Poiché recentemente il nostro Presidente del Consiglio Romano Prodi si è meritoriamente espresso sull'indipsensabilità di varare a breve una legge contro il conflitto di interessi perché sarebbe (ed è) semplicemente una legge di civiltà non necessariamente "contro" Belrusconi anche se, dovendo essere efficace, limiterà comunque la sua possibilità di azione politica come è giusto che sia rimanendo invariati i suoi molteplici interessi economici, mi chiedo se il professor Prodi dicendo questo aveva ben presenti anche altre situazioni. Situazioni la cui presenza in questo suo governo e nel precedente qualche dubbio lo posso far legittimamente far venire.
Dunque da una quindicina d'anni (come illustrano i precari della Atesia nel loro volontano distribuito alla Festa di Rinascita) un certo signor Tripi si occupa con gran successo e guadagno personale di call center che appalta alla Telecom e ad altre aziende nonché, mi pare, anche a quelle a partecipazione pubblica e nel Comune di Roma. Così il dimettendo Angelo Rovati è divenuto soprattutto negli ultimi anni imprendiotore nel campo del catering a livello europeo ammettendop con soddisfazione egli stesso che questo settore ha avuto un boom negli ultimi anni.
Ora quando aziende hanno uno sviluppo così repentino l'utilizzo di manodopera flessibile e precaria diventa, di fatto, la regola. Ora avendo ben presente che durante la loro vigorosa protesta i lavoratori Atesia hanno ascritto soprattutto a Treu la responsabilità di aver introdotto considerevoli livelli di flessibilità del lavoro NON GARANTITA in Italia e che la legge Biagi ha solo "seguito", peggiorandola, quella strada, qualche domanda e/o conclusione pare indispensabile.
Treu è stato ministro del primo governo di Romano Prodi
Tripi, padrone di Atesia e Rovati sono entrambi amici e sostenitori di Romano Prodi (Tripi in particolare in modo attivo, avendogli fornito il palazzo di S.S.Apostoli, sede Ulivista) che hanno innegabilmente tratto notevoli benefici dalle decisioni di Treu in tema di flessibilità del lavoro ed uno addirittura il frutto di tali benefici lo ha messo a disposizione, anche finanziandone la campagna elettorale, del Presidente del Consiglio.
Ebbene ricordando quanto si è insistito sul fatto che alcuni ministri del governo berlusconi (oltreché lui stesso in primis) siano stati beneficiati di alcune decisioni e leggi di quel governo, mi chiedo come sia possibile che in analoga circostanza coi governi Prodi di conflitto di interessi per i suoi collaboratori che innegabilmente hanno beneficiato allo stesso modo di leggi varate dal governo del loro amico e sodale non si sia mai parlato!
Si è forse mai parlato della necessità che Rovati (almeno finché era in carica per gli incarichi assegnati) si astenesse dal fare il consigliere di Prodi sulle questionieconomiche visto che le decisioni che avrebbe assunto il Presidente del Consiglio in merito potevano avere diretta attinenza con gli affari personali suoi propri e su quelli di Tripi visto che non a caso Damiano e lo stesso Prodi non paiono proprio voler mantenere la promessa elettorale di abolire la legge Biaggi ma neanche modificarla sostanzialmente?
La LIBERA informazione santoriana si occuperà anche di questi palesi conflitti di interessi così come se ne occupò (lui ma TUTTI gli altri programmi di informazione) per quelli di berlusconi? E ovviamente non è sostenibile che quelli di Berlusconi fossero infinitamente maggiori, perché un principio vale in sé non secondo "quantità" ma secondo Valore!






