Extraordinary rendition: un canadese all'inferno
Non è la prima storia del genere che emerge dagli orrori delle extraordinary rendition e delle varie Guantanamo sparse per il mondo dopo l'11 settembre. Notissima quella di un tedesco di origine araba rapito dai servizi americani in Bosnia e tenuto per diversi mesi in una segreta afghana: per quel caso ci fu anche una protesta formale del cancelliere di Berlino. Adesso è la volta del Canada, dove un giudice ha riconosciuto "l'errore" dei servizi segreti canadesi che avevano fatto una segnalazione agli americani. I quali si era subito afferttati a far sparire il sospetto in un carcere siriano dov'è stato torturato per un anno.
È accaduto in Canada a Maher Arar, arrestato e deportato in Siria dalle autorità americane perché sospetto membro di al Qaida. Ma ora la commissione d´inchiesta voluta dal governo candadese per far luce sulla vicenda ha concluso i suoi lavori rivelando la totale assenza di legami tra Arar e la pericolosa organizzazione terroristica.
Il giovane di Ottawa, professione ingegnere informatico, siriano d'origine, era stato arrestato nel 2002 su segnalazione fatta alle autorità americane da parte della polizia federale canadese. L´"errore di identificazione" lo ha portato, dopo l'arresto, ad essere deportato nel carcere di Damasco, dove - ha rivelato l'inchiesta - è stato sottoposto a torture tanto da arrivare a confessare un suo coinvolgimento, mai esistito, nelle operazioni criminali di al Qaida.
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