Pagina 2 di 2 PrimaPrima 12
Risultati da 11 a 16 di 16
  1. #11
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    13,968
     Likes dati
    3
     Like avuti
    41
    Mentioned
    3 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    io parteciperei a quelli di schio se solo fossi in zona.. gli stati generali dei veneti nel forum mi pare una ottima idea.. la cosa ottima sarebbe dopo averci lavorato un mese e con almeno 10-20 partecipanti.. fare un documento da inviare a tutte le forze politiche che hanno (o dovrebbero avere) a cuore l'identita' veneta... se si riuscisse a fare un commento alle bozze di statuto nazionale veneto che gia' girano sarebbe altrettanto ottimo..

    che ne dite?

    ps: per le elezioni di pol manca ancora un giorno... aspettate prima di festeggiare...

  2. #12
    Mé rèste ü bergamàsch
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Messaggi
    13,036
     Likes dati
    0
     Like avuti
    23
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Com'è andata domenica?

  3. #13
    Moderatore
    Data Registrazione
    15 Dec 2005
    Località
    Verona
    Messaggi
    710
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Talking

    Citazione Originariamente Scritto da Bèrghem Visualizza Messaggio
    Com'è andata domenica?
    E' andata bene .. la sala era gremita e ci sono stati tanti bei discorsi.... speriamo che adesso seguano i fatti....

  4. #14
    www.pnveneto.org - PNV
    Data Registrazione
    18 Aug 2006
    Località
    Trevixo - Venetia
    Messaggi
    1,133
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Xè disponibiłi łi documenti aprovai da sta riunion? Xé posibiłe lexar cualcosa?

    s-ciao, giane

  5. #15
    Moderatore
    Data Registrazione
    15 Dec 2005
    Località
    Verona
    Messaggi
    710
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Arrow Interventi

    Citazione Originariamente Scritto da giane Visualizza Messaggio
    Xè disponibiłi łi documenti aprovai da sta riunion? Xé posibiłe lexar cualcosa?
    s-ciao, giane
    Go solo l'intervento de Fabrizio Comencini:

    Schio 15/10/2006

    A nome degli amici che hanno organizzato e del mio partito saluto tutti i presenti con sincera amicizia e vi ringrazio per aver accolto il nostro invito.

    Per affrontare la riunione di oggi credo che bisogna mettere alcuni punti fermi.
    1 Stiamo per iniziare un incontro che ha solo interesse di confronto politico;
    2 le intese, se ce ne saranno, riguarderanno le comuni aspettative organizzazioni sociali e di partiti politici che si confrontano sul piano istituzionale, democraticamente;
    3 Gli interventi devono tenere conto del tema di confronto: “L’autonomia e l’autogoverno del Veneto” nei vari aspetti, italiano ed europeo.

    A nome del la liga voglio toccare 3 punti che ritengo meritevoli di riflessione e che, a mio parere, possono essere la base politica per rivendicare l’autogoverno della Regione Veneta.

    Primo punto: la democrazia;
    Secondo punto: il federalismo;
    Terzo punto: l’Europa.

    La democrazia è un qualcosa che è cambiato molto; oggi non è possibile parlare di legittimità democratica allo stesso modo in cui se ne parlava venti o trenta anni fa.
    Il dibattito che si è aperto tra democrazia liberale e realtà plurinazionale, ci aiuta ad arrivare ad alcune conclusioni.
    Lo studio tradizionale (da duecento anni) per cercare di capire la democrazia ha dei limiti, limiti culturali molto chiari, per il fatto che la democrazia è stata costruita dagli stati ed è stata anche pensata e concepita da parte degli stessi stati.
    Tutte le democrazie sono democrazie nazionaliste, cioè sono partite dalle strutture statali che hanno fatto coincidere, parificato, stato e nazione; è iniziato così un processo che gli inglesi chiamano “di costruzione nazionale”, che non è qualcosa di neutro per le Nazioni minoritarie, Quando parlo di nazioni minoritarie intendo il Veneto, i Paesi Baschi, la Catalogna o la Sardegna.
    Nelle costituzioni democratiche moderne si sono introdotti vari tipi di diritti, innanzi tutto
    diritti di carattere liberale, ad esempio l’inviolabilità del domicilio, la libertà di pensiero, di espressione,
    poi sono comparsi diritti di carattere democratico, il suffragio universale, l’elettorato attivo e passivo, ecc…
    dopo ancora diritti di carattere sociale con lo stato sociale, con lo stato di benessere, diritto al lavoro, diritto alla salute, ecc…
    Oggi nel XXI° secolo abbiamo iniziato la quarta fase dei diritti: i diritti di carattere culturale.
    Le teorie politiche tradizionali non sono ancora pronte a comprendere questi nuovi diritti culturali: questo accade non soltanto negli stati plurinazionali europei ma anche, ad esempio, presso le comunità indigene di alcuni stati dell’America latina o dell’America del nord. ( gli esempi recenti di riscoperta orgogliosa delle identità delle popolazioni originarie di alcuni stati dell’america latina sono una novità evidente).
    Oggi stiamo passando dalla sola rivendicazione dell’uguaglianza alla coniugazione dell’uguaglianza con la differenza Culturale.
    Mi domando: le differenze culturali fanno parte del gioco democratico?

