Pagina 3 di 25 PrimaPrima ... 23413 ... UltimaUltima
Risultati da 21 a 30 di 248

Discussione: Testimoni oggi

  1. #21
    Forumista senior
    Data Registrazione
    03 Jan 2006
    Località
    Bisogna camminare molto nel buio della notte per trovare la luce del giorno.
    Messaggi
    1,035
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da apoliticos Visualizza Messaggio
    vedi , questi posts , mi fanno sbadigliare soltanto


    oppure

  2. #22
    email non funzionante
    Data Registrazione
    03 Sep 2006
    Messaggi
    20,455
     Likes dati
    1,697
     Like avuti
    1,627
    Mentioned
    62 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da niocat55 Visualizza Messaggio
    Scusa mi spieghi attrazione che significato ha?

    Lo sai da dove provengono i seminaristi dei RM?
    Le due comunità religiose (non so come si chiamano, semplifico l'espressione) che producono più vocazioni alla vita religiosa sono i Neocatecumenali e i Legionari di Cristo.

  3. #23
    email non funzionante
    Data Registrazione
    03 Sep 2006
    Messaggi
    20,455
     Likes dati
    1,697
     Like avuti
    1,627
    Mentioned
    62 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da solozero Visualizza Messaggio
    Per quanto attiene ai Neocatecumenali, il mondo non ha bisogno di annunciatori, ha bisogno di testimoni. Non servono più le parole, ci voglioni i gesti, i segni. La gente capisce molto di più attraverso i fatti concreti perchè la storia ha insegnato che le parole non sono più sufficienti.
    E sono daccordo.

    Solo che mi è parso da parte tua una esultanza non giustificata per l'aumento delle vocazioni tra i Neocatecumenali che non tiene conto che queste vocazioni sono sottratte ai tradizionali percorsi vocazionali diocesani.

  4. #24
    email non funzionante
    Data Registrazione
    24 Dec 2005
    Località
    "Bisogna fare Comunità cristiane come la Sacra Famiglia di Nazareth che vivano nell'Umiltà , nella Semplicità e nella Lode , dove l'altro è CRISTO"
    Messaggi
    3,219
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Kiko, intervista a Perugia
    "E' che un pittore non può inventare niente".

    Kiko Arguello è famoso per essere stato, con Carmen Hernandez il fondatore del Cammino Neocatecumenale, un itinerario di formazione cattolica e di evangelizzazione, oggi diffuso in oltre 900 diocesi nel mondo. Ma Kiko Arguello è anche pittore e in questa estate ha decorato la chiesa di Ferro di Cavallo a Perugia con la “Corona misterica”, una serie di 14 quadri che presentano il cuore dell’annuncio del Vangelo.
    La “bottega” di Kiko, 7 pittori, 7 apprendisti, 10 aiutanti, hanno lavorato in squadre sotto la guida il capomastro Juan Pablo Civil. Non vogliono compensi, solo hanno chiesto le spese dei materiali e l’ospitalità per il tempo necessario a realizzare l’opera. Tra loro ci sono sette seminaristi dei seminari Redemptoris Mater del Cammino, gli altri sono venuti con moglie e i figli che non potevano restare a casa. Una vera piccola comunità di fede prima ancora che di lavoro. L’incontro, anzi la comunione con la comunità parrocchiale, ha fatto della realizzazione dell’opera pittorica un evento di chiesa. I parrocchiani giorno dopo giorno hanno potuto vedere i pittori al lavoro, pregare con loro, parlare con loro. Quelle mura bianche si sono animate sotto i loro occhi, hanno imparato a ‘leggerne’ il racconto.
    Kiko ha riprodotto la Corona mistica già realizzata nella chiesa, anch’essa ottagonale, della parrocchia di San Bartolomeo in Tuto a Scandicci, eppure non ne è la copia identica. In particolare nella realizzazione del Cristo Pantocratore Kiko ha messo una tecnica diversa e il volto che ne è uscito è migliore di quello fatto a Madrid. Solo questione di tecnica? Non lo credono a Ferro di Cavallo. E il parroco nota, senza commenti, una coincidenza: Kiko lo ha realizzato proprio il giorno in cui il Papa si recava in pellegrinaggio al santuario del Volto Santo di Manoppello.

    Incontriamo Kiko nella chiesa di Ferro di cavallo in una sera in cui il tempo preme perché mancano pochi giorni alla inaugurazione del ciclo pittorico.
    Kiko dipinge icone ispirandosi alla tradizione russa, a Rublev “che è la più alta cima dell’arte religiosa cristiana - dice - e che è stato canonizzato santo”. La sua è una scelta dettata dalla stessa volontà che anima tutta la sua vita: annunciare il Vangelo. Per questo ha scelto di tornare al “canone” iconografico antico dei grandi maestri d’Oriente pur essendo uno che ama l’arte moderna e non ama ripetersi. Ma cos’è questo canone?

