Pagina 1 di 6 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 54
  1. #1
    Caio_Marcello
    Ospite

    Predefinito Ed ecco il Talmud......

    IL TALMUD

    IL TALMUD deriva il suo nome dalla parola LAMUD - insegnato, e significa
    L'Insegnamento. Per metonimia, si vuol significare il libro che contiene
    l'Insegnamento, il quale insegnamento si chiama Talmud, cioè il libro
    dottrinale che da solo espone e spiega completamente tutta la conoscenza e
    l'insegnamento del popolo ebreo.
    Per quanto riguarda l'origine del Talmud, i rabbini ritengono che il suo
    primo autore sia Mosè. Essi sostengono che, oltre alla legge scritta -
    trasmessa da Dio a Mosè sul Monte Sinai sulle tavole di sasso e denominata
    Torah Scheibiktab - Mosè abbia anche ricevuto la sua interpretazione, o
    legge orale, chiamata Torah Shebeal Peh. Secondo loro, questo è il motivo
    per cui Mosè rimase per tanto tempo sul monte. Infatti, essi sostengono, un
    giorno solo sarebbe stato sufficiente per ricevere da Dio la legge scritta.
    Si dice che Mosè abbia trasmesso questa legge orale a Giosuè; Giosuè a sua
    volta ai settanta Anziani; questi Anziani ai Profeti, e i Profeti alla
    Grande Sinagoga. Si sostiene che essa fu più tardi trasmessa a certi
    rabbini, uno dopo l'altro, finchè non divenne impossibile ritenerla
    oralmente.
    Qualunque cosa possa dirsi sulla storia dei rabbini, è cosa
    sufficientemente nota fra noi che, prima della nascita di Cristo, in
    Palestina esistevano scuole nelle quali si insegnavano i sacri testi. Per
    poterli ricordare, i commentari dei Dottori della legge venivano scritti su
    carte ed elenchi che, riuniti insieme, formarono gli inizi del Talmud
    giudaico.
    Nel secondo secolo dopo Cristo, il rabbino Jehuda - che, a causa della sua
    santità di vita, era chiamato Il Santo e Il Principe - si rese conto che la
    cultura degli ebrei andava scemando, che la loro legge orale si stava
    perdendo, e che il popolo ebreo si stava disperdendo, e fu il primo a
    prendere in considerazione i possibili modi di ridar vita e preservare la
    legge orale. Egli raccolse tutti gli elenchi e le carte (che la
    contenevano) ricavandone un libro che fu chiamato Sepher Mischnaioth,
    oppure Mischnah - un Deuterosis o legge secondaria. Lo divise in sei parti,
    ciascuna delle quali venne divisa in molti capitoli che vedremo più avanti.
    La Mischnah è il fondamento e la parte principale di tutto il Talmud.
    Questo libro fu accettato da tutti gli ebrei e fu riconosciuto come codice
    autentico della loro legge. Veniva spiegato nelle loro Accademie di
    Babilonia - a Sura, Pumbaditha e Nehardea - e nelle loro Accademie di
    Palestina - a Tiberiade, Iamnia e Lydda.
    Con l'andar del tempo le interpretazioni aumentarono e le dispute e le
    decisioni dei dottori della legge riguardanti la Mischnah furono scritte. e
    questi scritti costituirono un'altra parte del Talmud chiamata Gemarah.
    Nel Talmud queste due parti sono disposte in maniera tale per cui la
    Mischnah serve per prima come una specie di testo della legge e la Gemarah
    serve poi da analisi delle varie opinioni per giungere alle decisioni
    definitive.
    Non tutti i precetti della Mischnah, comunque, venivano discussi nelle
    scuole ebree. Non si commentavano quelli che non potevano essere applicati
    a causa della distruzione del Tempio, e quelli che potevano essere
    osservati solo nella Terra Santa. La loro spiegazione veniva rimandata alla
    venuta di Elia e del Messia. Per questo motivo, nel Gemarah, alcune parti
    del Mischnah mancano.
    Per quanto riguarda l'interpretazione della Mischnah del rabbino Jehuda,
    ciascuna delle scuole di Palestina e di Bab ilonia seguì il suo metodo
    particolare, e in questo modo si venne a creare una duplice Gemarah - la
    versione di Gerusalemme e quella di Babilonia. L'autore della versione di
    Gerusalemme fu il rabbino Jochanan, che fu capo della sinagoga di
    Gerusalemme per ottant'anni. Nell'anno 230 A.D., egli portò a termine
    trentanove capitoli di commenari sulla Mischnah.
    La Gemarah babilonese, comunque, non fu compilata da una sola persona e
    nemmeno in una volta sola. Il rabbino Aschi la cominciò nel 327 A.D. e vi
    lavorò per sessant'anni. Continuò il rabbino Maremar nell'anno 427 A.D., e
    l'opera fu portata a termine dal rabbino Abina nell'anno 500 A.D. circa. La
    Gemarah babilonese è composta da trentacinque capitoli di interpretazioni.
    Questa duplice Gemarah, assieme con la Mischnah, dà vita ad un duplice
    Talmud: la versione di Gerusalemme che a causa della sua brevità e
    difficoltà di comprensione non è molto usata; e la versione babilonese che
    è sempre stata tenuta in altissima considerazione dagli ebrei di tutti i
    tempi.
    La Gemarah è seguita da aggiunte chiamate Tosephoth. Fu così che il rabbino
    Chaia inizialmente chiamò le sue opinioni sulla Mischnaioth. Egli e il
    rabbino Uschaia furono i primi a spiegare questo libro pubblicamente nelle
    scuole. I commentari sulla furono redatti dai dottori fuori dell'ambito
    delle scuole, erano chiamati Baraietoth, o opinioni estranee.
    A questi Commentari si aggiunsero poi altre decisioni chiamate Piske
    Tosephoth, brevi tesi e semplici principi.
    Per quasi cinquecento anni dopo il completamento del Talmud babilonese, lo
    studio della letteratura fu gravemente ostacolato, in parte a causa di
    calamità pubbliche e in parte a causa di dissensi fra gli studiosi. Ma
    nell'undicesimo secolo, altri scrissero ulteriori aggiunte al Talmud. Fra
    queste, le principali sono quelle del Tosephoth del rabbino Ascher.
    Oltre a queste, comparvero il Perusch del rabbino Moische ben Maimon, per
    brevità chiamato Rambam dagli ebrei, dai cristiani Maimonide, e dal rabbino
    Schelomo, Iarchi o Raschi.
    Così che la Mischnah, la Gemarah, il Tosephoth, le note marginali di
    rabbino Ascher, il Piske Tosephoth e il Perusch Hamischnaioth di Maimonide,
    tutti insieme, costituiscono un ampio lavoro chiamato Il Talmud.

    ******

    Le principali parti del Talmud, che abbiamo menzionato sopra, sono sei:
    I. ZERAIM: riguardante i semi. Tratta di semi, frutti, erbe, alberi;
    dell'uso pubblico e domestico di questi frutti, di semi diversi, ecc.
    II. MOED: riguardante le feste. Tratta del tempo in cui il sabato e altre
    feste devono avere inizio, fine ed essere celebrate.
    III. NASCHIM: riguardante le donne. Tratta del matrimono e del ripudio
    delle mogli, dei doveri, dei rapporti, delle malattie, ecc.
    IV. NEZIKIN: riguardante i danni. Tratta dei danni sofferti da uomini ed
    animali, delle penalità e dei risarcimenti.
    V. KODASCHIM: riguardo la santità. Tratta dei sacrifici e di vari riti
    sacri.
    VI. TOHOROTH: riguardante le purificazioni. tratta della contaminazione e
    della purificazione delle stoviglie, biancheria e altre cose.
    Ciascuna di queste sei parti, che gli ebrei chiamano Schishah Sedarim - sei
    ordini o ordinanze - è divisa in libri o fascicoli, chiamati Massiktoth, e
    i libri in capitoli, o Perakim.

    *****
    I. ZERAIM. Contiene undici libri o Masechtoth.
    1. BERAKHOTH -Benedizioni e preghiere. Tratta delle regole liturgiche.
    2. PEAH - Angolo di un campo. Tratta degli angoli del campo e della
    spigolatura... le olive e l'uva da lasciare ai poveri.
    3. DEMAI - Cose dubbie. Se si debbano o no pagare le decime su tali cose.
    4. KILAIM - Miscele. Tratta delle varie miscele di semi.
    5. SCHEBIITH - il Settimo. Tratta dell'anno sabbatico.
    6. TERUMOTH - Offerte e Oblazioni. Le offerte "Heave" per i preti.
    7. MAASEROTH - le Decime, da versare ai Leviti
    8. MAASER SCHENI - la Seconda Decima
    9. CHALLAH - la Pasta, la parte di essa da darsi ai Preti.
    10.ORLAH - L'Incirconciso. Tratta dei frutti di un albero durante i sui
    primi tre anni di vita.
    11.BIKKURIM - I Primi Frutti da portare al Tempio.
    II. MOED. Contiene dodici Libri o Masechtoth.
    1. SCHABBATH - Il sabato. tratta dei tipi di lavoro proibiti in questo
    giorno.
    2. ERUBHIN - Combinazioni. Contiene i precetti sul cibo per il sabato, ecc.
    3. PESACHIM - Pasqua. Tratta delle leggi relative alla Festa della Pasqua
    ebraica e dell'agnello pasquale.
    4. SCHEKALIM - Siclo. Tratta delle dimensioni e peso del siclo.
    5. IOMA - il Giorno della Riconciliazione. Tratta delle prescrizioni per
    quel giorno.
    6. SUKKAH - il Tabernacolo. Tratta delle leggi riguardanti la festa dei
    Tabernacoli.
    7. BETSAH - l'Uovo del Giorno di Festa. Tratta del tipo di lavoro proibito
    e permesso nei giorni di festa.
    8. ROSCH HASCHANAH - Anno Nuovo. Tratta della Festa dell'Anno Nuovo.
    9. TAANITH - Digiuni. Tratta dei digiuni pubblici.
    10.MEGILLAH - il Rotolo. Tratta della lettura del Libro di Ester. Contiene
    la descrizione della Festa di Purim.
    11.MOED KATON - Festa Minore. Tratta delle leggi relative ai giorni che
    dividono il primo dall'ultimo giorno di Pesach e Succoth.
    12.CHAGIGAH - Paragone dei riti delle tre feste di Pesach, Sukkoth e dei
    Tabernacoli.
    III. NASCHIM. Contiene sette Libri o Masechtoth.
    1. JEBBAMOTH - Cognate. Tratta del matrimonio del Levirato.
    2. KETHUBOTH - Contratti di Matrimonio. Tratta della dote e degli accordi
    matrimoniali.
    3. KIDDUSCHIN - Fidanzamenti.
    4. GITTIN - libretto sui Divorzi.
    5. NEDARIM - Voti. Tratta dei voti e del loro annullamento.
    6. NAZIR - il Nazireo. Tratta delle leggi riguardanti i Nazirei e coloro
    che si separano dal mondo e si consacrano a Dio.
    7. SOTAH - la Donna sospettata di adulterio.
    IV. NEZIKIN. Contiene dieci Libri o Masechtoth.
    1. BABA KAMA - Prima porta. Tratta dei Danni e Torti e del loro
    risarcimento.
    2. BABA METSIA - Porta di mezzo. Tratta delle leggi riguardanti gli oggetti
    trovati, concernenti la fiducia, riguardanti l'acquisto e la vendita, il
    prestito, il noleggio e l'affitto.
    3. BABA BATHRA - L'Ultima porta. Tratta delle leggi riguardanti la
    proprietà immobiliare e il commercio, per lo più sulle basi della legge
    tradizionale. Concerne anche la successione ereditaria.
    4. SANHEDRIN - Tribunali. Tratta dei tribunali e dei loro atti, e della
    pena per i delitti capitali.
    5. MAKKOTH - Frustate. Le 40 frustate (meno una) inflitte ai criminali.
    6. SCHEBUOTH - Giuramenti. Tratta dei diversi tipi di giuramento.
    7. EDAIOTH - Testimonianze. Contiene una serie di leggi tradizionali e
    decisioni raccolte dalle testimonianze di distinti maestri.
    8. HORAIOTH - Decisioni. Tratta delle sentenze dei giudici e delle pene dei
    trasgressori.
    9. ABHODAH ZARAH - Idolatria.
    10.ABHOTH - Padri. Tratta delle leggi dei padri. Si chiama anche PIRKE
    ABHOTH.
    V. KODASCHIM. Contiene undici Libri o Masechtoth.
    1. ZEBBACHIM - Sacrifici. Tratta dei sacrifici di animali e delle modalità
    di offrirli.
    2. CHULIN - Cose Profane. Tratta della maniera tradizionale di uccidere gli
    animali per usi comuni.
    3. MENACHOTH - Offerte di carne. Tratta delle offerte di carne e bevande.
    4. BEKHOROTH - il Primogenito. Tratta delle leggi riguardanti i primogeniti
    di uomini ed animali.
    5. ERAKHIN - Valutazioni. Tratta del modo nel quale le persone consacrate
    al Signore con un voto vengono legalmente valutate per il loro riscatto.
    6. TEMURAH - Scambio. Tratta delle leggi riguardanti lo scambio di cose
    consacrate.
    7. MEILAH - Violazione, Sacrilegio. Tratta dei peccati riguardanti la
    violazione o la profanzione di cose sacre.
    8. KERITHUTH - Scomunica. Tratta dei peccati soggeti alla pena di
    scomunica, e della loro espiazione per mezzo di sacrifici.
    9. TAMID - Il Sacrificio Giornaliero. Descrive le funzioni del Tempio per
    le offerte giornaliere del mattino e della sera.
    10.MIDDOTH - Misure. Descrive le misure e la descrizione (sic) del Tempio.
    11.KINNIM - I Nidi degli Uccelli. Tratta dei sacrifici di volatili, delle
    offerte dei poveri, ecc.
    VI. THOHOROTH. Contiene dodici Libri o Masechtoth.
    1. KELIM - Stoviglie. Tratta delle condizioni nelle quali gli utensili
    domestici, gli indumenti, ecc. ricevono la purificazione rituale.
    2. OHOLOTH - Tende. Tratta delle tende e delle case, e della loro
    contaminazione e purificazione.
    3. NEGAIM - Malattie epidemiche. Tratta delle leggi relative alla Lebbra.
    4. PARAH - la Giovenca. Tratta delle leggi concernenti la giovenca rossa e
    dell'uso delle sue ceneri per la purificazione di quanto è contaminato.
    5. TOHOROTH - Purificazioni. Tratta dei gradi minori di contaminazione che
    durano solo fino al tramonto.
    6. MIKVAHTH - Pozzi. Tratta delle condizioni nelle quali i pozzi e i
    serbatoi possono essere usati per le purificazioni rituali.
    7. NIDDAH - Mestruazioni. Tratta della contaminazione giuridica derivante
    da certe condizioni delle donne.
    8. MAKSCHIRIN - Preparazioni. Tratta dei liquidi che preparano e dispongono
    i semi e i frutti a ricevere la contaminazione rituale.
    9. ZABHIM - Riguardante la polluzione notturna e della gonorrea. Tratta
    della contaminazione derivante da tali secrezioni.
    10.TEBHUL IOM - Lavaggi giornalieri.
    11.IADIM - Mani. Tratta della contaminazione rituale delle mani secondo la
    legge tradizionale, e della loro purificazione.
    12.OKETSIN - Piccioli della Frutta. Tratta dei piccioli e dei gusci della
    frutta in quanto portatori di contaminazione rituale.
    Il Talmud completo si compone di 63 libri divisi in 524 capitoli.

