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Discussione: Che pazienza...

  1. #1
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    Predefinito Che pazienza...

    A me piacerebbe scrivere con tanta calma, senza travasi di bile, però “questi qui” provocano in continuazione. Adesso stanno procedendo all’occupazione della RAI, dopo aver tuonato contro l’invasione massmediatica di Berlusconi. Soprattutto però, ancora una volta, non è semplicemente l’occupazione di ogni spazio di potere a indignare, ma l’ipocrisia di “questi qui”. Riotta è il più fottuto filoamericano e filosionista che si possa immaginare; lotta per il primato in quest’ambito con Magdi Allam (Corriere) e con Introvigne (Giornale). Chi l’ha visto in TV e ha letto i suoi articoli, anche recentemente durante la guerra in Libano, non può non sapere come la pensa questo autentico “americano” (adesso sicuramente “a Roma”, ma meno simpatico di Nando Mericoni-Sordi). Non ho alcuna predisposizione per un Mimun, ma sono certo che non è così fazioso e forsennato come Riotta; a volte, sembra perfino più invasato di Guzzanti o della Dell’Olmo (la moglie di Ferrara, se non erro).
    Allora, il problema è il seguente. Per rabbonire le “estreme” e tenere in piedi l’accozzaglia che s-governa, ci sono personaggi alla D’Alema che recitano la parte dei “saggi”; un colpo al cerchio e uno alla botte. Gli israeliani hanno “esagerato” nella loro reazione alle “provocazioni” degli Hezbollah, ma certo il loro paese ha “diritto all’esistenza”; non si può negare il “diritto” dell’Iran ad avere l’energia atomica, ma certamente bisognerà sanzionarlo se pretende di costruirsi la “Bomba”. E via di questo passo, un po’ di qui e un po’ di là. Quando si arriva al dunque, e sono da assegnare le poltrone del potere (in particolare nei mass media), “basta scherzare”: occorre un rigoroso allineamento filoatlantico, che non è preteso solo da Bush, ma anche da un qualsiasi democratico che possa in futuro assumere la presidenza degli USA. Francamente, non vedo come si possa valutare con calma e flemma inglese un simile comportamento; si è di fronte ad ipocriti, ma questo è proprio il minimo da dirsi.
    Ultima notazione: l’UDC ha approvato la scelta di Riotta, definita “saggia”; ormai è sempre più vicino il “salto della quaglia” di queste “brave persone”, aspettiamo solo la finanziaria.

