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Discussione: Fatemi capire

  1. #31
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    Predefinito capisco eccome

    e ne ho piacere. Repubblicani assopiti e proni non mi interessano. Poi possiamo avere anche torto o ragione. Intanto si va alla pugna.

  2. #32
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    Citazione Originariamente Scritto da calvin Visualizza Messaggio
    e ne ho piacere. Repubblicani assopiti e proni non mi interessano. Poi possiamo avere anche torto o ragione. Intanto si va alla pugna.
    Questo a noi interessa. Gente pugnace ed intelligente!!!

    COSA ASPETTI A VENIR CON NOI?
    Ciceruacchio

  3. #33
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    caro ciceruacchio io ho istintiva simpatia per i ribelli. Malgrado la mia evoluzione politica e culturale io appartengo ad una generazione tutto sommato convinta che ribellarsi è giusto. Adesso non so quanti anni hai te, ma insomma io fino a 18 anni almeno trovavo insopportabile chiunque ostentasse ricchezza, figurati cosa avrei pensato allora di Berlusconi, indipendentemente da quello che posso pensare ora. I problemi sono due. Il primo è che lo scissionismo politico, anche se fosse nel giusto, bada bene, indebolisce la propria parte politica. Uno non lascia il proprio partito, ha il dovere di combatterci dentro perchè esso segua quello che si ritiene la linea di condotta più giusta, e questo vale in particolar modo quando il partito è debole e ferito ed appartiene ad una tradizione gloriosa di minoranza. Poi l'idea che voi avete di rapporto organico con la sinistra. Io ero pronto ad un'alleanza con Berlusconi, con Fini, con il diavolo, solo per dire che il pri non appartiene a nessuna alleanza organica, tantomeno con i ds e gli ex dc di demita. Questi ci consideravano una colonia da mungere, un giorno ci portavano via un deputato, un altro un consigliere comunale, domani volevano pure portaci via la storia con il partito democratico, nel pse per giunta. Quindi addio. Poi io voglio lavorare per una soluzione repubblicana del caso italiano, che significa agire per dare una guida repubblicana al paese. Visto che ho senso della realtà, mi devo accostare progressivamente a questo passaggio e dunque, se fossi stato parte dell'alleanza di sinistra, avrei chiesto una leadership socialista, non un vecchio democristiano di ritorno che troneggiava all'iri. Dal mio punto di vista Berlusconi rappresenta un progresso rispetto a Prodi, perchè non è un cattolico di formazione e questo per me è stato importante. Oggi dobbiamo pensare a soluzione nuove, ma mi sembra che voi siete tutti preoccupati di riconfermare un'identità politica di centrosinistra che non esiste nel partito repubblicano. Leggetevi quello che Ugo La Malfa dice alla Fallaci nella sua intervista del '74 per capire. Magari faccio uno sforzo e ve la posto.

  4. #34
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    Il centrosinistra
    “ha preso l’Italia nel suo momento migliore, il suo momento creativo, e l’ha fatta marcire nel disordine e nell’anarchismo”.
    “Ho proprio sbagliato a credervi. E, visto che siamo qui a giudicare le colpe di La Malfa, le dirò che ho sbagliato in molte altre cose. Ho creduto alla nazionalizzazione, per esempio. Ho creduto che essa desse un struttura capace di risolvere i problemi delle aree depresse. Non ho capito che sul suo corpo si sarebbe inserito il clientelismo politico, la cattiva amministrazione. Non ho capito che avremmo tolto i padroni del vapore per inserirne altri. Le esperienze dell’amministrazione pubblica sono state tutte negative, tutte! Sono tutte degenerate nel clientelismo e nei giochi di potere, tutte! Anche l’Iri, perfino l’Iri! Non basta l’ideologia dell’economia pubblica anziché l’economia privata: bisogna vedere se quella pubblica ha un valore positivo o negativo per la società”.

    suonano stranamente attuali, ma non perchè la malfa in questo caso fosse in anticipo, ma è perchè noi che siamo andati indietro!

  5. #35
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    il pri ha commesso degli errori gravi dunque. Il centrosinistra , l'aver escluso e isolato pacciardi, il pentapartito, atteso il '91 per uscirvi. L'ulivo, una specie di pseudocompromesso storico, quello che la Malfa riteneva che ci avrebbe schiacciati ( stessa intervista). Ma temo che nell'mre una riflessione del genere manco sia stata impostata. per cui caro ciceruacchio, ti faccio i miei auguri, ti ringrazio, mi assumo i miei errori e resto dove sono.