    Oltre a questi ci sono altri quattro brevi fascicoli che non sono stati
    inclusi nel Talmud regolare. Essi sono stati aggiunti da scrittori ed
    autori successivi.

    Questi quattro fascicoli sono:

    MASSEKHETH SOPHERIM - il Trattatello degli Scribi. Tratta del modo di
    scrivere i libri della legge. Contiene 21 capitoli.
    EBHEL RABBETI - Un grosso trattato sul Lutto. Contiene 14 capitoli.
    KALLAH - la Sposa. Sull'acquisizione della sposa, sui suoi ornamenti e
    altre cose che la riguardano. Ha un solo capitolo.
    MASSEKHETH DEREKH ERETS - la Condotta di Vita. Diviso in RABBAH - parti
    principali, e ZUTA - parti secondarie. Contiene 16 capitoli. Alla fine è
    aggiunto un capitolo speciale - PEREK SCHALOM - sulla Pace.
    *****
    Essendo il Talmud un lavoro tanto disordinato e voluminoso, si presentò la
    necessità di un compendio che ne facilitasse lo studio. A questo scopo, nel
    1032, il rabbino Isaac ben Jacob Alphassi pubblicò un Talmud Abbreviato,
    che egli chiamò Halakhoth - Costituzioni. Tutte le discussioni protratte vi
    furono omesse e invece quelle parti che concernevano le cose pratiche della
    vita vi furono conservate. Dato però che questo lavoro non aveva un ordine,
    non fu considerato di gran valore.
    Il primo a produrre un lavoro ben ordinato sulla Legge Ebraica fu
    Maimonide, chiamato l'"Aquila della Sinagoga." Nel 1180, egli produsse il
    suo celebre Mischnah Torah - Ripetizione della Legge, chamato anche Iad
    Chazakah - la Mano Forte. Esso contiene quattro parti o volumi e 14 libri
    che comprendono tutto il Talmud. In questo lavoro, Maimonide incluse anche
    molte discussioni filosofiche e tentò di stabilire molte leggi sue proprie.
    A causa di questo fatto, egli fu scomunicato dalla sua gente e condannato a
    morte. Fuggì in Egitto dove morì nel 1205.
    Nonostante ciò, il valore del suo lavoro crebbe col tempo, e per un certo
    periodo, una versione espurgata fu tenuta in altissima considerazione dagli
    ebrei. Un difetto di questo lavoro è che continene molte leggi che hanno
    perso qualsiasi valore dopo la distruzione del Tempio.
    Nel 1340, in stretto accordo con le idee dei rabbini, Jacob ben Ascher
    pubblicò un'edizione del lavoro di Maimonide, espurgata da tutte le sue
    innovazioni filosofiche e delle vecchie, inutili leggi. Essa fu chiamata
    Arbaa Turim - I Quattro Ordini, che sono:

    I. ORACH CHAIIM: I semi della Vita, e tratta della vita quotidiana in casa
    e alla Sinagoga.
    II. IORE DEA: che impartisce insegnamenti sui cibi, le purificazioni ed
    altre leggi religiose.
    III. CHOSCHEN HAMMISCHPAT - giudizi privati sulle leggi civili e penali.
    IV. EBHEN HAEZER: La Roccia dell'Aiuto, che tratta delle leggi del
    matrimonio.
    Dato che Alphasi, Maimonide e Jacob ben Ascher non concordavano su molti
    punti - il che fece sorgere diverse interpretazioni della stessa legge -
    c'era un grande bisogno di un libro che contenesse brevi e concise
    soluzioni alle controversie e che potesse rappresentare per il popolo ebreo
    un libro di legge degno di questo nome.
    Joseph Karo, un rabbino di Palestina (nato nel 1488 e morto nel 1577),
    soddisfò tale necessità con il suo celebre commentario all'Arbaa Turim, che
    egli chiamò Schulchan Arukh - la Tavola Preparata. Dato che, comunque, le
    useanze degli ebrei orientali differivano molto da quelle degli ebrei
    occidentali, anche lo Schulchan Arukh, di Joseph Karo non fu sufficiente
    per tutti gli ebrei che si trovavano nelle diverse parti del mondo. Fu per
    questo motivo che il rabbino Mosche Isserles scrisse un commentario sullo
    Schulchan Arukh, intitolato Darkhe Mosche, La Via di Mosè, che ricevette la
    stessa accoglienza in Occidente che aveva avuto il lavoro di Joseph Karo in
    Oriente.
    Al momento, lo Schulchan Arukh è considerato il Codice Legale obbligatorio
    degli ebrei, ed essi ne fanno principale uso nei loro studi. Molti
    conmmentari sono stati scritti su ciascuna parte di questo libro.
    Un importante punto da notare è che questo lavoro è sempre stato
    considerato santo dagli ebrei. Essi l'hanno sempre considerato, e ancora lo
    considerano, più importante delle Sacre Scritture. Il Talmud stesso
    dimostra chiaramente questo fatto:
    Nel trattatello Babha Metsia, fol 33a, leggiamo:
    "Coloro che si dedicano alla lettura della Bibbia esercitano una certa
    virtù, ma non moltissima; coloro che studiano la Mischnah esercitano una
    virtù per cui riceveranno un premio; coloro, comunque, che si impegnano
    nello studio dalla Gemarah esercitano la più alta virtù."
    Similmente, nel trattatello Sopherim XV,7, fol.13b:
    "La Sacra Scrittura è come l'acqua, la Mischnah il vino, e la Gemarah vino
    aromatico."
    La seguente è un'opinione nota e se ne trovano alte lodi negli scritti dei
    rabbini:
    "Figlio mio, ascolta le parole degli scribi piuttosto che le parole della
    legge."
    Il motivo di ciò si trova nel trattatello Sanhedrin X,3, f.88b:
    "Colui che trasgredisce le parole degli scribi pecca più gravemente che chi
    trasgredisce le parole della legge."
    Anche in presenza di divergenze di opinioni fra la Legge e i dottori,
    entrambi devono essere presi come parole del Dio Signore.
    Nel trattatello Erubhin f.13b, dove si riferisce di una divergenza di
    opinioni fra le due scuole di Hillel e Schamai, si concude che:
    "Le parole di entrambi sono parole del Dio vivente."
    Nel libro Mizbeach, cap. V, troviamo la seguente opinione:
    "Non c'è niente che sia superiore al Santo Talmud."
    I sostenitori contemporanei del Talmud ne parlano quasi nella stessa
    maniera.
    Ciò che i cristiani pensavano del Talmud è ampiamente dimostrato dai molti
    editti e decreti emessi a questo proposito, con i quali i supremi
    governanti della Chiesa e dello Stato lo hanno proscritto molte volte e
    hanno condannato alle fiamme questo sacro Codice Legale Secondario degli
    ebrei.
    Nel 553, l'Imperatore Giustiniano proibì la diffusione dei libri del Talmud
    su tutto il territorio dell'Impero Romano. Nel XIII secolo "i Papi Gregorio
    IX e Innocente IV condannarono i libri del Talmud in quanto contenenti ogni
    tipo di abiezioni e bestemmie contro la verità cristiana, e ordinarono che
    fossero bruciati perchè diffondevano molte orribili eresie."
    Più tardi, essi furono condannati da molti altri Pontefici Romani - Giulio
    III, Paolo IV, Pio IV, Pio V, Gregorio XIII, Clemente VIII, Alessandro VII,
    Benedetto XIV e altri che pubblicarono nuove edizioni dell'Indice dei Libri
    Proibiti secondo gli ordini dei Padri del Concilio di Trento, e anche nei
    nostri stessi giorni.
    ((Per quanto riguarda l'atteggiamento della Chiesa Cattolica verso gli
    ebrei, si veda l'Appendice alla fine di questo libro: "Come i Papi Hanno
    Trattato gli Ebrei."))
    All'inizio del XVI secolo, quando la pace della Chiesa era disturbata da
    nuove religioni, gli ebrei cominciarono a distribuire il Talmud
    apertamente, assistiti dall'arte della stampa allora appena inventata. La
    prima edizione stampata di tutto il Talmud, contenente tutte le sue
    bestemmie contro la religione cristiana, fu pubblicata a Venezia nell'anno
    1520. E quasi tutti i libri ebrei pubblicati in quel secolo che era loro
    favorevole sono completi e genuini.
    Verso la fine del XVI secolo e l'inizio del XVII, quando molti uomini
    famosi si impegnarono in un diligente studio del Talmud, gli ebrei, temendo
    per se stessi, cominciarono ad omettere parti del Talmud che erano
    apertamente ostili ai cristiani. Fu in tal modo che il Talmud pubblicato a
    Basilea nel 1578 fu mutilato in molti punti.
    Ad un sinodo in Polonia, nell'anno 1631, i rabbini della Germania ed altri
    paesi dichiararono che non si doveva stampare niente che potesse
    infastidire i cristiani e causare la persecuzione di Israele. Per questo
    motivo, nei libri ebraici pubblicati dal secolo seguente in poi, ci sono
    indizi di molte cose mancanti cui i rabbini suppliscono con spiegazioni
    ritenute a memoria, in quanto essi possiedono i libri integrali che i
    cristiani vedono raramente.
    Comunque, i libri ebraici furono pubblicati più tardi con pochissime
    mutilazioni in Olanda - dove gli ebrei espulsi dalla Spagna venivano
    cordialmente ricevuti. Il Talmud pubblicato in questo paese nel 1644-1648 è
    quasi uguale all'edizione veneziana.
    L'ultimo strattagemma inventato per ingannare i censori è stato di inserire
    la parola haiah (era) nel testo genuino, come per indicare che la questione
    di cui si tratta si riferisce ad un tempo passato. Ma così facendo essi
    "puliscono solo l'esterno della tazza". Infatti, in molti punti lasciano
    trapelare ciò che intendono, per es. con le parole gam attah, "perfino
    ora," vale a dire "questa legge deve essere obbedita"; e aphilu bazzeman
    hazzeh, "fino ad oggi," vale a dire "questa legge è ancora valida," e
    simili.

    *****

    Dobbiamo aggiungere alcune considerazioni sull'altro notissimo libro degli
    ebrei, che si chiama ZOHAR.
    Secondo alcuni rabbini, Mosè, dopo essere stato istruito
    sull'interpretazione della legge sul Monte Sinai, non trasmise
    quest'informazione a Giosuè nè questi agli anziani, ma ad Aronne, Aronne ad
    Eleazzaro, e così via fino a che l'insegnamento orale non fu messo in forma
    di libro con il nome di ZOHAR, dal nome ZEHAR, che significa emanare
    splendore. Esso è infatti un'illustrazione dei libri di Mosè, un
    commentario del Pentateuco.
    Si dice che l'autore sia stato R. Schimeon ben Jochai, un discepolo di R.
    Akibha che, cinquant'anni dopo la distruzione del Tempio, morì da martire
    nell'anno 120 A.D. circa nella guerra che Adriano condusse contro gli
    ebrei. Dato che, comunque, in questo libro appaiono nomi di uomini vissuti
    diversi secoli dopo l'anno indicato, e dato che nè Rambam (R. Mosche ben
    Nachman, nè R. Ascher, che morì nell'anno 1248 A.D. circa, ne hanno fatto
    menzione, è più probabile che siano più vicini alla verità coloro che
    dicono che il libro di Zohar vide la luce per la prima volta intorno al
    XIII secolo. Ciò è considerato probabile specialmetne a causa del fatto che
    circa in questo periodo fu prodotto un libro simile per stile e argomento
    al modo di scrivere caldeo.
    Si compone di tre volumi formato in ottavo grande.

