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Discussione: L'orso bruno marsicano

  1. #21
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    http://news.kataweb.it/item/301493/t...-parco-abruzzo

    Troppi turisti, orsa cambia percorso nel Parco Abruzzo

    25 aprile 2007 alle 18:03 — Fonte: repubblica.itvoteWidget(301493, 0) voti
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    La eco venutasi a creare dopo l’avvistamento di mamma orsa e dei suoi tre cuccioli nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, ha spinto numerosi appassionati e non ad estenuanti appostamenti per avvistare la famigliola, ma con esito negativo.
    La statale 83 marsicana, al chilometro 37 + 500 nel comune di Gioia dei Marsi, è stata letteralmente invasa da decine di automobili, parcheggiate a bordo carreggiata, con gli occupanti in attesa della comparsa dei plantigradi. “Nulla di fatto — spiegano gli esperti del Parco — poiché l’orso marsicano è dotato di un fiuto infallibile e riesce a percepire da molto lontano odori a lui non familiari. Le numerose persone che in questi giorni si sono accalcate con la speranza di vedere la famiglia di orsi, sono rimaste deluse; mamma orsa deve aver trovato un percorso alternativo, meno frequentato dagli esseri umani e quindi meno pericoloso per gli orsacchiotti”.

  2. #22
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    http://qn.quotidiano.net/2007/08/03/...de_citta.shtml

    05/08/2007 23:23
    Cronaca
    ORTONA DEI MARSI
    Orso scende in città
    da 10 giorni, la gente
    non esce più di casa


    Da più di una settimana un esemplare di orso marsicano adulto si aggira per i vicoli del piccolo comune del Parco nazionale d'Abruzzo

    Ortona dei Marsi (L'Aquila), 3 agosto 2007 - Accade ormai da dieci giorni che un esemplare di orso marsicano adulto si aggira per i vicoli di Ortona dei Marsi, piccolo comune del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.

    "Gli abitanti cominciano ad avere paura - afferma il sindaco di Ortona, Cristiano Bertolini - e qualcuno dei più anziani, per paura di essere aggredito, ha deciso di non uscire più di casa. L'orso, a differenza degli altri anni, non si spaventa delle persone e quindi si spinge fin dentro il centro abitato. Nonostante siamo fermamente convinti che il nostro futuro è la protezione dell'ambiente, vorrei maggiori certezze dalle istituzioni per scongiurare eventuali pericoli per i cittadini".


    Ieri in tarda serata il direttore del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, Aldo Di Benedetto, si è recato personalmente sul posto per raccogliere "utili testimonianze".


    L'ente parco, nei prossimi giorni, potrebbe chiedere all'Istituto nazionale fauna selvatica di narcotizzare l'animale, per dotarlo di radiocollare al fine di monitorarne gli spostamenti. Intanto salgono i danni a causa delle numerose incursioni dell'orso, che notoriamente sceglie le sue vittime all'interno dei pollai.


  3. #23
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    http://www.rete5.tv/index.php?option...k=view&id=7580

    Possibile ridimensionamento per il Parco Nazionale d'Abruzzo?

    mercoledì 08 agosto 2007 SIENA – Il comitato parchi lancia l'allarme sul Parco Nazionale di Abruzzo per un possibile smantellamento dell'area. Per perorare la causa il Comitato Difesa Natura ha diffuso una intervista di Hans Wolf, professore collegato alle massime Organizzazioni Ambientaliste Europee, il quale ha dichiarato di essere "molto preoccupato" per la situazione attuale del Parco Nazionale d’Abruzzo.


    D.- Le ricerche sull’Orso e sugli altri preziosi animali protetti, ormai così lautamente finanziate da ogni parte, avranno almeno qualche effetto positivo sulle specie in pericolo…

    R.- Mi piacerebbe molto risponderle positivamente, ma debbo essere onesto: non è proprio così. Con sceneggiate del genere si acqueta forse la pubblica opinione, ma non si risolvono certo i problemi. Ne vuole la prova inconfutabile? In passato, non era mai accaduto che gli Orsi marsicani penetrassero nei villaggi a rubare galline dai pollai: ora invece avviene molto di frequente. Non è stato il dietologo, ma il cosiddetto “specialista improvvisato” a modificare il loro menu, perché sembra accertato che tempo fa alcuni ricercatori, operando all’insaputa del Parco, abbiano cosparso gli itinerari abituali del plantigrado di “esche olfattive” a base di pesce e pollame. Ora tutti negano, dicendosi indignati ed estranei al misfatto: ma le incursioni ursine nei paesi si sono moltiplicate, i vecchietti che curano i pollai sono terrorizzati e almeno un paio di questi preziosi animali (ma forse di più) sono già stati clandestinamente abbattuti.

