuta a farlo un interessante articolo di Renzo Guolo apparso ieri su Repubblica. Mentre si scava nei villaggi di tutto il Libano ed emergono centinaia di cadaveri di vittime dei bombardamenti israeliani; mentre la gigantesca marea tossica causata dagli stessi bombardamenti avanza verso nord, a cosa pensano appunto i dominanti?
    "Che fare con il 'Partito di Dio'? La discussione divampa anche in Italia e può essere riassunta in un solo quesito: quale è lo strumento più efficace per eliminare dalla scena o ridurre l'influenza di Hezbollah?"

    A questo punto, Guolo ci offre un quadro interessante di Hezbollah, questo movimento che viene presentato dai media come una banda di "terroristi fanatici", al servizio del governo siriano o di quello iraniano. Vi riassumo le cose principali che dice Guolo.

    In un paese di appena quattro milioni di abitanti, Hezbollah ha 200.000 iscritti, due ministri, ventitré deputati, un terzo dei consiglieri comunali libanesi.

    "Hezbollah non solo ridistribuisce il reddito ma lo crea: ha quote in molte imprese libanesi, dagli ipermercati alle pompe di benzina, dalle agenzie di viaggio all'editoria. Il suo 'core business' è, però, l'edilizia: la fondazione 'Jihad al-Binà', ha costruito in questi anni migliaia di alloggi, ospedali, moschee, strutture produttive. In queste ore ha già avviato la ricostruzione dei villaggi e quartieri bombardati; i suoi seimila dipendenti, aiutati da migliaia di militanti, stanno già sgomberando le macerie; un compito che il debole stato centrale libanese non riuscirebbe mai a svolgere in tempi così rapidi. La compagnia ha già acquistato i titoli di proprietà delle case distrutte; in cambio Hezbollah finanzierà per un anno il pagamento degli affitti ai senza casa e l'acquisto di nuovi mobili [...].
    I proventi dell'economia di mercato sociale del 'Partito di Dio' finanziano i servizi. A partire da quelli forniti dall'Unità educativa, la struttura che gestisce il sistema scolastico, del tutto gratuito, e che nel settore investe milioni di dollari l'anno. Solitamente il doppio di quelli stanziati dallo stato libanese. Un sistema che comprende scuole di ogni grado, università e accademie religiose [...].

    Hezbollah gestisce fondazioni, come quella dei Martiri, che assiste migliaia di famiglie di combattenti e i loro orfani; come quella dei Feriti, che in carico oltre diecimila persone e distribuisce circa settemila pensioni di invalidità. La protezione dei 'diseredati' è affidata al Comitato Khomeini che assiste più di centomila persone e finanzia più di duemila borse di studio l'anno.

    Ma non basta. In campo sanitario, Hezbollah spende cinque milioni di dollari per assistere, mediamente, quattrocentomila persone l'anno; controlla sei ospedali, ambulatori, dispensari. Ne pagano i servizi solo quanti possono."

    Nello spaventoso quadro dei regimi corrotti e dei servizi inesistenti che caratterizza gli stati mediorientali, è un esempio straordinario di ciò che si può fare, facendo a meno proprio dello stato e partendo dalle basi storiche dell'autorganizzazione dei popoli arabi: che ci piaccia o no, le moschee e i luoghi di preghiera.
    Ma aggiungiamo anche la natura spesso terribilmente settaria e violenta delle opposizioni ai regimi, che ha anch'essa impedito cambiamenti reali in Medio Oriente. E pensiamo che Hezbollah, pur rappresentando la comunità sciita, ha saputo stringere un patto, la scorsa primavera, con forze cristiane, sunnite e non confessionali, per fare del Libano un paese laico. Mentre, quando ha cacciato gli israeliani dal sud del Libano, il movimento ha fermato ogni rappresaglia contro i collaborazionisti locali, per evitare di innescare catene di vendette.
    Nella recente guerra, Hezbollah ha dimostrato che si può resistere a uno dei più potenti eserciti del mondo, senza cedere a tentazioni stragiste: infatti, Hezbollah, pur avendo portato a segno azioni militari efficacissime, non ha mai compiuto stragi di civili, a differenza dell'aviazione israeliana.
    Allora si capisce perfettamente perché la prima preoccupazione dei dominanti sia, come "eliminare dalla scena" Hezbollah e l'esempio che offre a tutti i paesi arabi.
    Molto meglio un impotente "governo" libanese, costituito da ambiziosi feudatari a capo di vari raggruppamenti settari, passati dalla sudditanza alla Siria alla sudditanza verso gli Stati Uniti, furibondi privatizzatori sorretti da un buffo esercito che in questa guerra si è fatto notare soltanto per un filmato in cui si vede un ufficiale che prepara il té per gli israeliani a cui si è appena arreso.
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    Tanto per uscire dagli schemi di quell'ignorante di Magdi allam che ogni sera fa una fastidiosa, quanto inutile, propaganda antiaraba e pro-massacri.
    ... alla luce delle esperienze fatte in Libano e secondo i reports
    che riceviamo dal ns agente a Beirut, gli Hizbollah sono proprio
    come descritti nell'articolo ...
    Su Allammecco non mi pronuncio: non mi interesso di garbage.
    Mandi, OBH

