
Originariamente Scritto da
danny78
Mi spiace davvero molto per Prodi, in fondo è stato l’unico che è riuscito, per ben due occasioni, a far convinvere le variegate anime del centrosinistra. Una coalizione senza Dini, Mastella, Turigliatto e qualche altro estremista gli avrebbe sicuramente permesso di ben Governare. Il PD purtroppo sembra essere troppo centrista e la Sinistra Arcobaleno troppo poco ”di governo”. Prodi rappresentava la sintesi giusta. Il “suo” PD (un grande partito dai popolari ai progressisti ) sarebbe stato anche il mio, quello di Veltroni appare essere solo una copia moderata e malriuscita.
segue un interessante articolo de "la stampa"
L’ira silenziosa di Romano
“Questa è roba da matti FABIO MARTINI
INVIATO A REGGIO EMILIA
Sono le nove della sera, al Palazzetto dello sport le ragazzone della Pallavolo Reggio Emilia e quelle della Curtatone Ostiano hanno appena finito un’amichevole, in quattro e quattr’otto quelli di Veltroni tirano su il palco e alle 21,30 il leader fa il suo ingresso tra ali di pensionati festanti.
Ma Prodi? Dov’è Prodi?
Il pullman di Walter è arrivato a Reggio Emilia, la città del Professore, ma lui non c’è. Non c’è a Reggio e non ci sarà stasera a Bologna: fisicamente e spiritualmente Romano Prodi non c’è mai stato nella campagna elettorale di Walter Veltroni. Il leader del Pd, nei 27 comizi tenuti finora in altrettante città, lo ha citato il minimo indispensabile, ogni volta per dire che il Professore è stato bravissimo a rimettere i conti in sesto, nonostante quella coalizione di pazzi. E con una chiosa, che Veltroni ripete con la continuità dello slogan: gli ultimi 15 anni di politica e di governi, «di centrodestra ma anche di centrosinistra» sono tutti da archiviare.
Lui, Prodi, tace.
Da quando è iniziata la campagna elettorale non ha mai messo naso fuori Palazzo Chigi, rintanato in un bunker di riserbo impenetrabile.
Anche se due sere fa, quando ha sentito le parole di Massimo Calearo («Santo Mastella che ha fatto cadere il governo»), il Professore in privato si è espresso con una certa crudezza: «Ma è roba da matti! Ragazzi, questo signore è un capolista del Partito democratico! Bisogna avere pazienza e io ne ho tanta. Questi non aspettano altro che io dica qualcosa per potermi accusare di aver fatto perdere le elezioni…». Poi, ieri mattina, senza pensarci su, ha dato la linea al suo staff: «Sia chiaro: io su questa vicenda non dico una parola». Da quando è caduto, il Professore si è dato un aplomb e non intende sgualcirlo a nessun costo: «Non risponderò a nessuna delle provocazioni, non farò uscite pubbliche, resterò in silenzio».
Una scelta costosissima.
Orgoglioso come è, a Prodi prudono le mani, tutte le volte che (ogni giorno) Silvio Berlusconi lo attacca personalmente e acidamente. Prodi sa benissimo che se lui replicasse a Berlusconi, la campagna elettorale cambierebbe di segno, in un batter d’occhio tornerebbe il duello Professore-Cavaliere. «E io - dice Prodi - questo regalo a Berlusconi non lo faccio, anche perché Walter sta facendo una bella campagna elettorale e da qualche tempo sta valorizzando l’azione del governo». Persino sulla scelta più controversa, quel corriamo da soli che è una smentita all’Unione prodiana, il Professore in qualche modo si è convinto: «Io sono la prova vivente che purtroppo quella esperienza aveva dei limiti».
Ma l’atteggiamento del Pd sulla sortita del dottor Calearo non è piaciuta a Prodi. Certo, il leader del Pd e il presidente del Consiglio ieri mattina si sono sentiti per telefono, si sono trovati d’accordo sul fatto che non fosse il caso “criminalizzare” l’ex leader di Federmeccanica e che fosse il caso di costringere Calearo a diffondere una precisazione.
Ma nei tre comizi di ieri (mattina a Massa, pomeriggio a Parma, sera a Reggio Emilia), Veltroni non ha mai pronunciato quel nome, non ha speso una sola parola per censurare uno dei capolista del suo partito, promotore di una sorta di beatificazione politica di Clemente Mastella. E Prodi c’è rimasto male: «Mi sarei aspettato una reazione da parte del partito alle accuse fatte da un capolista-simbolo al governo e a me che sono pur sempre il presidente dello partito…». E poi scherzando: «Per fortuna che il ministro della Difesa ancora una volta ha difeso l’operato del governo, attaccando…».
http://www.lastampa.it/redazione/cms...0799girata.asp