    Le democrazie liberali contemplano: la tolleranza, i diritti individuali, le libere elezioni, il principio di legalità…l’economia di mercato ecc…
    Non contemplano invece la possibilità di regolare nella pratica le Realtà Pluriculturali e Plurinazionali che convivono all’interno dello stesso stato.
    Non concepiscono il principio democratico della “sovranità popolare” in un contesto di Pluriculturale e Plurinazionale.
    L’egemonia della tradizione liberale democratica non concepisce l’inserimento dei pluralismi nazionali nel contesto dell’ordinamento politico (non esistono per le costituzioni le differenze culturali e nazionali all’interno dello Stato); ecco perché sono falliti, sino ad oggi tutti, i tentativi di modificare pacificamente le costituzioni delle democrazie contemporanee.
    Infatti, dove c’è stato anche una minimima modifica costituzionale questa è venuta dopo anni di confronto duro tra lo stato nazionale e la componete culturale e nazionale minoritaria.
    Queste “incomprensioni” nascono dalla logica che ha sostenuto lo stato-nazione, il quale sostiene un’organizzazione politica di carattere collettiva e organica contro “l’individualismo nazionale delle minoranze”, in Italia sono patrimonio negativo di quasi tutti i costituzionalisti, politologi e sociologi.
    Per i sostenitori dello stato liberale il “nazionalismo culturale – o le differenze identitarie” sono in contrasto con la democrazia, -al massimo si concede un velato regionalismo quasi disprezzato-,
    mentre, dall’altra parte, per i Nazionalisti (minoritari) senza il riconoscimento delle identità nazionali un sistema non può essere considerato democratico.
    Questo è il dramma che soffriamo in questo secolo, questa la sfida per i federalisti che rappresentano le identità culturali differenti, minoritarie.
    La nostra costituzione è figlia della concezione statal-democratica francese che pone tra i suoi obiettivi fondamentali quello di ottenere “buoni Cittadini”, ossia cittadini impegnati a conseguire un supposto “bene comune” collettivo: “buoni servitori dello stato”.
    Per i teorici di questo sistema la differenza pluriculturale è un delitto!
    Un esempio? Lo sterminio delle minoranze religiose o l’omologazione forzata delle popolazioni slave e asiatiche nella Russia sovietica. O al Francia che nega la diversità della Corsica. Pensate all’opposizione, ai pregiudizi che ancora oggi i partiti della sinistra radicale e i partiti di ispirazione liberal-massonica hanno nei confronti di realtà come quella veneta o sud tirolese.
    Per costoro, “la volontà generale-la sovranità” popolare trova espressione solo in meccanismi quali: le assemblee elettive, i partiti politici, le consultazioni popolari ecc…
    Invece la revisione delle democrazie, nel nostro secolo, dovrà tenere conto che i diritti collettivi non sono negati nelle realtà plurinazionali ma che anzi si può essere liberi ed eguali senza mortificare, emarginare, discriminare e reprimere le identità dei popoli minoritari.
    Il prezzo che abbiamo pagato (noi veneti e tutti i popoli minoritari) per una supposta uguaglianza di cittadinanza è stato quello della nostra propria disuguaglianza e assimilazione in termine di Identità linguistica e culturale: vero e proprio crimine contro i popoli.
    Le regole che si sono date le democrazie liberali non sono neutrali dal punto di vista delle identità individuali, ma hanno negato, di fatto, una serie di valori di carattere particolare: Lingua, ricostruzione di una propria storia, tradizioni comuni, ecc…
    Noi chiediamo di passare dalla negazione delle diversità al riconoscimento delle identità nazionali dei popoli senza stato.
    La lingua per esempio, non è una cosa neutra, bensì implica tutta una serie di differenze semantiche e pragmatiche che costituiscono gli elementi fondamentali dell’identità. La radice, la fonetica, il significato della parola è identità – il fatto, l’azione pratica, la mentalità che è sottesa all’uso della lingua è identità.

