

Leggevo proprio l'altro giorno un'intervista al capoccia di STMicroeletronics (azienda italiana di punta nel campo dei semiconduttori, etc..): da circa 10 anni stanno tagliando ogni anno il 5% dei consumi energetici della catena produttiva "soltanto" puntando sull'efficenza dei macchinari.
Nell'arco dell'intervista ha poi applicato il metodo alla situazione nazionale dicendo come, con il rinnovo delle macchine produttive con quelle a maggior efficenza energetica (costi ripagabili con i risparmi.... dopo solo un anno!!!!!!), si potrebbe tagliare la bolletta energetica italiana di almeno il 7%.
Avete presente cosa significa?? E stiamo parlando del solo comparto industriale, senza tener conto dei consumi domestici, del terziario e dell'agricoltura per fare esempi!
p.s. ho cercato l'intervista in rete, ma non riesco a trovarla...
OTTIMO SPUNTO,il rispermio energetico è un ottima fonte di energia rinovabile,e la piu veloce a dare risultati,oltre le politiche di grande applicazione possiamo fare molto anche nel nostro privato ad esempio usare lampade a basso consumo,spengere i pc la sera fare attenzione agli sprechi in ufficio,etc etc.
Il 31% dell'energia elettrica e il 44% dell'energia termica (combustibili) vengono utilizzati in ambito residenziale, in uffici e aree commerciali. Buona parte di queste fonti energetiche sono destinate alla climatizzazione dei locali (riscaldamento invernale e raffrescamento estivo). Altra voce importante di spesa energetica è rappresentata dagli elettrodomestici ed apparati elettrici ed elettronici come tv radio, computer ecc. Anche i frigoriferi hanno una considerevole necessità di energia mentre l'illuminazione rappresenta una una piccola quota dei consumi totali (circa il 2%) ma non irrilevante, in quanto rappresenta comunque il 15% dei costi dell'energia elettrica mediamente consumata in interni civili (gp)
Quindi, sul 100% di energia finale consumato in casa, soltanto il 2% serve all'illuminazione, il 5% per cucinare e per gli elettrodomestici, mentre il 15% per il rifornimento di acqua calda e il 78% per il riscaldamento, se poi si ha un impianto di raffrescamento/condizionamento estivo si deve aggiungere un buon 25% in più di consumi energetici (gp)
Attualmente in Italia il fabbisogno energetico negli edifici complessivo è quantificabile mediamente in 300 kWh/m²/anno, come già detto buona parte di questa energia è termica (riscaldamento locali e acqua calda) per cui buona parte è persa come dispersioni termiche verso l'ambiente. (gp)
Per capire la situaizone italiana basta confrontare i consumi energetici degli edifici in Italia, Svezia e Germania. In Svezia lo standard per l’isolamento termico degli edifici non autorizza perdite di calore superiori a 60 kWh al metro quadro all’anno. In Germania le perdite sono mediamente di 200 kWh al metro quadro all’anno. In Italia si raggiungono punte di 500 kWh/m2/anno! Se l'Italia si allineasse agli standard svedesi il riscaldamento degli ambienti nel nostro paese scenderebbe dal 30 al 4% degli attuali consumi energetici. Se ci limitassimo agli standard tedeschi si ridurrebbe a circa il 12%. Da notare che la Germania e ancor più la Svezia sono molto più a nord, con temperature invernali più basse e consumi più elevati e, quindi, le stime del 4% e del 12 % sarebbero più basse
Io consiglio anche di tornare al vecchio riscaldamento a legna, in particolare usando il pallet: il legno è una fonte rinnovabile e tra l'altro il pallet viene ricavato dagli scarti di lavorazione delle falegnamerie...doppio risparmio e doppio rispetto dell'ambiente.
Non capisco perchè non venga stabilita una bolletta a scaglioni: cioè venga stabilito un consumo massimo in Kwh che serva per la degna sopravvivenza di una famiglia (naturalmente sulla base dei mq della casa, il numero di componenti il nucleo familiare e la zona geografica di residenza) che dovrebbe essere pagato da tutti a prezzo di costo, senza alcun ricarico di utile sopra, poi tutta una serie di scaglioni, ciascuno dei quali prevederebbe un costo al Kwh sempre più alto in quanto più uno vuole usufruire di certe comodità (lavastoviglie, condizionatori, illuminazione da stadio, asciugatrice ecc. ecc.) più dovrà pagare.
Così si otterrebbero due piccioni con una fava: da una parte le famiglie meno abbienti abbatterebbero i costi per la bolletta, dall'altra buona parte degli italiani inizierebbero a stare più attenti nel lasciare le luci accese.