  2. #2
    Caio_Marcello
    Ospite

    Predefinito

    Ci sono molti altri lavori pubblicati da maestri ebrei, che vengono usati
    nello studio della legge giudaica, e che sono tenuti in alta considerazione
    dato che spiegano molti passaggi oscuri del Talmud. In questo libro ne sono
    citati alcuni, e precisamente i seguenti:
    BIAR - Dicharazione, delucidazione, Commentario su un altro Commentario.
    Queste dichiarazioni differiscono fra di loro.
    HALAKHOTH - di solito scritto HILKHOTH - Decisioni o Dissertazioni. Libri
    separati delle Sacre Scritture e del Talmud di diversi rabbini: Maimonide,
    Beshai, Edels, Mosè di Kotzen, Kimchi e altri. Nella maggior parte dei
    casi, danno delle citazioni di Maimonide dallo HILKHOTH AKUM. Queste
    contengono dissertazioni sulle stelle e pianeti e sulle condizioni delle
    nazioni. Ce n'è un altro - HILKHOTH MAAKHALOTH ASAVOROTH - dissertazioni
    sugli alimenti proibiti.
    IUCHASIN o SEPHER IUCHASIN - dissertazioni sulla discendenza. Tratta della
    storia sacra e giudaica dall'inizio del mondo fino al 1500. Fu stampato a
    Cracovia nel 1580.
    JALKUT - una raccolta di commenti tratti da vari libri antichi. Si suppone
    abbia un significato non letterale ma allegorico. Autore: il rabbino
    Shimeon di Francoforte.
    KED HAKKEMACH - Barile di farina. Contiene un elenco alfabetico dei luoghi
    delle comunità teologiche. Autore: il rabbino Bechai di Lublino.
    MAGEN ABRAHAM - Scudo di Abramo. Autore: Perizola.
    MIZBEACH HAZZAHABH - l'Altare d'Oro. Libro cabalistico. Autore: R.
    Schelomon ben Rabbi Mordechai. Stampato a Basilea nel 1602.
    MACHZOR - un Ciclo. Libro di Preghiere usato nelle feste grandi.
    MENORATH HAMMAOR - Candela di luce. Libro talmudico. Contiene l'Aggadoth e
    il Medraschim, cioè, i commentari storici e allegorici su tutto il Talmud.
    Autore: rabbino Isaac Abhuhabh. Stampato nel 1544.
    MAIENE HAIESCHUAH - Fontane del Salvatore. Uno squisito commentario su
    Daniele del rabbino Isaac Abarbanel. Vi si trovano numerose dispute contro
    i cristiani. Stampato nel 1551.
    MIKRA GEDOLAH - la Grande Convocazione. Una bibbia ebraica con note di R.
    Salomon Iarchi e R. Ezra.
    MASCHMIA IESCHUAH - Il Predicatore della Salvezza. Spiegazioni su tutti i
    Profeti. Riguarda la redenzione futura. Autore: R. Abarbanel.
    NIZZACHON - Vittoria. Attacchi contro i crisitani e i quattro Vangeli.
    Autore: rabbino Lipman. Stampato nel 1559.
    SEPHER IKKARIM - Libro sui fondamentali o articoli di fede. Contiene un
    durissimo attacco contro la fede cristiana.
    EN ISRAEL - L'Occhio d'Israele. Un libro celebre. Ha una seconda parte -
    BETH JAKOBH - la Casa di Giacobbe. Contiene dei deliziosi racconti
    talmudici. Stampato a Venezia nel 1547.
    SCHAARE ORAH - le Porte di Luce. Un celeberrimo libro cabalistico. Autore:
    Ben Joseph Gekatilia.
    SCHEPHAA TAL - Abbondanza di Rugiada. Libro cabalistico. Una chiave per il
    libro di Zohar ed altri libri del genere. Autore: rabbino Schephtel Horwitz
    di Praga.
    TOLDOTH IESCHU - le Generazioni di Gesù. Un opuscolo pieno di bestemmie e
    maledizioni. Contiene la storia di Cristo. Pieno di espressioni false e
    tendenziose.

    Per la stesura del presente libretto, ho usato le seguenti fonti:

    Il TALMUD. Edizione di Amsterdam, 1644-48, in 14 volumi.
    SCHULCHAN ARUKH, del rabbino Joseph Karo. Edizione di Venezia, 1594. Senza
    note.
    IORE DEA. Diverse citazioni. Edizione di Cracovia.
    ZOHAR. Edizione di Amsterdam, 1805. 3 volumi.
    MIKRA GEDOLAH. Edizione di Amsterdam, 1792, 12 volumi, edizione di Basilea,
    1620, 2 volumi, edizione di Venezia.
    HILKHOTH AKUM di R. Maimonide, edizione di Vossius, 1675.

    Come lavori ausiliari ho usato:

    JOANNES BUXDORFIUS. a. Lexicon Chaldaicum, Talmudicum et Rabbinicum,
    Basilea 1640. b. De Abreviaturis Hebraicis; Operis Talmudis Recensio;
    Bibliotheca Rabbinica, Basilea 1712. c. Synagoga Judaica, Basilea, 1712.
    GEORGII ELIEZ. EDZARDI. Tractatus talmudici "AVODA SARA." Amburgo, 1705.
    JACOBI ECKER: "Der Judenspiegel im Lichte der Wahrheit," (Lo Specchio
    Giudaico alla Luce della Verità). Paderborn, 1884.
    AUGUST ROHLING: Die Polemik und das Manschenopfer des Rabbinismus. (Le
    Polemiche e il Sacrificio Umano del Rabbinismo). Paderborn, 1883.

    *****

    Ho usato solamente lavori che gli stessi ebrei tengono in altissima
    considerazione e ai quali essi fanno riferimento nelle loro dispute con i
    cristiani citando imparzialmente le opinioni di questi eruditi uomini. La
    loro grande diligenza nel citare dai testi di libri che ho potuto
    esaminare, è stata per me una prova che io ho usato la stessa diligenza
    perfino citando da fonti meno note alle quali essi possono accedere con
    molta più facilità.




















    PARTE I

    L'INSEGNAMENTO DEL TALMUD SUI CRISTIANI

    Vedremo in primo luogo ciò che il Talmud insegna
    su Gesù Cristo, il fondatore del Cristianesimo;
    e in secondo luogo, sui suoi seguaci, i Cristiani.


    CAPITOLO I.

    GESU' CRISTO NEL TALMUD

    Molti passi dei libri talmudici trattano della nascita, vita e morte di
    Gesù Cristo e dei suoi insegnamenti. Non sempre Gesù viene nominato con il
    suo nome, ma in diversi modi come "Quell'Uomo," "Una Certa Persona," "Il
    Figlio del Carpentiere," "Colui che Fu Appeso", ecc.


    Articolo I. - SUI NOMI DI GESU' CRISTO

    1. Il vero nome di Gesù Cristo in ebraico è Jeschua Hanotsri - Gesù il
    Nazzareno. Viene chiamato Nostri dalla città di Nazareth nella quale egli
    crebbe. Così, nel Talmud, anche i cristiani Articolo I. - sono chiamati
    Nostrim- Nazzareni.
    Siccome la parola Jeschua significa "Salvatore," il nome Gesù si trova
    raramente nei libri ebraici. E' quasi sempre abbreviato in Jeschu, che
    viene maliziosamente inteso come composto delle iniziali delle tre parole
    Immach SCHemo Vezikro - "Possano il suo nome e la sua memoria essere
    cancellati."

    2. Nel Talmud, Cristo viene chiamato Otho Isch- "Quell'Uomo," cioè colui
    che tutti conoscono. Nel Trattatello Abhodah Zarah, 6a. leggiamo:
    "Viene chiamato cristiano colui che segue i falsi insegnamenti di
    quell'uomo, che aveva loro insegnato a celebrare la festa il primo giorno
    del Sabato, cioè, di rendere il culto a Dio il primo giorno dopo il
    Sabato."
    3) Altrove, egli viene semplicemente chiamato Peloni - "Una Certa Persona."
    Nel Chagigah. 4b, leggiamo:
    "Maria .... la madre di una certa persone, di cui si parla nello Schabbath
    ..." (104b).
    Che questa Maria non sia altro che la madre di Gesù, vedremo più avanti.

    4. Per spregio, Gesù viene anche chiamato Naggar bar naggar - 'il falegname
    figlio di un falegname'; e anche Ben charsch etaim - 'il figlio di uno che
    lavora il legno.'

    5. Viene anche chiamato Talui - 'quello che fu appeso.' Il rabbino Samuel,
    il figlio di Meir, nell' Hilch. Akum di Maimonide, si riferisce al fatto
    che era proibito partecipare alle feste cristiane di Natale e Pasqua perchè
    celebrate a causa di colui che fu appeso. E anche il rabbino Aben Ezra, in
    un commentario sul Genes. (XXVII, 39) lo chiama Talui la cui immagine
    l'imperatore Costantino aveva riprodotto sul suo stendardo. "...nei giorni
    di Costantino, che operò un cambiamento nella religione e mise la figura di
    colui che fu appeso sul suo stendardo."


    Articolo II. - LA VITA DI CRISTO

    IL TALMUD insegna che Gesù Cristo era illegittimo e che fu concepito
    durante il periodo mesturale; che aveva l'anima di Esaù; che era un pazzo,
    uno stregone, un seduttore; che egli fu crocefisso, sepolto all'inferno e
    innalzato come un idolo dai suoi seguaci.

    1. ILLEGITTIMO E CONCEPITO DURANTE IL PERIODO MESTRUALE
    Quanto segue viene narrato nel Trattatello Kallah, 1b (18b):
    "Una volta, quando gli Anziani erano seduti alla Porta, passarono due
    giovani, uno dei quali aveva il capo coperto mentre l'altro l'aveva
    scoperto. Il rabbino Eliezer disse che quello con il capo scoperto era
    illegittimo, un mamzer. Il rabbino Jehoschua disse che era stato concepito
    durante il periodo mestruale, ben niddah. Il rabbino Akibah, comunque,
    disse che che era entrambe le cose. A questo punto gli altri chiesero al
    rabbino Akibah perchè egli osasse contraddire i suoi colleghi. Egli rispose
    che poteva fornire le prove di ciò che affermava. Perciò, egli andò dalla
    madre del ragazzo che vide seduta al mercato a vendere verdure e le disse:
    'Figlia mia, se risponderai sinceramente a quello che sto per chiederti, ti
    prometto che sarai salva nella vita che verrà' Essa gli chiese di giurare
    di mantenere la promessa, e il rabbino Akibah glielo giurò - ma solo con le
    sue labbra, perchè nel suo cuore egli invalidò il suo giuramento. Poi
    disse: 'Dimmi, che razza di figlio è questo tuo ragazzo?' Al che essa
    rispose: 'Il giorno che mi sposai avevo le mestruazioni, e a causa di ciò,
    mio marito mi lasciò. Ma uno spirito malvagio venne e giacque con me e da
    quel rapporto mi nacque questo figlio.' Fu così dimostrato che questo
    ragazzo non solo era illegittimo ma anche concepito dalla madre durante il
    periodo mestruale. E quando coloro che avevano posto la domanda ebbero
    sentito, dichiararono: 'Davvero grande è stato il rabbino Akibah quando ha
    corretto i suoi Anziani'! Ed essi esclamarono: 'Benedetto il Signore Dio di
    Israele che ha rivelato il suo segreto al rabbino Akibah figlio di
    Giuseppe'"!
    Che per gli ebrei questa storia si riferisca a Gesù e a sua madre, Maria, è
    chiaramente dimostrato dal loro libro Toldath Jeschu -'Le Generazioni di
    Gesù' - dove quasi le stesse parole vengono usate per narrare la nascita
    del nostro Salvatore.

    Un'altra storia del genere è narrata in Sanhedrin, 67a:
    "Di tutti coloro che sono colpevoli di morte secondo la Legge, egli solo
    viene preso con uno strattagemma. In che modo? Accendono una candela in una
    stanza interna e mettono dei testimoni in una stanza accanto da dove, senza
    essere visti, possono vederlo e udirlo. Poi quello che egli aveva cercato
    di sedurre gli dice 'Per favore, ripeti qui privatamente quello che mi hai
    detto prima.' Se il seduttore ripete quello che aveva detto, l'altro gli
    chiede 'Ma come possiamo lasciare il nostro Dio che è nei cieli e servire
    degli idoli?' Se il seduttore si pente, allora tutto è a posto. Ma se egli
    dice 'E' nostro dovere e diritto di farlo,' allora i testimoni che l'hanno
    sentito dalla stanza accanto lo portano davanti al giudice e lo uccidono
    con la lapidazione. Questo è ciò che fecero al figlio di Stada a Lud, ed
    essi lo appesero alla viglia della pasqua. Perchè questo figlio di Stada
    era il figlio di Pandira. Infatti il rabbino Chasda ci dice che Pandira era
    il marito di Stada, sua madre, ed egli visse durante la vita di Paphus, il
    figlio di Jehuda. Ma sua madre era stada, Maria di Magdala (una
    parrucchiera per signore) che, come dice il Pumbadita, aveva lasciato il
    marito."
    Il significato di ciò è che questa Maria era chiamata Stada, cioè
    prostituta, perchè, secondo l'insegnamento del Pumbadita, avava lasciato il
    marito e commesso adulterio. Questo appare anche nel Talmud di Gerusalemme
    e in Maimonide.
    Che qui si intenda Maria, la madre di Gesù, si può verificare nel
    trattatello Chagigah, 4b:
    "Quando il rabbino Bibhai fu visitato dall'Angelo della Morte (il demonio),
    quest'ultimo disse al suo assistente: 'Vai e portami Maria la parrucchiera'
    (cioè, uccidila). Egli andò e portò Maria, la parrucchiera per bambini - al
    posto dell'altra Maria."
    Una nota a margine spiega questo passo come segue:
    "Questa storia di Maria, parrucchiera per signore, si riferisce al periodo
    del Secondo Tempio. Essa era la madre di Peloni, 'quell'uomo,' come viene
    chiamato nel trattatello Schabbath," (fol.104b).
    Ne llo Schabbath, il passo indicato dice:
    "Il rabbino Eliezer disse agli Anziani: 'Non è vero che il figlio di Stada
    esercitava la magia egizia incidendosela nella carne?' Essi risposero: "Era
    un pazzo, e noi non prestiamo attenzione a quello che fanno i pazzi. Il
    figlio di Stada, il figlio di Pandira, ecc.'" come sopra nel Sanhendrin,
    67a.
    Il libro Beth Jacobh, fol 127, così spiega la magia del figlio di Stada:
    "I Magi, prima di lasciare l'Egitto, prestarono particolare attenzione a
    che la loro magia non fosse messa per iscritto per evitare che altri la
    imparassero. Ma egli haveva escogitato un nuovo modo di scriverla nella
    pelle, o di fare dei tagli nella pelle inserendovela. Quando le ferite si
    rimarginavano, non era possibile vederne il significato."
    Buxtorf dice:
    "Non ci possono essere molti dubbi su chi fosse tale Ben Stada, o chi gli
    ebrei intendevano che fosse. Sebbene i rabbini, nelle loro aggiunte al
    Talmud, cerchino di nascondere la loro malizia e dicano che non è Gesù
    Cristo, il loro inganno è chiaramente evidente, e molte cose dimostrano che
    essi scrissero e intesero tutte queste cose su di lui. In primo luogo, lo
    chiamano anche il figlio di Pandira. Gesù il Nazzareno è in tal modo
    chiamato in altri passi del Talmud dove si fa espressa menzione di Gesù il
    figlio di Pandira. Anche San Giovanni Damasceno, nella sua Genealogia di
    Cristo, fa cenno di Panthera e del Figlio di Panthera.
    "In secondo luogo, si dice che questa Stada sia Maria, e questa Maria la
    madre di Peloni 'quella tale persona' per cui si intende indubbiamente
    Gesù. In tal modo infatti erano usi celare il suo nome perchè avevano paura
    di pronunciarlo. Se avessimo copie dei manoscritti originali, questi lo
    potrebbero certamente dimostrare. E anche questo era il nome della madre di
    Gesù il Nazareno.
    "In terzo luogo, egli è chiamato il Seduttore del Popolo. I Vangeli
    testimoniano il fatto che Gesù fosse così chiamato dagli ebrei, e i loro
    scritti sono tuttora prova che ancora lo chiamano con questo nome.
    In quarto luogo, egli è chiamato 'quello che fu appeso,' che si riferisce
    chiaramente alla crocefissione di Cristo, specialmente dato che viene
    aggiunto un riferimento al tempo 'alla vigilia della pasqua (ebraica) che
    coincide con il giorno della crocefissione di Gesù. Nel Sanhedrin (43a) si
    trova quanto segue:
    'Alla vigilia della pasqua (ebraica) appesero Gesù'
    "In quinto luogo, riguardo a quanto dice il Talmud di Gerusalemme sui due
    discepoli degli anziani che furono inviati come testimponi per spiarlo, e
    che furono poi chiamati a testimoniare contro di lui: Ciò si riferisce ai
    due 'falsi testimoni' di cui l'Evangelista Matteo e Luca parlano.
    "In sesto luogo, a proposito di quello che dicono sul figlio di Stada, cioè
    che esercitava le arti magiche egizie incidendosele nella pelle: la stessa
    accusa è fatta contro Cristo nell'ostile libro Toldoth Jeschu.
    "Infine, il periodo storico corrisponde. Infatti si dice che questo figlio
    di Stada viveva nei giorni di Paphus, il figlio di Jehuda, che era
    contemporaneo del rabbino Akibah. Akibah, comunque, visse al tempo
    dell'Ascensione di Cristo, e per qualche tempo in seguito. Si dice che
    anche Maria sia vissuta nel periodo del Secondo Tempio. Tutto ciò dimostra
    chiaramente che essi segretamente e in modo blasfemo, con l'indicazione di
    figlio di Stada, intendevano Gesù Cristo, il figlio di Maria.
    "Altre circostanze possono sembrare contradditorie a questo proposito. Ma
    ciò non è una novità per le scritture ebraiche e viene fatto di proposito
    in maniera che i cristiani non possano facilmente individuare l'inganno."
    2. Inoltre, "Nei libri segreti, che non si lasciano facilmente cadere nelle
    mani dei cristiani, essi dicono che in Cristo entrò l'anima di Esau, e che
    egli fu perciò perverso e che fu Esaù stesso."

