Pagina 17 di 25 PrimaPrima ... 7161718 ... UltimaUltima
Risultati da 161 a 170 di 248

Discussione: Testimoni oggi

  1. #161
    Forumista senior
    Data Registrazione
    03 Jan 2006
    Località
    Bisogna camminare molto nel buio della notte per trovare la luce del giorno.
    Messaggi
    1,035
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da pfjodor Visualizza Messaggio
    La Vicenda Di Israel Zolli Andrebbe Maggiormente Conosciuta.

    Bona Serata
    mi interessa eccome..................se lei sa qualcosa mi faccia sapere.
    anche se alla fine ciò che conta è il fatto che si è compiuto : la conversione.

    grazie

  2. #162
    email non funzionante
    Data Registrazione
    24 Dec 2005
    Località
    "Bisogna fare Comunità cristiane come la Sacra Famiglia di Nazareth che vivano nell'Umiltà , nella Semplicità e nella Lode , dove l'altro è CRISTO"
    Messaggi
    3,219
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Il silenzio delle fonti storiche non cristiane
    Tratto da: Theissen-Mertz, Il Gesù storico. Un manuale, Queriniana, Brescia 1999, pg. 123-124
    Obiezione: Le fonti non cristiane tacciono in ampia misura su Gesù. Anche là dove potremmo aspettarci informazioni su d lui, di fatto non ne troviamo
    Filone di Alessandria (+ 42/50 d.C.), contemporaneo di Gesù, parla di Pilato: «A questo riguardo si potrebbe parlare della sua corruttibiità, della sua violenza, dei suoi furti, maltrattamenti, offese, delle esecuzioni capitali da lui decise senza processo, nonché della sua ferocia incessante e insopportabile» (LegGai 302). Su Gesù, non una parola.
    Giusto di Tiberiade, contemporaneo di Flavio Giuseppe, scrisse una Cronaca dei re giudei e una Storia della guerra giudaica. Secondo la notizia fornitaci da Fozio di Costantinopoli (820-886 d.C. circa), che conosceva l'opera oggi andata perduta, nemmeno questo autore menzionava Gesù (Photius cod.13).

    CONTROARGOMENTI:Le fonti antiche tacciono su molti personaggi sulla cui storicità non si nutrono dubbi
    Giovanni il Battista è menzionato da Flavio Giuseppe (Ant. 18,116-119) e dai testi mandei, ma non da Filone, da Paolo e dagli scritti rabbinici.
    Paolo di Tarso è attestato da lettere autentiche, ma di lui non fanno menzione né Flavio Giuseppe, né altri autori non cristiani.
    Il Maestro di Giustizia è noto soltanto dagli scritti di Qumran, mentre negli antichi resoconti tramandatici sugli Esseni mancano notizie su di lui (Flavio Giuseppe, Filone, Plinio il Vecchio).
    Rabbi Hillel, il fondatore della famosa tradizione scolastica degli Hilleliti, non è mai menzionato da Flavio Giuseppe, benchè questi si dica seguace del fariseismo.
    Bar Kochba, il capo messianico della rivolta giudaica contro i Romani negli anni 132-135 d.C., nel racconto di Dione Cassio su questa stessa rivolta è passato del tutto sotto silenzio.

    Le menzioni di Gesù presso gli storici antichi dissipano ogni dubbio sulla sua storicità.
    Le informazioni su Gesù in scrittori ebrei e pagani (vedi indice fonti non cristiane) - in particolare quelle che troviamo in Flavio Giuseppe, nella lettera di Sarapion e in Tacito - , mostrano che nell'antichità la storicità di Gesù era data per scontata, e a ragione, come si evince da due osservazioni sulel fonti menzionate:
    > le informazioni su Gesù sono tra loro indipendenti. Tre scrittori appartenenti ad ambienti diversi elaborano, indipendentemente, l'uno dall'altro, notizie su Gesù: un ebreo aristocratico che è storico di professione, un filosofo siriano, un uomo di Stato e storiografo romano; > tutti e tre sono al corrente dell'esecuzione di Gesù, ma in maniera diversa: Tacito dichiara responsabile di essa Ponzio Pilato, Mara bar Sarapion il popolo giudaico. il Testimonium Flavianum (verosimilmente) l'aristocrazia giudaica in collaborazione con il governatore romano. L'esecuzione era scandalosa per qualsivoglia forma di venerazione di Gesù. In quanto skàndalon (cfr. 1 Cor 1,18ss), non poteva certo essere inventata.

