



...ma gronk..non lu fachet su porcu?...e tanno galigas et oricras atottu...ajòòòòòòòòòòòòòò!




Ecco la risposta e l'analisi del film fatta da un forumista in altra discussione, penso basti a spiegare il tutto....
Banditeschi Saluti....
Per chi ha visto la seconda parte di questa indegna porcheria(a parte la bravura di alcuni attori), una chiave di lettura appena abbozzata.
La "regina", la sorella cattiva dei Satta Pintore, istigatrice e "mente" del fratello bandito, incarna l'identità sarda ribelle, antica, non assimilabile.
Come tale, secondo un indirizzo narratologico di ispirazione moralista e con evidenti intenti "pedagogici", deve morire.
E puntualmente muore: la morte, secondo gli schemi propagandistici seguiti da questo generi di lavori, è l'unico "rimedio", l'unica "espiazione" accettabile per i "cattivi", per quanto umanamente comprensibile sia la ragione della loro "cattiveria"(una deformazione "ad hoc" dell'architettura narratologica di ispirazione classica).
A morire, in modo davvero orrendo e straziante, è non solo una donna, ma la metafora dell'identità sarda che non si piega.
Il bandito Satta Pintore: è il popolo che non accetta la sottomissione, e si ribella seguendo l'ispirazione della propria ancestrale cultura(la "regina").
Il bandito, ferito dal centurione italiano in maniera volutamente non letale, sembra fruire di una sorta di "pietas" che il vincitore riconosce allo sconfitto, una volta però che questi ha perso la sua "ispiratrice".
Ciò non di meno, il ribelle finisce in catene, ed incarcerato.
Il popolo indomito deve essere schiacciato: non necessariamente eliminato, ma immancabilmente ridotto in catene(mentre le sue guide vanno cancellate).
Mortificazione feroce e fetente sotto il profilo psicologico: la sorella minore, la "bella", ormai sposata all'uomo che ha umiliato suo fratello, va a trovare quest'ultimo in carcere.
La "sardità" buona ed integrazionista si mostra benevola ma severamente e sideralmente distante dalla "sardità" ribelle: l'oppressione è giusta per coloro che non accettano l'integrazione e la sottomissione. E va agevolata.
L'ufficiale piemontese: il maschio seduttore, bello, impertinente e ardito, come da buffonesca iconografia fascista, concede i suoi favori(ed il suo prezioso corredo genetico) alla "bella" sardignola, che allontana dalla sua famiglia(la sua comunità) ed ammaestra alla virtù della "civiltà"(la sottomissione coloniale).
L'amore della "bella" sardignola per codesto esemplare di nerboruto “maschio alfa” è la metafora della Sardegna che si piega, che accetta la "superiore civiltà" italica, l'unica capace di porre argine alle storture ed all'arretratezza di una società arcaica dipinta come la brutale patria di Caino.
Una terra di selvaggi, dove la "gente per bene", per essere tale, deve vestire una divisa italiana e praticare, o supportare, la caccia grossa al bandito(tipico esempio di "odio di sé", ispirato ad arte).
La "bella" sardignola è alfine appunto la Sardegna "innocente"(ignava), salvata da se stessa e condotta per mano verso la bontà di una superiore civiltà.
Non c'è rimedio alla dissociazione ed al tradimento della propria gente: è questo l'unico mezzo per riscattarsi ed accedere alle grazie dell'italianità.
La conclusione mostra la "bella" sardignola con un bimbo che evidentemente ella ha avuto con il fecondo principe azzurro piemontese: questo bimbo è la sardegna nuova, la sardegna normalizzata, italianista, moderna.
Vi sarebbero altri personaggi e passaggi rilevanti da analizzare(come il discorso pronunciato in occasione dell’ apertura dell’anno giudiziario, o il dialogo in grotta tra i banditi e l’emissario "dello stato"). Di certo, quale che sia la nazionalità dello sceneggiatore/autore, questo racconto si palesa come un esempio di morbosa ed impressionante “condanna” di un’intera cultura nazionale.
“Condanna” abbondantemente dettata da una forte e evidente impronta colonialistica.
Comunque, per l’immancabile fenomeno della psicologia a contraris, c’è da pensare che in molti abbiano parteggiato istintivamente per il “ cattivo” Elias ed il suo fedele fratello di sventura. In inglese si definisce questo fenomeno backfire.
P.S. Anche Garibaldi e Mazzini per la polizia asburgica erano pericolosi banditi.... e gli italiani carne da macello, e le donne italiane schiave da civilizzare....
Punti di vista....![]()


non fà una piega,ma gli sceneggiatori avranno fatto tutti questi ragionamenti?!![]()


...sicucamente nono, toccat de dimannare a sas o sa "guida indigena"


Gentile Contessa lontana,
pagherei (chissà quanto) per capire cosa Ella dice. Voglio dire: cosa pensa o cosa vorrebbe dire quando scrive con quel sardo genuino che non si trova da nessu'altra parte. E che, qualche volta, non capisco proprio, trincerato dietro la mia parlata cagliaritana.
Med.






...ya m'azes a cumbitare..non bos preocupatas, chi non sò de cussas chi si ennene pro duas paraulas!
tanno: paralvo di "esterni" intesi come paesaggio, sa carena de Sardigna, adesso non vedo quello che ho postostato...e mi sono persa!
però SARVAMENTU! non sarò mica l'unica sarda o sardo che parla la parlata "genuina"...mi depiat dispiaghere abberu
in b'ona ora tziu Med