
Originariamente Scritto da
Caio_Marcello
Ci sono molti altri lavori pubblicati da maestri ebrei, che vengono usati
nello studio della legge giudaica, e che sono tenuti in alta considerazione
dato che spiegano molti passaggi oscuri del Talmud. In questo libro ne sono
citati alcuni, e precisamente i seguenti:
BIAR - Dicharazione, delucidazione, Commentario su un altro Commentario.
Queste dichiarazioni differiscono fra di loro.
HALAKHOTH - di solito scritto HILKHOTH - Decisioni o Dissertazioni. Libri
separati delle Sacre Scritture e del Talmud di diversi rabbini: Maimonide,
Beshai, Edels, Mosè di Kotzen, Kimchi e altri. Nella maggior parte dei
casi, danno delle citazioni di Maimonide dallo HILKHOTH AKUM. Queste
contengono dissertazioni sulle stelle e pianeti e sulle condizioni delle
nazioni. Ce n'è un altro - HILKHOTH MAAKHALOTH ASAVOROTH - dissertazioni
sugli alimenti proibiti.
IUCHASIN o SEPHER IUCHASIN - dissertazioni sulla discendenza. Tratta della
storia sacra e giudaica dall'inizio del mondo fino al 1500. Fu stampato a
Cracovia nel 1580.
JALKUT - una raccolta di commenti tratti da vari libri antichi. Si suppone
abbia un significato non letterale ma allegorico. Autore: il rabbino
Shimeon di Francoforte.
KED HAKKEMACH - Barile di farina. Contiene un elenco alfabetico dei luoghi
delle comunità teologiche. Autore: il rabbino Bechai di Lublino.
MAGEN ABRAHAM - Scudo di Abramo. Autore: Perizola.
MIZBEACH HAZZAHABH - l'Altare d'Oro. Libro cabalistico. Autore: R.
Schelomon ben Rabbi Mordechai. Stampato a Basilea nel 1602.
MACHZOR - un Ciclo. Libro di Preghiere usato nelle feste grandi.
MENORATH HAMMAOR - Candela di luce. Libro talmudico. Contiene l'Aggadoth e
il Medraschim, cioè, i commentari storici e allegorici su tutto il Talmud.
Autore: rabbino Isaac Abhuhabh. Stampato nel 1544.
MAIENE HAIESCHUAH - Fontane del Salvatore. Uno squisito commentario su
Daniele del rabbino Isaac Abarbanel. Vi si trovano numerose dispute contro
i cristiani. Stampato nel 1551.
MIKRA GEDOLAH - la Grande Convocazione. Una bibbia ebraica con note di R.
Salomon Iarchi e R. Ezra.
MASCHMIA IESCHUAH - Il Predicatore della Salvezza. Spiegazioni su tutti i
Profeti. Riguarda la redenzione futura. Autore: R. Abarbanel.
NIZZACHON - Vittoria. Attacchi contro i crisitani e i quattro Vangeli.
Autore: rabbino Lipman. Stampato nel 1559.
SEPHER IKKARIM - Libro sui fondamentali o articoli di fede. Contiene un
durissimo attacco contro la fede cristiana.
EN ISRAEL - L'Occhio d'Israele. Un libro celebre. Ha una seconda parte -
BETH JAKOBH - la Casa di Giacobbe. Contiene dei deliziosi racconti
talmudici. Stampato a Venezia nel 1547.
SCHAARE ORAH - le Porte di Luce. Un celeberrimo libro cabalistico. Autore:
Ben Joseph Gekatilia.
SCHEPHAA TAL - Abbondanza di Rugiada. Libro cabalistico. Una chiave per il
libro di Zohar ed altri libri del genere. Autore: rabbino Schephtel Horwitz
di Praga.
TOLDOTH IESCHU - le Generazioni di Gesù. Un opuscolo pieno di bestemmie e
maledizioni. Contiene la storia di Cristo. Pieno di espressioni false e
tendenziose.
Per la stesura del presente libretto, ho usato le seguenti fonti:
Il TALMUD. Edizione di Amsterdam, 1644-48, in 14 volumi.
SCHULCHAN ARUKH, del rabbino Joseph Karo. Edizione di Venezia, 1594. Senza
note.