  3. #163
    email non funzionante
    Data Registrazione
    24 Dec 2005
    Località
    "Bisogna fare Comunità cristiane come la Sacra Famiglia di Nazareth che vivano nell'Umiltà , nella Semplicità e nella Lode , dove l'altro è CRISTO"
    Messaggi
    3,219
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Seminari Diocesani “Redemptoris Mater”: strumenti di evangelizzazione



    ZENIT.org - 19/3/2006).- E’ una realtà ancora giovane, ma il Seminario “Redemptoris Mater” della capitale spagnola si è già rivelato uno strumento di evangelizzazione per il mondo.

    Il 19 marzo, festa di San Giuseppe, in Spagna si celebra la Giornata del Seminario, che quest’anno coincide con il V centenario della nascita di San Francesco Saverio, patrono universale delle missioni.


    Per tale ragione, l’episcopato spagnolo ha proposto in questa Giornata il santo della Navarra come icona di ascolto e risposta alla chiamata di Dio nel contesto odierno, e come inviato ad evangelizzare.

    E’ questo uno dei tratti distintivi dei seminari “Redemptoris Mater” – ce ne sono già 64 nei cinque continenti – promossi dal Cammino Neocatecumenale, le cui comunità hanno prodotto ben 3.000 sacerdoti, 1.100 dei quali si sono formati in questi seminari.

    Il primo Seminario Diocesano Missionario “Redemptoris Mater” è stato eretto dal Cardinal Poletti, allora Vicario di Sua Santità per la diocesi di Roma, il 14 febbraio 1988. Si rispondeva in questo modo alla necessità di presbiteri diocesani per la Nuova Evangelizzazione.

    Appena un anno dopo iniziava la sua attività il Seminario “Redemptoris Mater” di Madrid (nell’anno 1989-1990), i cui seminaristi hanno iniziato a vivere, provvisoriamente, in casa di famiglie del Cammino Neocatecumenale. Erano allora 28 candidati di 8 Nazioni.

    Nell’anno 1990-1991 il numero è aumentato a 53 seminaristi di 18 Nazioni.

    Per la necessità di contare su un luogo adeguato alla formazione specifica al sacerdozio, i seminaristi si sono trasferiti nel convento dei domenicani San Pietro Martire, dove da allora risiedono in mancanza di una casa propria.

    Dall’anno 1993-1994 ad oggi, il numero degli ospiti di questo Seminario di Madrid si mantiene stabile sugli 80 seminaristi in formazione, provenienti da una ventina di Paesi. Tutti appartengono ad una Comunità Neocatecumenale nei loro luoghi di origine.

    Ci sono tratti specifici che delineano il profilo dei Seminari “Redemptoris Mater”: sono diocesani a tutti gli effetti, per cui sono totalmente sotto la giurisdizione del Vescovo, che designa i loro formatori; sono missionari, per cui tutti i loro membri hanno la disponibilità ad andare in tutti i continenti; sono internazionali, perché i seminaristi provengono da varie Nazioni e si preparano per la loro missione in diverse parti del mondo.

    A ciò si aggiunge uno degli elementi più caratteristici: combinare il Seminario – come ambito proprio per la preparazione al presbiterato – e la Comunità Neocatecumenale – come spazio per rivivere il Battesimo ricevuto – “di modo che il seminarista cresce in questa simultaneità”, ha spiegato a ZENIT Juan Fernández, Rettore del Seminario “Redemptoris Mater - Ntra. Sra. de la Almudena” di Madrid.

