voi faccio un regalo, ecco la Tradizione:
![]()


voi faccio un regalo, ecco la Tradizione:
![]()


le posizioni a favore dell'eutanasia sono già state perfettamente espresse.
aggiungo solo due spunti di discussione.
il primo, è la statua del galata suicida, l'altro è la figura di Catone Uticense, suicida, che Dante assegna come custode del Purgatorio.


La vita è un dono se sei in un'ottica creazionista. Se la dimensione umana è solo una delle dimensioni possibili dell'essere, se l'essere ha stati molteplici e qui è solo di passaggio, non si tratta di dono. Il suicidio o la resistenza al suicidio altro non è che la conseguenza del proprio karma (così direbbero gli orientali). Noi parliamo di Fato.
Galaad, io so cosa vuol dire per una persona essere nella fase terminale di una malattia incurabile, so cosa vuol dire aver cura di una persona a cui vuoi immensamente bene e tutti e due sanno benissimo che non c'è via d'uscita.
Mi autoquoto: "Eutanasia, diritto e non delitto!".


Il problema che rende inconciliabili tante posizioni al riguardo dell’autoepurazione, è che molti non riescono a distinguere l’aspetto politico, o sociologico, della questione da quello ontologico.
Nel primo caso è effettivamente vero che uno stato, o comunque una qualsiasi comunità umana socialmente strutturata, deve in qualche modo regolamentare anche la scelta suicidiaria, altrimenti questa rischierebbe di minarne l’ordinamento. Ma, in ogni modo e a mio parere, questo è un compito che solo all’interno di una società sana può essere esercitato legittimamente e, in un certo qual senso, con giustizia. Assume infatti colorazione grottesca il fatto che in un mondo quale l’attuale, quanto mai necrofilo e nichilista, il suicidio subisca condanna o divieto, così come l’eutanasia. Direi anzi che c’è della schizofrenia bella e buona in tutto ciò, chè, anzi, allo stato attuale dei fatti, mi sembra che (almeno in parte) oggi chi si uccide obbedisca silente ad un suggerimento che gli viene impartito per via inconscia a tambur battente ed in tutte le maniere possibili.
Nel secondo caso, invece, concordo anche io sulla assoluta legittimità di una “scelta” che non è che l’espressione ultima della recita che si è “scelto” di protrarre in seno all’esistente.
Eh, il discorso, assai interessante , richiederebbe ben altro approfondimento. Ma l’ora è tarda…


Epperò, senza nulla voler togliere al tuo discorso (che condivido in toto), forse un certo distinguo sarebbe comunque opportuno farlo. Perchè, almeno che io sappia, un atto suicidiario dovrebbe comportare comunque ulteriore appesantimento karmico (fermo restando che ne è anche il prodotto come affermi tu), al contrario medesima peggiorativa non si può attribuire al rispetto di ciò che ha decretato il Fato (o che ha scelto, raccolto, l'anima prima di nascere, come avrebbe detto Platone). Ma questo, forse, è argomento poco adatto al forum.
(tanto che ci sono ne approfitto, buona ultima, per porgerti anche il mio ben ri-tornato)


Purtroppo anch'io so cosa vuol dire, e nella mia esperienza personale niente mi ha reso più fiero del vedere questa persona lottare fino all'ultimo istante,
senza mai abbandonarsi al desiderio di morte.
Anche quando la speranza se n'era andata già da un pezzo.
Chi Ha Letto Questa Discussione negli Ultimi 365 Giorni: 0