In campagna elettorale, tra le varie bandiere alzate dal centrosinistra vi era quella relativa al precariato, soprattutto nei call center. Sicuramente un po' tutti ricorderanno con quale fervore esponenti quali Fassino e Bertinotti sventolavano tale bandiera: IL PRECARIATO SI DEVE ELIMINARE!
Nell'attuale finanziaria, tra i vari tagli ai servizi e più in generale tra una ulteriore stretta di cinghia al welfare (ndr.), troviamo anche un sostanzioso incremento della tassazione sui cosiddetti "contratti atipici", tra i quali il "contratto a progetto" su tutti, perchè tale contratto è largamente impiegato nei call center.
Questi ultimi ed in generale tutti quelli che vivono perennemente di lavoro interinale, si sono rapidamente adeguati: i compensi saranno pagati al lordo ed il carico fiscale peserà sui lavoratori; ovviamente, per evitare di avere problemi, le trattenute le faranno "a monte" loro, ritornando al "collaboratore" solo il netto, che quindi sarà decurtato perchè di fatto subirà lui il maggior carico fiscale.
Risultato finale: un lavoro già sottopagato e perennemente in precariato peggiorerà notevolmente, perchè la leva del maggiore carico fiscale doveva incentivare le aziende ad assumere con diverse forme di contratto i "collaboratori", cosa che invece non avverrà perchè saranno proprio questi ultimi a subire un peggioramento economico in un contesto che rimarrà di precariato assoluto.
Nell'immenso calderone dei precariati a vita nei call center et similia, dove centinaia di laureati vengono sfruttati, si è innalzata la temperatura della brace, per cuocerli meglio.
Se questa era la geniale soluzione che doveva mantenere le promesse, potevano anche lasciare stare tutto com'era.
P.S.: gli ispettorati del lavoro 11 volte su 10 colludono con queste società, chiudendo entrambi gli occhi ed i sindacati sono totalmente impotenti.




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