    In questa sede, nell’anno 2005-2006 ci sono 78 seminaristi di 18 Nazioni: 37 sono spagnoli, gli altri provengono da Cile, Cina, Colombia, Costa Rica, Ecuador, El Salvador, Francia, Guatemala, Italia, Messico, Nicaragua, Paraguay, Perù, Polonia, Repubblica Dominicana, Uruguay e Venezuela.

    Dopo un processo di discernimento – che può durare uno o vari anni – e una convivenza internazionale, gli aspiranti al sacerdozio vengono distribuiti rispondendo alle necessità di ogni Seminario, cercando un equilibrio tra il numero di seminaristi, la loro lingua, la preparazione accademica, ecc.

    Nella tappa di formazione filosofico-teologica è tipica dei Seminari “Redemptoris Mater” la realizzazione di un’esperienza di itineranza in un’équipe di evangelizzazione, sia in Spagna che in altri Paesi, o aiutando un sacerdote nel suo compito pastorale.

    In ogni caso, tutto l’itinerario formativo coniuga le dimensioni spirituale, umana, intellettuale e pastorale. “L’azione pastorale è per i seminaristi l’orizzonte della loro formazione spirituale e umana e del loro lavoro intellettuale”, ha sottolineato Juan Fernández.

    Del Seminario Diocesano Missionario “Redemptoris Mater” di Madrid sono già stati ordinati 98 sacerdoti di 21 nazionalità, “disposti ad accogliere le molte richieste dirette al Signor Cardinale Antonio María Rouco Varela provenienti da vari Paesi, così come a rimanere nella diocesi per il tempo che egli deciderà”, spiega il rettore.

    Attualmente, di questi 98 sacerdoti più della metà si trova già in missione (18 nell’America del Nord e Centrale, altri 18 in America Latina, 11 in Africa, Asia ed Europa e 14 in varie zone della Spagna).

    Questo Seminario “vuole essere uno strumento al servizio della diocesi, orientato soprattutto a coltivare le vocazioni di quanti, sotto la fiamma dello Spirito Santo, hanno maturato una scelta preferenziale per l’evangelizzazione di tutti i popoli”, ha concluso il Rettore.

    Il Cammino Neocatcumenale, i cui statuti sono stati approvati dalla Santa Sede il 29 giugno 2002, è al servizio dei Vescovi diocesani e dei parroci come una modalità per riscoprire il sacramento del Battesimo e di educazione permanente nella fede.

    Il Cammino è iniziato nel 1964, quando Kiko Argüello, all’epoca giovane pittore, seguendo le orme di padre Charles de Foucauld, lasciò tutto per vivere tra i più poveri, tra le baracche di Palomeras Altas, alla periferia di Madrid. Iniziatrice del Cammino è stata anche Carmen Hernández; li accompagna attualmente padre Mario Pezzi.

    Attualmente esistono circa 20.000 comunità del Cammino Neocatecumenale in più di 6.000 parrocchie di 900 diocesi, che riuniscono circa un milione di cattolici. Nel Cammino – oltre al citato numero di sacerdoti – sono nati 1.500 seminaristi e 5.000 religiose.

  4. #164
    email non funzionante
    Data Registrazione
    24 Dec 2005
    Località
    "Bisogna fare Comunità cristiane come la Sacra Famiglia di Nazareth che vivano nell'Umiltà , nella Semplicità e nella Lode , dove l'altro è CRISTO"
    Messaggi
    3,219
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Pensando alla VITA...

    Vivere significa sempre lanciarsi in avanti, verso la perfezione, verso qualcosa di superiore, lanciarsi e cercare di arrivarci.
    (Boris Pasternak)


    Dando uno scopo alla nostra vita, ne smorziamo la capacità emotiva: se la nostra vita ha uno scopo, viviamo per UN giorno, per UN mese, per UN anno, invece di vivere per OGNI giorno, per OGNI mese, per OGNI anno... le varie fasi della vita ne costituiscono la bellezza... vivere ognuna di queste fasi significa vivere intensamente.
    (Oscar Wilde)


