Se capissi le scelte editoriali di Emilio sarei un bananas !!!!Originariamente Scritto da Zdenek
Non pretendere da me l'impossibile


Se capissi le scelte editoriali di Emilio sarei un bananas !!!!Originariamente Scritto da Zdenek
Non pretendere da me l'impossibile


Anche i dati dell’inflazione dicono che in questi anni non c’è stato aumento dei prezzi eppure…tutti noi abbiamo avuto la “sensazione” che gli aumenti ci sono stati.Originariamente Scritto da Marco Piccinini
Nello stesso modo chiedo a lei ed a tutti gli altri: “Secondo voi negli ultimi anni la situazione economica personale ed il proprio potere d’acquisto è migliorato, peggiorato o rimasto uguale?”
Non voglio dire che tutto sia colpa del governo Berlusconi ma che oggi si abbia una maggiore difficoltà ad arrivare alla quarta settimana per chi vive di stipendio credo che sia un dato di fatto!
Sicuramente il governo non è stato aiutato dagli eventi esterni: l’ingresso sempre più massiccio nel mercato dei paesi emergenti con mano d’opera a basso costo, le insicurezze generate dall’11 settembre 2001, l’aumento del costo delle risorse energetiche, ecc.
Le colpe che si fanno è il non aver VOLUTO agire sul mercato per frenare tali corse, l’aver incentrato tutta la manovra finanziaria sulle riduzioni delle tasse dirette, proporzionali al reddito, e gli aumenti dei costi dei servizi, demandando tali costi a comuni e regioni, effettuando continui tagli ai trasferimenti dallo stato alle amministrazioni locali. La conseguenza di queste manovre è andata a gravare proprio sulle classi più deboli e sulle situazioni più difficili sia a carattere personale, famigliare e locale.
Insomma queste manovre da una parte non hanno creato alcun aiuto e dall’altra sono andate a gravare su chi è più povero, sulle famiglie più numerose, su quelle monoreddito, sulle amministrazioni economicamente più deboli.
Logico che poi queste arrivino alla fine del mese con l’acqua alla gola e debbano sempre stringere la cinghia.
Questo ha generato aspettative dagli elettori che si trovano in quelle condizioni. Ora si tratta di attendere per vedere se saranno delusi o soddisfatti. Adesso non fanno notizia.
All’indomani delle manovre si rifaranno delle nuove analisi dalle quali emergeranno le delusioni o le soddisfazioni. QUESTE saranno le notizie!
Saluti


Nel valutare queste cose le sensazioni sono spesso molto ingannevoli.Originariamente Scritto da il Pasquino
Lo sono anche le statistiche, questo è certo, ma almeno sono un metodo oggettivo.
Ciò premesso mi sembra che in questo 3D nessuno abbia mai messo in discussione un effettivo stato di difficoltà di certe fasce della popolazione.
Ciò che è stato discusso è l'enfasi che è stata data negli anni 2004.2005.ed inizio 2006 ed il successivo precipitare dell'attenzione subito dopo le elezioni.


Aggiungo una considerazione.
Nessuno può negare che dal 2000 in poi ci sia stata nell'economia mondiale e che dal 2001 addirittura in molte aree la stagnazione sia degenerata in Recessione.
Da sempre in un simile ciglo di congiuntura economica le fasce più deboli della popolazione subiscono maggiormente la cosa "Impoverendosi" maggiormente.
Ovvoiamente io non considero questo giusto, ma non per questo posso negare l'evidenza "Storica" del fenomeno.
Ed è esattamente quello che è successo in Italia dal 2001 ad oggi.
Un governo più "Abile" forse avrebbe potuto mitagare gli effetti della congiuntuta, ma non certo annullarli.
Del resto i dati da me postati sono eloquenti.


"A fine mese la gente rinuncia anche a generi come il pane e latte, zucchero, olio e verdura. Dati che fanno riflettere se si tiene conto che riguardano una città ricca come Milano. E che sul consumo del latte sono in linea anche con la tendenza riscontrata a livello nazionale dai dati Ismea-Nielsen fatta per la Coldiretti. Persino il presidente della Granarolo ammette che da un po' di tempo le vendite del suo gruppo calano nell'ultima settimana del mese."
Repubblica, 13 giugno 2004.
I buoni sconto della Granarolo smentiranno ufficialmente quella asserzione.![]()
ma, a proposito del latte, Repubblica citava la Nielsen. Il portavoce della Nielsen Italia, Daniele Tirelli, smentisce (ma è probabile che le sue dichiarazioni non abbiano trovato spazio negli organi di informazione tanto preoccupati per il welfare dei cittadini all'ultima settimana.).
"La verità? Stiamo morendo di luoghi comuni. C'è una doppia tendenza suicida: dare per scontata la linearità del progresso e non guardare al lungo periodo, col risultato di non reggere alle sfide. Ma quale statistica ha dimostrato che dopo il 27 si rinuncia al latte fresco per comprare patate? Gli italiani non soffrono di problemi alimentari, ma di aspettative molto più alte rispetto al passato. Oggi la gente vuole viaggi e consumi individualizzati. Va al discount così si mette in pace, e poi non cede su altri beni e servizi dimostrando come l'accumulo del reddito dal 1980 a oggi non sia stato messo in discussione. Basta guardare alle auto: a soffrire è più il segmento delle piccole. Insomma, questa è una società vittima dell'ambivalenza malessere/benessere, che soffre il passaggio dall'abbondanza alla sovrabbondanza. Siamo di fronte al muro della saturazione, la domanda non smaltisce l'offerto."
Giornale di Brescia, 19 ottobre 2005)
La mistificazione continua...
Un manifesto dei ds domanda:
"Ce la fate ad arrivare a fine mese?".
il coro ruffiano dei media "rispettabili" si allinea immediatamente nel modo servizievole che li ha sempre distinti.
.
A fool and his money can throw one hell of a party.