  4. #24
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    http://www.lastampa.it/lazampa/girat...9&sezione=News

    /10/2007Strage di orsi nel Parco nazionale d'AbruzzoTre orsi marsicani, due femmine e un maschio, sono stati uccisi nel Parco nazionale degli Abruzzi. Lo ha annunciato il presidente onorario del Wwf Fulco Pratesi che ha parlato di avvelenamento nei confronti degli animali. Il terzo orso è stato ritrovato senza vita dagli uomini del Corpo forestale dello Stato nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, nella stessa area dove sono stati scoperti i corpi di Bernardo e della sua ’compagnà. Il ritrovamento è avvenuto a seguito dell’ampia e capillare opera di perlustrazione messa in atto dalla task force inviata dal Corpo forestale dello Stato per far luce sulle cause della morte dei plantigradi.

    Il terzo animale morto è di un esemplare più giovane rispetto agli altri due animali rinvenuti. Diventa sempre più probabile l’ipotesi dell’avvelenamento portata avanti dagli investigatori del Corpo forestale dello Stato. Le ricerche sono condotte con la collaborazione dei ricercatori del Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo dell’Università La Sapienza e del personale dell’Ente Parco. «La stretta sequenzialità dei ritrovamenti rafforza la tesi di un possibile avvelenamento - dichiara Livia Mattei, esperta biologa e funzionario del Corpo forestale dello Stato - anche se non è escluso che sia stato accidentale e non necessariamente legato alla volontà di sopprimere Bernardo, considerato in passato un orso problematico.

    La vicenda pone in evidenza - conclude la Mattei -l’esistenza di sacche di profondo abbandono del territorio, terre di nessuno dove, per colpa di alcuni irresponsabili, si rischia di compromettere il prezioso patrimonio biologico della specie in via di estinzione».L’altro esemplare di orso è stato trovato morto intorno alle 11 a Pescasseroli, a poca distanza da quella in cui sono stati trovati gli altri due, in località Acqua ventilata. Le guardie del Parco stanno procedendo attualmente al recupero. Sempre nella stessa zona è stata trovata una pecora parzialmente sbranata. L’ipotesi è che le carni della pecora siano state avvelenate e gli orsi, dopo averle parzialmente mangiate, sarebbero morti.

  5. #25
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    che paese del cazzo che siamo... dopo lo scempio dei roghi agostani, ora si arriva ad avvelenare delle specie protette...
    Per approfondimenti ed iniziative lanciate dal wwf a tutela del territorio e dell'orso marsicano:http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=85268


  6. #26
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    http://www.corriere.it/animali/09_ge...4f02aabc.shtml

    Animali. Sconfitti i bracconieri: mai così tanti cuccioli in Abruzzo e Trentino

    La rivincita dell'orso
    In 124 sui monti d'Italia


    La svolta dopo le uccisioni. L'animale è invece estinto in Francia, Austria, Svizzera e Germania


