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Discussione: Passare Al Futuro

  1. #11
    Essere alternativa
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    Citazione Originariamente Scritto da Paul Atreides Visualizza Messaggio
    ''Svoltare'' con un ragazzotto di 21 anni che già si crede in diritto di lanciare proclami? A me pare invece l'ennesima conferma di come l'area stia inguaiata...
    A parte il fatto che tale articolo fu pubblicato anche su "Rinascita" a luglio (e vi fu poco tempo fa anche un'altra discussione in merito), non vedo perchè si debba mischiare la "bontà" di un pensiero con chi se ne fa portavoce.

    Un'idea è valida a prescindere da chi la porta avanti. Cerchiamo di essere un attimo aperti mentalmente perchè queste chiusure sono infantili e controproducenti. Inoltre se si critica senza motivo - o adducendo pretesti ridicoli (vedi l'età) - non si può aver ragione ma si portano avanti pregiudizi, ossia categorie mentali preconezionate o meglio ancora giudizi dati da altri. Tu una testa tua per pensare ce l'hai?

    Certo, avesse detto queste cose un "militante" cinquantenne, sempre presente alle manifestazioni, amico di chi "conta" e possibilmente anche con qualche reato di opinione alle spalle (giusto per completare il ritratto del milite fedele ed indefesso) la cosa avrebbe avuto molto più "peso", giusto?
    Ma secondo te uno del genere avrebbe detto tali cose?
    Ho i miei dubbi...

    Ultimo appunto: se uno di 21 anni ha già fotografato la situazione presente ed appena passata in questo modo, pensa quanto poco ci vuole a capire come gira ed ha girato la nostra "area"

  2. #12
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    Il problema dell'area sono vari, ad iniziare dal fatto che una moltitudine di intellettuali litigiosi non può fare politica. E fra questi mi ci metto anch'io, sia ben chiaro.
    Vi sono troppi filosofi e troppo pochi storici: la politica nazionale ha bisogno più di storici che di filosofi.
    Vi sono troppi "chierici" e troppo pochi "laici": la politica nazionale ha più bisogno dei secondi che dei primi.
    Non c'è fiuto politico vale a dire l'esasperazione (purtroppo) dell'utilitarismo collettivo e comunitario. Un'azione va bene non per un principio o un valore, ma se e solo se aumenta il mio o il nostro potere (consenso, soldi, spazio culturale).
    Ecco perché insisto sul fatto che per capire il Fascismo e Mussolini occorre leggere non la libellistica dei vent'enni che fecero la GNR, ma Renzo De Felice o altri.
    Inoltre vi è una sclerotizzazione delle menti pensanti ed un mancato ricambio culturale-generazionale: a scrivere ed a parlare, almeno fino a poco tempo fa, sono sempre i soliti, i quali paradossalmente continuano a scrivere ed a dire di non volere parlare ma poi finiscono per parlare sempre. Non solo, questi "sacerdoti" vivono in un mondo tutto loro: le loro famiglie, i loro amici, sono per lo più gente "nostra" e quindi non hanno alcuna misura e cognizione del mondo esterno, che è quello che si deve e che pretendono di plasmare. Il loro pensiero è tutto interno, in quanto non sono abituati o hanno rifiutato l'interazione sociale con l'esterno. Facciano come l'imperatore figlio di Maria Teresa, che ogni tanto, vestito da uomo del popolo, andava nelle osterie di Vienna.
    L'errore politico di fondo che tutti abbiamo fatto e che dobbiamo autocriticare è stato l'abbandono in ordine sparso del MSI.
    Visto che il cordone ombelicale con quell'ambiente molti hanno finito poi per non interromperlo mai (non mi va di entrare in dettaglia, ma smettiamola di fare le verginelle...), tanto valeva politicamente smetterla di fare gli antipapa e stare "dentro" per costituire una minoranza drel 30% che avrebbe potuto prima o poi farcela.
    Ora il danno politico è fatto, alternative politiche non se ne sono viste, eccetto qualche mirabile carriera personale improduttiva di effetti comunitari su vasta scala (es. ex fascisti entrati in Lega, cariche parlamentari di Romagnoli e Mussolini) e ci si trova dispersi ed ormai quasi "senza spirito", incapaci di cospirare, incapaci di fare politica.
    Siamo l'Italia del settembre del 1943: non sappiamo fare la guerra, non sappiamo fare la pace.

  3. #13
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    VORREI INVITARE TUTTI A POSTARE I VOSTRI COMMENTI ANCHE
    NEL MIO SITO

    www.mirorenzaglia.com

    IN CUI E' IN CORSO IDENTICO DIBATTITO...

