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Discussione: Forza umanitaria UE

  1. #11
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    Citazione Originariamente Scritto da -ART- Visualizza Messaggio
    Ci hai azzeccato in pieno, e ti dirò di più: non è che non lo vogliono "neppure" i militari, non lo vogliono soprattutto i militari.
    Quella direttamente interessata al problema è la categoria più conservatrice esistente: è un fatto risaputo, che comunque ho verificato ampiamente di persona discutendo con addetti ai lavori o semplicemente con i miei colleghi studiosi/intenditori del campo difesa. Il perchè è molto semplice: i militari, specialmente quelli di professione, sono portati ad avere un'idea molto classica della geopolitica in cui il loro ruolo è di difendere l'unica patria a cui hanno giurato fedeltà, con senso del dovere solo verso quella, e sono molto attaccati alla tradizione della forza cui appartengono. Per questi motivi di solito sono restii ad allargare i propri orizzonti a livello europeo e in alcuni casi sono fortemente antieuropeisti per partito preso, anche perchè non conoscono bene o per niente la dimensione europea e la sua storia ed è facile che siano impapocchiati per bene dalle cazzate retoriche dei politici antieuropeisti o finti europeisti.

    Comunque in molti stati europei l'ostilità e i preconcetti verso il livello europeo si scontrano con una realtà evidente che è sempre più difficile negare. Specialmente in Italia, per fare un esempio, l'operato del governo Berlusconi ha fatto svegliare definitivamente le forze armate e molti osservatori dai loro dolci sogni ideologici: fino a un anno fa resisteva la leggenda tenacissima che la destra è amica delle forze armate o comunque riserva più attenzione della sinistra al settore difesa. Questa illusione è crollata miseramente quando il governo ha cominciato a tagliare a più riprese il bilancio della difesa, mentre mandava brigate intere fra Iraq ed Afghanistan, facendo entrare le forze armate in uno stato di emergenza finanziaria molto seria in cui si trovano tutt'ora.

    A questo punto abbiamo fatto se non altro un piccolo passo avanti in quella che in gergo tecnico si chiama "situation awareness" (consapevolezza della situazione): il mondo della difesa ha capito che almeno in Italia le distinzioni di fatto fra sinistra e destra in questo settore sono pura illusione... è l'intera classe dirigente italiana che considera quello della difesa un campo secondario, a cui dedicare meno attenzione e risorse possibile. Lo scetticismo sulle possibilità di una soluzione europea a questo futuro incerto è ancora vivo, ma se non altro tutti hanno capito che comunque vada le strade sono solo due, volenti o nolenti: o si marcia verso una soluzione sovranazionale del problema o si va verso la marginalizzazione progressiva e lo smantellamento quasi totale dell'apparato difensivo italiano.

    Questo estremizza ancor più il problema iniziale: sentendosi trascurati, negli stati maggiori e le forze armate in generale cresce sia l'attaccamento alla NATO e agli USA sia la consapevolezza che senza la collaborazione dello stato italiano non ci sono USA o NATO che tengano, e quindi diventa se non altro meno spaventosa di prima, e anzi desiderabile, l'ipotesi di un coordinamento molto più stretto in ambito europeo... ma sempre strettamente in ambito e sotto benedizione NATO/USA.

    Insomma, come dice il proverbio "la necessità aguzza l'ingegno"... ma la soluzione ovvia che l'ingegno senza salami politici sugli occhi suggerisce (andare verso una dimensione europea della difesa) cozza contro una comprensibilissima incertezza, in molti casi contro la diffidenza nei confronti degli altri e in altri anche con la semplice idiozia autarchico-nazionalistoide e i suoi sogni di gloria.
    Allora era come sospettavo...
    Quindi, di sicuro, niente passi da gigante.
    Dalla lobby militare non possiamo aspettarcene visto che sono ultra-conservatori e "ben inculcati". Dai politici si spera sempre, ma anche qui, per ora è difficile. Certo che se c'è la volontà politica i militari poi si adattano, anche perchè il cordone della borsa ce l'hanno i politici.
    A questo punto l'unica soluzione pare essere qualche grande sbaglio USA nella sua politica estera e militare da lasciar a bocca aperta e nell'incredulità i partners europei; e che questo fatto porti a maturare l'idea di essere indipendenti da un punto di vista militare dagli USA ma necessariamente integrati in ambito UE (anche perkè militarmente indipendenti dagli USA, i singoli stati, non lo saranno mai: questo lo capisce anche un bambino, e forse anche un militare).

    Ciao!