    Andai nel bosco perché volevo vivere in saggezza e in profondità, succhiando tutto il midollo della vita, per sbaragliare tutto ciò che non era vita e non scoprire in punto di morte che non ero vissuto.
    (dal film "L'attimo fuggente")


    C'è un solo piacere, quello di essere vivi. Tutto il resto è miseria.
    (Cesare Pavese)



    Anche per chi ha passato una vita in mare c'è un'età in cui si sbarca.
    (Italo Calvino, "Il barone rampante")



    Ciò che siamo è il dono che Dio ci ha fatto. Ciò che diventiamo è il dono che facciamo a Dio.
    (André Malraux)



    La vita è tristezza, superala
    la vita è una promessa, adempila
    la vita è amore, godine
    la vita è un mistero, scoprilo
    la vita è una lotta, affrontala
    la vita è felicità, meritala
    la vita è un'avventura, rischiala
    la vita è preziosa, conservala
    la vita è beatitudine, assaporala
    la vita è una ricchezza, abbine cura
    la vita è un gioco, giocalo
    la vita è un sogno, fanne una realtà
    la vita è un'opportunità, coglila
    la vita è bellezza, ammirala
    la vita è un dovere, compilo
    la vita è una sfida, accettala
    la vita è una tragedia, affrontala corpo a corpo
    la vita è un inno, cantalo
    la vita è la vita, difendila!

    (Madre Teresa di Calcutta)

  5. #165
    email non funzionante
    Data Registrazione
    24 Dec 2005
    Località
    "Bisogna fare Comunità cristiane come la Sacra Famiglia di Nazareth che vivano nell'Umiltà , nella Semplicità e nella Lode , dove l'altro è CRISTO"
    Messaggi
    3,219
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Come le famiglie delle foglie, così sono anche le stirpi degli uomini.
    Le foglie, vedi, alcune il vento sparge a terra,
    altre poi la selva nel suo rigermogliare fa nascere,
    quando viene il tempo della primavera.
    Così le generazioni degli uomini: una nasce e l'altra sparisce.
    (Omero, Iliade, libroVI)

    Adesso spero che vi siate divertiti abbastanza in questo forum col CN, anche perchè, come sopra tutto quello che ho postato è sul sito ufficiale del cammino, mi sembra una presa in giro..........spero a non più risentirci.
    Ora basta veramente, come scrisse l'apostolo Luca:

    Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle piazze e dite:
    Anche la
    polvere della vostra città che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino.
    Io vi
    dico che in quel giornoSòdoma sarà trattata meno duramente di quella città.
    Guai a te, Corazin, guai a te, Betsàida! Perché se in Tiro e Sidone fossero staticompiuti i miracolicompiuti tra voi, già da tempo si sarebbero convertitivestendo il sacco e coprendosi di cenere.
    Perciò nel
    giudizioTiro e Sidone saranno trattate meno duramente di voi.
    E tu, Cafarnao,
    sarai
    innalzata fino al cielo?
    Fino agli
    inferi sarai precipitata!




  6. #166
    email non funzionante
    Data Registrazione
    24 Dec 2005
    Località
    "Bisogna fare Comunità cristiane come la Sacra Famiglia di Nazareth che vivano nell'Umiltà , nella Semplicità e nella Lode , dove l'altro è CRISTO"
    Messaggi
    3,219
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Cammino neocatecumenale a convegno sull’evangelizzazione dell’Asia






    (CAMINEO.INFO) - All’incontro, che si svolge a Korazim,
    prendono parte circa 150 vescovi provenienti da vari Paesi del Continente.

    L’evangelizzazione in Asia e Australia è il tema sul quale si è aperto questa mattina presso il Centro Internazionale “Domus Galilaeae” di Korazim in Terra Santa, un convegno del Cammino Neocatecumenale. All’incontro, promosso dagli iniziatori del “Cammino”: Kiko Arguello, Carmen Hernandez e padre Mario Pezzi, prendono parte cardinali e vescovi dei due continenti.