IORE DEA. Diverse citazioni. Edizione di Cracovia.
ZOHAR. Edizione di Amsterdam, 1805. 3 volumi.
MIKRA GEDOLAH. Edizione di Amsterdam, 1792, 12 volumi, edizione di Basilea,
1620, 2 volumi, edizione di Venezia.
HILKHOTH AKUM di R. Maimonide, edizione di Vossius, 1675.
Come lavori ausiliari ho usato:
JOANNES BUXDORFIUS. a. Lexicon Chaldaicum, Talmudicum et Rabbinicum,
Basilea 1640. b. De Abreviaturis Hebraicis; Operis Talmudis Recensio;
Bibliotheca Rabbinica, Basilea 1712. c. Synagoga Judaica, Basilea, 1712.
GEORGII ELIEZ. EDZARDI. Tractatus talmudici "AVODA SARA." Amburgo, 1705.
JACOBI ECKER: "Der Judenspiegel im Lichte der Wahrheit," (Lo Specchio
Giudaico alla Luce della Verità). Paderborn, 1884.
AUGUST ROHLING: Die Polemik und das Manschenopfer des Rabbinismus. (Le
Polemiche e il Sacrificio Umano del Rabbinismo). Paderborn, 1883.
*****
Ho usato solamente lavori che gli stessi ebrei tengono in altissima
considerazione e ai quali essi fanno riferimento nelle loro dispute con i
cristiani citando imparzialmente le opinioni di questi eruditi uomini. La
loro grande diligenza nel citare dai testi di libri che ho potuto
esaminare, è stata per me una prova che io ho usato la stessa diligenza
perfino citando da fonti meno note alle quali essi possono accedere con
molta più facilità.
PARTE I
L'INSEGNAMENTO DEL TALMUD SUI CRISTIANI
Vedremo in primo luogo ciò che il Talmud insegna
su Gesù Cristo, il fondatore del Cristianesimo;
e in secondo luogo, sui suoi seguaci, i Cristiani.
CAPITOLO I.
GESU' CRISTO NEL TALMUD
Molti passi dei libri talmudici trattano della nascita, vita e morte di
Gesù Cristo e dei suoi insegnamenti. Non sempre Gesù viene nominato con il
suo nome, ma in diversi modi come "Quell'Uomo," "Una Certa Persona," "Il
Figlio del Carpentiere," "Colui che Fu Appeso", ecc.
Articolo I. - SUI NOMI DI GESU' CRISTO
1. Il vero nome di Gesù Cristo in ebraico è Jeschua Hanotsri - Gesù il
Nazzareno. Viene chiamato Nostri dalla città di Nazareth nella quale egli
crebbe. Così, nel Talmud, anche i cristiani Articolo I. - sono chiamati
Nostrim- Nazzareni.
Siccome la parola Jeschua significa "Salvatore," il nome Gesù si trova
raramente nei libri ebraici. E' quasi sempre abbreviato in Jeschu, che
viene maliziosamente inteso come composto delle iniziali delle tre parole
Immach SCHemo Vezikro - "Possano il suo nome e la sua memoria essere
cancellati."
2. Nel Talmud, Cristo viene chiamato Otho Isch- "Quell'Uomo," cioè colui
che tutti conoscono. Nel Trattatello Abhodah Zarah, 6a. leggiamo:
"Viene chiamato cristiano colui che segue i falsi insegnamenti di
quell'uomo, che aveva loro insegnato a celebrare la festa il primo giorno
del Sabato, cioè, di rendere il culto a Dio il primo giorno dopo il
Sabato."
3) Altrove, egli viene semplicemente chiamato Peloni - "Una Certa Persona."
Nel Chagigah. 4b, leggiamo:
"Maria .... la madre di una certa persone, di cui si parla nello Schabbath
..." (104b).
Che questa Maria non sia altro che la madre di Gesù, vedremo più avanti.
4. Per spregio, Gesù viene anche chiamato Naggar bar naggar - 'il falegname
figlio di un falegname'; e anche Ben charsch etaim - 'il figlio di uno che
lavora il legno.'