    Non diversamente va detto per quanto concerne la polemica nata in base alle ultime vicende relative alla Telecom. Nessuna simpatia per Tronchetti, e nessuna particolare stima; non c’è dubbio che faccia parte, a pieno titolo, dell’italiano “capitalismo straccione”. Vorrei che qualcuno si ricordasse quello che ho scritto più volte in passato a tal proposito; del resto, nel libro che uscirà fra qualche giorno, ribadisco il concetto; e Tronchetti – ma anche, a questo punto, Montezemolo e Della Valle e l’apparato bancario al completo e tanti esperti e consulenti vari – fa parte di quei “dominanti” che stanno devastando il nostro paese. Ciò che è intollerabile è che il Governo, e Prodi in particolare, alzino ipocritamente alti lai.
    Partiamo da lontano, da quando il sig. Prodi, presidente dell’IRI, tentò di svendere la SME a De Benedetti e fu bloccato da Craxi (non credo per “nobili” motivi, ma non importa); dopo appena due anni, dalla vendita della SME (sia pure a pezzi) si ottenne il quadruplo di ciò che avrebbe pagato De Benedetti. Lascio al lettore ogni commento, che è tuttavia obbligato se tale lettore ha un minimo di onestà e non è solo animato da tifoseria e partigianeria preconcetta in favore di questo “parroco di campagna”, trasformato in premier da elettori di cui non si può dire bene. Ricordo solo di passaggio le sue sedute spiritiche in occasione dell’affaire Moro, altro biglietto di presentazione che, in un paese minimamente serio, avrebbe impedito qualsiasi carriera politica ad un simile personaggio (per quanto mi riguarda, ritengo grave che gli sia stato permesso di insegnare all’Università, ma tenuto conto di che cos’è quest’ultima in Italia, ammettiamo pure che potesse restare in quel posto). Ricordiamo ancora tutte le privatizzazioni, iniziate in Italia – sempre se i ricordi mi assistono – nel 1994, in particolare per “merito” del duo Ciampi-Draghi (l’ex vicepresidente della Goldman Sachs e attuale Governatore della Banca d’Italia), e portate avanti dai Governi di centrosinistra (da Dini in poi). Ricordiamo ancora la scalata alla Telecom da parte di Gnutti e Colaninno, favorita dal Governo D’Alema, e di nuovo dal suddetto Draghi (per non partecipazione ad una certa assemblea, ecc.). Da allora cominciò l’enorme indebitamento della Telecom (ulteriormente aumentato dal pasticcio relativo all’acquisto-rivendita della Telecom Serbia, su cui è stato tutto insabbiato).
    E veniamo all’oggi. Come ho già sostenuto in altri pezzi, mentre l’improvvisa – e mantenuta segreta fino all’ultimo, perfino agli elementi dirigenti del S. Paolo vicini ai DS – fusione che ha portato alla SanIntesa non ha sollevato scandali, il can can sulle scelte della Telecom ha del sorprendente, visto che se ne parlava da giorni. Può essere che Prodi si aspettasse qualcosa di più vicino agli interessi che difende, ma la scissione in due società, invece che in tre così come si diceva in un primo tempo, non mi sembra aver alterato nel fondo le direttrici di marcia preannunciate. Non mi lancio in illazioni, ma è evidente, conoscendo chi è Prodi dagli eventi precedentemente riferiti, che deve esserci qualche dettaglio (importante) della faccenda non proprio favorevole alle sue posizioni di potere. E il can can monta per far “rinsavire” Tronchetti sempre in funzione del potere dei gruppi finanziari “amici” del Governo e, in particolare, del suo premier. Dico amici per non dire padroni.
    Capiremo meglio nel prossimo futuro; tanto le liti vanno aumentando. Voglio invece qui rimarcare ancora una volta l’ipocrisia di questa sinistra (o, se si preferisce, centrosinistra). Non solo per quanto appena scritto: si forma all’improvviso (per la popolazione, intendo dire, perché i potenti lo sapevano da tempo) una grossa concentrazione di potere finanziario (per fortuna non quella peggiore, non una CapIntesa con tentacoli verso Mediobanca e Generali), e il sig. Prodi, e tutto il centrosinistra (ma anche l’altro schieramento), applaude e dice che si tratta di una buona cosa. Mentre nel caso Telecom ci si scatena per cose risapute, anche se certamente non avvenute come piaceva a qualcuno. Si pensi però soprattutto al tema dell’italianità. Ci hanno stonato la testa – e pure da sinistra, sia ben chiaro – sui vantaggi della globalizzazione e del libero mercato. Ci hanno rotto le scatole con i meriti – e questi se li è presi tutti la sinistra – dell’averci portato in Europa, di aver fatto l’euro (con dei bei risultati!). Si è attaccato a spron battuto Fazio per aver appoggiato soluzioni italiane – trattate da micragnose, arretrate – in occasione di recenti, ormai ben note, scalate bancarie.
    Questi attacchi sono venuti soprattutto da sinistra, certo con l’orchestrazione di Montezemolo, Tronchetti e l’intero patto di sindacato della RCS (che comunque ha poi indicato di votare a sinistra con l’editoriale di Mieli). Improvvisamente, appena Benetton vuol fare patti con gli spagnoli dell’Abertis (che può essere mascherino il passaggio di controllo di Autostrade), e quando si teme che Tronchetti voglia vendere i telefonini a qualche straniero (che potrebbe essere un europeo), si rispolvera l’italianità. Ma non ci avete illustrato i vantaggi dell’entrata in Europa? Non ci avete edificato con l’insulso tema dell’impulso che allo sviluppo generale avrebbe dato la globalizzazione dei mercati, la libera circolazione delle merci e dei capitali? Avete detto una parola quando l’amico (di Prodi e sinistra) De Benedetti – quello dell’affare SME – dopo aver distrutto l’Olivetti, ha annientato pure l’Omnitel (telefonini come la Tim!) e l’ha venduta alla tedesca Mannesmann (che poi l’ha ceduta all’inglese Vodafone)? Tutti passaggi in Europa e nel libero mercato. Non li avete forse approvati? E adesso che fate, difendete l’italianità? Come vedete, “questi qui” provocano, si attirano sequele infinite di insulti. Ma starò calmo e ricorderò solo il motto di Totò: “Ma mi faccia il piacere!”.
    Del resto, non me la prendo tanto con i politici e gli intellettuali di sinistra. Credo di conoscerli bene, li ho frequentati a lungo; sono “tremendi” e corrotti ad un grado che dà la nausea. Comunque, sono fatti così e non possono cambiare; bisognerebbe solo impedir loro di nuocere così tanto. Capisco anche i poveri lavoratori dei più bassi livelli esecutivi, sempre più bastonati e magari anche precari; si affidano ai sindacati senza accorgersi che sono molto simili ad “associazioni criminali”, buone solo per arrivisti. L’irritazione più acuta la provocano i ceti semi-intellettualizzati (si pensi agli insegnanti, ma ce n’è una congerie di altri con mille lavori del tutto improduttivi, veri “nani e ballerine” dell’attuale sinistra), che escono in gran parte dal ’68 o, ancor peggio, dal ’77 o anche generazioni successive. Si tratta di ceti politicamente incolti, con il cervello distrutto dall’egualitarismo, dal multiculturalismo buonista, dal laicismo “aperto” (a tutte le peggiori idiozie del mondo), ecc. E poi sono tutti antimeritocratici, ma abili nel manovrare e coltivare le “giuste amicizie” (di sinistra ovviamente) per infilarsi in tutti i posticini, in specie laddove corrono fiumi di finanziamenti pubblici (di Stato ed Enti locali), letteralmente sprecati – invece che servire a ricerca e investimenti di vasto respiro – per iniziative pseudoculturali e ludiche che danno reddito a questi “fancazzisti”, ma impoveriscono il paese (anche di intelligenza vera).