    Sono presenti circa 150 presuli provenienti da India, Pakistan, Bangladesh, Nepal, Vietnam, Taiwan, Sud Corea, Indonesia, Singapore, Giappone, Filippine e Australia, oltre a parroci, equipe itineranti e famiglia in missione del Cammino Neocatecumenale che operano in quei Paesi.


    Domani è previsto l’intervento del Patriarca latino di Gerusalemme mons. Michel Sabbah, mentre giovedì nel corso di una tappa a Gerusalemme per una visita ai luoghi santi, i presuli si incontreranno con il rappresentante pontificio in Israele e Palestina, mons. Antonio Franco e con il Custode di Terra Santa, padre Pierbattista Pizzaballa.




    Durante il convegno saranno affrontati temi quali l’iniziazione cristiana, la “missio ad gentes” e le sfide della secolarizzazione in Asia e Australia.

    Gerusalemme (AsiaNews) –

  7. #167
    email non funzionante
    Data Registrazione
    24 Dec 2005
    Località
    "Bisogna fare Comunità cristiane come la Sacra Famiglia di Nazareth che vivano nell'Umiltà , nella Semplicità e nella Lode , dove l'altro è CRISTO"
    Messaggi
    3,219
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Fatima, c'è un quarto segreto da rivelare
    di Vittorio Messori
    Quando suor Lucia, la veggente di Fatima, morì nel monastero di Coimbra, il 13 febbraio 2005, la sua cella fu subito sigillata. La religiosa aveva scritto molto e si sapeva che teneva un diario che aveva mostrato solo al suo confessore. Meglio, dunque, chiudere quella porta ed evitare dispersione di documenti prima di un sopralluogo delle autorità ecclesiali.

    La pubblicazione della notizia non piacque ad Antonio Socci, che accusò di «dietrologia», di ricerca di scoop inesistenti, coloro che la pubblicarono, convinto che tutto ciò che c'era da sapere su Fatima fosse ormai di dominio pubblico. Per lui, non c'era più alcun «segreto», dopo la dichiarazione del cardinal Sodano, il 13 maggio del 2000, e dopo la pubblicazione del testo manoscritto, con un commento del prefetto dell'ex Sant'Uffizio, il 26 giugno dello stesso anno. Ma, poi, il giornalista e scrittore toscano ha cambiato parere e pubblica ora un libro, in uscita domani («Il quarto segreto di Fatima», Rizzoli, pp. 252, e 17), che inizia ritrattando, con indubbia onestà, la convinzione che ogni parola pronunciata dalla Apparsa nel 1917 sia stata ormai rivelata dalla Chiesa. Dopo avere respinto la pubblicistica, soprattutto di parte lefebvriana o sedevacantista, che sospettava il Vaticano di non avere svelato i veri contenuti del messaggio, Socci ha deciso di esaminare le ragioni di chi diffidava. E ha finito per convincersi che qualcosa di molto importante ci è stato celato.

    In sintesi, la sua tesi è che la parte rivelata del segreto (quella del «vescovo vestito di bianco» che cade ucciso «da fucilate e frecce») sia autentica, ma costituisca solo un frammento. Nella sua interezza, il messaggio conterrebbe parole terribili sulla crisi della fede, sul tradimento di parte della gerarchia, sugli eventi catastrofici che attenderebbero la Chiesa e, con essa, l'umanità intera. Giovanni XXIII e Paolo VI — sia per scetticismo, sia per non fornire argomenti ai critici del Concilio — avrebbero impedito la pubblicazione del testo. Giovanni Paolo II e il suo braccio destro teologico, Ratzinger, sarebbero stati bloccati dal rifiuto dei predecessori e dalla indisponibilità di gran parte dell'episcopato alla «consacrazione» della Russia chiesta dalla Vergine. Così, nel 2000 si sarebbe fatto ricorso a un escamotage: rivelare una sola parte del testo, facendo credere per giunta che si riferiva al passato. Gli altri contenuti sarebbero stati svelati «non esplicitamente bensì implicitamente», in omelie, discorsi, documenti di Papa Wojtyla e del prefetto della Fede. Che chi poteva intendere, intendesse.