    3. Da alcuni viene chiamato PAZZO e FOLLE.
    Nello Schabbath, 104b:
    "Essi, (gli anziani) dissero a lui (Eliezer). 'Era un folle, e nessuno
    presta attenzione ai folli.'"
    4. STREGONE E MAGO
    Nell'infame libro Toldoth Jeschu, si bestemmia contro il nostro Salvatore
    come segue:
    "E Gesù disse: Non è vero che Isaia e Davide, miei antenati, profetarono su
    di me? Il Signore mi ha detto, tu sei mi o figlio, oggi ti ho concepito,
    ecc. In maniera simile, in un altro punto: Il Signore ha detto al mio
    Signore, siedi alla mia destra. Ora io ascendo al Padre mio che è in cielo
    e siederò alla sua destra, come potrete vedere con i vostri occhi. Ma tu,
    Giuda, non arriverai mai a quell'altezza. Allora Gesù pronunciò l'alto nome
    di Dio (IHVH) e continuò a farlo fino a che venne un vento che lo portò in
    alto fra la terra e il cielo. Anche Giuda pronunciò il nome di Dio e in
    simil modo fu preso dal vento. In questa maniera entrambi fluttuarono
    nell'aria fra lo stupore degli astanti. Poi Giuda, pronunciando di nuovo il
    Nome Divino, prese Gesù e lo spinse in basso verso la terra. Ma Gesù cercò
    di fare lo stesso a Giuda e così lottarono l'uno contro l'altro. E quando
    Giuda vide che non poteva averla vinta sulle arti di Gesù, gli urinò
    addosso, ed entrambi, divenuti immondi caddero a terra; e nemmeno poterono
    di nuovo usare il nome Divino fino a che non si furono lavati."
    Non so se coloro che credono a tali diaboliche bugie meritino più odio o
    pietà.
    In un altro punto dello stesso libro si dice che nella casa del Santuario
    c'era una pietra che il Patriarca Giacobbe unse con olio. Su questa pietra
    erano incise le lettere tetragrammatiche del Nome (IHVH), e se alcuno
    avesse potuto impararle avrebbe potuto distruggere il mondo. Essi perciò
    decretarono che nessuno avrebbe dovuto impararle, e misero due cani su due
    colonne di ferro di fronte al Santuario in maniera che, se alcuno avesse
    imparato quelle lettere, i cani avrebbero abbaiato mentre usciva e gliele
    avrebbero fatto dimenticare per la paura. Si racconta poi: "Gesù venne ed
    entrò, imaparò le lettere e le scrisse sulla pergamena. Poi fece un taglio
    nella carne della coscia e ve le inserì, e dopo aver pronunciato il nome,
    la ferita si rimarginò."

  3. #3
    Caio_Marcello
    Ospite

    Predefinito

    . IDOLATRO

    Nel trattatello Sanhedrin (103a) le parole del Salmo XCI, 10: 'Nessun
    flagello verrà mai vicino alla tua casa,' sono spiegate come segue:
    "Che tu non possa mai avere un figlio o un discepolo che sali il suo cibo
    tanto da distruggersi il gusto in pubblico, come Gesù il Nazzareno."
    Salare troppo il proprio cibo, o distruggere il proprio gusto, viene detto
    proverbialmente di chi corrompe la sua moralità o si disonora, o che cade
    in eresia ed idolatria e le predica apertamente ad altri.

    6. SEDUTTORE

    Nello stesso libro Sanhedrin (107b) si legge:
    "Mar disse: Gesù sedusse, corruppe e distrusse Israele."

    7. CROCEFISSO

    Infine, per punizione dei suoi crimini ed della sua empietà, egli soffrì
    una morte ignominiosa appeso ad una croce alla vigilia della pasqua
    (ebraica) (come abbiamo già visto).

    8. SEPPELLITO ALL'INFERNO

    Il libro Zohar, III, (282), dice che Gesù morì come un animale e fu
    seppellito in quel "mucchio di immondizie ... dove gettano le carcasse dei
    cani e degli asini, e dove i figli di Esaù (i cristiani) e di Ismaele (i
    turchi). inclusi Gesù e Maometto, non-circoncisi e immondi come carcasse di
    cani, sono seppelliti."

    9. DOPO LA MORTE, ADORATO COME UN DIO DAI SUOI SEGUACI.

    George El. Edzard, Nel suo libro Avoda Sara, cita le seguenti parole del
    commentatore dello Hilkoth Akum (V,3) di Maimonide:
    "In molti passi del Talmud si fa menzione di Gesù Nazzareno e dei suoi
    discepoli, e del fatto che i Gentili credono che non ci sia altro dio fuori
    di lui. Nel libro Chizzuk Emunah, parte I, cap. 36, leggiamo: 'I Cristiani
    ne fanno una questione (Zachary XII, 10) e dicono: Ecco come il Profeta ha
    testimoniato che nei tempi futuri gli ebrei avrebbero pianto e mandato
    lamenti per aver crocefisso ed ucciso il Messia che era stato loro inviato;
    e per dimostrare che egli intendeva Gesù il Nazzareno, che possedeva sia la
    natura divina che quella umana, essi citano le parole: E guardarono colui
    che avevano trafitto e piansero su di lui come una madre sul suo
    primogenito.'"
    Nel suo libro Hilkoth Melakhim (IX,4), Maimonide tenta di dimostrare quanto
    i cristiani sbaglino nell'adorare Gesù:
    "Se tutte le cose che egli fece fossero prosperate, se avesse ricostruito
    il Santuario al suo posto, e se avesse raccolto insieme le tribù disperse
    di Israele, allora egli sarebbe certamente il Messia.... Ma se non l'ha
    ancora fatto e se fu ucciso, allora è chiaro che non era il Messia che la
    Legge ci dice di attendere. Egli era simile a tutti i buoni ed onesti
    legislatori della Casa di Davide che morirono, e che il Santo e Benedetto
    Signore innalzò per nessun altro motivo che di dimostrare a molti, come è
    detto (in Dan. XI,35): Ed alcuni di coloro che capiscono cadranno, per
    provare a purgarli e renderli bianchi, fino alla fine dei tempi, perchè il
    tempo prestabilito non è ancora. Daniele profetò anche su Gesù il Nazzareno
    che credeva fosse il Cristo, e che fu messo a morte per giudizio del
    Senato: (Dan. V.14): .... e i ladri del tuo popolo si innalzeranno per
    stabilire la visione; ma essi non riusciranno. Potrebbe essere più chiaro?
    Infatti tutti i Profeti hanno detto che Cristo avrebbe liberato Israele,
    gli avrebbe procurato la salvezza, avrebbe riunito i suoi popoli dispersi e
    confermato la loro legge. Ma egli fu la causa della distruzione di Israele
    e fece disperdere ed umiliare coloro che restarono, così che la Legge venne
    cambiata e la maggior parte del mondo fu sedotta ed adorò un altro dio.
    Veramente nessuno può capire i disegni del creatore, e nemmeno egli opera
    come noi operiamo. Infatti tutto quello che è stato costruito da Gesù il
    Nazzareno e dai Turchi venuti dopo di lui, tende solo a preparare la strada
    per la venuta di Cristo il Re, e a preparare tutto il mondo per il servizio
    del Signore, come è detto: Allora Io darò una bocca pulita a tutte le genti
    che tutti possano chiamare il nome del Signore, ed inchinarsi in unisono
    davanti a lui. In che maniera si sta compiendo ciò? Tutto il mondo è già
    pieno delle lodi di Cristo, della Legge e dei Comandamenti, e le sue lodi
    si sono sparse fino a terre lontane e a genti con il cuore e corpo non
    circoncisi. Queste discutono fra di loro la Legge che fu distrutta - alcuni
    dicono che i comandamenti erano veri una volta, ma che sono cessati di
    esistere; altri che a proposito c'è un gran mistero, che il Messia-Re è
    venuto e che la loro dottrina l'ha rivelato. Ma quando il Cristo verrà
    veramente e avrà succeso, e sarà elevato ed esaltato, allora tutto cambierà
    e queste cose saranno dimostrate false e vane."
    10. IDOLO
    Nel Trattatello Abhodah Zarah, (21a Toseph) leggiamo:
    "E' importante indagare sul motivo per cui gli uomini oggi vendono e
    affittano le loro case ai gentili. Alcuni dicono che ciò è legale perchè è
    detto nel Tosephta: Nessuno affitterà la sua casa ad un gentile nè qui
    (nella terra d'Israele) nè in altro luogo perchè si sa che egli vi
    introdurrà un idolo. E' comunque permesso affittare loro stalle, fienili e
    alloggi, anche se si sa che vi introdurranno degli idoli. Il motivo è che
    si può fare una distinzione fra un posto nel quale verrà portato un idolo
    per lasciarvelo in maniera permanene ed un posto dove non sarà lasciato
    permanentemente. In quest'ultimo caso, è permesso. E, dato che i gentili
    fra cui noi ora viviamo non portano il loro idolo nelle loro case per
    lasciarvelo permanentemente, ma solo provvisoriamente - quando qualcuno è
    morto in casa o quando qualcuno sta morendo, e non vi celebrano nessun rito
    religioso - è permesso di vendere e affittare loro case."
    Il Rabbino Ascher, nel suo Commentario sull' Abhodah Zarah (83d) si esprime
    non meno chiaramente su questo argomento:
    "Oggi è permesso affittare case ai gentili perchè essi vi introducono il
    loro idolo solo temporaneamente, quando qualcuno è ammalato." E nello
    stesso punto, egli dice 'Oggi essi seguono la pratica di incensare il loro
    idolo.'"
    Tutto ciò e molto più dimostra aldilà di ogni dubbio che, quando i rabbini
    parlavano degli idoli dei gentili fra cui essi vivevano in quel tempo
    quando non venivano adorati gli idoli, essi chiaramente intendevano
    l'"idolo" cristiano, cioè l'immagine di Cristo sul crocefisso e la Santa
    Comunione.

    NOTA SULLA CROCE

    Nelle scritture ebraiche, non c'è una parola esattamente corrispondente
    alla croce cristiana. La croce T sulla quale i condannnati a morte venivano
    crocefissi, veniva chiamata Tau dai Fenici e dagli ebrei, e questo nome e
    segno furono poi introdotti nell'alfabeto ebraico, greco e romano. La croce
    venerata dai cristiani, comunque, viene chiamata con i seguenti nomi:
    1. Tsurath Haattalui -l'immagine di colui che fu appeso.
    2. Elil - vanità, idolo.
    3. Tselem - immagine. Da qui i crociati nei libri ebraici sono chiamati
    Tsalmerim (ein Tselmer)
    4. Scheti Veerebh - trama e ordito; preso dall'arte tessile.
    5. Kokhabh - stella; a causa dei quattro raggi che ne emanano.
    6. Pesila - scultura, idolo scolpito.
    Ma dovunque sia menzionata è sempre con il senso di un idolo o qualcosa di
    spregevole, come appare dalle seguenti citazioni:

    Nell'Orach Chaiim, 113,8:
    "Se un ebreo dovesse, quando prega, incontrare un cristiano (Akum) che
    porta una stella (un crocefisso) in mano, anche se fosse arrivato ad un
    punto della preghiera in cui è necessario inchinarsi per adorare dio nel
    suo cuore, egli non dovrà farlo, affinchè non si debba pensare che egli si
    inchina di frone ad un'immagine."
    Nello Iore Dea, 150,2:
    "Anche se un ebreo dovesse infilarsi una scheggia nel piede davanti ad un
    idolo, o se gli dovesse cadere del denaro davanti ad esso, egli non dovrà
    abbassarsi per togliersi la scheggia o raccogliere il denaro affinchè non
    sembri che egli adori l'idolo. Ma egli dovrà o sedersi o voltare la schiena
    o il fianco all'idolo e poi togliersi la scheggia."
    Ma quando non è possibile ad un ebreo girarsi in questa maniera, egli è
    tenuto ad osservare la seguente regola (in Iore Dea,3, Hagah):
    Non è permesso inchinarsi o togliersi il cappello davanti a principi o
    preti che portano un croce sul loro abito come sogliono fare. Si dovrà fare
    attenzione, comunque, a non essere notati. Per esempio, è permesso gettare
    delle monete per terra e chinarsi per prenderle prima che essi passino. In
    questa maniera è permesso inchinarsi o togliersi il cappello di fronte ad
    essi."
    Si fa anche distinzione fra una croce che è venerata ed una croce che è
    portata attorno al collo come ricordo o come ornamento. La prima deve
    essere considerata un idolo, ma non necessariamente la seconda. Nello Iore
    dea, 1, Hagah, si legge:
    "L'immagine di una croce, davanti alla quale si inchinano, deve essere
    considerata un idolo, e non deve essere usata fino a che non sia distrutta.
    Comunque, una "trama e ordito", se portato intorno al collo come ricordo,
    non deve essere considerato un idolo e può essere usato."
    Il segno della croce fatto con la mano, con il quale i cristiani usano
    benedirsi, si chiama in ebraico "muovere le dita qui e qui" (hinc et hinc).