    Concludo con questa notazione. Almeno la destra è a suo modo coerente nel suo essere reazionaria: filoamericana e filosionista ad oltranza; e neoliberista senza resipiscenze. Se dice che è per le imprese militari all’estero, alla fin fine vota anche quelle del centrosinistra, malgrado certi bronci. Se è per il mercato, lo è che si tratti della fusione SanIntesa (fatta dai padroni, e padrini, di Prodi) o delle operazioni della Telecom. La sinistra è invece sempre “a geometria variabile”, a seconda degli interessi di quel particolare momento e di quella sua particolare corrente interna. Quindi è ipocrita, falsa e bugiarda su tutta la linea. E la sinistra “estrema” è forse la peggiore; si maschera con l’antimperialismo, con il conflitto capitale/lavoro, ma appoggia “questi qui”, li copre in tutti i modi. Ecco perché è difficilissimo non perdere la pazienza e non colmare questa gentaglia dei più infamanti epiteti. In ogni caso, è necessario rompere con questa sinistra. Vorrei che certi comunisti ancora seri lo capissero infine. Non si tratta del meno peggio; in questa congiuntura storica, e in tutta evidenza, è il nemico principale, perché corrompe tutto, distorce tutto con le sue menzogne, presenta un variegato ventaglio di complici che assumono tutte le posizioni onde impedire che si formi una forza a loro veramente avversa. Adesso stanno comprando anche l’UDC, così il ventaglio degli infami sarà ancora più ampio, corruttore, coperto dalle menzogne multicolori (arcobaleno!).

    Gianfranco La Grassa

  2. #2
    alfredoibba
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    Forse i compiti del centrodestra e del centrosinistra vengono pre-stabiliti.

  3. #3
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    Pietro, per cortesia, mi dici dove hai preso l'articolo, così lo mettiamo nel sito? Mi sembra molto intelligente!

  4. #4
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    Guarda è da un po' di giorni che la Grassa manda artuicoli come questo sulla nostra casella mail..Insomma li manda a chi sa che li puo' apprezzare..cmq lui ha un blog forse li mette anche li'...

    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    Pietro, per cortesia, mi dici dove hai preso l'articolo, così lo mettiamo nel sito? Mi sembra molto intelligente!

  5. #5
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    Predefinito quello di oggi

    IL REGIME DI SINISTRA

    Si allunga la lista dei personaggi che, a quanto pare, evitano di coinvolgere Prodi nelle decisioni strategiche che riguardano l’Italia. Dopo Tommaso Padoa-Schioppa e Marco Tronchetti-Provera, anche Angelo Rovati, stretto confidente di Prodi, dice di aver tenuto all’oscuro il premier del piano di ristrutturazione proposto a MTP per salvare la Telecom dagli ingenti debiti.

    In realtà qualcosa non quadra. Passino l’economista e il manager ma difficilmente si può credere alla fandonia che il “consigliere del principe” non consigli il suo “signore”e soprattutto non gli confidi tutto.

