AL QAIDA MINACCIA IL PAPA, DOMANI A ROMA INCONTRO TRA RELIGIONI
Accusando il Papa Benedetto XVI di avere ''denigrato'' l'islam, la rete terroristica di al Qaida in Iraq e' tornata oggi a minacciare l'occidente, mentre non si placa la protesta del mondo musulmano dall'Estremo al Medio Oriente. Le dichiarazioni del Papa , ''sono una mobilitazione a favore della guerra dei crociati dichiarata da Bush'', afferma il messaggio pubblicato su siti Internet, intitolato ''Comunicato sulla denigrazione del Papa dei cristiani contro il nostro profeta''. ''Diciamo al servo dei crociati: ti devi aspettare la sconfitta... Diciamo agli infedeli e ai tiranni: dovete aspettarvi la sofferenza. Noi continueremo la nostra jihad. Non ci fermeremo fino a quando la bandiera della unicita' (del dio islamico, ndr) sventolera' dovunque nel mondo'', aggiunge il comunicato, firmato dalla Shura dei mujaheddin di al Qaida in Iraq, che raduna otto gruppi combattenti. Un altro gruppo armato aveva minacciato sabato di rappresaglie il Vaticano per le parole del Papa , pronunciate in una lectio magistralis a Ratisbona all'inizio della scorsa settimana.
E il ''rammarico'' per la crisi espresso ieri dal Papa all'Angelus non e' ritenuto sufficiente dai piu', che esigono scuse esplicite. In Iraq, a Bassora, alcune centinaia di persone hanno manifestato bruciando un pupazzo rappresentante il Papa ; in Cina il responsabile dei circa venti milioni di musulmani cinesi ha accusato il Papa di avere ''insultato'' l'islam; in Algeria un portavoce governativo ha definito ''un pericoloso sviluppo'' le affermazioni del Pontefice; in Siria, il patriarca Agnatios lV Hazim ha espresso ''profonda preoccupazione'' in un messaggio inviato a Roma. La stampa araba insiste con la condanna e la richiesta di scuse, mettendo il guardia dal pericolo di un ''conflitto tra le due piu' grandi religioni monoteiste del mondo'', come scrive il qairota al Sharq. Mentre il saudita al Yom afferma che le idee espresse dal Papa sono ''nel quadro di una corrente di pensiero in accordo totale con le idee dell'estrema destra degli Stati Uniti sul conflitto tra civilta'. Questa ideologia fa rullare i tamburi di guerra''.
KHAMENEI CHIAMA MUSULMANI A VIGILANZALa Guida suprema iraniana, ayatollah Ali Khamenei, commentando oggi le parole del Papa a Ratisbona, ha chiamato tutti i Musulmani alla ''vigilanza contro i complotti che prendono di mira l'Islam e i suoi valori sacri''.
IRAN, SPIEGAZIONI DI IERI NON SUFFICIENTI L'Iran ritiene le spiegazioni date ieri dal Papa sul suo discorso a Ratisbona ''necessarie'', ma non sufficienti. Il Pontefice ''deve dire che quello che aveva affermato e' sbagliato'', ha detto il portavoce del governo di Teheran, Gholam Hossein Elham. Elham ha denunciato quello che ha definito ''un complotto dei Sionisti, che per continuare a commettere i loro crimini, hanno usato in modo distorto le parole del Papa''.Percio', ha aggiunto il portavoce del governo, pur giudicando ''positive'' le parole pronunciate ieri dal Pontefice durante l'Angelus, la Repubblica islamica ritiene che Benedetto XVI, ''per chiarire le cose, debba parlare in modo piu' chiaro e trasparente''.''Il Papa - ha aggiunto Elham - deve dire che quello che aveva affermato (nella lectio magistralis di Ratisbona) e' sbagliato''.
GRAN MUFTI TURCHIA: SOLO SCUSE INDIRETTE Il Gran Mufti' di Turchia, Ali Bardakoglu, che giovedi' scorso aveva reagito duramente alle affermazioni del papa Benedetto XVI sull'Islam, chiedendo le sue scuse, ha dichiarato che ieri il papa ''non ha chiesto scusa per le sue parole, ma ha detto di essere stato frainteso a causa delle sue parole''. ''Era difficile per il papa fare delle scuse dirette. Ha fatto percio' delle scuse di terzo grado. Non ha chiesto scusa per le sue parole, ma di essere stato inteso male a causa delle sue parole'' - ha dichiarato Bardakglu (che e' un alto funzionario governativo) al giornale Hurriyet. Anche la stampa turca di stamane, sia laica sia islamica, esprime un giudizio analogo sulle affermazioni del papa durante l'Angelus di ieri.





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