Vorrei sapere dove scrivono i leghisti, visto che sul forum padania ci sono solo oppositori e qui giustamente gli irriducibili indipendentisti!
saluti


Vorrei sapere dove scrivono i leghisti, visto che sul forum padania ci sono solo oppositori e qui giustamente gli irriducibili indipendentisti!
saluti




è noto a tutti che non esiste nemmeno un forum leghista su politicaonline, ma solo forum prevalentemente contro la Lega: c'è qualche leghista sparso che scrive su Padania! a suo rischio e pericolo tra gli insulti e il disprezzo di lorsignori. Io scrivo su Etnonazionalismo, oltre che talvolta qui dai nostri amici frontisti. Non conosco la situazione al di fuori di politicaonline.


Cara halexandra, quando la LN nacque non aveva connotazioni sx-dx, era nata semplicemente per essere un contenitore politico per le istanze padane, e pur essendo giovane, e pur facendo errori, sapeva riconoscere (con i dovuti distinguo) ciò che si faceva di buono sia da una parte, che dall'altra. Ciò permise di avere voti in ogni dove (anche nella mia Emilia che arrivò fino al 7%, che non é male se pensi che la Romagna ha sempre fatto da ancora), e di proporsi come forza fresca distante dalle linee itaglione. Ora mi domando, perché DOVREI criticare mortadellone? Perché fa parte della VOSTRA controparte itagliona di riferimento? Basta dai... La nostra gente può essere ancora unita, ma deve USCIRE da questo gioco al massacro dxIT-sxIT. Ragazzi, cercate di capire che ciò che si sta facendo non é CONTRO DI VOI, abbiamo una voglia matta di una nostra terra, di un nostro spazio vitale, senza per questo dover reggere la coda a questo o a quello. Molti di noi (me compreso), pur annusando il forte odore di bruciato sono rimasti dentro sperando stoltamente di potere cambiare la cosa da dentro, ma quando ti fanno capire che la cosa non é TUA anche se vi hai partecipato, speso soldi, faccia, tempo, litigato con la famiglia ecc. ecc., l'unica cosa che puoi fare é andartene, e se hai la forza e ancora di più: coraggio, tenti IMPRESE (perchè il nostro tentativo é quello) per provare a ristabilire una cosa che da sempre é nei nostri cuori: la nostra libertà, in modo pulito, bello, anche romantico, da sognatore... ma senza la seduzione FALSA, IPOCRITA, AUTOINCENSATRICE di un incantatore di serpenti come il CAV. (che non é diverso dal mortadellone in niente, chiaro?).


Stasera lunga chiacchierata con Pagliarini. Partirà anche qualche giusta sassata.






discorso trattato già innumerevoli volte, ma il fatto è che a un certo punto un movimento deve maturare e sapere evolversi dinamicamente in rapporto al proprio milieu di riferimento: credo che l'indipendentismo per l'indipendentismo, avulso dalle grandi problematiche del nostro tempo, così come lo rimpiangono certi personaggi che blaterano altrove, non porta da nessuna parte, è un vicolo cieco, in una realtà come quella delle nazioni padane dove una coscienza identitaria è patrimonio di pochissime elites, e dove la massa vota per chi "mi da più soldi" sia esso dx o sx...
E ciò porta inevitabilmente a doversi schierare in modo netto in relazione a quelle grandi problematiche che minacciano la stessa sopravvivenza fisica dei popoli padani: schierarsi pragmaticamente con quello che spesso può essere nient'altro che il male minore.


Pagliarini... orrendo il suo quasi esaltare le banche, strumento della grande finanza apolide: ah certo, ma purchè facciano buoni tassi d'interesse (in ogni caso da usurai), che gliene frega al Paglia chi ci sta dietro agli azionisti delle banche? E poi osceno, da voltastomaco, l'invito finale alla moderazione sul problema dell'invasione immigratizia, che la dice lunga su dove vuole andare a parare il personaggio. Una visione culturale la sua dominata dall'economicismo volto ovviamente in senso ultraliberista: lontanissima dai miei ideali.


Per me il male minore é rimanere soli, al massimo una collaborazione a progetto basata su cose piccole e svelte da ottenere, il tutto rimanendo fuori da fasi governative ad ogni livello (sempre che non sia io l'eletto inteso come movimento), con un numero tale di consiglieri da poter decidere della sorte altrui.