    “È che un pittore - risponde Kiko - non può inventare niente. Chi dice che cosa può rappresentare l’annunciazione? Lo dicono i padri della Chiesa, i grandi teologi e non un pittore che interpreta a modo suo! A questo canone che è arrivato fino a noi nella Chiesa d’Oriente io penso che la Chiesa d’occidente dovrebbe ritornare”.

    È quello che lei fa…
    “Io voglio che si ritorni al canone, ma proponendo su questo canone tutte le scoperte d’occidente, Picasso, Braque, Matisse. Per esempio io salto la prospettiva, uso solo le due dimensioni, perché è tutto più astratto, e nei miei lavori c’è tutto un cromatismo di colori caldi e freddi e colori complementari”.

    Rimanendo però sul simbolismo dei colori e delle forme…
    “Esatto. L’oro, ad esempio è simbolo della divinità. E la stessa prospettiva invertita che si vede nelle icone non è lì perché che non sapevano farla ma (e mi indica la scena della resurrezione) il punto focale non sta dentro il quadro ma nello spettatore, come a dire che questi quadri sono un annunzio a te che stai guardando”.

    Quindi è come se il quadro guardasse me?
    “Il quadro ti sta dicendo qualcosa, sei tu l’oggetto. Questi quadri, con il loro fondo oro che rappresenta la divinità, ti stanno dicendo che il ‘cielo’ ti dice qualcosa. Questa è una cosa geniale, immensa e dinamica come un quadro moderno!”.

    Noi moderni riusciamo a capire questo messaggio?
    “Questa pittura è fondamentalmente teologico - sacramentale, ci sono dei contenuti teologici, non è devozionistica, non c’è il sentimento. Ma ho visto gente atea che vedendo questi quadri ha avuto un impatto profondo, la sua anima si è risvegliata”.

    Quindi la scelta di dipingere con l’antico canone delle icone è una scelta anche di evangelizzazione?
    “Esatto. Fondamentalmente è di imitazione. Io non sto imitando me stesso come artista! Io sono l’iniziatore del cammino neocatecumenale, apriamo nelle parrocchie un cammino di iniziazione cristiana serio, dove la gente vive la sua fede con una comunità come i primi cristiani. Ecco, nel momento in cui appare un cristianesimo più adulto abbiamo bisogno anche di un’espressione culturale, artistica”.

    Perciò ha ripreso la sua passione giovanile, la pittura?
    “Tutto questo sta in funzione dell’uomo, della gente più povera e umile che viene in questa chiesa e che vedendo le icone sente la presenza del Cielo. Le nostre chiese si sono svuotate di immagini perché si è scelto il sociale, ma così ci siamo impoveriti. La Chiesa d’Oriente pensa che è importantissimo fare queste pitture per il popolo, perché la gente più povera attraverso di esse abbia un rapporto con Gesù Cristo. Quando dipingo le icone non esprimo me stesso, e dunque è importantissimo essere umile, saper morire a me stesso e chiedere al Signore che mi ispiri perché io faccia un bel servizio alla fede dei poveri”.

    Lei ha dei seguaci dal punto di vista artistico?
    “Abbiamo una scuola con un’équipe di sette artisti, la stiamo portando avanti in tutto il mondo a poco a poco”. ( Sono tutti seminaristi del Seminario RM di Copenaghen ,Danimarca, da una tradizione ormai consolidata negli anni, NDR)

    La preghiera è importante?
    “Siamo una comunità di artisti, come una comunità di monaci. Tutte le mattine facciamo un’ora di preghiera, facciamo la messa tutti i giorni; il venerdì digiuno a pane e acqua, poi facciamo letture spirituali e stiamo tutti in comunità di comunione, tutti in comunione nell’amore. Siamo 40 in comunione d’amore, è una cosa meravigliosa”.


