
Originariamente Scritto da
JOE IL ROSSO
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Ricevuti a Palazzo Marini dal delegato del ministro. Gadaleta, Cip Bari: "Hanno compreso le nostre esigenze"
23 settembre 2006
Insegnanti precari da Fioroni, in arrivo 150mila assunzioni
I nuovi posti di lavoro saranno scaglionati in tre anni. 20 mila i posti per il personale Ata
Antonio Scotti


Immagine: © n.c.
Sono partiti da ogni angolo di Italia per incontrare il ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni e parlare del loro futuro.
Le quaranta delegazioni di precari italiani, insieme ai rappresentanti sindacali, si sono così dati appuntamento a Palazzo Marini di Roma dove sono stati ricevuti da Ermanno Barbieri, delegato del ministro. Le notizie per la categoria dei futuri insegnanti sono positive:
saranno 150 mila, infatti, le assunzioni che il ministero ha promesso ai precari della scuola. I posti di lavoro a tempo indeterminato saranno suddivisi nell’arco dei tre anni e riguarderanno anche il personale Ata (le figure amministrative, tecniche ed ausiliare). Ora la palla passa alla definizone della prossima finanziaria che dovrebbe far seguito all'indicazione del ministero della Pubblica istruzione.
A rappresentare il Cip di Bari (comitato insegnati precari) Maria Rita Gadaleta, che commenta positivamente l’esito dell’incontro: “E’stata una riunione molto lunga, ma è servita perché abbiamo compreso che il ministero ha ben capito le problematiche che affliggono i precari ed è pronto a ribadire l’importanza di questo problema nella discussione della prossima finanziaria”.
“La stabilizzazione del rapporto di lavoro – continua- è parte del processo di miglioramento e riqualificazione della scuola pubblica, oramai afflitta da problemi che si ripercuotono prima di tutto sugli alunni oltre che sulla categoria degli insegnanti”.
Nessuna novità sulla tabella di delegificazione proposta dalla Commissione Cultura della Camera dei Deputati. Questa, potrebbe azzerare una volta per tutte i punti di credito su cui futuri insegnanti possono contare dopo aver frequentato master o corsi di specializzazione. Situazione incerta, visto che i precari si chiedono se il provvedimento, eventualmente approvato, potrà essere retroattivo. Se così, infatti, si renderebbero vani in termini di punteggio i corsi frequentati. “Dobbiamo aspettare la discussione della prossima legge finanziaria- racconta Gadaleta- perché si tratterebbe di una modifica da apportare alla legge. Quello che chiediamo è di giungere ad un regolamento unico e non più variabile negli anni”.