    QUESTO, OLTRE CHE PER IL MIO GRADIMENTO PERSONALE, ANCHE PER CONSENTIRE A CHI INTERVIENE SOLO SUL MIO BLOG DI AVERE MAGGIORI SPUNTI DI DISCUSSIONI

    grazie a tutti

  4. #14
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  5. #15
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    L'articolo di Jacopo Barbarito mi ha dato modo di riflettere sul "come" certe esperienze "d'area" intercorse negli ultimi 60 anni, sono lette da un giovane ventenne di oggi.

    Un giovane, è il caso di dirlo, ben documentato ed informato.

    Dico subito che non entrerò nel merito della sua lettura per non fuorviare una discussione che vorrei lasciare alla sua fascia generazionale.

    Avendo attraversato una delle stagioni più problematiche e dolorose dell'intera vicenda (quella degli anni '70...), se dicessi la mia rischierei di condizionante il dibattito.

    Ormai, mi sono fatto convinto che uno dei problemi d'area è proprio quello dei cinquantenni che appuntandosi sul petto le medagliette della loro giovanile militanza, finiscono per fossilizzare il dibattito sul "loro" vissuto, sulla "loro" ricostruzione dei fatti e sul "loro" modo di avere aspettative dal presente.

    Intendiamoci, certe cose vanno fatte e dette: non si possono relegare nell'oblio passaggi come quello della mia generazione.

    La nostra testimonianza può perfino essere utile, ma esistono per questo ambiti e tempi adatti. In certi momenti, in certe situazioni, lasciare la parola a voci fresche e vitali mi sembra la cosa più conveniente.

    In una discussione sulle eventuali nuove prospettive, per esempio, è bene che il o i veterani rimangano in disparte ad ascoltare.

    Credo che "la vecchia guardia" (me compreso, ovviamente), ha più da imparare da chi sta facendo le cose giuste adesso (penso all'esperienza di Casapound in primo luogo, ma non solo...) che da insegnare.

    La sola cosa che forse tornerebbe utile alle nuove schiere militanti è ammettere, senza reticenze, i nostri errori di allora; a mostrare loro come e perché siamo caduti nei nostri fallimenti.

    E questo - sia chiaro - senza intenzioni autoflagellative o espiatorie, che non ci appartengono, ma anche con l'onestà di consegnare una narrazione che eviti la pessima possibilità di essere interpretata come automitologia, come autoglorificazione...

    Questo e poco altro possiamo per i ventenni di oggi che, esattamente come abbiamo fatto noi trenta e più anni fa, si sono presi volontariamente la responsabilità di portare il discorso, come direbbe Filippo Corridoni: "Più avanti ancora".

    miro renzaglia

  6. #16
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    Predefinito Fuori dalle "gabbie" partitiche della politica "politicante".

    FARE QUADRATO !http://www.ilquadratoromano.altervista.org/index.htm
    Il "quadrato ideale" di coloro che non rinunciano alla Storia, nè all'Avvenire del proprio Popolo-Nazione.http://it.groups.yahoo.com/group/Il_...guid=280452328
    FARE QUADRATO !
    http://groups.msn.com/QMIlquadratoromano/_whatsnew.msnw

  7. #17
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    Ognuno ha la sua ricetta, che inevitabilmente è migliore di quella dell'altro, il suo fascismo è più fascismo dell'altro, è più destra, è menoi destra, più sinistra però è meglo stare attenti, è sinistra e basta....
    Quando la finirete e capirete che il fascismo è l'arte del fare, dell'agire e non del pettegolezzo e del dire allora forse potremo cominciare a parlare di verghe, poi magari un po' più in la potremmo anche discutere di riunirle e magari, abbassando tutti la crestina, chessò...fare la rivoluzione???

  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da ZioBenny Visualizza Messaggio
    Ognuno ha la sua ricetta, che inevitabilmente è migliore di quella dell'altro, il suo fascismo è più fascismo dell'altro, è più destra, è menoi destra, più sinistra però è meglo stare attenti, è sinistra e basta....
    Quando la finirete e capirete che il fascismo è l'arte del fare, dell'agire e non del pettegolezzo e del dire allora forse potremo cominciare a parlare di verghe, poi magari un po' più in la potremmo anche discutere di riunirle e magari, abbassando tutti la crestina, chessò...fare la rivoluzione???
    Ma scusa, come faccio a fare la rivoluzione, con gente che vuole il ripristino del Concordato del 1929? E questo è un po più di un dettaglio.
    Ma quali verghe si possono riunire? Mi sembra idealismo puro...
    Il problema sta all'origine: Mussolini ha diffuso un messaggio davvero ambiguo, è partito da sinistra per andare a destra e poi continuare ancora a svoltare a seconda delle esigenze sue e quelle fiutate per il popolo.
    Ma lo sappiamo che ha fatto fare un'anticamera ad Hitler di sette anni?
    Ma Mussolini era Mussolini. E' stato un grande, alla fine molti, anche scettici, si fidarono comunque di lui.
    Ma dove vedi oggi un Mussolini?
    Dobbiamo essere fieri di quel passato e storicizzare il tutto come un qualcosa di irripetibile. Con dignità, con orgoglio, ma metterci una pietra sopra, esclusa la seria ricerca storica.
    Non c'è alternativa...