    Maria Rita Valli

    La Voce - Settimanale d'informazione dell'Umbria













  5. #25
    Forumista senior
    Data Registrazione
    03 Jan 2006
    Località
    Bisogna camminare molto nel buio della notte per trovare la luce del giorno.
    Messaggi
    1,035
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Il pericolo latente dei giorni nostri, per chi si pone di fronte alla Parola di Dio, é quello di leggere tutto in chiave moralistica: bisogna fare, devi fare, ecc., ma non é così! "Quale nazione ha un Dio così vicino come lo é il Signore Dio nostro ogni volta che lo invochiamo?" Così dice la prima lettura di oggi, ed é vero!
    Sant'Agostino diceva che per anni aveva cercato Dio attorno a sé, ed invece era dentro di sé che lo doveva cercare ed é nel suo
    cuore che l'aveva trovato!
    Non é vero che per essere santi dobbiamo soffrire tribolare, sacrificarci, NON E' VERO!!!
    Per diventare santi, dobbiamo solo aprire il nostro cuore a Dio.
    Il resto lo fa Lui, gratis, senza alcun sforzo da parte nostra!
    Quando si entra nell'ottica dell'Amore, niente si fa con sforzo, ma tutto con serenità e gioia!
    A volte mi fermo a guardare mia moglie (quando ci riesco, perché non é quasi mai ferma): ma dove la prende tutta quella forza e vitalità una donna con tredici gravidanze alle spalle, minuta, 42 chili di cuore, quasi 50 anni di età? Veramente non c'é altra risposta: l'Amore di Dio é il suo motore. E vedeste: tutto con il sorriso sulle labbra, anche quando la rimproveriamo perché...non ha il tempo di mangiare per quanto deve fare!
    Ma é così: la legge di Dio che é scolpita nel nostro cuore, non é un peso, ma, se accolta, é una forza, una bomba che esplode e contagia, una felicità che rende dolce e soave qualsiasi cosa ci sia da compiere o da adempiere. E poi, diciamolo francamente, sono veramente brutti quei cristiani che pregano, fanno opere anche, si prodigano, ma non hanno mai un sorriso sulle labbra: tutto per obbligo, come un peso, una legge da adempiere. Quanto invece sono stupendi i volti delle Suore di clausura, per esempio, sorridenti, disponibili, felici.
    Ma anche i volti di tante persone attorno a noi che vivono la loro vita nella consapevolezza di piacere a Dio. E ce ne sono di queste persone. Proviamo oggi ad individuarle: non sono poi molto lontane da noi. Magari, almeno per oggi, possiamo essere anche noi felici e farlo vedere agli altri? Proviamoci. Oh, mi raccomando, non con sforzo, ma chiedendo a Dio il dono di poter accorgerci di quanto ci ama e di conseguenza di poterlo dire a chi ci sta intorno, anche con un semplice sorriso. Difficile? Troppi problemi?
    Proviamo....non costa nulla. Signore, oggi voglio essere felice: fammi gustare il tuo amore per me.

    Eugenio M.

  6. #26
    email non funzionante
    Data Registrazione
    24 Dec 2005
    Località
    "Bisogna fare Comunità cristiane come la Sacra Famiglia di Nazareth che vivano nell'Umiltà , nella Semplicità e nella Lode , dove l'altro è CRISTO"
    Messaggi
    3,219
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Kiko, passaggio in Umbria
    Martedì scorso l'incontro con le comunità della regione


    In un clima festoso e di grande unità , le comunità delle Diocesi umbre hanno accolto Martedì scorso presso il Palaevangelisti di Pian di Massiano, nella zona sportiva di Perugia, l’iniziatore del Cammino, Kiko Arguello, accompagnato da Padre Mario Pezzi mentre Carmen Hernandez si è trattenuta presso il Centro “Servo di Jahvè” a Porto San Giorgio (Ascoli Piceno) in vista della Convivenza di inizio Corso che ha avuto inizio il successivo Giovedì 28 Settembre.

    I fratelli delle comunità umbre provenienti dalle varie Diocesi (Perugia-Città della Pieve, Gubbio, Città di Castello, Terni-Narni-Amelia, Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, Orvieto-Todi, Foligno e Spoleto) sono affluiti al luogo dell’incontro già un paio di ore prima dell’orario fissato prendendo posto nei vari settori assegnati secondo le parrocchie di appartenenza.
    In attesa dell’arrivo di Kiko i cantori hanno intonato diversi canti per preparare un ambiente spiritualmente pronto a ricevere una parola intensa e profonda , ad accogliere il Kerigma portatore di nuova forza e vitalità in vista delle sfide che attendono le comunità del Cammino per tempi futuri.
    L’arrivo di Kiko è stato salutato con un grande applauso e così pure l’ingresso di Padre Mario, del Vescovo di Perugia Mons. Giuseppe Chiaretti , che ha presieduto l’incontro, del Vescovo di Orvieto – Todi Padre Giovanni Scanalino O.S.B. e del Vescovo di Gubbio Mons. Mario Ceccobelli.