    Articolo III - Gli Insegnamenti di Cristo


    Il Seduttore e un Idolatra non possono insegnare altro che falsità ed
    eresie il che era irrazionale e impossibile da osservare.

    1. FALSITA'
    Si dice nell'Abhodah Zarah (6a):
    "Un nazzareno è quella persona che segue i falsi insegnamenti di quell'uomo
    che insegnò loro a rendere culto nel primo giorno del sabato."
    2. ERESIA
    Nello stesso libro, Abhodah Zarah (Cap. I, 17a Toseph) si fa menzione
    dell'eresia di Giacomo. Un po' più avanti (27b) si apprende che questo
    Giacomo non era altro che il discepolo di Gesù:
    "...Giacomo Sekhanites, uno dei discepoli di Gesù, di cui abbiamo parlato
    nel capitolo 1."
    Ma Giacomo non ha insegnato la sua dottrina, ma quella di Gesù.

    3. IMPOSSIBILE DA OSSERVARE
    Su questo punto, l'autore di Nizzachon si esprime come segue:
    "Una legge scritta dei cristiani è: Se un ebreo ti colpisce ad una guancia,
    offrigli anche l'altra e non restituire in nessun modo il colpo. E il cap.
    VI, v. 27 dice: Amate i vostri nemici; fate del bene a coloro che vi
    odiano. Benedite coloro che vi maledicono e pregate per i vostri
    calunniatori. Se uno ti percuote su una guancia, e tu porgigli anche
    l'altra; e se uno ti toglie il mantello, e tu non impedirgli di prenterti
    anche la tunica, ecc. Lo stesso si trova in Matteo cap.V. v.39. Ma io non
    ho mai visto nessun cristiano obbedire a questa legge, e nemmeno Gesù
    stesso si è mai comportato come ha insegnato agli altri. In Giovanni cap.
    XVIII, v. 22, troviamo che quando qualcuno lo percosse su una guancia, egli
    non offrì anhce l'altra guancia, ma si arrabbiò a causa di questa percossa
    e chiese: "Perchè mi percuoti?" Similmente, negli Atti degli Apostoli, cap
    XXIII, v.3, leggiamo: che quando il Sommo Sacerdote ordinò a coloro che gli
    stavano intorno di percuoterlo sulla bocca, Paolo non offrì l'altra
    guancia; egli lo maledisse dicendo 'Iddio percoterà te, muraglia
    imbiancata! ecc.' Ciò è contrario al loro credo e distrugge il fondamento
    su cui poggia la loro religione, perchè essi sostengono che la legge di
    Gesù è facile da osservare. Se Paolo stesso, che può essere chiamato il
    Dispensiere di Gesù, poteva non osservare il precetto di Gesù, chi fra gli
    altri che credono in lui può dimostrarmi di poterlo fare?"
    L'autore, che aveva il Vangelo e gli Atti degli Apostoli sotto mano non
    poteva comunque non aver capito in che modo Cristo avesse comandato ai suoi
    seguaci di offrire l'altra guancia a coloro che li avrebbero percossi, dato
    che, in un altro punto, egli comanda ai suoi seguaci di tagliarsi una mano
    o un braccio, e di strapparsi un occhio se queste parti del corpo avessero
    dato scandalo. Nessuno che abbia la minima conoscenza delle Sacre
    Scritture, ha mai pensato che questi comandi debbano essere presi alla
    lettera. Solo la profonda maliza ed ignoranza dei tempi in cui viveva Gesù
    può spiegare perchè gli ebrei, ancora oggi, usano questi passi per svilire
    gli insegnamenti di Gesù Cristo.


    CAPITOLO II


    I CRISTIANI

    Tre cose doranno essere esaminate in questo capitolo:
    1. I nomi che il Talmud usa per i cristiani.
    2. In che maniera il Talmud dipinge i cristiani
    3. Che cosa dice il Talmud del culto religioso dei cristiani.

  4. #4
    Moderatore
    Data Registrazione
    03 May 2005
    Località
    Nkosi sikeleli Afrika
    Messaggi
    12,879
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito



    Mi sa che basta così

  5. #5
    Caio_Marcello
    Ospite

    Predefinito

    Articolo I. - I Nomi dati ai Cristiani nel Talmud

    Come nelle nostre lingue i cristiani derivano il loro nome da Cristo, così
    nella lingua del Talmud i cristiani sono chiamati Nostrim, da Gesù
    Nazzareno. Ma i cristiani sono anche chiamati con i nomi usati nel Talmud
    per indicare tutti i non ebrei: Abhodah Zarah, Adum, Obhde Elilim, Minim,
    Nokhrim, Edom, Amme Haarets, Goim, Apikorosim, Kuthrim.

    1. Abhodah Zarah - Culto strano, idolatria. Il Trattatello talmudico
    sull'idolatria è intitolato come segue: Obhde Abhodah Zarah - Adoratori di
    idoli. Che Abhodah Zarah veramente significhi culto degli idoli appare
    chiaro dal Talmud stesso: 'Venga Nimrod a testimoniare che Abramo non era
    un servo di Abhidah Zarah.' Ma nei giorni di Abramo non esisteva nessun
    culto strano, nè dei turchi nè dei nazzareni, ma solo il culto del vero Dio
    e l'idolatria. Nello Schabbath (ibid. 82a), si legge:
    "Il rabbino Akibah dice: Come sappiamo che Abhodah Zarah, come una donna
    immonda, contamina coloro che l'accettano? Perchè Isaia dice: Tu dovrai
    eliminarli come un panno da mestruazioni; e dirai ad esso, Vattene via,"
    Nella prima parte di questo versetto si fa menzione degli idoli d'oro e
    d'argento.
    Anche il dotto Maimonide dimostra chiaramente che gli ebrei considerano i
    cristiani Abhodah Zarah. Nel Perusch (78c) si legge:
    "E si sappia che i cristiani che seguono Gesù, sebbene i loro insegnamenti
    siano diversi, sono tutti adoratori di idoli (Abhodah Zarah)."
    2. Akhum - Questa parola è costituita dalle lettere iniziali delle parole
    Obhde Kokhabkim U Mazzaloth - adoratori di stelle e pianeti. Fu così che
    gli ebrei da principio descrissero i gentili che erano privi della
    conoscenza del vero Dio. Ora, comunque, la parola Akum nei libri degli
    ebrei, specialmente nello Schulkhan Arukh, si applica ai cristiani. Ciò è
    evidente in numerosi passi:
    Nell'Orach Chaiim (113,8) coloro che usano una croce sono chiamati Akum.
    Nello Iore Dea (148,5,12) coloro che celebrano le feste di Natale e del
    Nuovo Anno, otto giorni dopo, sono chiamati adoratori delle stelle e dei
    pianeti:
    "Così che se, anche in questi tempi, un regalo è inviato all'Akum l'ottavo
    giorno dopo Natale, che essi chiamano il Nuovo Anno," ecc.
    3. Obhde Elilim - Servi di idoli. Questo nome ha lo stesso significato di
    Akum. I non ebrei vengono spesso indicati con questo nome. Nell'Orach
    Chaiim, per esempio (212,,5), si legge:
    "Non si dovrà pronunciare benedizione su incenso che appartenga ai servi di
    idoli."
    Ma in quel tempo, quando lo Schulkhan Arukh fu scritto, non c'erano 'servi
    di idoli' fra coloro che vivevano con gli ebrei. Così per esempio, l'autore
    del Commentario sullo Schulkhan Arukh (intitolato Magen Abraham), il
    rabbino Calissensis, che morì in Polonia nel 1775, dice alla nota 8, sul
    No. 244 dell'Orach Chaiim (dove si permette di finire un lavoro di sabato
    con l'aiuto di un Akum): "Qui nella nostra città sorge la questione sul
    prezzo da pagarsi a coloro che adorano le stelle e i pianeti per spazzare
    la pubblica via quando lavorano di sabato."

    4. Minim - Eretici. Nel Talmud, coloro che possiedono libri chiamati
    Vangeli sono eretici. Così in Schabbath(116a) si legge:
    "Il rabbino Meir chiama i libri dei Minim Aven Gilaion (volumi iniqui)
    perchè li chiamano Vangeli."
    5. Edom - Edomiti. Il rabbino Aben Ezra, quando parla dell'Imperatore
    Costantino che cambiò religione e mise sul suo stendardo l'immagine di
    colui che fu appeso, aggiunge:
    "Roma perciò si chiama il Regno degli Edomiti."

    E il rabbino Bechai, nel suo Kad Hakkemach (fol. 20a, su Isaiah, cap.
    LXVI,17) scrive:
    "Sono chiamati Edomiti coloro che muovono le loro dita 'qui e qui'" (coloro
    che fanno il segno della croce).
    Nello stesso modo il rabbino Bechai, commentando le parole di Isaia (loc.
    cit.), "coloro che mangiano la carne di maiale" aggiunge: "Questi sono gli
    edomiti." Il rabbino Kimchi, comunque, li chiama "cristiani." E il rabbino
    Abarbinel, nel suo lavoro Maschima Ieschua (36d) dice: "I nazzareni sono
    romani, i figli di Edom."

    6. Goi - Razza o popolo. Per indicare un uomo, gli ebrei dicono anche Goi -
    un gentile; per indicare una donna gentile, Goiah. A volte, ma molto
    raramente, gli israeliti vengono chiamati con questo nome. Per lo più, esso
    è applicato ai non ebrei, o idolatri. Nei libri ebraichi che trattano
    dell'idolatria, gli adoratori degli idoli sono spesso chiamati con questo
    solo nome Goi. Per questo motivo, in edizioni più recenti del Talmud, l'uso
    della parola Goi viene evitato di propostio e altre parole vengono usate al
    suo posto per i non ebrei.
    E' un fatto noto che nella lingua ebraica, gli ebrei chiamano i cristiani
    fra cui abitano, Goim. E gli ebrei stessi non lo nevano. A volte, nelle
    loro riviste popolati, essi dicono che questa parola non significa niente
    di male o di nocivo. Ma il contrario può essere verificato nei loro libri
    scritti in ebraico. Per esempio, nel Choshen Hammischpat (34,22), il nome
    Goi si usa in senso diffamatorio:
    "I traditori gli epicurei e gli apostati sono peggiori dei Goim."
    7. Nokhrim - Stranieri, forestieri. Questo nome viene usato per tutti
    coloro che non sono ebrei, e perciò anche per i cristiani.

    8. Amme Haarets - Gente della terra, idioti. Alcuni dicono che, con questo
    nome, non si indicano persone di altre razze, ma solo persone incolte e
    rozze. Esistono comunque dei passi che non lasciano nessun dubbio sulla
    questione. Nella Sacra Scrittura, Libro di Esra, cap. X, 2, si legge: Noi
    abbimo peccato contro il nostro Dio, ed abbiamo preso mogli straniere
    (nokhrioth) del popolo della terra. Che le parole popolo della terra
    denotino gli idolatri risulta chiaro in Zohar,I,25a: "Il popolo della terra
    - Obhde Abhodah Zarah, idolatri."

    9. Basar Vedam - Carne e sangue; uomini carnali destinati alla perdizione e
    che non possono entrare in comunione con Dio. Che i cristiani siano carne e
    sangue, lo dimostra il libro di preghiere:
    "Chiunque incontri un saggio e colto cristiano può dire: Sia tu benedetto o
    Signore, Re dell'Universo, che hai dispensato un po' della tua saggezza
    alla Carne e Sangue," ecc.
    Nello stesso modo, in un'altra preghiera, nella quale gli ebrei chiedono a
    Dio di ripristinare il regno di Davide e di inviare Elia e il Messia, ecc.,
    essi gli chiedono di togliere da loro la povertà in maniera di non aver
    bisogno di accettare dei regali dalla "carne e sangue," nè di commerciare
    con loro, e nemmeno di cercare di ottenere uno stipendio da loro.

    10. Apikorosim - Epicuirei. Sono chiamati con questo nome tutti coloro che
    non osservano i precetti di Dio, come pure tutti coloro che, anche se
    ebrei, esprimono giudizi privati in materia di fede. Quanto più tratterano
    in questa maniera un cristiano!

    11. Kuthim - Samaritani. Ma dato che non ci sono più dei samaritani, e dato
    che, nei libri ebraici recenti, si parla molto spesso di samaritani, può
    esserci alcun dubbio sul fatto che con questa parola si intendano i
    cristiani?
    Inoltre, in questa faccenda di attribuire un nome a coloro che non sono
    ebrei, si deve notare in particolare che negli scritti ebraici questi nomi
    vengono usati indiscriminatamente e indifferentemente con lo stesso
    significato. Per esempio, nel trattatello Abhodah Zarah (25b) viene usata
    la parola Goi, ma nello Schulchan Arukh (Iore Dea 153,2) viene usato il
    termine Akum. Kerithuth (6b) usa Goim; Jebhammoth (61a) usa Akum, Abhodah
    Zarah (2a) usa Obhde Elilim: Toseph usa Goim e Obhde Ab, Choshen
    Hammischpat (edizione veneziana) usa Kuthi; (Slav, ed.) Akum. E si
    potrebbero citare molti altri esempi.
    Nel suo libro sull'Idolatria, Maimonide chiama indiscriminatamente idolatri
    tutti costoro: i Goim, gli Akum, gli Obhde Kokhabhim, gli Obhde Elilim,
    ecc.



