



Si, Antonio. Abbiamo ottenuto l'adesione e la candidatura di Silvioleo e inoltre la candidatura indipendente di Malik. Le trattative da te avviate sono andate in porto: noi avremo la nostra lista indipendente che sarà collegata a quella conservatrice. Il listino unitario sarà composto da Templares, Christine, Denty, Silvioleo e Mailk. Il nostro candidato alla Presidenza sarà il conservatore liberista Ugo De Payens.




uhh.. che brutta novità..... magari così si raffreddano un po' gli spiriti...
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P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
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Presidente di Progetto Liberale




Dopo quello che è successo contro Gianfranco, anche fosse la peggior persona sulla faccia della terra, parlare di sciacalli "contro" e non "a riguardo" dei suddetti è quantomai comico.
Te lo ripeto, fai tornare sui suoi passi LIBERAMENTE.... solo cosi il cdx potrà reggersi da solo.








Visto che ancora non ho avuto il piacere di presentarmi a molti di voi, e visto che comunque, a quanto pare () sono il vostro candidato alla Presidenza, vorrei fare giusto due parole per quanto riguarda il mio background culturale, chiamiamolo così.
Sono un Conservatore. Non sono propriamente un liberale austriaco, benché apprezzi profondamente le teorie specialmente rothbardiane. Ma non scambiatemi per un "liberal" fuoriuscito, o per un neoconservatore alla Buchanan... La mia prospettiva del conservatorismo è piuttosto "fusionista".
Per capirci, visto che questo penso sia il punto principale del discorso con voi, la mia visione del welfare state è totalmente negativa, certo, ma improntata a un pragmatismo che mi fa "addolcire" certe mie posizioni. Se insomma in astratto mi rendo perfettamente conto della schiavitù e dell'attentato alla libertà che qualsiasi forma di intervento statale può causare al tessuto sociale e alla società civili (nonché, evidentemente, alla sfera individuale in sé), posso comunque a livello pratico concedere una certa quale "utilità sociale" alla pratica della "politica compassionevole".
Specialmente in situazioni di oggettiva emergenza, nelle quali il mercato e l'individuo, e la società civile, "drogati" come sono da mille influenze di vario genere, probabilmente non sarebbero sufficientemente incisivi e tempestivi.
Insomma, dal punto di vista della questione statale, la mia visione è molto malleabile e poco, pochissimo improntata a un'idea definita. Direi anzi che, se vogliamo, l'intera mia concezione di conservatorismo è improntata all'idiosincrasia nei confronti dell'ideologia.
Per concludere i miei principali riferimenti politici e storici sono, oltre ai soliti, troppo spesso citati e troppo poco spesso riconosciuti, Locke e Toqueville, Burke, Kirk e Vogelin da una parte, Weigel, Kristol e Kagan dall'altra.
Mi rendo conto che condensare in poche righe tutto quanto è operazione per niente facile e molto rischiosa, ma se volete farmi qualche domanda o qualche osservazione sono, ovviamente, a disposizione.