    Dopo la preghiera iniziale di Mons.Chiaretti , Pino Manzari (responsabile del Cammino in Umbria) ha presentato le varie comunità ed espresso la profonda gratitudine al Signore per aver permesso questo incontro con Kiko in occasione dell’inaugurazione della nuova chiesa di San Giovanni Battista nel quartiere di Ferro di Cavallo , chiesa adornata di una Corona Misterica realizzata da Kiko e dalla sua equipe di pittori. Manzari ha anche ricordato le ormai antiche origini del Cammino in Umbria, e a Perugia in particolare, dato che lui stesso è stato tra i primi, se non il primo in assoluto, tra gli itineranti e catechisti giunti da Roma inviati dalla 1a comunità creata in Italia da Kiko e Carmen presso la parrocchia dei Santi Martiri Canadesi nel 1968.

    Kiko ha quindi voluto dare inizio al suo discorso presentandosi brevemente ai fratelli delle comunità più giovani che lo vedevano per la prima volta e ricordando che il Cammino neocatecumenale gli è stato ispirato dalla Vergine Maria perché formasse comunità cristiane “che vivano in umiltà, semplicità e lode, dove l’altro è Cristo”. Kiko ha ribadito che in questa espressione è racchiuso il senso e il valore di tutto il Cammino. Da questa frase Kiko ha iniziato una cruda analisi della situazione attuale della società occidentale, specialmente quella europea, tornando a denunciare lo stato di progressiva apostasia dell’Europa dalla Fede , l’annullamento dei valori cristiani che tanto avevano contribuito alla formazione civile e culturale del “Vecchio Continente”, con conseguenze drammatiche sulla società, iniziando dalla famiglia costantemente attaccata e progressivamente distrutta per finire alle singole persone, ormai sempre più sole e consegnate ad una vita di desolazione non solo spirituale ma anche sociale ed esistenziale.

    Quindi le comunità cristiane, le comunità del Cammino in particolare, non hanno solo una funzione religiosa, ma mostrano alla società il vero, autentico, modello di relazione tra le persone dove ogni membro si prende cura degli altri e tutti si prendono cura di lui , riconoscendo in lui Cristo presente, sofferente e crocifisso. E’ per questo, ha detto Kiko, che “nelle comunità del Cammino nessuno muore solo, ma tutti i fratelli lo accompagnano fino all’ultimo respiro, pregando e cantando fino al momento del trapasso, dove si alza il canto del Credo come viatico all’incontro con Gesù Cristo Signore”.

    Così anche per la Chiesa, che in alcune zone è ormai scomparsa, il Cammino ha ormai assunto una funzione di “implantatio ecclesiae” o “re-implantatio ecclesiae” tramite l’esperienza delle famiglie in missione, oggi in piena espansione (Kiko ha confermato che all’incontro di Valencia si sono rese disponibili alla missione ben 1500 famiglie!), o tramite la nuova esperienza delle missioni “ad gentes” con nuclei di missionari formati da tre famiglie con tutti i figli e un presbitero ( ha citato il caso di KarlMarxStadt nell’ex Germania est dove il 97% degli abitanti non è battezzato) o, infine, tramite una nuova forma di invio in missione : la “comunità in missione”.

    Kiko ha infatti affermato che per il Cammino “si è ormai aggiunta una nuova tappa : la tappa della missione” : le comunità che concludono il Cammino saranno chiamate alla “missione totale” , nella quale tutti andranno, là dove il Signore li invierà, ad impiantare “de facto” la Chiesa dove non esiste più o dove non è mai esistita.
    In questo senso ha citato una esperienza-pilota vissuta in Francia, a Parigi, dalla parrocchia di Bonne Nouvelle ( La Buona Notizia) dove la progressiva secolarizzazione e la massiccia invasione di immigrati islamici aveva ridotto la presenza dei cristiani a meno di 80 persone, e tutte anziane.
    Il Card.Lustiger ha chiesto l’aiuto del Cammino per salvare la presenza di Cristo in quella zona ed ha disposto “de facto”, appunto, il “trasloco” di una intera comunità da Orly (sobborgo di Parigi) alla Bonne Nouvelle.
    Risultato? La parrocchia è tornata fiorente, con la presenza di 10 comunità e una folta partecipazione di giovani , una grande attività missionaria con notevoli benefici anche da parte del tessuto sociale precedentemente molto degradato ( il quartiere era conosciuto per la massiccia presenza di prostitute , transessuali, spaccio di droga e quant’altro di desolante…).