    Che dire di simili ipotesi? Per aiutare a capire, vorremmo dare una testimonianza che va al di là della dimensione personale, ma coinvolge in pieno inchieste come questa di Socci. Succede infatti che, da molti anni, innumerevoli pubblicazioni, in molte lingue, si dedicano all'esegesi delle parole su Fatima pronunciate nel 1984 da Joseph Ratzinger (che, a mia precisa domanda, disse di avere letto il terzo segreto) e da Giovanni Paolo II dieci anni dopo. In entrambi i casi, quelle parole sono state pronunciate nelle interviste raccolte e pubblicate dal cronista che qui scrive. Anche Antonio Socci dà largo spazio all'analisi, spinta sino alle minuzie, di «Rapporto sulla fede» e di «Varcare la soglia della Speranza». Giunge ad esempio sino a trarre conseguenze importanti da un «dunque» che appariva nella sintesi dell'intervista a Ratzinger che anticipai sul mensile «Jesus» e che non apparve nel libro che uscì alcuni mesi dopo. In altre occasioni, disquisisce sulle possibili letture di un aggettivo o sulla intonazione di una frase.

    Ma anche i riferimenti a Fatima sparsi nel colloquio con Giovanni Paolo II sono scrutati con la lente, per individuarvi eventuali significati sottaciuti, quasi in codice. Come dicevo, una simile esegesi di quei libri è stata (ed è tuttora) praticata da molti, nel mondo intero, talvolta con un accanimento maniacale. Colgo, dunque, l'occasione permettere in guardia da simili analisi, che non sono giustificate dalla genesi di quelle interviste, soprattutto quella con il futuro Benedetto XVI.

    «Rapporto sulla fede» nacque da oltre venti ore di registrazione. Mi fu data, poi, ogni libertà redazionale; con il solo, ovvio impegno, di sottoporre al cardinale il manoscritto che avrei ricavato dal lunghissimo colloquio. Il testo fu approvato senza quasi ritocchi, così come erano stati approvati dallo stesso interessato i preannunci su «Jesus». Il prefetto della Fede volle presentare di persona il libro in una tumultuosa conferenza stampa e volle, bontà sua, ringraziarmi pubblicamente per la «fedeltà» con cui avevo riferito il suo pensiero. Una «fedeltà», però, che non mi aveva impedito di impastare con energia il voluminoso materiale, dandogli forma in uno schema, anche con aggiunte e ritocchi tratti da pubblicazioni e documenti precedenti del cardinale. Un editing in profondità, dunque, il cui risultato peraltro soddisfece il mio interlocutore, che in quelle pagine disse sempre, in ogni sede, di riconoscersi.

    Qualcosa del genere, anche se in modo più discreto, avvenne per il libro con Giovanni Paolo II. Il quale rispose alle mie 35 domande scrivendo a mano, in polacco. Il manoscritto mi fu consegnato in una traduzione italiana con tali limiti che mi occorse un paio di mesi per dargli una forma passabile, talvolta chiedendo lumi all'autore, avendo come intermediario il portavoce Navarro Valls. Pure qui, dunque, ha avuto il suo posto (e non solo sulla forma letteraria) un editing robusto, anche se il risultato finale — ancora una volta — fu approvato senza riserve, al punto che Papa Wojtyla a lungo regalò copie del libro ai suoi ospiti e lo citò con convinzione in sue pubblicazioni successive.

    Che Socci, dunque, e tutti gli altri indagatori dei rapporti tra gerarchia e Fatima ne siano finalmente consapevoli: nelle loro ricostruzioni, molte delle fonti — a cominciare dalle due, giudicate da essi essenziali, di Ratzinger e di Wojtyla — appartengono a un genere letterario dove l'esegesi letteralista non è ammissibile. E dove un sostantivo, un aggettivo, un avverbio risalgono spesso a scelte del redattore e non del protagonista, anche se questo ha poi approvato. Improbabile, dunque, magari ingannevole — seppure in ottima fede — la certosina fatica di Socci? Deliramenta, i suoi, come appaiono anche a lui certi estremismi dei «fatimiti»? No, non ci pare che sia così. Pur con forzature, o ingenuità, derivate dall'affastellamento delle ipotesi più diverse, queste pagine possono rendere pensosi. E vanno comprese — almeno in una prospettiva di fede — le loro intenzioni: il desiderio (si direbbe, talvolta, l'affanno) di sapere quali siano davvero gli avvertimenti che il cielo avrebbe voluto farci giungere. E la preoccupazione di risparmiare alla Chiesa conseguenze devastanti, qualora la «censura» ipotizzata del testo consegnato da suor Lucia fosse impugnata da avversari malevoli.