  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da miro renzaglia Visualizza Messaggio
    L'articolo di Jacopo Barbarito mi ha dato modo di riflettere sul "come" certe esperienze "d'area" intercorse negli ultimi 60 anni, sono lette da un giovane ventenne di oggi.

    Un giovane, è il caso di dirlo, ben documentato ed informato.

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    Avendo attraversato una delle stagioni più problematiche e dolorose dell'intera vicenda (quella degli anni '70...), se dicessi la mia rischierei di condizionante il dibattito.

    Ormai, mi sono fatto convinto che uno dei problemi d'area è proprio quello dei cinquantenni che appuntandosi sul petto le medagliette della loro giovanile militanza, finiscono per fossilizzare il dibattito sul "loro" vissuto, sulla "loro" ricostruzione dei fatti e sul "loro" modo di avere aspettative dal presente.

    Intendiamoci, certe cose vanno fatte e dette: non si possono relegare nell'oblio passaggi come quello della mia generazione.

    La nostra testimonianza può perfino essere utile, ma esistono per questo ambiti e tempi adatti. In certi momenti, in certe situazioni, lasciare la parola a voci fresche e vitali mi sembra la cosa più conveniente.

    In una discussione sulle eventuali nuove prospettive, per esempio, è bene che il o i veterani rimangano in disparte ad ascoltare.

    Credo che "la vecchia guardia" (me compreso, ovviamente), ha più da imparare da chi sta facendo le cose giuste adesso (penso all'esperienza di Casapound in primo luogo, ma non solo...) che da insegnare.

    La sola cosa che forse tornerebbe utile alle nuove schiere militanti è ammettere, senza reticenze, i nostri errori di allora; a mostrare loro come e perché siamo caduti nei nostri fallimenti.

    E questo - sia chiaro - senza intenzioni autoflagellative o espiatorie, che non ci appartengono, ma anche con l'onestà di consegnare una narrazione che eviti la pessima possibilità di essere interpretata come automitologia, come autoglorificazione...

    Questo e poco altro possiamo per i ventenni di oggi che, esattamente come abbiamo fatto noi trenta e più anni fa, si sono presi volontariamente la responsabilità di portare il discorso, come direbbe Filippo Corridoni: "Più avanti ancora".

    miro renzaglia
    Miro, io non sono per le proposizioni drastiche su età ed anzianità.
    Io ho già (o solo) 42 anni, e mi sento di dare. Ed anche chi ne ha 50 e 60.
    L'età non vuole dire. Il problema sono quelli che, perdonami la citazione di un esterno, il grande politico Ciriaco De Mita ha definito "I leader dei giornali".
    Vale quello che diceva Yves Montand: "Essere comunisti a venti anni significa averci un cuore. Esserlo a 40, significa essere cretini."
    Non è che definirsi fascisti sia essere cretini, ma è il come.
    Qui il discorso è che non si sa fare la guerra. Sono vent'anni che la si intende fare con le sole cortine fumogene e con qualche sparata propagandistica o scaramuccia di confine, o con le cerimonie-messe e con i labari tirati su...
    E pensiamo che il popolo italiano ci segua...ed apra gli occhi.
    Dopo la cortina fumogena, o arrivano le truppe corazzate o la fanteria, oppure è un bluff!!!

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da ZioBenny Visualizza Messaggio
    Ognuno ha la sua ricetta, che inevitabilmente è migliore di quella dell'altro, il suo fascismo è più fascismo dell'altro, è più destra, è menoi destra, più sinistra però è meglo stare attenti, è sinistra e basta....
    Quando la finirete e capirete che il fascismo è l'arte del fare, dell'agire e non del pettegolezzo e del dire allora forse potremo cominciare a parlare di verghe, poi magari un po' più in la potremmo anche discutere di riunirle e magari, abbassando tutti la crestina, chessò...fare la rivoluzione???



    Complimenti ZioBenny, dai dai, insisti insisti, si iniziano a leggere discorsi sensati... ottimo !

    Insieme si costruiscono le "piramidi". Nessuno di noi si crede il "portatore visibile" di verità assolute ed indiscutibili. Siamo dei Soldati dell'Idea che dicono quello che pensano e credono in quello che dicono. Siamo stufi di farci guidare da incapaci, da corrotti, da doppiogiochisti e da arruffapopoli, di tutti i movimenti sociali e politici ecc. ecc.. Siamo l'espressione di coloro che vogliono tentare di dare un volto nuovo al nostro mondo politico. Vogliamo scegliere, uno per uno, i nostri futuri Camerati di combattimento, per non più rischiare di farci sparare alle spalle.

    Ci stiamo provando !

    Facendo per primi ed unici un passo indietro...

    Cominciare da zero !

 

 
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