
Originariamente Scritto da
Vanvitelli
Cercando di non abusare della vostra ospitalità, vorrei affrontare un tema che mi sta cuore, sempre molto dibattuto qui, da un punto di vista differente. Non prendetela come una provocazione, ma come uno spunto di riflessione che potrebbe anche essere utile.
Qualche settimana fa il quotidiano britannico "Independent" ha pubblicato un numero speciale sull'immigrazione, mostrando tutti gli apporti positivi che in quel Paese hanno portato le persone giunte da ogni parte del mondo. Professionisti, medici, insegnanti, anche lavoratori di basso rango, che contribuiscono quotidianamente a fare del Regno Unito una grande potenza economica.
Allora, mi chiedo e vi chiedo: non potrebbe essere così anche qui da noi? La semplice fatalità fa si' che qui arrivino solo spacciatori, ladri e prostitute, o c'è qualche problema nel modo in cui queste persone arrivano e vengono accolte dalla nostra società?
Dato che al giorno d'oggi è impossibile immaginare di chiudere le frontiere, potrebbe convenire riflettere un po' più serenamente su come affrontare problemi che potrebbero diventare anche opportunità, senza per questo essere buonisti di sinistra.
E poi: è proprio sicuro che tutto ciò che c'è di buono in Padania venga dai suoi originari abitanti, e tutto ciò che c'è di cattivo venga da fuori? Io vengo dal Sud, dove buona parte delle famiglie è stata decimata dall'emigrazione. Paesi interi sono in gran parte disabitati, le forze migliori di quella che una volta era una Nazione sono sparite, e non sono necessariamente tutti per le strade della Padania a rapinare o ad azzuffarsi. Possibile che questo enorme sacrificio non sia servito a nulla?