    Articolo II - Ciò che il Talmud Insegna Sui Cristiani


    Nel capitolo precedente abbiamo visto che cosa gli ebrei pensino del
    Fondatore della religione cristiana, e quanto essi abborriscano il suo
    nome. Stando così le cose, non ci si può aspettare che possano nutrire
    un'opinione migliore su coloro che seguono Gesù Nazzareno. Infatti, non si
    può immaginare nulla di più abominevole di ciò che hanno da dire sui
    cristiani. Dicono che sono idolatri, il peggior tipo di persone, molto
    peggiori dei turchi, assassini, fornicatori, animali impuri, simili a
    immondizia, indegni di essere chiamati uomini, bestie in forma umana, degni
    del nome di bestie, mucche, asini, maiali, cani, peggio dei cani; che si
    propagano nella maniera delle bestie, che sono di origine diabolica, che le
    lor anime vengono dal diavolo e che dopo la morte ritornano al diavolo
    nell'inferno; e che perfino il corpo di un cristiano morto non è meglio di
    quello di un animale.

    1. IDOLATRI
    Dato che i cristiani seguono gli insegnamenti di quell'uomo, che gli ebrei
    considerano Seduttore e Idolatra, e dato che essi lo adorano come Dio, ne
    consegue chiaramente che essi meritano il nome di idolatri, non
    diversamente di coloro fra i quali gli ebrei erano vissuti prima della
    nascita di Cristo, e che, secondo il loro insegnamento, dovevano essere
    sterminati in tutte le maniere possibili.
    Ciò è meglio dimostrato dai nomi usati per i cristiani e dalle
    inequivocabili parole di Maimonide che dimostrano che tutti coloro che
    portano il nome di cristiani sono idolatri. E chiunque esamini i libri
    ebraici che trattano degli "Adoratori delle Stelle e dei Pianeti" degli
    "Epicurei," dei "Samaritani," ecc., non può che concludere che questi
    idolatri altro non sono che i cristiani. I turchi sono sempre chiamati
    "Ismaeliti," mai idolatri.

    2. I CRISTIANI SONO PEGGIO DEI TURCHI
    Maimonide nel suo Hilkhoth Maakhaloth (cap. IX) dice:
    "Non è permesso bere il vino di uno straniero che si converte, cioè di una
    persona che accetti i sette precetti di Noè, ma è permesso trarne qualche
    beneficio. E' permesso lasciarlo solo con del vino, ma non metterglielo di
    fronte. Lo stesso è permesso nel caso di tutti i gentili che non sono
    idolatri, come i turchi ((Ismaeliti)). All'ebreo, comunque, non è permesso
    bere il loro vino (((degli idolatri - ndt))), anche se ciò può essere usato
    a suo vantaggio. Tutti i rabbini più conosciuti sono d'accordo su questo
    punto. Ma dato che i cristiani sono idolatri, non è permesso nemmeno usare
    il loro vino a proprio vantaggio."
    3. ASSASSINI
    Nell' Abhodah Zarah (22a) si dice:
    L'ebreo non deve associarsi con i gentili in quanto questi indulgono nello
    spargimento di sangue."
    In modo simile, nello Iore Dea:
    "L'Israelita non si deve associate con gli Akum ((cristiani)) perchè
    indulgono nello spargimento di sangue."
    Nell' Abhodah Zarah (25b) si dice:
    "I rabbini hanno insegnato: Se un Goi si affianca ad un israelita lungo la
    strada, egli ((l'ebreo)) deve camminare alla sua destra. Il rabbino
    Ismaele, il figlio del rabbino Jochanan, il nipote di Beruka, dice: Se il
    Goi porta una spada, l'ebreo deve camminare alla sua destra. Se il Goi
    porta un bastone, l'ebreo dovrà camminare alla sua sinistra. (((la
    traduzione è letterale, ma si può avere un significato logico solo se al
    posto delle parole 'alla sua destra' e 'alla sua sinistra' si usano
    rispettivamente 'alla sua sinistra' e 'alla sua destra' - ndt))) Se sta
    salendo un pendio o scendendo in ripida discesa, l'ebreo non deve camminare
    davanti con il Goi dietro, ma l'ebreo deve camminare dietro e il Goi
    davanti, nè si deve abbassare di fronte a lui per tema che il Goi gli possa
    spaccare il cranio. E se il gentile dovesse chiedere all'ebreo fino a dove
    deve andare, egli dovrà far finta di andare molto lontano, come disse
    Giacobbe, nostro padre, all'empio Esaù: Fino a che non arrivo dal mio
    Signore a Seir (Gen. XXXIII, 14-17), ma (((qui ci sarebbe da precisare il

  6. #6
    Caio_Marcello
    Ospite

    Predefinito

    Nell' Orach Chaiim (20,2) si dice:
    "Non vendere il tuo soprabito (Talith) con le frange ad un Akum, affinchè
    egli non si unisca ad un ebreo per la via e lo uccida. E' anche proibito
    fare a cambio del soprabito con un gentile, o venderglielo, eccetto che per
    breve tempo quando non ci sia niente da temere da lui."
    4. FORNICATORI
    Nell' Abhodah Zarah (15b) si dice:
    "Gli animali di sesso maschile non dovranno essere lasciati nelle stalle
    dei gentili con i loro uomini, nè gli animali di sesso femminile con le
    loro donne; tanto meno dovranno gli animali di sesso femminile essere
    lasciati con i loro uomini, e di sesso maschile con le loro donne. Nemmeno
    le pecore dovranno essere lasciate in custodia ai loro pastori; nè si dovrà
    avere con loro (((con i gentili - ndt))) alcun rapporto sessuale; nè i
    bambini dovranno essere loro affidati per imparare un mestiere o a
    leggere."
    Un po' più avanti, nello stesso trattatello (22a), si spiega il motivo per
    cui gli animali non devono essere lasciati nelle stalle dei gentili, e
    perchè agli ebrei non è permesso di avere rapporti sessuali con loro (((i
    gentili - ndt))):
    "Non si deve permettere che gli animali si avvicinino ai Goim, perchè si
    sospetta che (((questi ultimi - ndt))) abbiano rapporti sessuali con loro.
    Nè le donne dovranno coabitare con i Goim in quanto sono esageratamente
    sessuali."
    A pag. 22b dello stesso libro si spiega il motivo per cui gli animali,
    specialmetne se di sesso femminile, devono essere tenuti lontani dalle loro
    donne (((dalle donne ebraiche - ndt))).
    "...perchè quando gli uomini gentili vengono alle case dei loro vicini per
    commettere adulterio con le loro mogli e non le trovano a casa, essi
    fornicano con le pecore nelle stalle. E a volte, anche quando le mogli dei
    loro vicini sono a casa, essi preferiscono fornicare con gli animali; essi
    infatti amano le pecore degli israeleiti più delle loro proprie donne."
    E' per lo stesso motivo che non si devono affidare degli animali alle cure
    dei pastori dei Goim, nè i bambini ai loro maestri.

    5. IMMONDI
    Il Talmud fornisce due motivi per cui i Goim sono immondi: perchè essi
    mangiano cose immonde, e perchè non sono stati purificati (dal peccato
    originale) sul Monte Sinai. Nello Schabbath (145b), si dice:
    "Perchè i Goim sono immondi? Perchè essi mangiano cose abominevoli e
    animali che strisciano sul ventre."
    In maniera simile, in Abhodah Zarah 22b:
    "Perchè sono immondi i Goim? Perchè essi non erano presenti sul monte
    Sinai. Infatti, quando il serpente entrò in Eva, egli le infuse
    l'immondizia. Ma gli ebrei furono purificati da ciò sul Monte Sinai; i
    Goim, comunque, che non erano sul Monte Sinai, non furono purificati."
    6. PARAGONATI AD ESCREMENTI
    "Quando dieci persone pregano insieme in un posto e dicono Kaddisch, oppure
    Kedoschah, tuutti, anche se non sono del luogo, possono rispondere Amen. Ci
    sono alcuni, comunque, che dicono che non deve essere presente nessun
    escremento o Akum."
    Nello Iore Dea, (198 48) Hagah, si dice:
    Quando le donne ebree escono dal bagno, devono cercare di incontrare un
    amico per primo, e non una persona immonda o un cristiano. Se per caso lo
    incontrano, infatti, se vogliono mantenersi pulite, dovranno tornare a fare
    il bagno."
    Vale la pena di notare che il seguente elenco di cose immonde viene
    presentato nel Biur Hetib, un commentario sullo Schulchan Arukh:
    "Le donne dovranno lavarsi di nuovo se vedono unca cosa immonda, come un
    cane, un asino, o Gente della Terra; un cristiano (Akum) un cammello, un
    maiale, un cavallo ed un lebbroso."
    7. NON SIMILI AGLI UOMINI, MA ALLE BESTIE
    Nel Kerithuth (6b p. 78) si dice:
    "L'insegnamento dei rabbini è il seguente: Colui che versa olio su di un
    Goi, e su corpi morti viene liberato dalla punizione. Questo è vero per un
    animale perchè non è un uomo. Ma come si può dire che versando olio su di
    un Goi si sia liberati dalla punizione, dato che un Goi è anche un uomo? Ma
    questo non è vero: sta infatti scritto: Tu sei il mio gregge, il gregge del
    mio pascolo sono gli uomini (Ezechiele, XXXIV, 31). Voi perciò siete
    chiamati uomini. ma i Goim non sono chiamati uomini."
    Nel trattatello Makkoth (7b) si dice che una persona sia colpevole di
    assassinio "eccetto quando, intendendo uccidere un animale, egli uccide per
    sbaglio un uomo, o, intendendo uccidere un Goi, egli uccide un israelita."
    Nell' Orach Chaiim (225,10) si dice:
    "Colui che vede delle belle creature, anche se si tratta di un Akum o di un
    animale, egli dovrà dire 'Benedetto sia tu Signore Nostro Dio, Re
    dell'Universo, che han messo tali cose sulla terra!'"
    8. SONO DIVERSI DAGLI ANIMALI SOLO PER LA FORMA
    Nel Midrasch Talpioth (fol. 225d) si dice:
    "Dio li creò in forma d'uomini per la gloria di Israele. Ma gli Akum furono
    creati per il solo scopo di servirli ((gli ebrei)) giorno e notte. Nè essi
    potranno mai essere sollevati da tale servizio. E' conveniente che il
    figlio di un re ((un israelita)) sia servito da animali nella loro forma
    naturale e da animali sotto forma di esseri umani."
    Possiamo citare a questo punto anche quanto è detto nell' Orach Chaiim,
    57,6a:
    "Se si deve avere compassione dei maiali quando soffrono a causa di una
    malattia, in quanto i loro intestini sono simili ai nostri, quanto più si
    dovrà avere compassione per gli Akum afflitti nello stesso modo."
    9. ANIMALI
    Nello Zohar, II, (64b) si dice:
    "... la gente che adora gli idoli e che viene chiamata mucca e asino, dato
    che sta scritto: Io ho una mucca e un asino...."
    Il rabbino Bechai, nel suo libro Kad Hakkemach, cap. I, che inizia con la
    parola Geulah - redenzione - riferendosi al Salmo 80, v. 13: Il cinghiale
    che si trova fuori dal bosco, lo sciupa davvero, dice:
    "La lettera ain cade ((è sospesa/appesa)) nello stesso modo in cui questi
    adoratori sono seguaci di colui che fu appeso/sospeso." (((a proposito
    della lettera ain, vedere più avanti, al punto 12 - ndt)))
    Buxtorf Lex.) dice:
    "Per maiale selvatico l'autore intende qui i cristiani che mangiano maiale
    e che, come i maiali, hanno distrutto la vigna d'Israele, la Città di
    Gerusalemme, e che credono nel Cristo 'appeso'. La lettera ain viene fatta
    cadere in questa parola perchè anche essi, come adoratori di Cristo che fu
    appeso, vengono fatti cadere."
    Il rabbino Edels, commentando il Kethuboth (110b) dice:
    "Il salmista paragona gli Akum alle bestie immonde dei boschi."
    10. PEGGIO DEGLI ANIMALI
    Il rabbino Schelomo Iarchi (Raschi), famoso commentatore giudeo, spiegando
    la legge di Mosè (Deuter. XIV, 21) che proibisce di mangiar la carne di
    animali feriti, che deve invece essere data agli 'stranieri entro le tue
    porte,' o che, secondo Exodus (XXII,30), deve essere gettata ai cani, ha
    quanto segue da dire:
    "... infatti egli è simile a un cane. Dobbiamo prendere la parola 'cane'
    che appare qui letteralmente? Certamente no. Infatti il testo, parlando di
    corpi morti, dice, 'Oppure tu potrai venderlo ad uno straniero. A maggior
    ragione, ciò si applica alla carne di animali feriti, per cui è permesso
    accettare il pagamento. Perchè allora la Scrittura dice che può essere
    gettata ai 'cani'? Per insegnare che il cane deve essere rispettato più del
    Nokri."
    11. SI PROPAGANO COME BESTIE

    Nel Sanhedrin (74b) Tosephoth, si dice:
    "Il rapporto sessuale di un Goi è come quello di una bestia."
    E nel Kethuboth (3b) si dice:
    "Il seme di un Goi vale quanto quello di una bestia."
    Da cui si deve desumere che il matrimonio cristiano non è un vero
    matrimonio.
    Nel Kidduschim (68a), si dice:
    "...Come lo sappiamo? Il rabbino Huna dice: "Si può leggere: Rimani qui con
    l'asino, cioè con gente simile all'asino. Da cui si vede che essi sono
    incapaci di contrarre matrimonio."
    Ed in Eben Haezer (44,8):
    "Se un ebreo/a contrae matrimonio con un Akum (un cristiano/a), o con il
    suo servo/a, il matrimonio è nullo. Infatti essi sono incapaci di contrarre
    matrimonio. Similmente, se un Akum od un servo/a contrae matrimonio con un
    ebreo/a, il matrimonio è nullo."
    Nello Zohar (II,64b) si dice:
    "Il rabbino Abba dice: Se avessero rapporti sessuali solo gli idolatri, il
    mondo non continuerebbe ad esistere. Perciò ci si insegna che un ebreo non
    deve cedere a quegli infami ladri. Infatti, se si propagassero in numero
    maggiore, sarebbe impossibile per noi continuare ad esistere a causa loro.
    Infatti essi danno vita a cuccioli nello stesso modo dei cani."
    12. FIGLI DEL DIAVOLO
    Nello Zohar (I,28b) leggiamo:
    "Ora il serpente era più astuto di qualsiasi bestia del campo, ecc. (Genes.
    III,1) 'Più astuto' cioè per quanto riguarda il male; 'che tutte le bestie'
    cioè gli idolatri della terra. Infatti essi sono figli dell'antico serpente
    che sedusse Eva."
    Il migliore argomento usato dagli ebrei per dimostrare che i cristiani
    appartengono alla razza del diavolo è il fatto che non sono circoncisi. Il
    prepuzio dei non ebrei impedisce loro di essere chiamati figli
    dell'Altissimo Iddio. Infatti con la circoncisione, il nome di Dio -
    Schaddai - si completa nella carne dell'ebreo circonciso. La forma della
    lettera Isch è nelle sue narici, la lettera Dalethnel suo braccio (flesso),
    e ain appare nell'organo sessuale attraverso la circoncisione. Nei gentili
    non circoncisi, e perciò nei cristiani, ci sono solo le due lettere, Isch e
    Daleth, che formano la parola Sched che significa diavolo. Essi perciò sono
    figli dello Sched, che significa diavolo.