    Ma tutto questo non viene dalle persone, da Kiko o Carmen in quanto tali. Questo si realizza per la forza dello Spirito Santo che opera nella storia concreta di “ coloro che ascoltano”. Sì, Kiko ha riaffermato con forza che la radice delle opere è “nell’ascolto del Kerigma” perché “Dio ha voluto salvare il mondo con la stoltezza del kerigma”, perché la Fede è un dono dello Spirito a coloro che accolgono la Buona notizia della Morte e Resurrezione di Gesù Cristo , morte causata dai nostri peccati , Resurrezione avvenuta per la nostra giustificazione.
    Ma solo “chi è umile, semplice, chi vive nella Lode” può accogliere questa Buona Notizia. Per questo il Cammino è una iniziazione, un percorso che nel processo di conversione dal paganesimo esistenziale, nutrito dalla superbia e dall’egoismo, conduce “chi ascolta – il catecumeno” all’umiltà, alla semplicità e alla Lode che in ogni momento vede la Grazia di Dio operare concretamente nella storia personale e del mondo.

    Non meno potente è stato il successivo momento delle chiamate vocazionali. Padre Mario Pezzi ha portato la sua testimonianza , ricordando come la chiamata di Dio non conosce limiti di età dato che la sua vocazione e la sua adesione all’invito del Signore a servirlo come presbitero è maturata alla giovane età di 5 anni e mezzo. Bellissimo e commovente è stato infatti vedere come al momento della chiamata abbiano risposto alcuni bambini e alcune bambine che si sono staccati quasi d’impeto dai loro genitori e sono letteralmente “volati” sul palco per ricevere la benedizione del Vescovo. Hanno detto “eccomi!” al Signore 12 ragazzi ( “I dodici apostoli” li ha definiti Kiko) e 10 ragazze.

    Infine ancora due annotazioni significative : Kiko anche in questa occasione ha salutato tutti dicendo “E’ l’ultima volta che ci vediamo, sono sicuro che non ci vedremo più”!, consapevole che il tempo trascorre anche per lui ( ha 67 anni…) e che il Signore lo sta guidando, nella sua “anzianità” verso il “grande incontro”, al quale egli anela con tutte le sue forze ( e lo ha affermato a chiare lettere).
    Poi il forte incoraggiamento alla Chiesa di Perugia nella persona del Vescovo Mons. Chiaretti , di interpretare il tempo presente come un tempo di grazia e di speranza senza cedere al pessimismo di fronte alle prove e alle persecuzioni, ma fiduciosi nella potenza del Signore Risorto che sta rinnovando la sua Chiesa e preparando un popolo che gli renderà testimonianza “fino ai confini della terra”.