    © Corriere della Sera




    © et-et.it | 2001-2006

  8. #168
    email non funzionante
    Data Registrazione
    24 Dec 2005
    Località
    "Bisogna fare Comunità cristiane come la Sacra Famiglia di Nazareth che vivano nell'Umiltà , nella Semplicità e nella Lode , dove l'altro è CRISTO"
    Messaggi
    3,219
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Carmen Hernàndez, 'l'anima' del Cammino
    Le dedichiamo alcuni articoli



    Il Cammino neocatecumenale è nato nei primi anni '60 tra le baracche del quartiere di Palomeras Altas, la periferia più povera e degradata della Madrid di quegli anni, dall'incontro provvidenziale di due persone estremamente diverse tra loro, non solo perchè si trattava di un uomo e una donna, ma soprattutto per carattere, personalità, retroterra culturale, storia familiare e rapporto con Dio e la Chiesa distanti quanto lo possono essere il Polo Nord e il Polo Sud terrestri.

    Dell'uomo, Francisco "Kiko" Arguello, conosciamo moltissimo, quasi tutto, potremmo dire, sul piano storico, praticamente tutto sul piano spirituale e della Fede. E' indubbiamente lui a fornire l'immagine pubblica del Cammino, perchè intorno a lui si è formata la prima comunità, perchè ha musicato gran parte dei canti, perchè è lui che ispira e guida i grandi incontri dei giovani, perchè nella sua attività di pittore ha avviato il recupero della dimensione sacra dell'arte nella sua funzione evangelizzatrice ricongiungendo la tradizione delle chiese orientali a quella occidentale, e così via...

    Della donna e della sua storia, invece, conosciamo relativamente poco. Lei stessa non ama raccontarsi, non gradisce la sovraesposizione, e quando si espone normalmente lo fa per interrompere Kiko e correggerlo, o per approfondire quei concetti che lei sente particolarmente importanti in riferimento a quella speciale vocazione e responsabilità che Dio ha conferito alla donna dentro il suo disegno di bene per l'umanità. Nella Chiesa Carmen Hernàndez è certamente una delle più grandi portavoci della dignità e del valore della donna nella società e nella Chiesa stessa.
    Carmen è anche una profonda conoscitrice del Concilio Vaticano II, avendo vissuto all'ombra di Padre Farnes e in strettissimo contatto con lui, tutto il grande rinnovamento portato dal Concilio, in modo particolare nella Liturgia.

    Dice sempre Kiko: "Senza Carmen il Cammino non esisterebbe".
    Non possiamo che condividere questa sua affermazione e con questa breve serie di articoli, nei quali lei stessa si racconta, e corredati da alcune sue immagini, vogliamo mostrarle il nostro affetto e dirle:

    "Grazie, Carmen Hernàndez !".


    A.S. - catechumenium.it

    Nella foto: Carmen Hernàndez all'ambone durante l'incontro di Amsterdam, Aprile 2005



    Carmen Hernàndez


    Laureata in chimica e in teologia nell’Istituto Misioneras de Cristo Jesús, in Spagna,
    Carmen si caratterizza per la sua grande cultura e conoscenza del popolo ebreo, del rinnovamento conciliare, delle tantissime vite dei Santi e degli scritti dei Padri della Chiesa che sempre fa presente durante le sue catechesi nei vari incontri del Cammino Neocatecumenale al fianco dei sui "amici di cammino" Kiko Arguello e Padre Mario.