    13. L'ANIMA DEI CRISTIANI E' MALIGNA E IMMONDA
    L'insegnamento degli ebrei è che Dio ha creato due nature, una buona e
    l'altra malvagia, oppure una natura con due lati, uno puro e uno immondo.
    Si dice che l'anima dei cristiani sia venuta dal lato immondo, chiamato
    Keliphah - scorza o crosta rognosa.
    In Zohar (I, 131a) si dice:
    "Gli idolatri, comunque, insozzano il mondo da quando esistono in quanto la
    loro anima è uscita dal lato immondo."
    Ed in Emek Hammelech(23d) si dice:
    "L'anima degl empi viene da Keliphah, che è morte e ombra di morte."
    Zohar (I,46b,47a) procede a dimostrare che questo lato immondo è il lato
    sinistro, da cui è venuta l'anima dei cristiani:
    "Ed egli creò tutte le cose viventi cioè gli israeliti, in quanto sono
    figli dell'Altissimo, e la loro anima viene da Lui. Ma da dove viene
    l'anima dei gentili idolatri? Il rabbino Eliezer dice: dal lato sinistro,
    che rende le loro anime immonde. Essi sono perciò immondi e contaminano
    tutti coloro che entrano in contatto con loro."
    14. DOPO LA MORTE VANNO ALL'INFERNO
    Gli anziani insegnano che Abramo siede all'ingresso della Gehenna e
    impedisce a tutte le persone non circoncise di entrarvi; ma che tutti gli
    incirconcisi vanno all'inferno.
    Nel Rosch Haschanach (17a) si dice:
    "Gli eretici e gli Epicurei e i Traditori vanno all'inferno."
    15. IL DESTINO DEI CRISTIANI MORTI
    Dopo la morte, i corpi dei cristiani vengono chiamati con l'odioso nome di
    Pegarim, che è la parola usata nella Sacra Scrittura per i corpi morti dei
    dannati e degli animali, ma mai per il corpo degli uomini pii che viene
    chiamato Metim. Perciò, lo Schulchan Arukh ordina di parlare dei cristiani
    morti nella stessa maniera degli animali morti.
    Nello Iore Dea (377,1) si dice:
    "Non si devono fare le condoglianze a nessuno a causa della morte dei suoi
    servi o serve. Tutto quello che si può dire è 'Possa Dio ridarti quello che
    hai perso, come si dice a qualcuno che ha perso una mucca o un asino."
    Nè serve evitare i cristiani per sette giorni dopo che hanno sotterrato
    qualcuno, come stabilisce la legge di Mosè, dato che essi non sono uomini;
    infatti, il sotterrare gli animali non è causa di contaminazione.
    Nello Iebhammoth (61a) si dice:
    "I Nokrin non si contaminano con i funerali. Infatti sta scritto: Voi siete
    le mie pecore, le pecore del mio pascolo; voi siete uomini. Voi siete
    perciò chiamati uomini, non i Nokrim."





    Articolo III - Sul Culto e i Riti Cristiani

    Dato che i cristiani sono considerati idolatri dagli ebrei, tutte le loro
    forme di culto appartengano all'idolatria. I preti sono chiamati preti di
    Baal; i loro templi sono chiamati chiese di falsità e idolatria, e tutto
    ciò che contengono, come i calici, le statue e i libri, sono considerati
    oggetti fabbricati per il culto degli idoli; le loro preghiere, sia
    pubbliche che private, sono paccaminose e recano offesa a Dio; e le loro
    feste sono chiamate giorni della perversità.

    1. PRETI

    Il Talmud parla dei preti, i ministri del culto cristiano, come di idolatri
    appartenenti al dio Baal. Essi sono anche chiamati Komarim - indovini; e
    anche Galachim, i rasati, in quanto si rasano il capo, particolarmente i
    monaci.
    Nell' Abhodah Zarah (14b) Toseph, si dice:
    "E' proibito vendere i libri dei profeti agli indovini, dato che essi
    possono usarli per il loro culto del male nei loro templi dove si pratica
    l'idolatria. Coloro che lo fanno peccano contro la legge che ci proibisce
    di porre un ostacolo sul percorso di un cieco. E' anche proibito venderli
    ai cristiani che non sono rasati, in quanto essi sicuramente lo daranno o
    venderanno a uno di coloro che sono rasati."
    2. LE CHIESE CRISTIANE
    Un luogo di culto cristiano è detto (1) Beth Tiflah, casa di vanità e
    stoltezza, al posto di Beth Tefilah, casa di preghiera; (2) Beth Abhodah
    Zarah, Casa dell'Idolatria; (3) Beth Hatturaph Schel Letsim, Casa del
    Ridere Maligno.
    Nell' Abhodah Zarah, (78), il Perusch di Maimonide, si legge:

  7. #7
    Caio_Marcello
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Nelson


    Mi sa che basta così

    Ah, ti arrendi gia'?



    CM

  8. #8
    kalashnikov47
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Caio_Marcello
    Ci sono molti altri lavori pubblicati da maestri ebrei, che vengono usati
    nello studio della legge giudaica, e che sono tenuti in alta considerazione
    dato che spiegano molti passaggi oscuri del Talmud. In questo libro ne sono
    citati alcuni, e precisamente i seguenti:
    BIAR - Dicharazione, delucidazione, Commentario su un altro Commentario.
    Queste dichiarazioni differiscono fra di loro.
    HALAKHOTH - di solito scritto HILKHOTH - Decisioni o Dissertazioni. Libri
    separati delle Sacre Scritture e del Talmud di diversi rabbini: Maimonide,
    Beshai, Edels, Mosè di Kotzen, Kimchi e altri. Nella maggior parte dei
    casi, danno delle citazioni di Maimonide dallo HILKHOTH AKUM. Queste
    contengono dissertazioni sulle stelle e pianeti e sulle condizioni delle
    nazioni. Ce n'è un altro - HILKHOTH MAAKHALOTH ASAVOROTH - dissertazioni
    sugli alimenti proibiti.
    IUCHASIN o SEPHER IUCHASIN - dissertazioni sulla discendenza. Tratta della
    storia sacra e giudaica dall'inizio del mondo fino al 1500. Fu stampato a
    Cracovia nel 1580.
    JALKUT - una raccolta di commenti tratti da vari libri antichi. Si suppone
    abbia un significato non letterale ma allegorico. Autore: il rabbino
    Shimeon di Francoforte.
    KED HAKKEMACH - Barile di farina. Contiene un elenco alfabetico dei luoghi
    delle comunità teologiche. Autore: il rabbino Bechai di Lublino.
    MAGEN ABRAHAM - Scudo di Abramo. Autore: Perizola.
    MIZBEACH HAZZAHABH - l'Altare d'Oro. Libro cabalistico. Autore: R.
    Schelomon ben Rabbi Mordechai. Stampato a Basilea nel 1602.
    MACHZOR - un Ciclo. Libro di Preghiere usato nelle feste grandi.
    MENORATH HAMMAOR - Candela di luce. Libro talmudico. Contiene l'Aggadoth e
    il Medraschim, cioè, i commentari storici e allegorici su tutto il Talmud.
    Autore: rabbino Isaac Abhuhabh. Stampato nel 1544.
    MAIENE HAIESCHUAH - Fontane del Salvatore. Uno squisito commentario su
    Daniele del rabbino Isaac Abarbanel. Vi si trovano numerose dispute contro
    i cristiani. Stampato nel 1551.
    MIKRA GEDOLAH - la Grande Convocazione. Una bibbia ebraica con note di R.
    Salomon Iarchi e R. Ezra.
    MASCHMIA IESCHUAH - Il Predicatore della Salvezza. Spiegazioni su tutti i
    Profeti. Riguarda la redenzione futura. Autore: R. Abarbanel.
    NIZZACHON - Vittoria. Attacchi contro i crisitani e i quattro Vangeli.
    Autore: rabbino Lipman. Stampato nel 1559.
    SEPHER IKKARIM - Libro sui fondamentali o articoli di fede. Contiene un
    durissimo attacco contro la fede cristiana.
    EN ISRAEL - L'Occhio d'Israele. Un libro celebre. Ha una seconda parte -
    BETH JAKOBH - la Casa di Giacobbe. Contiene dei deliziosi racconti
    talmudici. Stampato a Venezia nel 1547.
    SCHAARE ORAH - le Porte di Luce. Un celeberrimo libro cabalistico. Autore:
    Ben Joseph Gekatilia.
    SCHEPHAA TAL - Abbondanza di Rugiada. Libro cabalistico. Una chiave per il
    libro di Zohar ed altri libri del genere. Autore: rabbino Schephtel Horwitz
    di Praga.
    TOLDOTH IESCHU - le Generazioni di Gesù. Un opuscolo pieno di bestemmie e
    maledizioni. Contiene la storia di Cristo. Pieno di espressioni false e
    tendenziose.

    Per la stesura del presente libretto, ho usato le seguenti fonti:

    Il TALMUD. Edizione di Amsterdam, 1644-48, in 14 volumi.
    SCHULCHAN ARUKH, del rabbino Joseph Karo. Edizione di Venezia, 1594. Senza
    note.
    IORE DEA. Diverse citazioni. Edizione di Cracovia.
    ZOHAR. Edizione di Amsterdam, 1805. 3 volumi.
    MIKRA GEDOLAH. Edizione di Amsterdam, 1792, 12 volumi, edizione di Basilea,
    1620, 2 volumi, edizione di Venezia.
    HILKHOTH AKUM di R. Maimonide, edizione di Vossius, 1675.

    Come lavori ausiliari ho usato:

    JOANNES BUXDORFIUS. a. Lexicon Chaldaicum, Talmudicum et Rabbinicum,
    Basilea 1640. b. De Abreviaturis Hebraicis; Operis Talmudis Recensio;
    Bibliotheca Rabbinica, Basilea 1712. c. Synagoga Judaica, Basilea, 1712.
    GEORGII ELIEZ. EDZARDI. Tractatus talmudici "AVODA SARA." Amburgo, 1705.
    JACOBI ECKER: "Der Judenspiegel im Lichte der Wahrheit," (Lo Specchio
    Giudaico alla Luce della Verità). Paderborn, 1884.
    AUGUST ROHLING: Die Polemik und das Manschenopfer des Rabbinismus. (Le
    Polemiche e il Sacrificio Umano del Rabbinismo). Paderborn, 1883.

    *****

    Ho usato solamente lavori che gli stessi ebrei tengono in altissima
    considerazione e ai quali essi fanno riferimento nelle loro dispute con i
    cristiani citando imparzialmente le opinioni di questi eruditi uomini. La
    loro grande diligenza nel citare dai testi di libri che ho potuto
    esaminare, è stata per me una prova che io ho usato la stessa diligenza
    perfino citando da fonti meno note alle quali essi possono accedere con
    molta più facilità.




















    PARTE I

    L'INSEGNAMENTO DEL TALMUD SUI CRISTIANI

    Vedremo in primo luogo ciò che il Talmud insegna
    su Gesù Cristo, il fondatore del Cristianesimo;
    e in secondo luogo, sui suoi seguaci, i Cristiani.


    CAPITOLO I.

    GESU' CRISTO NEL TALMUD

    Molti passi dei libri talmudici trattano della nascita, vita e morte di
    Gesù Cristo e dei suoi insegnamenti. Non sempre Gesù viene nominato con il
    suo nome, ma in diversi modi come "Quell'Uomo," "Una Certa Persona," "Il
    Figlio del Carpentiere," "Colui che Fu Appeso", ecc.


    Articolo I. - SUI NOMI DI GESU' CRISTO

    1. Il vero nome di Gesù Cristo in ebraico è Jeschua Hanotsri - Gesù il
    Nazzareno. Viene chiamato Nostri dalla città di Nazareth nella quale egli
    crebbe. Così, nel Talmud, anche i cristiani Articolo I. - sono chiamati
    Nostrim- Nazzareni.
    Siccome la parola Jeschua significa "Salvatore," il nome Gesù si trova
    raramente nei libri ebraici. E' quasi sempre abbreviato in Jeschu, che
    viene maliziosamente inteso come composto delle iniziali delle tre parole
    Immach SCHemo Vezikro - "Possano il suo nome e la sua memoria essere
    cancellati."

    2. Nel Talmud, Cristo viene chiamato Otho Isch- "Quell'Uomo," cioè colui
    che tutti conoscono. Nel Trattatello Abhodah Zarah, 6a. leggiamo:
    "Viene chiamato cristiano colui che segue i falsi insegnamenti di
    quell'uomo, che aveva loro insegnato a celebrare la festa il primo giorno
    del Sabato, cioè, di rendere il culto a Dio il primo giorno dopo il
    Sabato."
    3) Altrove, egli viene semplicemente chiamato Peloni - "Una Certa Persona."
    Nel Chagigah. 4b, leggiamo:
    "Maria .... la madre di una certa persone, di cui si parla nello Schabbath
    ..." (104b).
    Che questa Maria non sia altro che la madre di Gesù, vedremo più avanti.

    4. Per spregio, Gesù viene anche chiamato Naggar bar naggar - 'il falegname
    figlio di un falegname'; e anche Ben charsch etaim - 'il figlio di uno che
    lavora il legno.'

    5. Viene anche chiamato Talui - 'quello che fu appeso.' Il rabbino Samuel,
    il figlio di Meir, nell' Hilch. Akum di Maimonide, si riferisce al fatto
    che era proibito partecipare alle feste cristiane di Natale e Pasqua perchè
    celebrate a causa di colui che fu appeso. E anche il rabbino Aben Ezra, in
    un commentario sul Genes. (XXVII, 39) lo chiama Talui la cui immagine
    l'imperatore Costantino aveva riprodotto sul suo stendardo. "...nei giorni
    di Costantino, che operò un cambiamento nella religione e mise la figura di
    colui che fu appeso sul suo stendardo."


