Se per destra intendiamo quella descritta molto bene nel suo libro "Per farla finita con la destra" da Stenio Solinas, non posso fare altro che condividerne il pensiero. Anch'io, pur avendo qualche anno in meno del giornalista /scrittore, ho potuto toccare con mano cosa volesse dire avere insegnanti bacchettoni che portavano ad esempio l'alta moralità della chiesa,salvo poi comportarsi in modo diametralmente opposto ai principi che esaltavano; ho conosciuto la repressione attuata da certi genitori, per fortuna non i miei, che impedivano ai figli di utilizzare stili di vita, abbigliamento e tutto ciò che all'epoca significava essere giovani, con tutte le conseguenze del caso. Di esempi ne potrei fare altri mille, ma non voglio scadere nello scontato, poichè, parlando di queste cose, per chi le ha vissute, non si potrebbe fare altro che confermarle. Non ho un rifiuto preconcetto nel considerarmi "uomo di destra", ritengo soltanto lecito il fatto che possa dissentire da un certo tipo di destra.
La mia collocazione naturale è in quell'area sociale, nazionale,libertaria e modernista che da sempre, con coerenza, rivendica e porta avanti il proprio ruolo di presenza critica, di sasso nello stagno, di innovazione. Non è un caso che la stragrande maggioranza dei giovani di un tempo si sia riconosciuta in questo gruppo di folli idealisti, di giovani ribelli che, aldilà delle apparenze, checchè se ne dica, avevano mollato il nostalgismo superandolo, creando un nuovo modo di intendere la "destra". Grazie a quei ragazzi, tra i quali, con molta umiltà, mi ci colloco, la sinistra non riuscì ad egemonizzare al 100%. Se i ragazzi di "destra" di un tempo avessero dovuto avere come unico esempio quello dei "vecchi", la sinistra italiana avrebbe governato per sempre. Ripeto: non è un rifiuto, il mio, quello di considerarmi di destra è semplicemente il reale resoconto di un vissuto che, raggiunti i cinquanta, diventa obbligatorio.Pur mantenendo, seppur non condividendo in toto il pensiero conservatore, il rispetto è doveroso, non è un caso che il sottoscritto abbia scelto questa tribuna per confrontarsi.





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