Polemica in una scuola media di Pordenone
Prof senza veli online insorgono i genitori
Valeria Biagetti
PORDENONE – La professoressa con la passione delle foto hard viene assegnata, per il secondo anno consecutivo, a una scuola media di Pordenone e i genitori dei ragazzi insorgono, con lettere e telefonate di protesta alla scuola.
Succede tutto a Pordenone ed è l'ultima puntata di una lunga vicenda, finita anche nelle aule dei Tribunali, della quale la professoressa è stata protagonista. A ravvivare in questi giorni proteste già avanzate in passato – come riferisce il Messaggero Veneto – sono state le nomine 2006-2007 dei docenti del Pordenonese. L'avvenente professoressa di Lettere, che appare assolutamente integerrima sul lavoro, quanto disinibita fuori, è stata, infatti, assegnata nuovamente alla scuola media dove insegnava nello scorso anno scolastico. Solo che i genitori, già nel mese di giugno, avevano chiesto e – secondo quanto riferito da alcuni testimoni – ottenuto dal dirigente scolastico, rassicurazioni sul fatto che la docente sarebbe stata trasferita in un altro istituto.
Ciò non è avvenuto e ora a Pordenone si è scatenata una sorta di «caccia alla porno prof». Per risolvere la questione, la scuola ha esaminato e proposto di spostare non è stata sufficiente per ammorbidire le posizioni degli agguerriti genitori, che non si rassegnano a che l' insegnante dei loro figli sia una star dell'hard on line.
La professoressa pordenonese non è nuova ai clamori suscitati dalle sue foto. Quattro anni fa, i suoi alunni avevano scoperto le sue foto "hard" su Internet e, dopo averle stampate, le avevano appiccicate sui muri del bagno della scuola, con didascalie non proprio rispettose della loro insegnante.
Quest'ultima aveva presentato una denuncia contro ignoti per diffamazione e ingiurie, sostenendo – fra l'altro – di non essere il soggetto ritratto nelle foto. Nei mesi scorsi, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pordenone l'ha, però, condannata a cinque mesi di reclusione (pena sospesa) per simulazione di reato in quanto, durante il procedimento penale, è stato accertato che era effettivamente lei la donna ritratta senza veli.
La vicenda è ora all'esame dei giudici di secondo grado ai quali la professoressa ha presentato appello.
«Non escludiamo nulla, compresa la possibilità di tenere i figli a casa per protesta, considerate le immagini inequivocabili in cui compare la professoressa»: lo ha affermato la madre di uno degli allievi. Per quanto riguarda le proteste nei confronti dell'istituto, la donna – che ha chiesto l'anonimato – ha spiegato che «ci sono state delle telefonate con la scuola: al momento siamo solo nel campo delle ipotesi, visto che dalle nomine delle supplenze annuali risulterebbe che una tale docente "chiacchierata" per questa sua doppia vita sarebbe stata confermata nelle cattedre del nostro istituto, nonostante avessimo avuto rassicurazioni – ha sottolineato – su di un suo trasferimento in altra sede».
Quanto alle decisioni che le famiglie prenderanno, la madre ha annunciato che «se l'11 settembre, data di inizio delle lezioni, la situazione dovesse essere questa, decideremo che tipo di atteggiamento assumere. Siamo, comunque, convinti che la prossima settimana ci sarà tutto il tempo per convocare un' assemblea coi genitori e per trovare – ha concluso – una soluzione che soddisfi tutti».
(giovedì 31 agosto 2006)


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