La truffa del secondo pilastro
Ancora una volta la beffa oltre al danno
E’ forse la più indegna speculazione dei caimani della destra economica anti sociale e anti nazionale.
Per la terza volta il governo ha bloccato un aumento dei tassi al 2,5 per cento. Una magnifico regalo ai plutocrati delle assicurazione e un furto agli assicurati.
Lo abbiamo già scritto, ma giova ripeterlo. Il secondo pilastro è una colossale truffa, come lo sono tutte le assicurazioni obbligatorie gestite da privati.
I ciarlatani del liberismo parlano di concorrenza vivifica e salvifica del “mercato”, il Dio miserabile della nostra epoca. La menzogna è sotto agli occhi di tutti.
Mentre l’AVS è statale e quindi utili e perdite sono gestite dalla collettività e nessuno ci guadagna salvo la solidarietà generazionale e l’armonia della società, il secondo pilastro vede il cittadino obbligato a dare i suoi soldi agli assicuratori ( la libera concorrenza sta nella scelta tra un furbastro e uno peggiore: rinunciare è vietato) i quali gestiscono un patrimonio immenso assicurandosi ( lo loro sanno davvero assicurarsi) un piccolo vantaggio nei confronti dei comuni mortali: loro non possono perdere. Chi perde è sempre l’assicurato.
Loro possono sempre violare i patti, l’assicurato no.
Quando gli affari erano andati male in seguito allo scoppio della bolla speculativa della cosiddetta nuova economia innestata da internet, gli assicuratori avevano dato vita al muro del pianto, con tecnica tipica dell’usurocrazia. Bisognava diminuire le rendite, dicevano, dimenticando gli anni e i decenni grassi in cui avevano fatto astronomici guadagni.
E ci erano riusciti con l’aiuto del governo in cui domina la destra economica
Poi le cose sono andate meglio. Nel 2005 le fondazioni previdenziali del secondo pilastro hanno fatto registrare una performance del 10,4 per cento. Mica roba da ridere: una montagna di soldi. Per il Consiglio federale questo però non basta, benché ancora nel maggio scorso un sondaggio effettuato presso le casse che rappresentavano quasi la metà dei 660 miliardi di franchi di cui dispo-ne l’intera previdenza professionale, indicava un guada-gno medio dell’11,1 per cento nel 2005. Guadagni astronomici con gestione di patrimoni astronomici quali sono 660 miliardi di franchi! Alla fine dell’anno scorso, il grado di copertura, cioè il patrimonio netto disponibile a garanzia delle prestazioni assicurate, era salito in media al 109 per cento. Ed i consigli di fondazione avevano destinato alle riserve tre quarti dei guadagni maturati, mentre le casse versavano agli assicurati un interesse del 2,8 per cento, dunque superiore al minimo del 2,5.
Una cosa ovvia, dovuta, ma troppa grazia per qualcuno. Quando si gestiscono quasi mille miliardi di franchi si è più di una lobby, si è una potenza economica e politica. Nella nostra sempre più fasulla democrazia le lobbies economiche contano più di milioni di cittadini. E così è iniziata la pressione sul governo. Il quale ha tirato il freno e ha deciso in pratica di fare alle assicurazioni un regalo di milioni ed ovviamente a spese de-gli assicurati. Non si spiegherebbe altrimenti perché l’otti-mismo di appena quattro mesi fa debba ora cedere il posto a previsioni disastrose. Ed ecco la solita ovvia domanda: perché quando le cose vanno male (anche per effetto degli errori compiuti dai manager) alla cassa ven-gono chiamati soltanto gli assicurati? E quando le cose vanno bene ad approfittarne sono soltanto gli assicuratori?
E perché mai a farsi carico dei rischi devono essere gli assicurati, come se fossero investitori? Che quando guadagnano incassano e quando perdono non pagano?
Le lobbies sono il cancro della democrazia e quella degli assicuratori è spudorata: come è spudorato un Governo che obbliga i cittadini a regalare i soldi agli assicuratori cjhe hanno anche la faccia rosta di lamentarsi perché è aumentata la vira media.
Vogliono che crepiamo presto per tenersi i soldi in eccesso che siamo costretti a regalare. Anche la beffa dopo il danno.




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