di Simone Baschiera-

Passo dopo passo, dagli anni in cui Israele ha abbandonato la fascia di confine Libanese dal 2000 a oggi, la milizia di Hezbollah ha costruito un dispositivo militare e formato delle unità di combattimento bene addestrate e armate. Israele non ha realizzato il crescente potere militare di Hezbollah e nei combattimenti di mezzo luglio e mezzo agosto 2006 ha scontato duramente questa carenza informativa e la scarsa conoscenza sulla capacità militare di una organizzazione che improvvisamente si è rivelata in tutta la sua pericolosità.

Hezbollah oggi è una milizia addestrata allo stesso livello di un esercito ed equipaggiata come lo potrebbe essere una forza armata di uno Stato regolare, L’organizzazione di Hezbollah è uno Stato che vive e cresce all’interno dello Stato libanese e si differenzia da altre organizzazioni politico militari che si oppongono a Israele, come per esempio Hamas, soprattutto poiché vivono, si addestrano e possono operare da un’area che non è sotto controllo israeliano.

Tuttora Israele si chiede come Hezbollah sia riuscita ad equipaggiarsi con un arsenale di missili, inclusi quelli a lungo raggio tipo Zelzal, che con una triangolazione molto comune nell’area medio-orientale, dall’Iran sono passati alla Siria e da qui ai gruppi sciiti nel sud del Libano. Probabilmente dopo il drammatico terremoto di Bam, che nel 2003 ha devastato l’area a sud-est dell’Iran uccidendo 35mila persone, gli aerei siriani e forse non solo siriani ma dell’Arabia Saudita, dell’Egitto e della Libia, che nel viaggio di andata avevano portato aiuti umanitari ai terremotati, nel viaggio di ritorno dall’Iran a Damasco sono serviti per trasferire l’arsenale missilistico nelle mani di Hezbollah.

L’Iran e la Siria hanno acquisito dalla Russia le più moderne armi della fanteria per l’impiego contro i corazzati. Hanno anche acquisito gli esplosivi tradizionali più potenti come il Semtex e le ultimissime tecniche chimico-industriali in grado di abbinare sostanze singolarmente neutre, che miscelate, sono in grado di sviluppare notevoli effetti esplosivi e detonanti.

L’arsenale sovietico è tutto a disposizione di acquirenti finali come Hezbollah. L’organizzazione sciita, per vari rivoli provenienti dalle organizzazioni islamiche più tradizionali e dai Paesi islamici più moderati, riesce a procurarsi sistemi missilistici anti-carro in grado di penetrare le più pesanti protezioni corazzate. Israele ha dovuto constatare che i suoi Merkava 4, da 65 tonnellate, presentano diversi punti deboli, ben conosciuti dai tiratori di Hezbollah, che nelle scorse settimane sono riusciti a danneggiarne o metterne fuori uso almeno il 20 per cento di quelli impiegati sul fronte.

Le tattiche di Hezbollah utilizzano i missili meno moderni come i Sagger anticarro, per colpire le case che le squadre di Israele, usano come temporanei ripari e postazioni di superficie che crollano sotto gli effetti di questi missili impiegati come artiglieria. A questo impiego non ortodosso dei missili anticarro i combattenti di Hezbollah uniscono tecniche di movimento e di sfruttamento del terreno in superficie e sotterraneo che rende difficile alle unità Israeliane il loro avvistamento e quindi il loro contrasto. Sembra che i guerriglieri abbiano impiegato le stesse tattiche che i ceceni avevano usato nelle battaglie di Grozny: uscire improvvisamente dalle cavità sotterranee per attaccare i carri e quindi scomparire nei sotterranei dopo la rapida apparizione in superficie.

La milizia di Hezbollah si è avvantaggiata di una estesa rete di camminamenti sotterranei, armerie e depositi, predisposti nel tempo e disseminati lungo i fianchi delle colline che fronteggiano, a pochi chilometri di distanza, il confine israeliano. Si stima che i gruppi di combattimento di Hezbollah assommino a circa 4-5.000 unità. Questi combattenti però non sono in servizio 24 ore su 24, ma sono confusi e mescolati tra la popolazione civile da cui si distaccano per i tempi necessari all’azione di combattimento, per poi rivestire i panni del contadino o del pastore ad azione ultimata.

Nell’arsenale di Hezbollah sono stati inventariati i missili di provenienza iraniana C-802, di devastante capacità terra-mare e i missili a medio raggio Fajr-3 e Fajr-5. L’intelligence americana ritiene vi siano accanto a Hezbollah numerosi distaccamenti di istruttori iraniani i quali non si espongono mai nelle azioni, ma sono schierati alle spalle dei guerriglieri in attacco, con funzione tecnica e di advisors tattici.

Ancora la Russia, con la solita triangolazione, ha trasferito missili da 200 e 302 millimetri, con testate di guerra e le ultime armi anticarro. Sulle spalle dei combattenti Hezbollah sono stati individuati i più moderni lanciarazzi anticarro russi del tipo Metis e del tipo Rpg-29, con una grande capacità anticarro ed antipersonale. Il sistema d’arma Metis è l’ultimo prodotto tra i moderni missili filoguidati, a lungo raggio d’azione e alta velocità, in grado di lanciare quattro missili al minuto.

Un altro sistema d’arma, sempre di produzione russa e dato dalla Siria a Hezbollah, è il Kornet, un missile a guida laser con un raggio d’azione superiore a cinque chilometri. Israele ha più volte lamentato la disponibilità russa nel prestarsi a queste triangolazioni, ma gli organi ufficiali moscoviti non accettano le recriminazioni di Israele, intendendo che non sono responsabili di tutto ciò che succede tra Damasco e Gerusalemme.

Così, dopo quasi un quarto di secolo, i guerriglieri di Hezbollah, che già avevano dimostrato la loro inventiva tattica nel distruggere con attacchi suicidi l’ambasciata americana e il quartier generale delle truppe Usa a Beirut e colpire nello stesso modo anche il comando francese, si ripresentano ora con rinnovata capacità e potenzialità di combattimento contro le forze di Israele.

Hezbollah è ormai radicato all’interno della grande minoranza sciita libanese: amministra il potere civile e militare dal fiume Litani al confine Israeliano; si confronta con le armate israeliane senza alcun senso di inferiorità; con orgoglio, dichiara apertamente che Gerusalemme sarà distrutta dalla loro volontà politica e capacità militare.