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da kingzorc
    (ammazzare civili con atti terroristici è PER ME uguale ad ucciderli con aerei e missili,bisogna risalire alle "cause" del problema).
    Quindi Israele è molto più "terrorista" di Hb, dato che la stragrande maggioranza delle vittime libanesi nel recente conflitto sono civili, mentre tra quelle israeliane (140 morti in tutto) solo una minima parte sono civili mentre gli altri sono militari, giusto?

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da yurj
    PERCHÈ VOGLIONO ELIMINARE HEZBOLLAH di Miguel Martinez
    lunedì 28 agosto 2006

    È straordinario entrare nella testa dei dominanti. Ci aiuta a farlo un interessante articolo di Renzo Guolo apparso ieri su Repubblica. Mentre si scava nei villaggi di tutto il Libano ed emergono centinaia di cadaveri di vittime dei bombardamenti israeliani; mentre la gigantesca marea tossica causata dagli stessi bombardamenti avanza verso nord, a cosa pensano appunto i dominanti?
    "Che fare con il 'Partito di Dio'? La discussione divampa anche in Italia e può essere riassunta in un solo quesito: quale è lo strumento più efficace per eliminare dalla scena o ridurre l'influenza di Hezbollah?"

    A questo punto, Guolo ci offre un quadro interessante di Hezbollah, questo movimento che viene presentato dai media come una banda di "terroristi fanatici", al servizio del governo siriano o di quello iraniano. Vi riassumo le cose principali che dice Guolo.

    In un paese di appena quattro milioni di abitanti, Hezbollah ha 200.000 iscritti, due ministri, ventitré deputati, un terzo dei consiglieri comunali libanesi.

    "Hezbollah non solo ridistribuisce il reddito ma lo crea: ha quote in molte imprese libanesi, dagli ipermercati alle pompe di benzina, dalle agenzie di viaggio all'editoria. Il suo 'core business' è, però, l'edilizia: la fondazione 'Jihad al-Binà', ha costruito in questi anni migliaia di alloggi, ospedali, moschee, strutture produttive. In queste ore ha già avviato la ricostruzione dei villaggi e quartieri bombardati; i suoi seimila dipendenti, aiutati da migliaia di militanti, stanno già sgomberando le macerie; un compito che il debole stato centrale libanese non riuscirebbe mai a svolgere in tempi così rapidi. La compagnia ha già acquistato i titoli di proprietà delle case distrutte; in cambio Hezbollah finanzierà per un anno il pagamento degli affitti ai senza casa e l'acquisto di nuovi mobili [...].
    I proventi dell'economia di mercato sociale del 'Partito di Dio' finanziano i servizi. A partire da quelli forniti dall'Unità educativa, la struttura che gestisce il sistema scolastico, del tutto gratuito, e che nel settore investe milioni di dollari l'anno. Solitamente il doppio di quelli stanziati dallo stato libanese. Un sistema che comprende scuole di ogni grado, università e accademie religiose [...].