    Per anni i bracconieri
    hanno avuto la meglio. Con orsi uccisi e a rischio di estinzione nelle montagne. Ma la buona notizia stavolta è per questi splendidi ed epici animali che tornano ad aumentare e a nascere nei parchi d'Italia. Mentre dormono tranquilli nelle loro tane sommerse dalla neve, in Abruzzo e in Trentino sono stati pubblicati i dati dei censimenti effettuati nell'autunno scorso, prima che gli animali andassero in letargo. Quelli più confortanti riguardano l'orso marsicano, una sottospecie unica al mondo che sopravvive in circa cinquanta esemplari nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Questo animale, in difesa del quale nel 1922 fu creato il primo parco nazionale d'Italia, aveva, negli ultimi dieci anni, dovuto registrare la morte violenta (bracconaggio con fucile, ma soprattutto con veleno) di 24 esemplari, con una recrudescenza negli ultimi quattordici mesi.
    Episodi dolorosissimi furono quelli dell'Orso Bernardo, la mascotte del Parco d'Abruzzo, e della femmina con due cuccioli, avvelenati nell'ottobre 2007, le cui drammatiche foto suscitarono un'enorme impressione e commozione in tutta Italia. Per fortuna, a queste perdite sono corrisposte, nella primavera dell'anno scorso, nuovi arrivi con le nascite di alcuni esemplari. I ricercatori del Piano d'Azione Tutela Orso Marsicano, che operano nel Parco e nelle sue vicinanze, hanno avuto la gioia, inaspettata, di poter osservare ben 6 femmine con la prole dell'anno mentre vagavano tra boschi e pascoli. Di queste, quattro portavano con sé due cuccioli e due un solo piccolo. Dieci nuovi nati in tutto, che potranno in qualche maniera allontanare la minaccia di estinzione di questo prezioso animale. Hanno contribuito a questo successo le varie azioni di controllo dei guardaparco e del Corpo Forestale dello Stato, le campagne di sensibilizzazione e l'aumentata rapidità di risarcimento danni da parte dell'Ente Parco. Hanno contribuito inoltre anche la messa in opera di oltre quaranta recinzioni elettrificate fornite dal WWF e dai forestali per la difesa di ovili e apiari e la piantagione di molti alberi di melo da parte dei volontari nel versante laziale del Parco.
    Ora si spera che, quando gli orsi usciranno dalle tane in primavera, altri cuccioli si aggiungano alla popolazione ursina marsicana, portandola ad un livello di sicurezza di non meno di 100 esemplari. Anche per la popolazione di orsi bruni del Trentino, le prospettive iniziano a migliorare. Dopo l'uccisione in Baviera nel giugno 2006 dell'orso italiano di nome Bruno (un fatto che rattristò e colpì perfino il Papa e che causò numerose polemiche tra Germania e Italia con alla fine il povero orso impagliato ed esposto in museo di Monaco), e quella in Svizzera nell'aprile 2008 di suo fratello JJ3, il nucleo di orsi reintrodotti nel Parco Regionale Adamello Brenta con un progetto «LIFE» dell'Unione Europea, iniziato nel 1996, sta lentamente consolidandosi. Le perdite sono state molte: 7 morti in 6 anni; un cucciolo è stato addirittura predato da un'aquila reale, un altro è finito sotto una macchina e un altro è annegato nel Lago di Molveno.

    Ma oggi nell'area di rilascio e nel grande territorio montano che lo circonda, si aggirano ben 24 orsi, 11 adulti, 6 giovani e ben 7 cuccioli di un anno. Se si pensa che, dieci anni fa, tutti gli orsi bruni delle Alpi non erano più di due o tre, il fatto di aver riportato in queste splendide foreste un simile monumento della natura può considerarsi uno dei successi italiani di cui, purtroppo, quasi nessuno parla. Anche in questo caso, il confortante ritorno, dopo diversi tentativi andati a vuoto, del mitico plantigrado (estinto in Francia, Austria, Svizzera, Germania) sulla Catena Alpina è dovuto all'impegno di molti: la Provincia di Trento, l'Ispra (ex Istituto Nazionale Fauna Selvatica) e le Associazioni ambientaliste, che hanno realizzato campagne di sensibilizzazione e messo in opera il servizio degli Avvocati dell'Orso, per sostenere, in caso di controversie la difesa dell'animale.
    Fulco Pratesi
    28 gennaio 2009

  7. #27
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    Nuovo avvistamento dell'Orso Bruno nell'Alto Molise, nella parte più meridionale del suo habitat. Speriamo possa ampliare la zona di sua diffusione e magari scendere fino in Campania, nel Matese, dove secoli fa era già presente.