il risparmio energetico è come una tassa.
la soluzione se le lampadine non si accendono non è toglierne due e lasciarne solo una, ma fare in modo di produrre perchè si possano accendere tutte e tre. fine. qualunque altra soluzione è una "non soluzione". chi parla di risparmio energetico è uguale a quel tale che invece di dire "le carceri sono affollate, costruiamo nuove carceri" dice "le carceri sono affollate, scarceriamo i delinquenti", e dunque non mi stupisce che in Italia sia di moda il risparmio, visti i tempi.
il risparmio energetico NON è "risolvere" un problema ma "metabolizzarlo", farne fenomeno di costume, farne vincolo culturale, trasformare un mero limite materiale "problematico" ma "destinato ad essere risolto" in un limite quasi religioso, un tabù, una sorta di muraglia eterna. E' imporsi un limite, un limite auto-imposto, per evitare di risolvere un problema.
E' aggirare il fiume per non fare un ponte.
E' girare attorno all'ostacolo per la paura di saltarlo.
E' dire "il mare è il mare e oltre si cade nel vuoto" anzichè partire in caravella cercando le indie.
E' il dire "la terra e piccola, limitiamo le nascite, abortiamo" anzichè "lo spazio è grande conquistiamolo!"
E' il succo della sconfitta e della meschinità, la negazione dell'uomo e della sua forza passa per idee criminali come la c.d. crescita zero, o peggio ancora decrescita, è il disconoscimetno del tutto e la riduzione dell'anelito al ricordo.
il risparmio è inoltre una idiozia in senso tecnico, pensare che le dispersioni siano evitabili è cretino, è lo stesso concetto dei pazzi che cercavano il moto perpetuo riducendo gli attriti, cosa impossibile, per ridurre le dispersioni si consumeranno:
-soldi
-tempo
nel ridurre qualcosa si eviterà di ingrandire qualcos'altro: le aziende. i profitti. gli stipendi. i posti di lavoro.
i soldi sprecati nelle vernici fichette anticalore saranno uno stipendio in meno a un proletario e una unità produttiva in meno al capitalista, saranno un prodotto in meno sul banco del supermarket e una "bella", "nuova", "casa modello" magari "imposta per legge perchè 'necessaria' dallo Stato papà e dalla UE mamma" a sostituire un vecchio "antiecologico" palazzo. La dispersione da fisica diverrà economica, ma tale rimarrà. La dispersione è il succo dell'imperfezione. Il succo dell'umanità. Non si arresta l'entropia, si muore.
la criminosità del risparmio energetico è ASSOLUTA in quanto "negazione dell'uomo", negazione del "progredire", negazione della "modernità", e RELATIVA in quanto TOTALMENTE INUTILE PERCHE' SI PUO' FARE DI MEGLIO IN ALTRO MODO!!!
Ci sono fior di metodi di ampliamento e raffinazione delle filiere produttive.... sono millenni che i Luddisti ci dicono "il male è la macchina" e che i millenaristi ci dicono "domani è la fine del mondo" e che i preti ci dicono "la scienza è il male, solo noi possiamo dire cosa è giusto", sta a noi
scrivere una poesia all'automobile da corsa (quale spreco maggiore?)
partire in caravella per un mondo nuovo (quale spreco maggiore?)
costruire un monumento (quale spreco maggiore?)
e chiedere per fare questi sprechi che ci siano nuove e più potenti centrali, nuove e più potenti macchine, nuovi e più vasti campi da arare, nuove e più grandi città da costruire. bonificare le paludi è uno spreco, molto meglio "mangiare meno pane".
DOBBIAMO DUNQUE NEGARE TUTTO QUESTO. DIRE CHE NON CI STIAMO, CHE NON E' GIUSTO E NON E' ETICO PIEGARSI, CHE NON E' UMANO E CHE PER DIO NOI NON CI ARRENDIAMO!
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P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
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Presidente di Progetto Liberale


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