    In effetti Prodi ha mandato in avanscoperta Angelo Rovati per illustrare al manager di Telecom l’operazione più gradita al Governo. L’indebitamento di Telecom avrebbe dovuto essere ridotto attraverso lo scorporo della rete. Tuttavia, il governo pensava a quella fissa e non a quella mobile. In questo Tronchetti-Provera ha fatto di testa sua e le ragioni, più che strategiche, sono di pura sopravvivenza della sua azienda. Prodi è infuriato perché il manager di Telecom si sottrae, in questa maniera, alla longa manus del governo che sta approntando (conto terzi) il “riposizionamento” di aziende cruciali per il futuro dell’Italia (non importa la natura giuridica, siano esse pubbliche o private), al fine di creare un potere finanziario-politico più stabile e duraturo.

    Come abbiamo già indicato nei precedenti post, il governo Prodi sta elaborando (ma la mente di queste operazioni è altrove, nella sfera finanziaria che appoggia il professore) un progetto onnicomprensivo che punta al controllo delle risorse del paese al fine di costituire un vero e proprio regime (fondato sulla mistificazione della realtà e sull’appoggio incondizionato al paese attualmente dominante). Ad esempio, la disputa con i Benetton per le Autostrade e l’ostruzionismo opposto dal governo, (attraverso il Ministro per le infrastrutture Antonio Di Pietro, quello "delle mani pulite"), alla fusione con gli spagnoli di Abertis è nata proprio in virtù del modus operandi attraverso il quale la famiglia di Ponzano Veneto ha approfittato della vacatio governativa per annunciare l’accordo (un comportamento poco reverenziale che i Benetton stanno pagando a caro prezzo). Proprio il controllo di questi settori strategici è, invece, determinante per il governo Prodi, al fine di avviare quella “rifondazione” degli assetti di potere con i quali si garantiranno una lunga sopravvivenza (per sè e per i propri "committenti"). Perché nell’operazione SanIntesa il governo non ha avuto nulla da ridire? Le ragioni sono già state spiegate da La Grassa in precedenti articoli. La “Nuova Italia” di Prodi dovrà nascere sull’asse finanziario di Bazoli, del quale il governo Prodi costituisce la “propaggine” politica. Sotto questa luce devono essere valutate le mire di Prodi su Telecom, la conseguente proposta di scorporo della rete e la probabile cessione alla CDP. Vediamo perchè. Si sta parlando di servizi di tlc(come l’ADSL) i cui abbonati arrivano a 25 milioni. Un affare come questo non può concludersi senza l'intervento di banche e fondazioni. E chi meglio della nuova SanIntesa di Bazoli avrebbe potuto garantire l’ingente esborso? Insomma, Tronchetti sarebbe finito nella rete dei costituendi poteri che si candidano a fare man bassa dell’Italia (non che lui sia meglio, ma in questo momento è debole e meno pericoloso). Se l’operazione fosse andata a buon fine, Tronchetti avrebbe dovuto allinearsi ai diktat di Bazoli (anche nel patto di sindacato di RCS) inferendo un colpo letale all’asse avverso Montezemolo-Della Valle-Capitalia (quest’ultima oggi più vicina all’Unicredit di Profumo).

    Il quadro sarebbe stato completo. La Rai lottizzata (e data in pasto alle canaglie filoamericane), le 3 reti televisive di Tronchetti allineate al governo e tutta l’informazione in mano alle mistificazioni di questi signori che governano con la menzogna.

    postato da:www. RIPENSAREMARX .splinder.com alle ore 09:02
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  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da pietro Visualizza Messaggio
    Guarda è da un po' di giorni che la Grassa manda artuicoli come questo sulla nostra casella mail..Insomma li manda a chi sa che li puo' apprezzare..cmq lui ha un blog forse li mette anche li'...
    Puoi mandare una mail a La Grassa ed avvertirlo che ,se vuole pubblicare i suoi articoli sul nostro sito, devi inviarli a info@comunitarismo.it? Grazie...

  7. #7
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    Ok..intanto questo è il sito:


    http://www.lagrassagianfranco.com/links.htm

  8. #8
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    Ok
    Allora posso provvedere io, se c'è la mail...
    Grazie!

  9. #9
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    Smile

    Gli ho gia scritto...

    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
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    Allora posso provvedere io, se c'è la mail...
    Grazie!

  10. #10
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    Ho scritto pure io... Così capisce che siamo molto interessati...

 

 
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