    http://blogorsobruno.blogspot.com/20...astel-san.html


    15 gennaio 2009

    Orso bruno fra Pizzone e Castel San Vincenzo

    Un orso bruno marsicano sta dando filo da torcere a piccoli contadini e abitanti di Pizzone e Castel san Vincenzo con continue incursioni nei centri abitati. I due comuni molisani si trovano in zona protezione esterna del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, al confine con l'Abruzzo. L'attivita' dell'esemplare, un maschio giovane di circa 4 anni, non e' da ritenersi anomala, poiche' la scarsezza di cibo, nel periodo invernale, lo spinge ad avvicinarsi a centri urbanizzati per reperirlo con facilita' in pollai e orti. E' proprio questa abbondanza che gli preclude la possibilita' di entrare nella fase simile al letargo, con la quale rallenta le attivita' fino alla primavera successiva per non consumare le riserve energetiche. Le preoccupazioni maggiori sono dei due sindaci che temono per l'incolumita' dei cittadini, anche se nessun orso ha mai attaccato un uomo. 'Non si tratta di un orso problematico - spiega Massimiliano Rocco, responsabile Wwf del Progetto orso appennino - ma semplicemente di un orso che fa il suo mestiere, cioe' reperire cibo in abbondanza il piu' facilmente possibile. Basterebbe installare delle barriere elettrificate, fisse, o semplicemente rinforzare le porte dei pollai per scoraggiare il plantigrado. Noi del Wwf siamo a disposizione, come gia' comunicato ai vertici del Pnalm e al Coordinamento territoriale per l'ambiente del Corpo forestale dello Stato, per installare, ove necessario, le recinzioni deterrenti. Chiediamo alle istituzioni preposte uno sforzo maggiore affinche' si eviti di correre sempre ai ripari attingendo ai fondi per gli indennizzi e invece con quei soldi lavorare per mitigare il conflitto tra l'uomo e i grandi carnivori'. Il responsabile del Wwf fa notare che nei versanti laziale e abruzzese del Parco sono state installate 40 recinzioni elettrificate, ma i maggiori risultati sono stati ottenuti attraverso il dialogo con le popolazioni e le amministrazioni locali, spiegando loro che un qualsiasi territorio frequentato dall'orso e' un territorio sano e unico al mondo. 'I maggiori danni alla zootecnia - aggiunge Massimiliano Rocco - derivano dalla omessa custodia del bestiame, lasciato allo stato brado e quindi difficilmente controllabile'. I territori molisani al confine con l'Abruzzo si trovano in contesti naturalistici e ambientali di rara bellezza, con paesi ricompresi in questo scenario l'orso si sente a suo agio e non percepisce il distacco tra il bosco e le aree antropizzate. 'Altra esigenza - conclude il responsabile del Wwf - e' quella di gestire al meglio il territorio, evitando barriere costruite dall'uomo sui corridoi naturalistici, vie predilette dagli orsi per l'esplorazione dell'areale'.

  8. #28
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    Fortunatamente anche in Molise è partita la campagna di prevenzione per allontanare gli orsi dai recinti e quindi non creare conflitti con gli allevatori

    http://www.parks.it/rassegna.stampa/...o.php?id=12438

    Rassegna stampa del: 10/01/2009 Fonte: Apcom
    Molise, nuovi recinti elettrificati a tutela degli orsi


    Wwf e Corpo forestale per la condivisione pacifica del territorio

    Dopo il successo in Abruzzo e Lazio, il Wwf distribuisce anche in Molise recinti elettrificati a tutela dei grandi mammiferi e a supporto degli agricoltori locali Per fronteggiare un rapporto sempre più difficile tra l'uomo e i grandi mammiferi del territorio italiano - troppo spesso destinato a sfociare in atti di violenza - il Wwf interviene anche in Molise a supporto delle comunità locali e per la conservazione dell'orso e dei grandi mammiferi. Con l'obiettivo di una "condivisione" pacifica e indolore del territorio.
    Dopo aver promosso con successo una prima attività di prevenzione in diverse aree limitrofe al Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e avere così contribuito in maniera determinante a risolvere alcuni problemi in realtà come quelle di Scanno, Anversa degli Abruzzi e in alcuni comuni del Frusinate, il Wwf, in collaborazione con l'Ufficio territoriale per la biodiversità del Corpo forestale dello stato di Castel di Sangro, sta mettendo a disposizione diverse recinzioni elettrificate - che hanno un effetto deterrente per gli animali ma non sono pericolose per l'uomo - per gli agricoltori dei Comuni di Pizzone e Castel San Vincenzo, nel lato molisano del territorio, zona ancora frequentata dall'orso bruno marsicano, dove recentemente un giovane orso in cerca di cibo ha predato alcuni animali da allevamento.
    Il comune di Pizzone si trova nell'estremità sud-orientale del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, in un'area di elevato valore naturalistico, una delle poche ancora in grado di ospitare l'orso. I danni arrecati a pollai ed altri manufatti, seppur di modesta entità, hanno messo in apprensione le comunità locali, preoccupate per il ripetersi di tali eventi. Per garantire la salvaguardia del plantigrado e tutelare gli interessi delle popolazioni locali, il Wwf ha deciso di intervenire estendendo il territorio in cui da mesi ha iniziato a promuovere un'attività di prevenzione, mettendo a disposizione uno stock di recinzioni elettrificate da utilizzare a protezione dei manufatti interessati dalle attenzioni dell'orso.
    Le recinzioni, installate in collaborazione con il Corpo forestale dello stato e acquistate nell'ambito di un progetto più ampio patrocinato dalla Direzione protezione natura del ministero per l'Ambiente, della Tutela del territorio e del mare, costituiscono un deterrente per tenere lontano l'orso dai centri abitati e un modo per smorzare malumori che la presenza del plantigrado può causare. "Prevenire è meglio che curare - spiega Massimiliano Rocco, responsabile del Programma orso per l'Appennino del Wwf Italia -. E oggi più che mai serve una lungimirante politica di prevenzione. La situazione - continua Rocco - evidenzia la necessità di individuare le criticità sul territorio per avviare programmi e interventi sulla base di una pianificazione che siano parte di una strategia territoriale per garantire la conservazione dell'orso e una convivenza con le comunità locali. Solo in questa maniera si potranno evitare azioni illegali mettendo ancora a rischio la conservazione di una ricchezza naturale e culturale come l'orso che abita i nostri boschi e di cui l'Italia deve andare fiera".