    Hezbollah gestisce fondazioni, come quella dei Martiri, che assiste migliaia di famiglie di combattenti e i loro orfani; come quella dei Feriti, che in carico oltre diecimila persone e distribuisce circa settemila pensioni di invalidità. La protezione dei 'diseredati' è affidata al Comitato Khomeini che assiste più di centomila persone e finanzia più di duemila borse di studio l'anno.

    Ma non basta. In campo sanitario, Hezbollah spende cinque milioni di dollari per assistere, mediamente, quattrocentomila persone l'anno; controlla sei ospedali, ambulatori, dispensari. Ne pagano i servizi solo quanti possono."

    Nello spaventoso quadro dei regimi corrotti e dei servizi inesistenti che caratterizza gli stati mediorientali, è un esempio straordinario di ciò che si può fare, facendo a meno proprio dello stato e partendo dalle basi storiche dell'autorganizzazione dei popoli arabi: che ci piaccia o no, le moschee e i luoghi di preghiera.
    Ma aggiungiamo anche la natura spesso terribilmente settaria e violenta delle opposizioni ai regimi, che ha anch'essa impedito cambiamenti reali in Medio Oriente. E pensiamo che Hezbollah, pur rappresentando la comunità sciita, ha saputo stringere un patto, la scorsa primavera, con forze cristiane, sunnite e non confessionali, per fare del Libano un paese laico. Mentre, quando ha cacciato gli israeliani dal sud del Libano, il movimento ha fermato ogni rappresaglia contro i collaborazionisti locali, per evitare di innescare catene di vendette.
    Nella recente guerra, Hezbollah ha dimostrato che si può resistere a uno dei più potenti eserciti del mondo, senza cedere a tentazioni stragiste: infatti, Hezbollah, pur avendo portato a segno azioni militari efficacissime, non ha mai compiuto stragi di civili, a differenza dell'aviazione israeliana.
    Allora si capisce perfettamente perché la prima preoccupazione dei dominanti sia, come "eliminare dalla scena" Hezbollah e l'esempio che offre a tutti i paesi arabi.
    Molto meglio un impotente "governo" libanese, costituito da ambiziosi feudatari a capo di vari raggruppamenti settari, passati dalla sudditanza alla Siria alla sudditanza verso gli Stati Uniti, furibondi privatizzatori sorretti da un buffo esercito che in questa guerra si è fatto notare soltanto per un filmato in cui si vede un ufficiale che prepara il té per gli israeliani a cui si è appena arreso.
    Un "governo" da imporre, se necessario, con schiere di soldati italiani e di altri paesi.

    (Tratto da http://kelebek.splinder.com/)

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    Tanto per uscire dagli schemi di quell'ignorante di Magdi allam che ogni sera fa una fastidiosa, quanto inutile, propaganda antiaraba e pro-massacri.
    Signor Yurj lei ha dimenticato citare che i soldi degli Hezbollah sono frutto delle attività criminali che hanno sparse in tutto il mondo e sopratutto sono i petrodollari che il regime iraniano spende per avere un forza miltare ai confini d'Israele, non sono quindi il risultato di una economia che lavora e scambia merci ma il guadagno che ottengono a mantenere in uno stato di tensione permanente il confine con Israele, di questo tipo di aiuti e sostegni una società civile e democratica che si propone di vivere e promuovere la pace non ne dovrebbe avere a che fare, il risultato delle provocazioni sono solo le guerre e se finiscono le provocazioni, non si preoccupi, finisce anche il fiume di petrodollari in aiuto della popolazione libanese e di conseguenza il loro appoggio a Hezbollah.

  10. #10
    vae victis
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    Citazione Originariamente Scritto da beppe2
    Quindi Israele è molto più "terrorista" di Hb, dato che la stragrande maggioranza delle vittime libanesi nel recente conflitto sono civili, mentre tra quelle israeliane (140 morti in tutto) solo una minima parte sono civili mentre gli altri sono militari, giusto?
    Il "terrorismo" non si basa sul numero di vittime,ma sulla MOTIVAZIONE per cui si agisce.

 

 
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