    Articolo II. - LA VITA DI CRISTO

    IL TALMUD insegna che Gesù Cristo era illegittimo e che fu concepito
    durante il periodo mesturale; che aveva l'anima di Esaù; che era un pazzo,
    uno stregone, un seduttore; che egli fu crocefisso, sepolto all'inferno e
    innalzato come un idolo dai suoi seguaci.

    1. ILLEGITTIMO E CONCEPITO DURANTE IL PERIODO MESTRUALE
    Quanto segue viene narrato nel Trattatello Kallah, 1b (18b):
    "Una volta, quando gli Anziani erano seduti alla Porta, passarono due
    giovani, uno dei quali aveva il capo coperto mentre l'altro l'aveva
    scoperto. Il rabbino Eliezer disse che quello con il capo scoperto era
    illegittimo, un mamzer. Il rabbino Jehoschua disse che era stato concepito
    durante il periodo mestruale, ben niddah. Il rabbino Akibah, comunque,
    disse che che era entrambe le cose. A questo punto gli altri chiesero al
    rabbino Akibah perchè egli osasse contraddire i suoi colleghi. Egli rispose
    che poteva fornire le prove di ciò che affermava. Perciò, egli andò dalla
    madre del ragazzo che vide seduta al mercato a vendere verdure e le disse:
    'Figlia mia, se risponderai sinceramente a quello che sto per chiederti, ti
    prometto che sarai salva nella vita che verrà' Essa gli chiese di giurare
    di mantenere la promessa, e il rabbino Akibah glielo giurò - ma solo con le
    sue labbra, perchè nel suo cuore egli invalidò il suo giuramento. Poi
    disse: 'Dimmi, che razza di figlio è questo tuo ragazzo?' Al che essa
    rispose: 'Il giorno che mi sposai avevo le mestruazioni, e a causa di ciò,
    mio marito mi lasciò. Ma uno spirito malvagio venne e giacque con me e da
    quel rapporto mi nacque questo figlio.' Fu così dimostrato che questo
    ragazzo non solo era illegittimo ma anche concepito dalla madre durante il
    periodo mestruale. E quando coloro che avevano posto la domanda ebbero
    sentito, dichiararono: 'Davvero grande è stato il rabbino Akibah quando ha
    corretto i suoi Anziani'! Ed essi esclamarono: 'Benedetto il Signore Dio di
    Israele che ha rivelato il suo segreto al rabbino Akibah figlio di
    Giuseppe'"!
    Che per gli ebrei questa storia si riferisca a Gesù e a sua madre, Maria, è
    chiaramente dimostrato dal loro libro Toldath Jeschu -'Le Generazioni di
    Gesù' - dove quasi le stesse parole vengono usate per narrare la nascita
    del nostro Salvatore.

    Un'altra storia del genere è narrata in Sanhedrin, 67a:
    "Di tutti coloro che sono colpevoli di morte secondo la Legge, egli solo
    viene preso con uno strattagemma. In che modo? Accendono una candela in una
    stanza interna e mettono dei testimoni in una stanza accanto da dove, senza
    essere visti, possono vederlo e udirlo. Poi quello che egli aveva cercato
    di sedurre gli dice 'Per favore, ripeti qui privatamente quello che mi hai
    detto prima.' Se il seduttore ripete quello che aveva detto, l'altro gli
    chiede 'Ma come possiamo lasciare il nostro Dio che è nei cieli e servire
    degli idoli?' Se il seduttore si pente, allora tutto è a posto. Ma se egli
    dice 'E' nostro dovere e diritto di farlo,' allora i testimoni che l'hanno
    sentito dalla stanza accanto lo portano davanti al giudice e lo uccidono
    con la lapidazione. Questo è ciò che fecero al figlio di Stada a Lud, ed
    essi lo appesero alla viglia della pasqua. Perchè questo figlio di Stada
    era il figlio di Pandira. Infatti il rabbino Chasda ci dice che Pandira era
    il marito di Stada, sua madre, ed egli visse durante la vita di Paphus, il
    figlio di Jehuda. Ma sua madre era stada, Maria di Magdala (una
    parrucchiera per signore) che, come dice il Pumbadita, aveva lasciato il
    marito."
    Il significato di ciò è che questa Maria era chiamata Stada, cioè
    prostituta, perchè, secondo l'insegnamento del Pumbadita, avava lasciato il
    marito e commesso adulterio. Questo appare anche nel Talmud di Gerusalemme
    e in Maimonide.
    Che qui si intenda Maria, la madre di Gesù, si può verificare nel
    trattatello Chagigah, 4b:
    "Quando il rabbino Bibhai fu visitato dall'Angelo della Morte (il demonio),
    quest'ultimo disse al suo assistente: 'Vai e portami Maria la parrucchiera'
    (cioè, uccidila). Egli andò e portò Maria, la parrucchiera per bambini - al
    posto dell'altra Maria."
    Una nota a margine spiega questo passo come segue:
    "Questa storia di Maria, parrucchiera per signore, si riferisce al periodo
    del Secondo Tempio. Essa era la madre di Peloni, 'quell'uomo,' come viene
    chiamato nel trattatello Schabbath," (fol.104b).
    Ne llo Schabbath, il passo indicato dice:
    "Il rabbino Eliezer disse agli Anziani: 'Non è vero che il figlio di Stada
    esercitava la magia egizia incidendosela nella carne?' Essi risposero: "Era
    un pazzo, e noi non prestiamo attenzione a quello che fanno i pazzi. Il
    figlio di Stada, il figlio di Pandira, ecc.'" come sopra nel Sanhendrin,
    67a.
    Il libro Beth Jacobh, fol 127, così spiega la magia del figlio di Stada:
    "I Magi, prima di lasciare l'Egitto, prestarono particolare attenzione a
    che la loro magia non fosse messa per iscritto per evitare che altri la
    imparassero. Ma egli haveva escogitato un nuovo modo di scriverla nella
    pelle, o di fare dei tagli nella pelle inserendovela. Quando le ferite si
    rimarginavano, non era possibile vederne il significato."
    Buxtorf dice:
    "Non ci possono essere molti dubbi su chi fosse tale Ben Stada, o chi gli
    ebrei intendevano che fosse. Sebbene i rabbini, nelle loro aggiunte al
    Talmud, cerchino di nascondere la loro malizia e dicano che non è Gesù
    Cristo, il loro inganno è chiaramente evidente, e molte cose dimostrano che
    essi scrissero e intesero tutte queste cose su di lui. In primo luogo, lo
    chiamano anche il figlio di Pandira. Gesù il Nazzareno è in tal modo
    chiamato in altri passi del Talmud dove si fa espressa menzione di Gesù il
    figlio di Pandira. Anche San Giovanni Damasceno, nella sua Genealogia di
    Cristo, fa cenno di Panthera e del Figlio di Panthera.
    "In secondo luogo, si dice che questa Stada sia Maria, e questa Maria la
    madre di Peloni 'quella tale persona' per cui si intende indubbiamente
    Gesù. In tal modo infatti erano usi celare il suo nome perchè avevano paura
    di pronunciarlo. Se avessimo copie dei manoscritti originali, questi lo
    potrebbero certamente dimostrare. E anche questo era il nome della madre di
    Gesù il Nazareno.
    "In terzo luogo, egli è chiamato il Seduttore del Popolo. I Vangeli
    testimoniano il fatto che Gesù fosse così chiamato dagli ebrei, e i loro
    scritti sono tuttora prova che ancora lo chiamano con questo nome.
    In quarto luogo, egli è chiamato 'quello che fu appeso,' che si riferisce
    chiaramente alla crocefissione di Cristo, specialmente dato che viene
    aggiunto un riferimento al tempo 'alla vigilia della pasqua (ebraica) che
    coincide con il giorno della crocefissione di Gesù. Nel Sanhedrin (43a) si
    trova quanto segue:
    'Alla vigilia della pasqua (ebraica) appesero Gesù'
    "In quinto luogo, riguardo a quanto dice il Talmud di Gerusalemme sui due
    discepoli degli anziani che furono inviati come testimponi per spiarlo, e
    che furono poi chiamati a testimoniare contro di lui: Ciò si riferisce ai
    due 'falsi testimoni' di cui l'Evangelista Matteo e Luca parlano.
    "In sesto luogo, a proposito di quello che dicono sul figlio di Stada, cioè
    che esercitava le arti magiche egizie incidendosele nella pelle: la stessa
    accusa è fatta contro Cristo nell'ostile libro Toldoth Jeschu.
    "Infine, il periodo storico corrisponde. Infatti si dice che questo figlio
    di Stada viveva nei giorni di Paphus, il figlio di Jehuda, che era
    contemporaneo del rabbino Akibah. Akibah, comunque, visse al tempo
    dell'Ascensione di Cristo, e per qualche tempo in seguito. Si dice che
    anche Maria sia vissuta nel periodo del Secondo Tempio. Tutto ciò dimostra
    chiaramente che essi segretamente e in modo blasfemo, con l'indicazione di
    figlio di Stada, intendevano Gesù Cristo, il figlio di Maria.
    "Altre circostanze possono sembrare contradditorie a questo proposito. Ma
    ciò non è una novità per le scritture ebraiche e viene fatto di proposito
    in maniera che i cristiani non possano facilmente individuare l'inganno."
    2. Inoltre, "Nei libri segreti, che non si lasciano facilmente cadere nelle
    mani dei cristiani, essi dicono che in Cristo entrò l'anima di Esau, e che
    egli fu perciò perverso e che fu Esaù stesso."

    3. Da alcuni viene chiamato PAZZO e FOLLE.
    Nello Schabbath, 104b:
    "Essi, (gli anziani) dissero a lui (Eliezer). 'Era un folle, e nessuno
    presta attenzione ai folli.'"
    4. STREGONE E MAGO
    Nell'infame libro Toldoth Jeschu, si bestemmia contro il nostro Salvatore
    come segue:
    "E Gesù disse: Non è vero che Isaia e Davide, miei antenati, profetarono su
    di me? Il Signore mi ha detto, tu sei mi o figlio, oggi ti ho concepito,
    ecc. In maniera simile, in un altro punto: Il Signore ha detto al mio
    Signore, siedi alla mia destra. Ora io ascendo al Padre mio che è in cielo
    e siederò alla sua destra, come potrete vedere con i vostri occhi. Ma tu,
    Giuda, non arriverai mai a quell'altezza. Allora Gesù pronunciò l'alto nome
    di Dio (IHVH) e continuò a farlo fino a che venne un vento che lo portò in
    alto fra la terra e il cielo. Anche Giuda pronunciò il nome di Dio e in
    simil modo fu preso dal vento. In questa maniera entrambi fluttuarono
    nell'aria fra lo stupore degli astanti. Poi Giuda, pronunciando di nuovo il
    Nome Divino, prese Gesù e lo spinse in basso verso la terra. Ma Gesù cercò
    di fare lo stesso a Giuda e così lottarono l'uno contro l'altro. E quando
    Giuda vide che non poteva averla vinta sulle arti di Gesù, gli urinò
    addosso, ed entrambi, divenuti immondi caddero a terra; e nemmeno poterono
    di nuovo usare il nome Divino fino a che non si furono lavati."
    Non so se coloro che credono a tali diaboliche bugie meritino più odio o
    pietà.
    In un altro punto dello stesso libro si dice che nella casa del Santuario
    c'era una pietra che il Patriarca Giacobbe unse con olio. Su questa pietra
    erano incise le lettere tetragrammatiche del Nome (IHVH), e se alcuno
    avesse potuto impararle avrebbe potuto distruggere il mondo. Essi perciò
    decretarono che nessuno avrebbe dovuto impararle, e misero due cani su due
    colonne di ferro di fronte al Santuario in maniera che, se alcuno avesse
    imparato quelle lettere, i cani avrebbero abbaiato mentre usciva e gliele
    avrebbero fatto dimenticare per la paura. Si racconta poi: "Gesù venne ed
    entrò, imaparò le lettere e le scrisse sulla pergamena. Poi fece un taglio
    nella carne della coscia e ve le inserì, e dopo aver pronunciato il nome,
    la ferita si rimarginò."
    Sentiamo cosa ne pensa apoliticos

  9. #9
    vae victis
    Data Registrazione
    23 Sep 2005
    Località
    Napoli
    Messaggi
    126,544
     Likes dati
    35,631
     Like avuti
    55,835
    Mentioned
    8498 Post(s)
    Tagged
    171 Thread(s)

    Predefinito

    Se magari posti un pezzo alla volta e lo commenti,ne possiamo dibattere..così è un pò difficile...
    Facci sapere (in modo conciso) cosa vuoi dimostrare,che gli Ebrei "bistrattano" Gesù nel Talmud?

  10. #10
    email non funzionante
    Data Registrazione
    19 Aug 2004
    Messaggi
    18,529
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da kingzorc
    Facci sapere (in modo conciso) cosa vuoi dimostrare,che gli Ebrei "bistrattano" Gesù nel Talmud?
    A parte che non si sa la traduzione da dove sia stata presa (il nome del traduttore non sarebbe male) al limite farebbe il paio con tutte le accuse di deicidio ai "perfidi giudei" (fino al Concilio vaticano II presenti nella preghiera del venerdì santo) e con "Talmud jude" del prete cattolico austriaco, dove si accusano gli ebrei di omicidi rituali e di ammazzare i bambini cristiani per berne il sangue. Ovvio che, se i cristiani la menano con il "deicidio", agli ebrei venga in mente di dimostrare che Gesù non era divino e di avercela con lui (sempre che la traduzione sia affidabile, ovviamente, cosa che non è dato sapere).

    Ps: per chi non lo sapesse. il talmud è scritto in ebraico e in tale lingua viene letto

 

 
Pagina 1 di 6 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Talmud
    Di Spetaktor nel forum Destra Radicale
    Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 30-03-11, 19:05
  2. IL TALMUD
    Di polarbear nel forum Politica Estera
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 22-08-10, 14:54
  3. Evola...e il Talmud!
    Di normanno nel forum Destra Radicale
    Risposte: 32
    Ultimo Messaggio: 12-02-07, 15:30
  4. Talmud...
    Di SubZero nel forum Destra Radicale
    Risposte: 12
    Ultimo Messaggio: 23-01-07, 12:23
  5. Il talmud
    Di RUS nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 10
    Ultimo Messaggio: 16-08-06, 02:32

Chi Ha Letto Questa Discussione negli Ultimi 365 Giorni: 0

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito