sto cazzo, stamattina alle 7 in piedi!Originariamente Scritto da die Vernichtung
sto cazzo, stamattina alle 7 in piedi!Originariamente Scritto da die Vernichtung


Sei solo una bastardA...e pure un pò zozzaOriginariamente Scritto da schwarzewolf
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Dai che ti mando un bel bacino, e pensa che sta mattina mi sono alzato alle 60 doopo aver fatto la nottata con te.
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c'ho un po' de roba da passatte, cammaràOriginariamente Scritto da Alguz
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Ho ricevuto.Originariamente Scritto da Secondo Premio
Direi che siamo pronti per il grande lancio. Rinnoveremo l'immagine di questa Area incancrenita...


che mi dite del Diabolik politicamente corretto e protettor dei sodomiti del numero di gennaio? ciccini, ormai l'uomo nero se lo e' accalappiato veltroni, e; un simbolo del buonismo-cretinismo


Il Re del Terrore fu il superuomo nietzscheano dei poveri e a ciò dovette il suo successo straordinario ed inatteso, ma Re del Terrore é un appellativo adatto solo al DK dei primi 200-230 albi, che però corrispondono alla fase del suo maggior successo, un successo che gli ha permesso di sopravvivere alla borghesizazione degli anni ’80.
Chiaramente superuomini sono tutti i eroi in calzamaglia, del resto
ci vuole un coraggio sovrumano a girare con quelle tutine e quei
mantelli, né ha senso parlare di realismo e verisimiglianza nel
fumetto come nel romanzo d'appendice (suo antenato) o nel filmone
d'azione (suo discendente); l'iperbole è la cifra di quei generi.
Il fumetto poi, non essendo sottoposto alle leggi della fisica e al
costo degli effetti speciali, ha preceduto il cinema di 40'anni.
Dunque niente di straordinario nel definire superuomo il protagonista
di un fumetto classico, d'un fumetto ad alta tiratura e cadenza
mensile (o quindicinale come DK ai tempi d'oro) é nella natura delle
cose.
Dov'é la peculiarità dell'Uomo in nero? Non certo nell'essere un fuorilegge, ciò non é né originale né sufficiente a caratterizzarlo.
Già prima del 1962 ladri e affini erano eroi popolari, celebrati nel cinema e nelle leggende Jasse James, Robin Hood, Roy Roger,Sandokan&pirati vari, per tacere di Lupin.
Tutti però cumulavano l'aspetto eroico della trasgressione a motivazioni nobili che ne ebbero causato il passaggio oltre la linea ed a comportamenti cavallereschi nel compiere le loro imprese delittuose.
Dabolik no, quello era un pugno nello stomaco, non era immorale ma
assolutamente amorale, estraneo (superiore?) alla morale comune;
appunto al di la del bene e del male: volontà di potenza assoluta,
padronanza completa del proprio destino e di quello altrui senza
alcun condizionamento, remora o limite.
Qualcosa di scioccante anche oggi, figuriamoci nel 1962.
DK delinque senza motivazione plausible né limiti, non ha una causa
né un bisogno, é già smodatamente ricco, anzi, scopriremo nel numero
107, che sin da ragazzino, col suo primo colpo, ha ciò che basterebbe
per una vita da sogno, è la sfida la sua molla? é un drogato
d'adrenalina?
DK ruba, ruba tutto ciò che desidera, tutto ciò che gli capita a tiro
purché sia di gran valore (ma in un colpo da 10miliardi non si lascia
sfuggire 20milioni di monete antiche - 22); nulla e nessuno gli
possono impedire di conseguire l'obbiettivo e se mai lo manca é
furioso, ci riprova, non rinuncia, non accetta il fallimento.
DK uccide, senza visibile emozione, senza tentennamenti, scrupoli men
che meno rimorsi.
Uccide anche inutilmente (55), uccide a caso (33, 73, 99), uccide per futili
motivi (31 27), uccide deboli e forti, uomini e donne, armati ed
inermi, eroi e vigliacchi, onesti e criminali, signori e servi, in
maniera rapida o efferata, subdola o annunciata: é il Destino in tuta
nera.
Uno scioccante quanto affascinante delirio di onnipotenza che si
conclude sempre col trionfo, un ubris continua che non conosce nemesi
e caduta, capace per questo d'affascinare il lato oscuro di ciascun
viaggiatore delle Ferrovie Nord.
Una catarsi pendolaristica, dopo una giornata di lavoro ecco quello
cui spezza il collo è il tuo insopportabile capoufficio, quello che
gasa è il direttore di banca che t'ha negato il mutuo, quello cui
squarcia la schiena col pugnale é il poliziotto che t'ha multato.
Ci si immedesima nell'eroe positivo, in quello negativo no, cosí é
solo lui a fare il lavoro sporco!
Dunque queste, a mio avviso, le caratteristiche vincenti dello strano
personaggio: non cattivo, di più, amorale, parafrasando Cappi: "Lui
fa ciò che i suoi lettori prima nemmeno osavano pensare".
Non é spietato, si può definire spietata la massaia che stermina a
centinaia le formiche che le invadono la credenza?
Per DK l'umanità con l'eccezione di Eva e Ginko é nulla più che