5. Viene anche chiamato Talui - 'quello che fu appeso.' Il rabbino Samuel,
il figlio di Meir, nell' Hilch. Akum di Maimonide, si riferisce al fatto
che era proibito partecipare alle feste cristiane di Natale e Pasqua perchè
celebrate a causa di colui che fu appeso. E anche il rabbino Aben Ezra, in
un commentario sul Genes. (XXVII, 39) lo chiama Talui la cui immagine
l'imperatore Costantino aveva riprodotto sul suo stendardo. "...nei giorni
di Costantino, che operò un cambiamento nella religione e mise la figura di
colui che fu appeso sul suo stendardo."
Articolo II. - LA VITA DI CRISTO
IL TALMUD insegna che Gesù Cristo era illegittimo e che fu concepito
durante il periodo mesturale; che aveva l'anima di Esaù; che era un pazzo,
uno stregone, un seduttore; che egli fu crocefisso, sepolto all'inferno e
innalzato come un idolo dai suoi seguaci.
1. ILLEGITTIMO E CONCEPITO DURANTE IL PERIODO MESTRUALE
Quanto segue viene narrato nel Trattatello Kallah, 1b (18b):
"Una volta, quando gli Anziani erano seduti alla Porta, passarono due
giovani, uno dei quali aveva il capo coperto mentre l'altro l'aveva
scoperto. Il rabbino Eliezer disse che quello con il capo scoperto era
illegittimo, un mamzer. Il rabbino Jehoschua disse che era stato concepito
durante il periodo mestruale, ben niddah. Il rabbino Akibah, comunque,
disse che che era entrambe le cose. A questo punto gli altri chiesero al
rabbino Akibah perchè egli osasse contraddire i suoi colleghi. Egli rispose
che poteva fornire le prove di ciò che affermava. Perciò, egli andò dalla
madre del ragazzo che vide seduta al mercato a vendere verdure e le disse:
'Figlia mia, se risponderai sinceramente a quello che sto per chiederti, ti
prometto che sarai salva nella vita che verrà' Essa gli chiese di giurare
di mantenere la promessa, e il rabbino Akibah glielo giurò - ma solo con le
sue labbra, perchè nel suo cuore egli invalidò il suo giuramento. Poi
disse: 'Dimmi, che razza di figlio è questo tuo ragazzo?' Al che essa
rispose: 'Il giorno che mi sposai avevo le mestruazioni, e a causa di ciò,
mio marito mi lasciò. Ma uno spirito malvagio venne e giacque con me e da
quel rapporto mi nacque questo figlio.' Fu così dimostrato che questo
ragazzo non solo era illegittimo ma anche concepito dalla madre durante il
periodo mestruale. E quando coloro che avevano posto la domanda ebbero
sentito, dichiararono: 'Davvero grande è stato il rabbino Akibah quando ha
corretto i suoi Anziani'! Ed essi esclamarono: 'Benedetto il Signore Dio di
Israele che ha rivelato il suo segreto al rabbino Akibah figlio di
Giuseppe'"!
Che per gli ebrei questa storia si riferisca a Gesù e a sua madre, Maria, è
chiaramente dimostrato dal loro libro Toldath Jeschu -'Le Generazioni di
Gesù' - dove quasi le stesse parole vengono usate per narrare la nascita
del nostro Salvatore.
Un'altra storia del genere è narrata in Sanhedrin, 67a:
"Di tutti coloro che sono colpevoli di morte secondo la Legge, egli solo
viene preso con uno strattagemma. In che modo? Accendono una candela in una
stanza interna e mettono dei testimoni in una stanza accanto da dove, senza
essere visti, possono vederlo e udirlo. Poi quello che egli aveva cercato
di sedurre gli dice 'Per favore, ripeti qui privatamente quello che mi hai
detto prima.' Se il seduttore ripete quello che aveva detto, l'altro gli
chiede 'Ma come possiamo lasciare il nostro Dio che è nei cieli e servire
degli idoli?' Se il seduttore si pente, allora tutto è a posto. Ma se egli
dice 'E' nostro dovere e diritto di farlo,' allora i testimoni che l'hanno
sentito dalla stanza accanto lo portano davanti al giudice e lo uccidono
con la lapidazione. Questo è ciò che fecero al figlio di Stada a Lud, ed
essi lo appesero alla viglia della pasqua. Perchè questo figlio di Stada
era il figlio di Pandira. Infatti il rabbino Chasda ci dice che Pandira era
il marito di Stada, sua madre, ed egli visse durante la vita di Paphus, il
figlio di Jehuda. Ma sua madre era stada, Maria di Magdala (una
parrucchiera per signore) che, come dice il Pumbadita, aveva lasciato il
marito."