    A.S. – catechumenium.it


    Nelle foto: alcuni momenti dell'incontro







  7. #27
    Forumista senior
    Data Registrazione
    03 Jan 2006
    Località
    Bisogna camminare molto nel buio della notte per trovare la luce del giorno.
    Messaggi
    1,035
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Lunedì 30 agosto partimmo dalla Galilea verso Roma e da qui, ognuno, per il proprio paese di destinazione.
    A me toccò in sorte la città di Maastricht, in Olanda, insieme a Padre Henry, un presbítero venezuelano che si formò nel Seminario Redemptoris Mater di Haarlem, Olanda, e che attualmente stava in una Parrocchia di Alkmaar, Olanda, che quando seppi che era venezuelano tirai un sospiro di sollievo!
    Per lo meno potevo comunicare con lui. Non ho amato mai tanto quel paese d'America.
    Erano state designate nove equipes per realizzare la missione nella secolarizzata Olanda. Naarden All'aeroporto di Amsterdam trovammo alcuni fratelli delle famiglie in missione che ci portarono fino ad una Parrocchia nella città di Naarden.
    Questa parrocchia è stata affidata al Cammino Neocatecumenale. Lì le famiglie che stanno in missione, circa dieci, ci ricevettero con un agape fraterna nella quale ci fornirono alcune pertinenti indicazioni, piani delle città e vie delle Parrocchie che dovevamo visitare.
    Quella notte Henry ed io fummo ospitati in casa di Oreste ed Elsa, una famiglia italiana che quindici anni fa fu inviata dal Papa Giovanni Paolo II alla città di Nieuwegein. Celebrammo con loro l'Eucaristia ed il giorno dopo ci portarono fino a Maastricht, a circa 300 chilometri a sud, equipaggiati con l'esiguo bagaglio che chiese il Signore. ai suoi discepoli, cioè senza borsa né denaro.
    Solamente un capo d'abbigliamento per ripararci (cappotto), la Bibbia, il salterio ed il rosario.
    Attualizzando questa Parola -ci avvertì Kiko- che dovevamo andare anche senza telefono cellulare. Maastricht Nelle prime camminate che facemmo alla ricerca dei preti, Henry mi parlò della recente storia che la Chiesa in Olanda visse dopo il Concilio e che sfociò in una profonda crisi caratterizzata da una virulenta secolarizzazione dottrinale, liturgica e morale.
    Si chiusero i seminari, si diffusero teologie contrarie al credo e cristologie che offuscavano la divinità di Cristo.
    Un forte dissenso verso Roma e il Papa la precipitarono sull'orlo dello scisma.
    Si liberò da questo ciclone distruttivo soltanto la meridionale provincia di Limburgo -alla quale appartiene Maastricht-preponderantemente cattolica che mantenne sempre aperto il suo Seminario di taglio tradizionale, in notabile contrasto con le posizioni adottate dalla gerarchia cattolica del nord dell’Olanda.
    Non appena la Chiesa rimase polarizzata e divisa, la società si andò secolarizzando vertiginosamente e si collocò nell'avanguardia dei sistemi sociali più permissivi del pianeta. APOSTASIA SILENZIOSA
    La antica Olanda cristiana accettava ora e diffondeva leggi sociali tanto ripugnanti ed aberranti come l'eutanasia, l'aborto libero, la contraccezione, le unioni omosessuali.... Posizioni che hanno segnato la società olandese e hanno portato ad una profonda secolarizzazione religiosa.
    Durante questi giorni di missione ho potuto constatare per me stesso gli effetti demolitori nella società di questi progetti permissivi che la Chiesa, neanche in questa regione di maggioranza cattolica, ha potuto contrastare e che ha condotto ad un sanguinante e doloroso flusso di cattolici che hanno abbandonato la pratica della sua fede ed etica cristiana. Drammatica apostasia silenziosa nel cuore di quella che fu una civiltà cristiana. San Servasio, primo evangelizzatore Nella città di Maastricht, come in tutta Olanda, le orme cristiane sono presenti nelle sue monumentali e belle chiese di origine romanico, mirabilmente conservate e che abbiamo trovato ovunque durante i giorni in cui l'abbiamo percorsa da capo a coda, fino ad arrivare alla stessa frontiera con il Belgio. Molto vicino a Maastricht, in Erch, passò i suoi ultimi giorni la Santa suora carmelitana Edith Stein, da dove fu condotta in treno verso le camere a gas in Auschwitz. Realizzato l'esorcismo della città nella cima di una piccola collina visitiamo la Basilica di San Servasio e preghiamo nella cripta che conserva la sua tomba. Questo Vescovo armeno del secolo IV fu il primo evangelizzatore che portò agli olandesi la luce della fede. Una placca commemorativa della visita che realizzò il Papa Giovanni Paolo II nel 1985 riportava un significativo discorso detto dal Santo Padre: "Fa' che la Chiesa olandese, per intercessione di San Servasio, mantenga viva la fede nella divinità di Cristo e la fedeltà al primato di Pietro". Giorni prima, quando la papamobile percorreva le strade di Utrecht, fu ricevuto ed insultato con bombe ed uova marce. Bene il Papa avrebbe potuto scuotersi la polvere dei suoi sandali. Migliore ricevimento avemmo noi che, camminando chilometri e chilometri, trovammo molte chiese chiuse o vuote, ma i Parroci che trovavamo ci ascoltavano molto e qualcuno ci invitò perfino a mensa e ci offrì un letto per riposare. Accoglievano con sorpresa e gratitudine la Buona Notizia però (questo sì) un tanto scoraggiati per la fuga di cattolici alla quale neanche questa diocesi, ben organizzata e di clero tradizionalista, si era potuta sottrarre. Davanti all'annuncio salvifico che dirigevamo loro facevano quasi sempre la stessa domanda: "E che cosa possiamo fare affinché la gente venga alla Chiesa?” Chiaro, i più svegli stanno seguendo il loro Vescovo che ha saputo chiedere aiuto per evangelizzare il neo-paganesimo vigente. Questo ha suggerito ai suoi preti di fare il Cammino nelle Parrocchie della sua Diocesi e ha incominciato già con alcune comunità piccoline di fratelli olandesi (in tutto sette). Tutto un miracolo. Ha aperto anche un Seminario Redemptoris Mater e chiesto tre giovani famiglie che hanno appena iniziato la loro missione. Così, abbiamo trovato come tre modi di reagire dei presbiteri. Quelli che apertamente ci hanno mandato a quel paese, quelli che scoraggiati ci ascoltavano e si rallegravano, ma rimanevano in una posizione di amara rassegnazione: “Dobbiamo imparare -dicevano- a accettare la sconfitta ed il fallimento. Saper perdere" e quelli che sono speranzosi per le proposte del loro Vescovo al rinnovamento della diocesi coi carismi che suscita lo Spirito Santo. In questa città ebbi la gioia di potere annunciare Gesù Cristo nella dolce lingua portoghese ad un Parroco Mariano che fu