    Stabilire che lo stato liberale riconosce le identità nazionali, che ci sono state e che continuano ad esserci sul suo territorio, significa trattare su un piano d’eguaglianza i diritti individuali e fondamentali con le differenti identità nazionali presenti sul suo territorio.

    Il Federalismo.
    Il federalismo asimmetrico è la soluzione che può dare risposta alle nostre richieste di identità e di autogoverno, può regolare il rapporto tra le realtà plurinazionali all’interno delle democrazie attuali.

    Oggi il processo di revisione delle democrazie liberali, in stati come la Spagna, il Belgio, il Canada ci dimostra che è possibile cambiare la costituzione attraverso l’introduzione di un federalismo asimmetrico che rispetta dal punto di vista normativo i valori e le identità delle nazioni senza stato.
    Ma il FEDERALISMO ha due sfide davanti a sé: la globalizzazione e il pluralismo culturale.
    La globalizzazione, gli stati non sono più quelli di una volta, è in atto un processo di integrazione, come quello dell’Unione Europea, e allo stesso tempo all’interno degli stati-storici- si è aperta una sfida che riguarda il pluralismo culturale.
    Sicuramente il modello degli Stati Uniti non da risposte accettabili in materia di pluralismo culturale, anzi, purtroppo, si pone come fine l’omologazione; dobbiamo quindi cercare nuove soluzioni per far convivere la globalizzazione e il pluriculturalismo.

    Elaborare quindi un modello costituzionale che tenga conto delle Nazioni minoritarie in Europa:
    Plurinazionalità e Autogoverno.
    -. Riconoscere la plurinazionalità, la costituzione democratica deve dire che lo stato è plurinazionale, deve prevedere differenze dal punto di vista finanziario, fiscale, organizzativo ecc…che sia appunto riconosciuta la plurinazionalità in costituzione.
    -. Riconoscere l’autogoverno, una volta riconosciuta la plurinazionalità va da se che le realtà nazionali avranno sistemi di governo differenziati perché hanno volontà di autogoverno che sono molto diverse tra loro.
    Il sistema di federalismo che io difendo non è e non può essere quello degli Stati Uniti perché è un modello omogeneo e uniforme che non tiene conto delle differenze e non risolverebbe le cose, come non sono state risolte in Italia.
    Il Federalismo Asimmetrico è un federalismo pluralista che si basa su tre tipi di regolamentazioni:
    1-. Livello costituzionale, riconoscere il carattere plurinazionale dello Stato.
    Collegato a questo riconoscimento ci sono i SIMBOLI. La simbologia è importantissima dal punto di vista dei cittadini. Faccio degli esempi: il plurilinguismo, la bandiera, l’inno nazionale, i francobolli, le selezioni nazionali sportive, le scuole primarie e secondarie anche le università ecc…
    Attraverso la regolamentazione si potrebbero raggiungere e aggiungere molti simboli.
    2-. La Realtà Asimmetrica, ci sono nazioni diverse nell’ambito dello stesso stato.
    In Italia ce ne sono come minimo 5 Veneto, Sud Tirolo, Friuli, Sardegna, Sicilia; (la Valle d’Aosta può far parte della nazione della Savoia, resta tutelata la sua diversità).
    Il federalismo asimmetrico dovrebbe riconoscere a queste nazioni minoritarie competenze di autogoverno diverse dalle altre regioni nell’ambito dello stato, competenze proprie e adatte al proprio autogoverno.
    3-. La Realtà Simmetrica, alcune competenze potrebbero essere simmetriche.
    Per esempio l’ambito fiscale poterebbe essere sviluppato in modo non rigido prevedendo asimmetria per ciò che riguarda il federalismo fiscale, simmetria omogenea per ciò che riguarda il fisco statale, la moneta, la rappresentanza diplomatica statale ecc…

    Queste tre regolamentazioni costituzionali dovrebbero essere sviluppate in cinque ambiti diversi:
    a- L’ambito linguistico e simbolico.
    b- L’ambito istituzionale. Es. Senato federale con diritto di veto per le nazioni minoritarie su temi costituzionali o particolari decisioni che incidono sull’identità minoritaria; presenza nella Corte costituzionale delle nazioni minoritarie ecc.
    c- L’ambito delle competenze. Es. istruzione, l’università, la sanità, i servizi sociali, alla sicurezza interna e locale, ecc…
    d- L’ambito fiscale.
    e- L’ambito delle competenze europee e internazionali. C’è differenza nella politica europea che può essere rappresentata direttamente in molti casi dalla nazione minoritaria e la politica internazionale che può essere di norma comune.


