

Appunto, in quei casi non mi risulta serva l'assistenza di nessuno.
C'è chi sceglie di suicidarsi andando a sbattere contro un albero, serve una struttura per quello?! O impiccandosi in casa. O ancora utilizzando una pistola.
Si parla di suicidio assistito nel caso di malati terminali o le cui condizioni di salute siano tali da provocare sofferenze intollerabili. I malati le cui condizioni sono tali da "non essere più in grado di perseguire libertà o felicità".


allora ricapitolo.
chi è a favore dell eutanasia immagino, visto che non c è differenza di sostanza, è anche a favore del suicidio libero, che invece lo stato italiano, pur non perseguendo penalmente, non avvalla, perchè pone la vita tra i valori fondanti.
ora se lo si vuole legittimare si da la possibilità di farlo in condizioni controllate, in cui si riduca il dolore, il rischio di "fallimento", e danni a terzi.
E' assurdo che l'Italia resti ancora uno dei pochi paesi europei dove comanda una setta religiosa. bah.


infatti io non ho affrontato la questione da un punto di vista religioso, che comunque secondo me è un dato obiettivo, nel senso che volenti o nolenti la vita non ce la diamo da soli, e il cristianesimo non fa che evidenziare e questo.
sono invece partito dalle problematiche che sono connesse ontologicamente al problema, in primis quello dell analisi della volontà, che deve essere rigorosa e assoluta, pena i rischi di uccidere chi in realtà non lo vuole, o chi se avesse un po di tempo magari cambierebbe idea.
poi pensiamo anche ad altri problemi legati ad una gestione libera del suicidio:
pensate a chi decida di uccidersi per motivi economici o di insoddisazioni di studio o di lavoro, cosa che capita abbastanza frequentemente.
ammettere la possibilità di "fuga" dai problemi sarebbe un ulteriore e pazzasco modo dello stato per "liberarsi" dei problemi sociali, rimuovendoli invece che curandoli.
secondo me è pazzasco, ma se a voi va bene.......




poi applicando questo ragionamento si prospettano scenari veramente catastrofici:
affermare che la vita non è un valore primario, significa poi poterla subordinare ad altri interessi.
interessi economici, sociali, statali e così via.
secondo me bisogna opporre un fermo e netto NO ad ogni tipo di manipolazione della vita.
per quanto riguarda l accanimento terapeutico, invece, sono d accordo:
dopo un certo limite è sbagliato.


ti andrà bene uno stato che farà propaganda affinchè i vecchi, ormai inutili e non produttivi, scelgano la dolce morte per il bene dei loro figli e dei loro nipoti?
ti andrà bene uno stato che spingerà sulle famiglie dei malati mentali o fisici per convincerli a morire?
a me no.
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