Il significato di ciò è che questa Maria era chiamata Stada, cioè
prostituta, perchè, secondo l'insegnamento del Pumbadita, avava lasciato il
marito e commesso adulterio. Questo appare anche nel Talmud di Gerusalemme
e in Maimonide.
Che qui si intenda Maria, la madre di Gesù, si può verificare nel
trattatello Chagigah, 4b:
"Quando il rabbino Bibhai fu visitato dall'Angelo della Morte (il demonio),
quest'ultimo disse al suo assistente: 'Vai e portami Maria la parrucchiera'
(cioè, uccidila). Egli andò e portò Maria, la parrucchiera per bambini - al
posto dell'altra Maria."
Una nota a margine spiega questo passo come segue:
"Questa storia di Maria, parrucchiera per signore, si riferisce al periodo
del Secondo Tempio. Essa era la madre di Peloni, 'quell'uomo,' come viene
chiamato nel trattatello Schabbath," (fol.104b).
Ne llo Schabbath, il passo indicato dice:
"Il rabbino Eliezer disse agli Anziani: 'Non è vero che il figlio di Stada
esercitava la magia egizia incidendosela nella carne?' Essi risposero: "Era
un pazzo, e noi non prestiamo attenzione a quello che fanno i pazzi. Il
figlio di Stada, il figlio di Pandira, ecc.'" come sopra nel Sanhendrin,
67a.
Il libro Beth Jacobh, fol 127, così spiega la magia del figlio di Stada:
"I Magi, prima di lasciare l'Egitto, prestarono particolare attenzione a
che la loro magia non fosse messa per iscritto per evitare che altri la
imparassero. Ma egli haveva escogitato un nuovo modo di scriverla nella
pelle, o di fare dei tagli nella pelle inserendovela. Quando le ferite si
rimarginavano, non era possibile vederne il significato."
Buxtorf dice:
"Non ci possono essere molti dubbi su chi fosse tale Ben Stada, o chi gli
ebrei intendevano che fosse. Sebbene i rabbini, nelle loro aggiunte al
Talmud, cerchino di nascondere la loro malizia e dicano che non è Gesù
Cristo, il loro inganno è chiaramente evidente, e molte cose dimostrano che
essi scrissero e intesero tutte queste cose su di lui. In primo luogo, lo
chiamano anche il figlio di Pandira. Gesù il Nazzareno è in tal modo
chiamato in altri passi del Talmud dove si fa espressa menzione di Gesù il
figlio di Pandira. Anche San Giovanni Damasceno, nella sua Genealogia di
Cristo, fa cenno di Panthera e del Figlio di Panthera.
"In secondo luogo, si dice che questa Stada sia Maria, e questa Maria la
madre di Peloni 'quella tale persona' per cui si intende indubbiamente
Gesù. In tal modo infatti erano usi celare il suo nome perchè avevano paura
di pronunciarlo. Se avessimo copie dei manoscritti originali, questi lo
potrebbero certamente dimostrare. E anche questo era il nome della madre di
Gesù il Nazareno.
"In terzo luogo, egli è chiamato il Seduttore del Popolo. I Vangeli
testimoniano il fatto che Gesù fosse così chiamato dagli ebrei, e i loro
scritti sono tuttora prova che ancora lo chiamano con questo nome.
In quarto luogo, egli è chiamato 'quello che fu appeso,' che si riferisce
chiaramente alla crocefissione di Cristo, specialmente dato che viene
aggiunto un riferimento al tempo 'alla vigilia della pasqua (ebraica) che
coincide con il giorno della crocefissione di Gesù. Nel Sanhedrin (43a) si
trova quanto segue:
'Alla vigilia della pasqua (ebraica) appesero Gesù'
"In quinto luogo, riguardo a quanto dice il Talmud di Gerusalemme sui due
discepoli degli anziani che furono inviati come testimponi per spiarlo, e
che furono poi chiamati a testimoniare contro di lui: Ciò si riferisce ai
due 'falsi testimoni' di cui l'Evangelista Matteo e Luca parlano.