  9. #29
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    L'orso Bruno non è nuovo a frequentare l'Alto Molise

    http://blogorsobruno.blogspot.com/20...in-molise.html

    26 giugno 2008

    Avvistato orso in Molise

    Forse era affamato o forse il gran caldo di questi ultimi giorno lo ha spinto fuori dai suoi territori di caccia. E cosi' un esemplare di orso marsicano e' sceso a valle raggiungendo le abitazioni di una frazione di Cerro al Volturno (Isernia). Ad avvistarlo, appoggiato ad un albero di ciliegie, il responsabile provinciale della vigilanza ittico-venatoria. Il vigilantes ha riferito che e' la prima volta che si verifica uno ''sconfinamento'' dal Parco nazionale d'Abruzzo, Molise e Lazio in quella zona. L'orso, dopo un po' si e' diretto verso un anfratto facendo perdere le proprie tracce

  10. #30
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    A nord l'Orso Bruno si sta espandendo verso le Marche e l'Umbria (Monti Sibillini), con sconfinamenti fino alla provincia di Pesaro e Urbino. L'Orso Bruno è scomparso da Marche e Umbria dal 1850 circa.

    Il luogo dell'avvistamento è il comune di Apecchio (PU), a confine con l'Umbria e la Toscana, non lontano dal confine con L'Emilia Romagna.

    http://blogorsobruno.blogspot.com/20...ed-umbria.html

    28 luglio 2008

    Avvistato orso fra Marche ed Umbria

    Moltissime segnalazioni in pochi giorni. Tant’è che si sono addirittura alzati in volo due elicotteri del corpo forestale per cercare (sorvolando la zona a bassa quota) l’orso bruno marsicano che si aggirerebbe sul versante appenninico tra le Marche, l’Umbria e l’Abruzzo. La prima a vederlo è stata la signora Maria, 45enne di Apecchio (Pesaro Urbino): "Domenica andavo per ciliegie quando me lo sono trovato davanti — racconta —: era grosso, marrone scuro e camminava spedito tra l’erba alta. A un certo punto si è fermato, si è alzato in piedi e ha drizzato le orecchie. Era enorme, ho cercato un bastone ma non c’era... e allora presa dall’agitazione ho iniziato a battere le mani. Lui si è girato ed è andato via". Altre testimonianze parlano addirittura di un’orsa con un cucciolo. "Io ho capito — aggiunge un boscaiolo di Valibona — che gli elicotteri cercavano due orsi fuggiti dal Parco nazionale degli Abruzzi". Secondo gli studiosi, l’animale in questione è sicuramente un orso marsicano, proveniente dal Parco Nazionale degli Abruzzi. I soggetti presenti nel parco si spostano abbastanza comunemente fino ai Sibillini; molto più raro è il caso di uno «sconfinamento» fino al pesarese. Con ogni probabilità si tratta di un maschio giovane, soggetto di per sè abbastanza errabondo.

 

 
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