missionario in Brasile. Che consolazione Dio mio! Con gli altri curati ci capivamo grazie all'olandese di Henry che è da anni apostolo di queste terre e gli è costato impararlo grazie ai suoi buoni sacrifici e che cortesemente ed orgogliosamente riferiva alla fine di ogni incontro. Egli mi traduceva e così continuavamo a tirare, perché io non passassi da "bedack" La missione in Maastricht si vide interrotta per un raffreddore che prese Henry e che ci portò a dovere chiedere aiuto alla famiglia italiana di Massimo e Patrizia che ci accolsero per due giorni nella loro casa. Essi stanno iniziando la loro missione in quella città quale rara avis1 (Latino - persona o cosa eccezionale o particolarmente apprezzabile n.d.t.), coi loro cinque figli e quello che ne segue. Fedeltà, indissolubilità e procreazione sono tre sorelle che tempo fa gli olandesi portarono al museo paleontologico. Queste virtù, incarnate nelle famiglie che il Papa inviò, sono un importante fermento e punto di riferimento. Heerlem e Kerkrade Ristabilito Henry dal suo raffreddore abbandonammo Maastricht ed andammo fino alla città di Heerlem a circa 40 chilometri a est. È un po’ piccola, ma anche in lei sono ostensibili le orme di un'importante civiltà cristiana, con triste e segnata tendenza a sparire. Monumentali chiese vuote o chiuse disegnano un patetico e desolante panorama per la Chiesa cattolica che rimane in piedi grazie ad un clero tradizionalista, ma impotente ed incapace di trovare una risposta pastorale che apra gli orecchi chiusi di questo paese. Uno dei parroci che meglio ci ricevette, nella Parrocchia di San Francesco, quando eravamo già disposti a partire ci disse: No! voi ancora non ve ne andate via da qui. Voglio che mi diciate che cosa devo fare per iniziare il Cammino nella mia Parrocchia. Gli spieghiamo; e quella notte ci offrì una succulenta pizza e un letto per riposare. Gli dicemmo che ci sembravano eccessive le attenzioni che ci dispensava ma lui aggiunse: "L'operaio merita il suo salario"2 aveva riconosciuto evangelicamente nelle nostre povere persone Cristo che lo visitava. Dovemmo essere per lui come l'asino che Gesù montava entrando a Gerusalemme e lo festeggiò come il suo Signore e, chiaro, noi ricevemmo beneficio da ciò. Percorrendo le strade di Heerlem avemmo l’opportunità, anche, di visitare una Moschea che trovammo per caso e così portammo all’Iman il messaggio salvifico. Era un tipo che ci guardava dall’alto ed ascoltava, infoderato nella sua chilaba verde3, senza battere ciglio. Al termine delle nostre parole disse: "Benvenuti e grazie" Come inizio non era male. L'ultimo giorno lo dedicammo a percorrere la città di Kerkrade, nella frontiera con la Germania.
    Visitammo cinque Chiese. Ricevemmo di tutto, rifiuti ed anche accoglienza in una Parrocchia che ha iniziato recentemente il Cammino.
    Il suo Parroco è speranzoso in questo rinnovamento e fu ospitale.
    E così, mettemmo fine alla missione.
    Riflessioni
    Rispondendo essenzialmente a due domande:
    -Come è stata l'accoglienza data dai presbíteri al kerigma e agli inviati?
    -Che cosa ha arrecato alla tua vita questa missione?
    Ricapitolando mi sembra che, in generale, ci sia stata migliore accoglienza che nelle ultime spedizioni realizzate nel 1984 e nel 1994. Questa volta, una Europa più secolarizzata, nella quale la Chiesa agonizza in tanti paesi, ha fatto più umile il cuore di molti presbiteri. Soprattutto in paesi di tradizionale rifiuto ed ostili a questo modo di evangelizzare, come sono la Francia, Belgio, Olanda, Germania, Inghilterra... La perfetta letizia Tuttavia, altri hanno potuto sperimentare la perfetta letizia francescana in tutto il suo splendore; e così, c’è stato chi ha passato tutta la missione dormendo senza potersi coprire o coprendosi con cartoni nelle stazioni dei treni, nelle cabine telefoniche o in altri ingegnosi rifugi che la provvidenza metteva a disposizione.
    Alcuni hanno fatto lunghissime camminate in giornate interminabili senza mangiare un boccone né spegnere la sete.
    E non sono mancati gli incarceramenti, gli assalti, i furti di breviari mentre dormivano negli ospizi con vagabondi, i fermi della polizia, pompieri che invadevano la casa dove erano stati accolti, coliche renali, frontali rifiuti al messaggio evangelico e come conseguenza la proverbiale “scuotere la polvere dai sandali” nel più puro stile di San Vincenzo Ferrer in Cullera.
    Altri fecero conoscere momenti commoventi.
    Come quello che si riferiva ad un presbítero che in quel giorno, nel più profondo della sua crisi personale, aveva deciso di togliersi la vita. E chiedendo un ultimo segno a Dio, suonò in quel momento il campanello della sua casa e trovò gli apostoli che lo salutavano con la pace di Cristo e gli annunciavano l'amore di Dio.
    La casa fatta un porcile rivelava la gravità del dramma vissuto da quel sacerdote che, mettendosi a piangere, aprì il suo cuore agli itinerante e chiese di confessarsi.
    Ma ci furono anche Vescovi che, pieni di emozione ed inginocchiati, chiesero la benedizione agli itineranti.
    A noi ci fu un vicario generale che, dopo averci sentiti, ci disse che si era dovuto grattare due volte dietro l'orecchio per dare credito a quello che stava vedendo. E non mancarono le numerose richieste per il Cammino, i rabbini ospitali e curiosi con questo nuovo fare della Chiesa Cattolica e persone per la via che, mettendo Dio al nostro incontro, ricevevano il tocco della grazia dopo avere sentito il kerigma. Di un bel fioretto fu protagonista un parroco olandese che partecipò alla missione nel proprio paese.
    Era da quasi un anno che aveva iniziato il Cammino e volle vivere questa missione di due in due. Fino a qui niente di particolare. Ma la cosa curiosa consiste nel fatto che, come egli stesso raccontò, quando anni addietro lo visitarono gli itineranti in una missione simile, li caccio via ed ora, uno al quale ordinò di fare gargarismi, è il Rettore del nuovo Seminario di Roermond, del quale Seminario questo parroco olandese è il direttore spirituale.
    In quanto alla mia esperienza, penso che quella che ho fatto non è stato altro che raccogliere i frutti di quelli che hanno sofferto in Olanda prima di me.
    Soprattutto il frutto delle famiglie in missione ed i seminaristi e presbíteri del SRM di Haarlem. Riconosco che andai alla missione con un po’ di pigrizia e poca voglia di soffrire privazioni e povertà ma ora vedo, con gioia e gratitudine, come la missione mi ha purificato e fortificato interiormente.
    In lode di Cristo.

