Da:
http://www.newsitaliapress.it/artico...a%20di%20Pirro
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A parole tutti i candidati sono per la legalità, ma troveranno il modo per trasformare l’astuzia in furbizia ed escogiteranno mezzi per non rispettare la segretezza del voto. A questo proposito vanno accuratamente monitorati i vari patronati che nella tornata elettorale del 2006, in tutti i paesi in cui sono presenti, si sono trasformati molto spesso in veri seggi elettorali. Se il corpo consolare italiano non riuscirà per mancanza di effettivi a monitorare lo svolgimento legale delle elezioni, se ne occuperà la polizia nazionale canadese che potrebbe perfino obbligare i diversi consoli a squalificare i candidati fedifraghi. E fornire poi al governo federale ragioni concrete per negare il suo consenso al voto passivo e forse anche attivo alle prossime elezioni italiane.
Possano le condizioni poste dal governo canadese costituire un monito per evitare brogli. Se alla prova dei fatti le illegalità nei diversi paesi, in Europa ed in America latina in particolare, sono ineliminabili, andrebbe rivisto ed abrogato il diritto di voto passivo. E non sarebbe, a parer mio, una grave perdita. Grideranno a squarciagola solo gli invitati o i mangiapane a tradimento alle mangiatoie istituzionali della diaspora italiana. Dovremmo in tal caso imparare a fare orecchi da mercante alle loro urla motivate dal ‘particulare’, dal piccolo e gretto interesse personale, ma presentate come difesa di sacrosanti, nobili principi.
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