"In sesto luogo, a proposito di quello che dicono sul figlio di Stada, cioè
che esercitava le arti magiche egizie incidendosele nella pelle: la stessa
accusa è fatta contro Cristo nell'ostile libro Toldoth Jeschu.
"Infine, il periodo storico corrisponde. Infatti si dice che questo figlio
di Stada viveva nei giorni di Paphus, il figlio di Jehuda, che era
contemporaneo del rabbino Akibah. Akibah, comunque, visse al tempo
dell'Ascensione di Cristo, e per qualche tempo in seguito. Si dice che
anche Maria sia vissuta nel periodo del Secondo Tempio. Tutto ciò dimostra
chiaramente che essi segretamente e in modo blasfemo, con l'indicazione di
figlio di Stada, intendevano Gesù Cristo, il figlio di Maria.
"Altre circostanze possono sembrare contradditorie a questo proposito. Ma
ciò non è una novità per le scritture ebraiche e viene fatto di proposito
in maniera che i cristiani non possano facilmente individuare l'inganno."
2. Inoltre, "Nei libri segreti, che non si lasciano facilmente cadere nelle
mani dei cristiani, essi dicono che in Cristo entrò l'anima di Esau, e che
egli fu perciò perverso e che fu Esaù stesso."
3. Da alcuni viene chiamato PAZZO e FOLLE.
Nello Schabbath, 104b:
"Essi, (gli anziani) dissero a lui (Eliezer). 'Era un folle, e nessuno
presta attenzione ai folli.'"
4. STREGONE E MAGO
Nell'infame libro Toldoth Jeschu, si bestemmia contro il nostro Salvatore
come segue:
"E Gesù disse: Non è vero che Isaia e Davide, miei antenati, profetarono su
di me? Il Signore mi ha detto, tu sei mi o figlio, oggi ti ho concepito,
ecc. In maniera simile, in un altro punto: Il Signore ha detto al mio
Signore, siedi alla mia destra. Ora io ascendo al Padre mio che è in cielo
e siederò alla sua destra, come potrete vedere con i vostri occhi. Ma tu,
Giuda, non arriverai mai a quell'altezza. Allora Gesù pronunciò l'alto nome
di Dio (IHVH) e continuò a farlo fino a che venne un vento che lo portò in
alto fra la terra e il cielo. Anche Giuda pronunciò il nome di Dio e in
simil modo fu preso dal vento. In questa maniera entrambi fluttuarono
nell'aria fra lo stupore degli astanti. Poi Giuda, pronunciando di nuovo il
Nome Divino, prese Gesù e lo spinse in basso verso la terra. Ma Gesù cercò
di fare lo stesso a Giuda e così lottarono l'uno contro l'altro. E quando
Giuda vide che non poteva averla vinta sulle arti di Gesù, gli urinò
addosso, ed entrambi, divenuti immondi caddero a terra; e nemmeno poterono
di nuovo usare il nome Divino fino a che non si furono lavati."
Non so se coloro che credono a tali diaboliche bugie meritino più odio o
pietà.
In un altro punto dello stesso libro si dice che nella casa del Santuario
c'era una pietra che il Patriarca Giacobbe unse con olio. Su questa pietra
erano incise le lettere tetragrammatiche del Nome (IHVH), e se alcuno
avesse potuto impararle avrebbe potuto distruggere il mondo. Essi perciò
decretarono che nessuno avrebbe dovuto impararle, e misero due cani su due
colonne di ferro di fronte al Santuario in maniera che, se alcuno avesse
imparato quelle lettere, i cani avrebbero abbaiato mentre usciva e gliele
avrebbero fatto dimenticare per la paura. Si racconta poi: "Gesù venne ed
entrò, imaparò le lettere e le scrisse sulla pergamena. Poi fece un taglio
nella carne della coscia e ve le inserì, e dopo aver pronunciato il nome,
la ferita si rimarginò."