    24 Agosto al 12 de Setembre 2004



    Copyright © by Camineo.info-Agencia de Noticias Catolica
    All Right Reserved.

  8. #28
    Logiké Latreía
    Data Registrazione
    28 Mar 2009
    Località
    Italia
    Messaggi
    9,444
     Likes dati
    30
     Like avuti
    662
    Mentioned
    4 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da solozero Visualizza Messaggio
    Non é vero che per essere santi dobbiamo soffrire tribolare, sacrificarci, NON E' VERO!!!
    Ah, questa è nuova?

  9. #29
    email non funzionante
    Data Registrazione
    24 Dec 2005
    Località
    "Bisogna fare Comunità cristiane come la Sacra Famiglia di Nazareth che vivano nell'Umiltà , nella Semplicità e nella Lode , dove l'altro è CRISTO"
    Messaggi
    3,219
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Aganto Visualizza Messaggio
    Ah, questa è nuova?
    Beh secondo me dovresti interpretare il senso tutto del contesto, il prima e soprattutto il dopo........

  10. #30
    Forumista senior
    Data Registrazione
    03 Jan 2006
    Località
    Bisogna camminare molto nel buio della notte per trovare la luce del giorno.
    Messaggi
    1,035
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Aganto Visualizza Messaggio
    Ah, questa è nuova?
    proprio vero.
    mi fa piacere che ti strupisca!

    però non va trascurato quanto scritto in seguito
    Per diventare santi, dobbiamo solo aprire il nostro cuore a Dio.
    Il resto lo fa Lui, gratis, senza alcun sforzo da parte nostra!
    Quando si entra nell'ottica dell'Amore, niente si fa con sforzo, ma tutto con serenità e gioia!

 

 
Pagina 3 di 25 PrimaPrima ... 23413 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. I testimoni
    Di epixx nel forum Fondoscala
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 06-05-13, 14:45
  2. testimoni attendibili?
    Di AldoVincent nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 28-05-09, 02:42
  3. Testimoni
    Di pensiero nel forum Il Seggio Elettorale
    Risposte: 127
    Ultimo Messaggio: 17-07-05, 20:46
  4. Testimoni di Geova
    Di cesare (POL) nel forum Tradizione Cattolica
    Risposte: 11
    Ultimo Messaggio: 06-06-05, 09:01
  5. Testimoni, non so di cosa, ma testimoni....
    Di Thomas Aquinas nel forum Cattolici
    Risposte: 13
    Ultimo Messaggio: 12-08-04, 17:22

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito