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  1. #1
    a.k.a. tolomeo
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    Predefinito Meno Stato a sinistra, please

    E’ tornato il socialismo reale all’italiana, su carta intestata Palazzo Chigi



    Dice Tony Giddens che il socialismo è morto.
    Non aveva ancora letto il progettino
    che Rovati ha spedito a Tronchetti Provera.
    Né l’intervista di Bersani, che si propone di
    “riformare il capitalismo italiano”. Le parole
    contano. E’ tornata la “politica industriale”, e
    rispunta pure la “nuova programmazione
    economica”. La chiameranno Nep? Gli anni
    ruggenti delle privatizzazioni sono finiti, i capitalisti
    senza capitali arrancano. E allora vai
    con il revival del socialismo reale all’italiana,
    che dal Duce a Beneduce non è mai morto.
    La rivoluzione liberale sta finendo in soffitta,
    e un riformista non sarà mai abbastanza incazzato
    con Berlusconi per averla screditata,
    predicandola senza farla. Le delusioni generano
    illusioni: il paese ha ripreso a credere
    alla favola che più stato e meno mercato possano
    darci l’Eldorado. Che alibi, per chi a sinistra
    non ha mai smesso di pensarlo. La gloriosa
    battaglia dei taxi rischia di restare nei
    libri di storia come un atto di eroismo isolato
    e sfortunato, cui fece seguito la controrivoluzione.
    Il socialismo, almeno nell’accezione
    occidentale, è alta spesa pubblica più elevata
    redistribuzione. Come lo chiama Salvati,
    “keynesismo-welfarismo”. Ha funzionato, eccome
    se ha funzionato, fino alla metà degli
    anni Settanta, garantendo all’Europa una
    lunga stagione di prosperità e di coesione sociale.
    Solo che è finito da un quarto di secolo.
    Per una ragione molto semplice: i paesi europei
    non riescono più a produrre la ricchezza
    necessaria a finanziare il miracolo. Perché
    l’energia non è più a buon mercato, perché
    gli ex poveri del mondo si sono messi a farci
    la concorrenza, e perché la tassazione ha raggiunto
    livelli non sopportabili dalle classi
    medie. Infatti, da un quarto di secolo, nessun
    paese riesce più ad avere insieme forte crescita,
    grande welfare e basso deficit. Bisogna
    scegliere. E bisogna scegliere la crescita.
    Politicamente parlando, bisogna scegliere
    tra libertà, uguaglianza e solidarietà. I liberali
    sono per la libertà, i socialisti per l’uguaglianza
    e i cristiani per la solidarietà. L’Ulivo,
    via Partito democratico, dice di voler fondere
    alla pari le tre tradizioni politiche con i relativi
    valori. Invece è impossibile, senza stabilire
    una gerarchia adatta ai tempi: prima la
    libertà. Dalla Finanziaria alla Telecom, la
    scelta è sempre obbligata. Ed è la scelta tra
    “pubblico” e “statale”. L’interesse pubblico
    non è la proprietà privata di Telecom, ma l’efficienza
    del servizio telefonico e il suo basso
    costo. La moderna giustizia sociale è il low
    cost. Far rispettare le regole: di altro lo stato
    non deve occuparsi, meno che mai su carta
    intestata della presidenza del Consiglio. Il
    “pubblico” non è la Cassa depositi e prestiti,
    ed è davvero un paradosso che a riconsegnarcela
    sotto forma di stato-imprenditore
    siano stato Tremonti (keynesiano di complemento).
    L’azienda “pubblica” per eccellenza
    in Italia c’è già: l’Alitalia. Lì è tutto pubblico:
    debiti, disservizi e sfascio. Grazie, abbiamo
    già dato. Pubblico è la “public company”, non
    una nuova Iri delle reti. Di interesse pubblico
    non è come ripianare i debiti di Tronchetti,
    che di Telecom possiede il 18 per cento, ma
    come non farli pagare a chi possiede il restante
    80 per cento del capitale. Il “pubblico”
    è là fuori, nel famigerato mercato; e speriamo
    che Guido Rossi si rilegga i suoi libri, prima
    di decidere quali interessi tutelare nella società
    che ora presiede.
    Il fatto è che la sinistra non può cavarsela
    aggiungendo semplicemente un po’ di libertà
    al suo cavallo di battaglia dell’uguaglianza.
    Perché senza la libertà oggi ti scordi pure l’uguaglianza.
    Lo stato non è più la soluzione dei
    problemi, è sempre più spesso il problema.
    Ho seguito le vicende Telecom nel chiuso della
    certosa toscana di Pontignano, in mezzo a
    una piccola folla di inglesi riuniti in seminario.
    Non riferisco i giudizi sullo spettacolo,
    per carità di patria. Cito solo qualche dato
    per il confronto con un paese che ha scelto il
    mercato. Ognuno di loro produce 36.590 dollari
    di ricchezza all’anno contro i nostri
    31.400: siamo ormai sotto la media degli europei
    occidentali e prossimi al sorpasso spagnolo.
    Se faccio la somma per 4 persone, una
    famiglia italiana perde ogni anno 20 mila dollari
    rispetto a una inglese. Vuoi vedere che il
    mercato è di sinistra? Rispettandone le regole,
    la Gran Bretagna l’anno scorso ha attratto
    165 miliardi di dollari di investimenti stranieri
    contro i 16 dell’Italia: dieci volte tanto.
    Non stupisce, in un paese in cui le trattative
    private con potenziali investitori stranieri finiscono
    in un comunicato del pres-del-cons.
    Antonio Polito
    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

  2. #2
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    Statalizziamo E Nazionalizziamo Tutto!!!!

  3. #3
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    Mi chiedo com'è che Polito possa essere parte di questa sinistra. Lui, come pochi altri, cerca di importare un modello Blair. Perfetto, questa è una sinistra valida per il nuovo millennio.
    Condivido il suo discorso che è giustamente liberale.

  4. #4
    a.k.a. tolomeo
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    Citazione Originariamente Scritto da Teofilo Spurio Visualizza Messaggio
    Mi chiedo com'è che Polito possa essere parte di questa sinistra. Lui, come pochi altri, cerca di importare un modello Blair. Perfetto, questa è una sinistra valida per il nuovo millennio.
    Condivido il suo discorso che è giustamente liberale.
    suppongo sia colpa di quel piccolo mostro di partito che è la RNP.
    i radicali cercavano casa, poi si sono scissi, poi quelli a sinistra si sono messi insiema a Boselli (bah), sono sempre stati un po' homeless.
    Il discorso è liberale, e allo stesso tempo è molto critico della politica del governo. Non è uno stupido Polito.

    Non stupisce, in un paese in cui le trattative
    private con potenziali investitori stranieri finiscono
    in un comunicato del pres-del-cons.
    .

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  5. #5
    i' marchese del grullo
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    suppongo sia colpa che il polito scrive 'odeste 'cose su i' foglio .... e che prende i soldini dal nanetto ...

  6. #6
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    Però Polito non si è candidato con la Rosa nel Pugno ma con l'Ulivo. Concordo che non sia affatto uno stupido. Ma io, fossi in lui, in quell'Ulivo, non ci starei.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Teofilo Spurio Visualizza Messaggio
    Però Polito non si è candidato con la Rosa nel Pugno ma con l'Ulivo. Concordo che non sia affatto uno stupido. Ma io, fossi in lui, in quell'Ulivo, non ci starei.
    opsss... hai ragione, mi sono sbagliato. si è presentato con la margherita, se non ricordo male.
    e di recente ha avuto qualche dissapore con il Riformista, di cui era stato direttore.
    .

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  8. #8
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    Si, ma checché ne dica il toscanaccio (appellativo benigno), Polito non scrive sul Foglio. La smetta di ripeterlo.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da tolomeo Visualizza Messaggio
    opsss... hai ragione, mi sono sbagliato. si è presentato con la margherita, se non ricordo male.
    e di recente ha avuto qualche dissapore con il Riformista, di cui era stato direttore.
    Polito infatti fa parte di quella parte di figure "sinistre" che si definiscono "riformiste" ma che senza rendersene conto sono scivolate nel liberismo economico di peggior specie ove le ragioni economiche il benessere delle classi economiche più agiate hanno il sopravvento sui bisogni del popolo.

    Gente allettate dal lusso e dalla ricchezza pronte a gettare al rogo ogni forma di solidarietà ed equilitarismo e che vedono nella politica solo un mezzo per arricchirsi.

    Individui che cercano nelle masse il consenso ed i voti necessari per poter acquisire posizioni politiche di rilievo ma che intendono favorire i ceti più abbienti dai quali cercano ricchezza e lusso.

    Gente annebbiati dal lusso e che credono di raggiungerlo "dicendo" di difendere i poveri!!!!

    Saluti

  10. #10
    a.k.a. tolomeo
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    Citazione Originariamente Scritto da Teofilo Spurio Visualizza Messaggio
    Si, ma checché ne dica il toscanaccio (appellativo benigno), Polito non scrive sul Foglio. La smetta di ripeterlo.
    opsss, nuovamente.
    da ieri è stata annunciata la sua collaborazione al Foglio.
    Che Polito abbia fatto questa scelta è segno della sua apertura - al contrario del toscanaccio - e della sua vena di non affiancarsi agli strombettatori "a tutti i costi" dell'Unione.
    E poi, il Foglio da sempre accoglie firme più diverse, purchè sappiano srivere ed abbiano cose intelligenti da dire.
    .

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