Il problema del latte per i bambini e quello della tragica quarta settimana non travaglia più le menti dei nostri impavidi informatori, il banco del pesce al mercato non gli interessa più.
è' come se, miracolosamente, quei problemi non esistano più.
dopo un martellamento pluriennale, o è successo un miracolo, o erano tutte minkiate montate ad hoc.
Questa è l'informazione "responsabile".
Resta incalcolabile il danno effettivo che questi signori hanno causato al paese con le loro mistificazioni.
Ma a loro interessava davvero il welfare dei cittadini, come hanno fatto credere nei loro mielosi servizi, o interessava di più buttare giù qualsiasi possibile credito o ragione del governo allora in caarica per servire gli obbliettivi di una "campagna elettorale iniziata nel 2001"(Fassino) ?
Indegno e immorale: così si può definire il comportamento dei media in 5 anni.
Repubblica oggi si occupa di altre cose.
E non si rende conto dell'incongruenza di certe notizie di oggi con quelle di ieri. è mai possibile che gli italiani abbiano rinunciato al latte a fine mese per i propri bambini per poter scopare di più?![]()
VIAGRA: E' BOOM IN ITALIA (+10%), SICILIA RESTA IN CODA
Le pasticche dell'eros prodotte da Pfizer Italia vivono un nuovo boom: dal lancio del Viagra, avvenuto il 14 ottobre 1998, ne sono state vendute in tutto il paese 44 milioni e 680 mila, di cui quasi cinque milioni solo nei primi sei mesi del 2006, con un piu' 10% rispetto allo stesso periodo del 2005. Record di consumi a Catania e Palermo, sebbene la Sicilia resti in coda nella classifica dei consumi tra le regione italiane. Un'insolita mappa quella stilata dall'Ims Health, societa' specializzata nelle informazioni di marketing per l'industria farmaceutica e che ha prodotto la classifica delle citta' del Viagra con particolare riferimento ai consumi del farmaco in Sicilia. Dal 1998 al 2005 a Catania sono state assunte 2.087 pillole blu ogni mille uomini. Un totale di 477.371 compresse in sette anni. In media, 2,09 a testa per ogni catanese over 40. Risultati che fanno di Catania la prima citta' in Sicilia per consumo di Viagra seguita da Palermo, dove sono state assunte 2.075 pillole blu ogni mille uomini. Oltre mezzo milione di compresse in sette anni. Nella top ten delle metropoli del sesso chimico ci sono, al primo posto in Italia, Roma (4.790) poi, Pistoia (4.755), Rimini (4.627), Firenze (4.517), Pisa (4.319). Milano e' al quindicesimo posto (3.722), Napoli al trentunesimo (3.400), Palermo al settantesimo. Ultima nel commercio del farmaco contro l'impotenza e' - magia del nome - Potenza. Al di la' di Roma, dalle statistiche emerge un consumo record di Viagra in Toscana (in testa alla classifica delle regioni), Lazio ed Emilia Romagna. L'uomo del Sud lo usa poco, la Sicilia e' al diciottesimo posto, quasi fosse una questione d'onore. Il mercato dei farmaci contro l'impotenza e' in espansione. Nei primi sei mesi del 2006 il fatturato e' cresciuto del 20%, un aumento che s'aggiunge a quello del 2005: piu' 15% rispetto al 2004.
Repubblica, 06.09.2006
![]()
.
A fool and his money can throw one hell of a party.


Questo è vero ma se analizza bene sempre legate a precise scelte o dichiarazioni di intenti del precedente governo per le quali quei dati facevano da controaltare. Come non ricordare le affermazioni ridicole secondo le quali eravamo ricchissimi e benestanti perchè tutti possiedono almeno un cellulare. Come se questo fosse un dato valido per definirsi ricchi e benestanti!Originariamente Scritto da Marco Piccinini
Logico rispondere con sondaggi che contestassero in modo eclatante queste affermazioni!
Non si può continuare a dire che i prezzi non sono aumentati quando poi con lo stesso stipendio con cui si metteva qualcosa da parte non si riesce ad arrivare allafine del mese! Logico che qualcuno si incazz... e che il giornalista ne faccia da cassa di risonanza.
Il governo lo faceva per cercare di dare una spinta all'ottimismo ed ai consumi però poi questo porta ad una presa in giro per chi fa fatica a tirare avanti!!!
Saluti


La verità sta nel mezzo o meglio dipende dal punto di vista da cui la si osserva.Originariamente Scritto da tolomeo
L'osservazione che fa Tirelli (ora ex nilesen e comuque non era il portavoce ma il vice direttore) è corretta ma parla dell'italiano medio non dell'italiano con problemi economici.
Chi ha problemi ad arrivare alla quarta settimana non compra le auto e non va in vacanza. Non c'è interserzione tra i due insiemi. Non si può parlare di famiglie in difficoltà economica guardando i numeri relativi a tutta la popolazione.
p.s. Daniele Tirelli è ex collega di Fabirs in GPF ed anche in IULM...quello della Sociologia dei consumi alla quale non credevi, qualche post fa....


Originariamente Scritto da Marco Piccinini
io lo nego!
l'economia mondiale dal 2002 al 2005 ha vissuto una fase di espansione.
se vuoi, postiamo gli indici di crescita del PIL.
che poi l'Italia abbia vissuto una fase recessiva è vero...ma il mondo correva.


Buttiamo un altro fatto nudo e crudo in faccia a Tolomeo, così avremo il piacere di vederlo ancora confondere i fatti con le ipotesi:
dalla Stampa di oggi:
QUI