  6. #36
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    Citazione Originariamente Scritto da calvin Visualizza Messaggio
    caro ciceruacchio io ho istintiva simpatia per i ribelli. Malgrado la mia evoluzione politica e culturale io appartengo ad una generazione tutto sommato convinta che ribellarsi è giusto. Adesso non so quanti anni hai te, ma insomma io fino a 18 anni almeno trovavo insopportabile chiunque ostentasse ricchezza, figurati cosa avrei pensato allora di Berlusconi, indipendentemente da quello che posso pensare ora. I problemi sono due. Il primo è che lo scissionismo politico, anche se fosse nel giusto, bada bene, indebolisce la propria parte politica. Uno non lascia il proprio partito, ha il dovere di combatterci dentro perchè esso segua quello che si ritiene la linea di condotta più giusta, e questo vale in particolar modo quando il partito è debole e ferito ed appartiene ad una tradizione gloriosa di minoranza. Poi l'idea che voi avete di rapporto organico con la sinistra. Io ero pronto ad un'alleanza con Berlusconi, con Fini, con il diavolo, solo per dire che il pri non appartiene a nessuna alleanza organica, tantomeno con i ds e gli ex dc di demita. Questi ci consideravano una colonia da mungere, un giorno ci portavano via un deputato, un altro un consigliere comunale, domani volevano pure portaci via la storia con il partito democratico, nel pse per giunta. Quindi addio. Poi io voglio lavorare per una soluzione repubblicana del caso italiano, che significa agire per dare una guida repubblicana al paese. Visto che ho senso della realtà, mi devo accostare progressivamente a questo passaggio e dunque, se fossi stato parte dell'alleanza di sinistra, avrei chiesto una leadership socialista, non un vecchio democristiano di ritorno che troneggiava all'iri. Dal mio punto di vista Berlusconi rappresenta un progresso rispetto a Prodi, perchè non è un cattolico di formazione e questo per me è stato importante. Oggi dobbiamo pensare a soluzione nuove, ma mi sembra che voi siete tutti preoccupati di riconfermare un'identità politica di centrosinistra che non esiste nel partito repubblicano. Leggetevi quello che Ugo La Malfa dice alla Fallaci nella sua intervista del '74 per capire. Magari faccio uno sforzo e ve la posto.
    IO NE HO 68 DI CUI 45 NEL PRI.
    MA PERMETTIMI NON VOGLIO PARLARE DI ME SE Nò QUALCUNO DIRà CHE MI STò FACENDO DELLA PROPOGANDA E TI RISPONDO IN PRIVATO.

    Tengo solo a dirti che quella famosa intervista della Fallaci me la ricordo bene!

    Nel 74 c'erà ancora il famoso muro a Berlino.

    Non è che i Comunisti siano molto cambiati, almeno quì dove sono io.

    Che sono i famosi "Trenariciuti" di Guareschi.

    Ma i vertici si sono ripuliti un pò.

    Io stimo Veltroni e un po Fassino ma, gli altri te li raccomando!


    Passo sulla risposta in privato!
    Ciceruacchio

  7. #37
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    Calvin, penso che, al di là di tutte le considerazioni che si possono fare circa la collocazione politica di ciascuno di noi, sia necessario tenere conto del fatto che quella tra sinistra e destra, in Italia, è una dialettica che è inficiata dalla presenza del fattore Berlusconi; che non è il demonio, certo, ma un volgare populista, che di liberale non ha niente, questo lo è.

    Berlusconi non è la Reinfeldt, non è la Merkel, non è Verhofstadt o Aznar o Rasmussen, non è un rappresentante di una cultura politica di destra, di centrodestra o liberalconservatrice o comunque la si voglia chiamare: è solo un uomo molto ricco che pensa la politica come demagogia, marketing e pura difesa dei suoi interessi personali. Prodi peggio di Berlusconi perché ha una formazione cattolica? Berlusconi non avrà una formazione cattolica, ma non ha neanche una formazione liberale, e gioca a fare il chierichetto come e più di Prodi. Per me questa è un'aggravante, non un'attenuante.