formiche, strangolare una contessa, una cameriera, un poliziotto o un
criminale non lo coinvolge emozionalmente più di quanto turbi noi
schiacciare un bagarozzo.
DK è freddo, pura ragione utilitaristica, non lascia trasparire che
pochi sentimenti e di rado: amore per Eva, stizza per un colpo
fallito, vendetta per un qualsiasi affronto subito o per un qualche
abbozzo di reazione, ed in ogni caso il sentimento non ne condiziona
l'agire, sempre razionale e determinato.
Nel romanzo popolare, nel fumetto e nel cinema c'era già questo
carattere ma quasi sempre in forma caricaturale e destinato a una
brutta fine nelle ultime pagine o nelle ultime scene (e se si salvava
é solo per il sequel), ora no, è il protagonista invincibile ed
immortale.
Queste caratteristiche si stemperano col tempo (confronta lo stesso
colpo in 68 e 207) fino a scomparire dando luogo a quello che é
oggettivamente un altro personaggio, diverso anche nel disegno.
"Prenderò il suo posto" smette di essere una condanna a morte ed il
narcotico prende il posto del cianuro ad onta che, a rigor di logica,
i sequestri comportino più rischi e complicazioni degli omicidi e che
non esistano narcotici cosí potenti da essere efficaci
istantanemanete come gas diffuso in un ambiente (o peggio all'aperto)
o nella minima quantità che si può spalmare su di un dardo (meglio, i
narcotici con quella concentrazione sono veleni mortali!).
La straordinaria abilità nello scassinare le casseforti con
stetoscopio è sostituita dalla banalità del pentotal (però
all'inizio -orientalismo?- c'era l'ipnosi) o da improbabili acidi
capaci di perforare 30cm d'acciaio per tacer dei laser a pila che
nella realtà potrebbero si e no togliere una verruca (nel suo
primo "lavoro" col laser -78- l’aggeggio richiedeva, correttamente,
d'essere allacciato all'alta tensione della metropolitana) e, da un
po' di tempo computer.
Un notevole calo di tensione, se poi si somma il fatto che ora nei
colpi si fa accompagnare da Eva come ad una scampagnata il pathos
svanisce.
Il segreto di un'impresa da superman è che solo uno la può compiere,
se la fanno in due senza apparente difficoltà dov'è la sua
eccezionalità? Scalare 30 piani di un grattacelo in vetro è
un'impresa eccezionale che nella realtà pochi giovani uomini sono in
grado di fare, se la fa una coppia dall'apparente età di 40'anni e
senza sforzi eccessivi casca il palco.
Nei capmovies il forzamento della cassaforte è la scena madre che
dura un ¼ d'ora almeno, ripresa da diverse angolazioni e preceduta
dalla neutralizzazione degli impianti di sicurezza, in tutto metà
buona del film.
Tutto ciò negli albi è venuto man mano a mancare, restano le fughe ma
anche queste sempre più sostenute da trucchi mirabolanti non connessi
all'auto ma predisposti sul percorso tanto da lasciar credere che
nella vita di tutti i giorni DK sia un geometra dei lavori pubblici.
C'è da rimpiangere il criminale degli anni `60 con poca tecnologia,
poca chimica e nessun computer ma con forza, cattiveria, arroganza,
astuzia e abilità sovrumane in qualsiasi attività manuale; fasciato
nella sua tuta nera rubava ed uccideva solo e assetato d'adrenalina e
di denaro.
Già denaro, altro protagonista iniziale che poi lentamente passa in
seconda linea.
Il DK di oggi sembra un bizzarro collezionista di gioielli rari,
quello di ieri era un ladro spietato, spavaldo e avido di bottino.
All'inizio rubava contanti e lingotti o interi patrimoni (immobili
inclusi) poi è gl'è risultato più comodo (questioni di peso e spazio
presumo) impossessarsi di gioielli comunque destinati ad essere
tagliati e ricettati, raramente rimontati e donati ad Eva, quasi mai
conservati intatti come trofei.
Cosí il criminale contribuisce non poco alla distruzione del
patrimonio storico, artistico ed archeologico di Clerville e
dintorni, del resto il primo DK non disdegna né il traffico di droga
(5&34), né quello d'armi (23) né la speculazione edilizia (60), ma ciò è
coerente con le premesse.
La tuta poi, assurda se non fosse che ogni eroe dei fumetti ne ha una
e, forse, una logica ce l'ha, fa paura, terrorizza le vittime, è
qualcosa di atavico ed innato una figura cosí agghiaccia.
Gli occhi sotto il passamontagna affascinano e spaventano questo si
legge anche nelle testimonianze delle vittime delle rapine quelle
vere, cosí come tute o giubbotti neri sono spesso un must dei
rapinatori doc.
Ci sarebbe poi anche uno scopo mimetico: confondersi nelle tenebre
anche se non si capisce perché il sacco in cui ripone il bottino sia
quasi sempre bianco né perché il cappuccio, all'inizio un vero
passamontagna, sia prima diventato una sorta di maschera che lascia
libere bocca e narici per poi, negli ultimi albi, praticamente
sparire.
Ora DK, sul lavoro, ha la tuta ma non indossa più il cappuccio, ma
allora che ci vada direttamente in borghese!