    L’Unione Europea.

    Molto spesso l’Unione Europea è utilizzata come alibi per non far passare le riforme costituzionali all’interno dello Stato.
    Dove ci sono problemi di minoranze gli stati usano l’Europa per dire: “Abbiamo da risolvere i problemi europei e gli altri problemi interni li vedremo dopo, più tardi, perché intanto dobbiamo affrontare quelli più importanti a livello europeo”.
    Non è così, gli stati continueranno ad essere protagonisti per molti anni del processo di costruzione dell’Europa, pertanto la battaglia fondamentale delle minoranze riguarda ciascuno Stato e l’Italia in particolare.
    Per le Nazioni minoritarie non si sa che cosa è questa Europa, presenta allo stesso tempo possibilità di sviluppo e minacce; l’Europa può far perdere l’esclusività di alcune competenze che abbiamo magari già acquisito. Pensiamo alla costituzione europea che per certi versi è in contrasto con il trattato dei diritti dei popoli di Helsiki ( diritto all’autodeterminazione), o il principio di sussidiarietà che estremizzato tende a tagliar fuori le nazioni minoritarie e rivolgersi direttamente ai comuni.
    In Europa non tutto è positivo.
    Per questo è necessario che le Nazioni Senza Stato europee si uniscano per fare forza contro i tentativi di neocentralismo e statalismo.
    Ma per noi veneti la strada del Autogoverno e del riconoscimento dell’Identità deve, per certi versi ancora iniziare, purtroppo nella società veneta solo una piccola elite ha sviluppato questa sensibilità. La maggioranza dei veneti non riesce a mettere in rapporto stretto i propri interessi con il riconoscimento della propria Identità e della propria diversità.
    A mio parere su questo campo non ci possono essere differenze di strategia politica, non ci possono essere distinguo, non ci possono essere contrapposizioni.
    Si ha o non si ha coscienza di appartenere ad un popolo che ha la sua identità, la sua lingua, la sua storia, le sue tradizioni, i suoi diritti.
    Tutte le categorie produttive, tutte le associazioni, tutti i partiti, ecc… devono prendere coscienza che si può essere uniti nella diversità; che la diversità è una ricchezza per la società in cui viviamo, che essere Venetisti non significa essere: razzisti, egoisti, avari, antisolidali ecc… Le Fiandre, la Scozia, la Catalogna, il Galles, la Sardegna, I Paesi Baschi, …hanno già iniziato questo percorso e la pubblica opinione si sta abituando a pensare a queste nazioni senza stato come vere e proprie nazioni europee,
    perchè il Veneto no???
    Stati Generali dei Veneti? Troppa enfasi? Troppo clamore?
    Io penso che con modestia si può partire ma….O tutta la società veneta si trova in questa lotta o noi saremo un nemico eccessivamente facile per lo stato italiano, per quella parte filocentralista che ideologicamente ci è nemica.

    Grazie per l’attenzione.
    Fabrizio Comencini

  6. #16
    www.pnveneto.org - PNV
    Data Registrazione
    18 Aug 2006
    Località
    Trevixo - Venetia
    Messaggi
    1,133
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ło gò riportà anca sul novo forum de discusion: republicaveneta.com.

    S-ciao, giane

 

 
Pagina 2 di 2 PrimaPrima 12

Discussioni Simili

  1. Stati Generali di Gondor
    Di Manfr nel forum FantaTermometro
    Risposte: 41
    Ultimo Messaggio: 30-06-08, 22:02
  2. Gli Stati Generali Del Centro - Sinistra
    Di Danny nel forum Prima Repubblica di POL
    Risposte: 301
    Ultimo Messaggio: 24-09-05, 14:25
  3. Stati Generali Neri
    Di Rico K nel forum Destra Radicale
    Risposte: 36
    Ultimo Messaggio: 08-10-04, 20:28
  4. La Lega apre gli Stati generali
    Di Celtic Pride (POL) nel forum Padania!
    Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 15-12-02, 23:49
  5. La Lega apre gli Stati generali
    Di Celtic Pride (POL) nel forum Etnonazionalismo
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 14-12-02, 23:30

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito