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Discussione: Roma e Giudea

  1. #1
    Sesquipedal
    Ospite

    Predefinito Roma e Giudea

    [:::]I due valori opposti "buono o cattivo" "buono e malvagio" hanno combattuto sulla terra una lotta terribile e millenaria:
    e per quanto sia certo ormai che il secondo valore ha da lungo tempo superato il primo, non mancano certo luoghi in cui la lotta continua ancora, e il suo esito non è certo. Potremmo addirittura dire che nel frattempo essa è stata portata sempre + in alto , facendosi sempre più profonda, più spirituale; tanto che oggi non esiste forse segno più chiaro della natura superiore, della natura più spirituale che essere scissi in codesto senso, ed essere ancora realmente un campo di battaglia per quei contrasti. Il simbolo di questa lotta scolpito in una scultura che è sopravvissuta chiara e leggibile a tutta la storia dell' umanità è: "Roma contro Giudea", "Giudea contro Roma" e sino ad oggi non si è dato alcun avvenimento più grande di questa lotta di quest' impostazione del problema di questo contrasto mortalmente ostile. Roma vide nell' Ebreo qalcosa come la contro natura stessa, come un Monstrum ai suoi antipodi; a Roma l' Ebreo era ritenuto reo convinto di odio contro tutto il genere umano e a buon diritto, in quanto sia un diritto di riconnettere la salvezza il futuro del genere umano al dominio dei valori aristocratici, dei valori romani.E gli Ebrei, invece, quali erano i loro sentimenti verso roma? lo si indovina da mille segni; ma basta soltanto ripensare attentamente all' Apocalisse giovannea, a questa che è la più squallida tra tutte le invettive scritte, che la vendetta abbia sulla coscienza. (Non si sottovaluti, infatti, la profonda logica dell' istinto cristiano che proprio su questo libro dell' odio scrisse il nome del discepolo dell' Amore, quello stesso cui attribuì quel vangelo dell' amore estatico: in ciò c'è una parte di verità per quanta falsificazione letteraria fu stata necessaria a questo scopo). I Romani rappresentavano infatti i forti e gli aistocratici, come sulla terra non sono mai esistiti di più forti e di più nobili nè tanto meno sono mai stati sognati: ogni loro vestigio, ogni loro iscrizione è una gioia, posto che si indovini che cosa scrive in essi. Gli Ebrei , invece, erano quel popolo sacerdotale, del risentimento, par excellence, cui era innata un' ineguagliabile genialità popolare-morale: basta paragonare infatti gli ebrei ai popoli in possesso di qualità affini, ai Cinesi o anche ai Tedeschi per capire perfettamente che cosa è di primo e che cosa è di quarto grado. Chi di essi ha temporaneamente vinto, Roma o la Giudea, ma non è possibile alcun dubbio: pensiamo davanti a chi, proprio a Roma ci si inchina oggi, come davanti alla summa di ogni valore supremo- e non solo a Roma, ma quasi su metà della terra, ovunque l' uomo sia stato reso mansueto o voglia diventarlo - dinanzi cioè a tre Ebrei, come ben si sa, e dinanzi a un' Ebrea (dinanzi a Gesù di Nazareth a Pietro il pescatore a Paolo il tessitore di tappeti e alla madre del già citato Gesù , Maria). Questo è molto interessante: senza ombra di dubbio Roma è stata sconfitta. In ogni modo il Rinascimento rappresentò il risveglio grandiosamente inquietante dell' ideale classico, della maniera aristocratica di giudicare ttte le cose: allo stesso modo di chi si è risvegliato da una morte apparente, Roma stessa si mosse sotto il peso della nuova Roma giudeizzata costruita su quella antica, che aveva l' aspetto di una sinagoga ecumenica e che veniva chiamata "Chiesa"; ma immediatamente Giudea tornò a trionfare grazie a quel movimento di Ressentiment essenzialmente plebeo (tedesco-inglese) cui si da il nome di Riforma, con in più tutte le sue conseguenze, la restaurazione della Chiesa- la restaurazione anche della vecchia cimiteriale quiete della Roma classica. Con la Rivoluzione Francese Giudea tornò ancora a sconfiggere l' ideale classico, in un senso ancora piu'decisivo e profondo : l' ultima aristocrazia politica esistente in Europa XVII- XVIII, crollò sotto gli istinti popolari del Ressintement- e mai sulla terra si vide giubilo maggiore e più rumoroso entusiasmo. Vero è che proprio al suo culmine accadde la cosa più mostruosa e inattesa, più semplice, più forte e più penetrante che mai, di fronte all' antica fallace formula del privilegio dei più, propria del Ressintement e, di fronte alla volontà di deteriorare, abbassare, livellare, di far scadere e scomparire l' uomo, la formula opposta, terribile e fascinosa, del privilegio dei pochi! Come ultima indicazione dell' altra strada apparve Napoleone, l' uomo più singolare e più tardivamente apparso che mai sia esistito e con lui l' incarnazione del problema dell' ideale aristocratico in sè - si faccia bene attenzione a che tipo di problema sia mai questo: Napoleone , questa sintesi di non - uomo e di super-uomo...

    Frederich Nietzsche da: Genealogia della Morale

  2. #2
    Sesquipedal
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    Citazione Originariamente Scritto da Sesquipedal Visualizza Messaggio
    [:::]I due valori opposti "buono o cattivo" "buono e malvagio" hanno combattuto sulla terra una lotta terribile e millenaria:
    e per quanto sia certo ormai che il secondo valore ha da lungo tempo superato il primo, non mancano certo luoghi in cui la lotta continua ancora, e il suo esito non è certo. Potremmo addirittura dire che nel frattempo essa è stata portata sempre + in alto , facendosi sempre più profonda, più spirituale; tanto che oggi non esiste forse segno più chiaro della natura superiore, della natura più spirituale che essere scissi in codesto senso, ed essere ancora realmente un campo di battaglia per quei contrasti. Il simbolo di questa lotta scolpito in una scultura che è sopravvissuta chiara e leggibile a tutta la storia dell' umanità è: "Roma contro Giudea", "Giudea contro Roma" e sino ad oggi non si è dato alcun avvenimento più grande di questa lotta di quest' impostazione del problema di questo contrasto mortalmente ostile. Roma vide nell' Ebreo qalcosa come la contro natura stessa, come un Monstrum ai suoi antipodi; a Roma l' Ebreo era ritenuto reo convinto di odio contro tutto il genere umano e a buon diritto, in quanto sia un diritto di riconnettere la salvezza il futuro del genere umano al dominio dei valori aristocratici, dei valori romani.E gli Ebrei, invece, quali erano i loro sentimenti verso roma? lo si indovina da mille segni; ma basta soltanto ripensare attentamente all' Apocalisse giovannea, a questa che è la più squallida tra tutte le invettive scritte, che la vendetta abbia sulla coscienza. (Non si sottovaluti, infatti, la profonda logica dell' istinto cristiano che proprio su questo libro dell' odio scrisse il nome del discepolo dell' Amore, quello stesso cui attribuì quel vangelo dell' amore estatico: in ciò c'è una parte di verità per quanta falsificazione letteraria fu stata necessaria a questo scopo). I Romani rappresentavano infatti i forti e gli aistocratici, come sulla terra non sono mai esistiti di più forti e di più nobili nè tanto meno sono mai stati sognati: ogni loro vestigio, ogni loro iscrizione è una gioia, posto che si indovini che cosa scrive in essi. Gli Ebrei , invece, erano quel popolo sacerdotale, del risentimento, par excellence, cui era innata un' ineguagliabile genialità popolare-morale: basta paragonare infatti gli ebrei ai popoli in possesso di qualità affini, ai Cinesi o anche ai Tedeschi per capire perfettamente che cosa è di primo e che cosa è di quarto grado. Chi di essi ha temporaneamente vinto, Roma o la Giudea, ma non è possibile alcun dubbio: pensiamo davanti a chi, proprio a Roma ci si inchina oggi, come davanti alla summa di ogni valore supremo- e non solo a Roma, ma quasi su metà della terra, ovunque l' uomo sia stato reso mansueto o voglia diventarlo - dinanzi cioè a tre Ebrei, come ben si sa, e dinanzi a un' Ebrea (dinanzi a Gesù di Nazareth a Pietro il pescatore a Paolo il tessitore di tappeti e alla madre del già citato Gesù , Maria). Questo è molto interessante: senza ombra di dubbio Roma è stata sconfitta. In ogni modo il Rinascimento rappresentò il risveglio grandiosamente inquietante dell' ideale classico, della maniera aristocratica di giudicare ttte le cose: allo stesso modo di chi si è risvegliato da una morte apparente, Roma stessa si mosse sotto il peso della nuova Roma giudeizzata costruita su quella antica, che aveva l' aspetto di una sinagoga ecumenica e che veniva chiamata "Chiesa"; ma immediatamente Giudea tornò a trionfare grazie a quel movimento di Ressentiment essenzialmente plebeo (tedesco-inglese) cui si da il nome di Riforma, con in più tutte le sue conseguenze, la restaurazione della Chiesa- la restaurazione anche della vecchia cimiteriale quiete della Roma classica. Con la Rivoluzione Francese Giudea tornò ancora a sconfiggere l' ideale classico, in un senso ancora piu'decisivo e profondo : l' ultima aristocrazia politica esistente in Europa XVII- XVIII, crollò sotto gli istinti popolari del Ressintement- e mai sulla terra si vide giubilo maggiore e più rumoroso entusiasmo. Vero è che proprio al suo culmine accadde la cosa più mostruosa e inattesa, più semplice, più forte e più penetrante che mai, di fronte all' antica fallace formula del privilegio dei più, propria del Ressintement e, di fronte alla volontà di deteriorare, abbassare, livellare, di far scadere e scomparire l' uomo, la formula opposta, terribile e fascinosa, del privilegio dei pochi! Come ultima indicazione dell' altra strada apparve Napoleone, l' uomo più singolare e più tardivamente apparso che mai sia esistito e con lui l' incarnazione del problema dell' ideale aristocratico in sè - si faccia bene attenzione a che tipo di problema sia mai questo: Napoleone , questa sintesi di non - uomo e di super-uomo...

    Frederich Nietzsche da: Genealogia della Morale

    Dedicato alle turbe ancora impantanate nei vari "cristianesimi"......



    Caio Marcello

 

 

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