  2. #12
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    Solo una precisazione ad un discorso che quoto interamente:
    il problema della classe politica (essendo stato ed essendo tutt'ora a contatto con qualche onorevole, pur avendo solo 28 anni) - un giovincello ;-) ) , è spesso e volentieri la limitazione nel vedere le problematiche a medio/lungo termine. Il politico medio è interessato solo ad operare al meglio per la Lobby che lo sponsorizza, per se stesso e per essere rieletto. Perciò, tranne che non venga finanziato da lobby legate alle armi, vede le forze armate nel seguente modo (indifferentemente dal colore politico):
    - ci sono, funzionano bene così, cosa serve fare discorsi più ampi tanto non è più epoca di guerre europee e per tutto il resto c'è la Nato che ci para il culetto
    - le forze armate costano e per i motivi del punto precedente è inutile sperperare denaro per un esercito che tanto può confidare sull'apporto NATO (o meglio USA)
    - siccome in Italia i soldi spariscono alla velocità della luce e serve sanare i bilanci, tagliamo al capitolo della Difesa un pò di soldi, tanto non serve spenderli li per i punti di cui sopra
    - dipendendo interamente dalla NATO (alias USA) risparmio, uso i soldi per altro (più popolare e elettoralmente vantaggioso) e inoltre mi tengo buoni gli amici americani a cui posso chiedere di ricambiare quando serve.

    Purtroppo vi assicuro che questo è il pensiero comune dei politici in Italia - o almeno della grande maggioranza - e per questo nutro anche un forte pessimismo sulla possibilità di dotare l'europa di una realtà militare dell'Unione. Ormai, come dicevo ad ART in altro forum, sto diventando non un euro-scettico, ma un euro-pessimista da quel grande filo europeista che ero. Il cancro della UE è composto dai governi statali che la compongono, e i politici odierni sono le sue metastasi (almeno in Italia)...

    APPRO: saluto tutti gli iscritti a qs. forum nel quale mi sono imbucato sperando di non disturbare :-)

  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da Shito Visualizza Messaggio
    Solo una precisazione ad un discorso che quoto interamente:
    il problema della classe politica (essendo stato ed essendo tutt'ora a contatto con qualche onorevole, pur avendo solo 28 anni) - un giovincello ;-) ) , è spesso e volentieri la limitazione nel vedere le problematiche a medio/lungo termine. Il politico medio è interessato solo ad operare al meglio per la Lobby che lo sponsorizza, per se stesso e per essere rieletto. Perciò, tranne che non venga finanziato da lobby legate alle armi, vede le forze armate nel seguente modo (indifferentemente dal colore politico):
    - ci sono, funzionano bene così, cosa serve fare discorsi più ampi tanto non è più epoca di guerre europee e per tutto il resto c'è la Nato che ci para il culetto
    - le forze armate costano e per i motivi del punto precedente è inutile sperperare denaro per un esercito che tanto può confidare sull'apporto NATO (o meglio USA)
    - siccome in Italia i soldi spariscono alla velocità della luce e serve sanare i bilanci, tagliamo al capitolo della Difesa un pò di soldi, tanto non serve spenderli li per i punti di cui sopra
    - dipendendo interamente dalla NATO (alias USA) risparmio, uso i soldi per altro (più popolare e elettoralmente vantaggioso) e inoltre mi tengo buoni gli amici americani a cui posso chiedere di ricambiare quando serve.

    Purtroppo vi assicuro che questo è il pensiero comune dei politici in Italia - o almeno della grande maggioranza - e per questo nutro anche un forte pessimismo sulla possibilità di dotare l'europa di una realtà militare dell'Unione. Ormai, come dicevo ad ART in altro forum, sto diventando non un euro-scettico, ma un euro-pessimista da quel grande filo europeista che ero. Il cancro della UE è composto dai governi statali che la compongono, e i politici odierni sono le sue metastasi (almeno in Italia)...

    APPRO: saluto tutti gli iscritti a qs. forum nel quale mi sono imbucato sperando di non disturbare :-)
    Condivisibile!
    Non è un mistero che i politici pensino solo a due cose, a tenere il c. in caldo e al portafoglio. Come ho detto sopra perchè la situazione possa cambiare serve un evente "straordinario" che ponga i politici davanti ad un bivio. Di certo non possiamo aspettarci nulla dalla loro iniziativa: non sia mai che sconvolgiamo i loro "equilibri"

  4. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da Shito Visualizza Messaggio
    Purtroppo vi assicuro che questo è il pensiero comune dei politici in Italia - o almeno della grande maggioranza - e per questo nutro anche un forte pessimismo sulla possibilità di dotare l'europa di una realtà militare dell'Unione. Ormai, come dicevo ad ART in altro forum, sto diventando non un euro-scettico, ma un euro-pessimista da quel grande filo europeista che ero. Il cancro della UE è composto dai governi statali che la compongono, e i politici odierni sono le sue metastasi (almeno in Italia)...

    APPRO: saluto tutti gli iscritti a qs. forum nel quale mi sono imbucato sperando di non disturbare :-)
    Assolutamente benvenuto.

    Lo so, la situazione attuale farebbe scoraggiare anche il più volenteroso... ma non dobbiamo gettare la spugna: non c'è nessuna alternativa realistica, quindi bisogna continuare a fare tutto il possibile. Come dice Padoa-Schioppa nel suo ultimo libro, bisogna avere pazienza... una "pazienza attiva".
    Comunque un fattore dalla nostra parte l'abbiamo: il tempo. Più passa più è difficile affermare che tutto va bene così, far sempre finta di niente: è impossibile mantenere questo bluff per sempre.

 

 
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