    Ad ogni modo: sarà pur necessaria una riflessione da parte del gruppo dirigente repubblicano su com'è stata selezionata la sua dirigenza? Negli ultimi quindici anni così si sono comportati i leader repubblicani:
    - Bogi se nè andato con i DS mentre il PRI stava con la sinistra;
    - Giorgio La Malfa ha cambiato alleanze quattro o cinque volte, stando di volta in volta con chi vinceva;
    - la Sbarbati ha fatto una scissione per motivi (in teoria) giusti, ma senza raccordarsi minimamente con le altre componenti dell'opposizione interna (se ben ricordo al congresso di Bari la sua componente aveva il 5 per cento dei voti congressuali, come quella di Ossorio, mentre Riscossa Repubblicana aveva il 33 per cento), mentre al suo posto se avessi deciso di andarmene dal PRI avrei cercato di farlo insieme agli altri oppositori;
    - Ossorio se n'è andato con Di Pietro, e chi s'è visto s'è visto.

    Insomma, a me pare che, chi più chi meno, tutti i leader abbiano utilizzato la tradizione politica repubblicana per farsi gli affari propri, alcuni più abilmente altri meno, dandosi da fare allo stesso tempo per piazzare i loro scherani nelle posizioni di rincalzo in un partito. Capisco che la politica non sia un pranzo di gala e richieda una certa dose di cinismo, ma a me questo sembra un meccanismo di selezione del personale politico e di imposizione delle scelte politiche pilotato dall'alto in maniera assolutistica che non offre alcuna garanzia né di efficienza, né di efficacia. Mi sembra anche che i risultati elettorali dei vari tronchetti repubblicani lo dimostrino in maniera incontestabile.

    Così una tradizione politica la si ammazza. A me dispiace che sia così, ma se devo essere sincero non ho voglia di piangere per scelte che non ho fatto io. Per quanto mi riguarda all'assemblea di Roma del 30 settembre ci andrò volentieri e seguo le vicende dei repubblicani con attenzione, ma di certo, nel mio piccolo, farò le mie valutazioni invece di seguire leader che negli ultimi anni son riusciti soltanto a sconcertarmi.

  8. #38
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    Annuzio vobis: le relazioni non saranno di 45', ma di dieci minuti cui segue dibattito di mezz'ora. Dibattito eterodiretto, quindi, non assenza di dibattito.

  9. #39
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    Eccotene la dimostrazione.

    Inviato protesta per la riduzione del tempo di intervento, MI RISPONDONO COSI':

    "Per quanto riguarda la questione Congresso, le relazioni che da programma sembrano durare 45 minuti, dureranno solo 10 minuti, quindi ognuna di esse sarà seguita da un dibattito di 35 minuti."

    ORA PRETENDEREMO CHE SIA MODIFICATO L'ELENCO DEL PROGRAMMA CHE CI HANNO INVIATO.
    Hai fatto benissimo, Ciceruacchio, ma occorre che il programma sia chiaro:
    - Mattinata di sabato dedicata al "convegno", con tempistica chiara e contenuta e relazione del segretario di chiusura.
    - Dal pomeriggio di sabato fino alla conclusione del congresso, dibattito aperto.

    Lo scopo del congresso non è quello di discettare, ma discutere e decidere una linea e un assetto per il futuro, soprattutto alla luce della situazione in cui siamo. Le dissertazioni tematiche possono essere rimandate ad una convention programmatica ad hoc, specie dopo che la classe dirigente è stata o meno confermata. Se è così necessario intasare un congresso politico con inserti programmatico-culturali, lo si faccia nell'arco di una mattinata.

  10. #40
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    Citazione Originariamente Scritto da LUCIO Visualizza Messaggio
    l'attribuzione dei poteri congressuali esclusivamente a coloro che sono stati iscritti sia del 2005 che del 2006 (bisogna avere le tessere di entrambi gli anni) è una invenzione semplicemente infame.
    oh, mica vero.

    Anche noi del MTB Club Rieti, facciamo maglia e pantaloncini scontati solo a chi era iscritto anche l'anno precedente, sennò la gente avida ed irriconoscente si iscrive solo per averne i vantaggi, e non perché è affezionata all'idea.
    http://www.mtbrieti.it/tesseram.html

 

 
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