    La sua vocazione missionaria nacque nell’infanzia vedendo dei missionari Gesuiti partire verso terre lontane quali Cina, India, Giappone………….

    L’Eucarestia giornaliera, la visita al Santissimo e la preghiera incessante vicino al Crocifisso sono state e sono determinanti nella sua vita fin da ragazza e durante la maturazione della sua fede, con la quale ha potuto entrare pienamente nella sua storia fronteggiando e combattendo tutti i giorni i problemi e le sofferenze che ancora tutt’oggi le si presentano.

    Carmen Hernàndez, 'l'anima del Cammino' - Parte I -


    ......”Perché abbia un senso, dal momento che è in relazione con il Cammino, che a me non piace raccontare cose della mia vita, visto che mi pento sempre di quel che dico, per il Cammino e per la storia, e per dare gloria a Dio e alla sua Chiesa e al Concilio, voglio dire anche:

    Io, fin da quando ero piccola mi sono sentita chiamata dal Signore per le missioni.
    Forse perchè, sebbene sia nata ai piedi del Moncayo in Olvega, se guardate nella mappa geografica esso è il luogo che unisce Aragona con Tarragona che è a circa 30 Km di distanza – ci sono andata tante volte in bicicletta – e a Tudela ad altri 30 o 50 Km ; ossia : Navarra, Aragona e Castiglia si uniscono qui , in questo posto. E dunque mia madre ci portava a nascere lì.
    Per i nonni e la casa, noi abbiamo sempre vissuto a Tudela, sulle sponde dell’Ebro.
    E lì stava la casa dei Gesuiti. Non so come sono adesso le cose, però lì non c’era nessuno, né Salesiani, né Domenicani, niente. Quello di San Francesco Saverio era il Collegio più grande che avevano i Gesuiti……enorme e meraviglioso, dal quale io ho visto passare fin da piccola i missionari del Giappone, dell’India, della Cina, che sempre riportavano i filmini, ci parlavano delle missioni, pure il Collegio delle monache della Compagnia di Maria dove andai, si trova giusto a fianco dei Gesuiti.
    Perciò attraverso questo, e per grazia del Signore, ho sentito sempre fin da piccola la chiamata alla missione. Dico sempre che prima di San Paolo ho conosciuto San Francesco Saverio, che per me era l’ideale del cristianesimo, e tutto il mio ideale era partire per la missione e, non so perché, per l’India…….”

    (segue)

    Nella foto: Carmen e Kiko, nei primi degli anni'60, tra le baracche del quartiere di Palomeras Altas, la periferia più povera e degradata della Madrid di quegli anni



  9. #169
    email non funzionante
    Data Registrazione
    24 Dec 2005
    Località
    "Bisogna fare Comunità cristiane come la Sacra Famiglia di Nazareth che vivano nell'Umiltà , nella Semplicità e nella Lode , dove l'altro è CRISTO"
    Messaggi
    3,219
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Foto di Carmen Hernàndez











  10. #170
    Logiké Latreía
    Data Registrazione
    28 Mar 2009
    Località
    Italia
    Messaggi
    9,444
     Likes dati
    30
     Like avuti
    662
    Mentioned
    4 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Culto della personalità? E' un rischio...

 

 
Pagina 17 di 25 PrimaPrima ... 7161718 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. I testimoni
    Di epixx nel forum Fondoscala
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 06-05-13, 14:45
  2. testimoni attendibili?
    Di AldoVincent nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 28-05-09, 02:42
  3. Testimoni
    Di pensiero nel forum Il Seggio Elettorale
    Risposte: 127
    Ultimo Messaggio: 17-07-05, 20:46
  4. Testimoni di Geova
    Di cesare (POL) nel forum Tradizione Cattolica
    Risposte: 11
    Ultimo Messaggio: 06-06-05, 09:01
  5. Testimoni, non so di cosa, ma testimoni....
    Di Thomas Aquinas nel forum Cattolici
    Risposte: 13
    Ultimo Messaggio: 12-08-04, 17:22

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito