
Originariamente Scritto da
Der Wehrwolf
Ecco chi ci comanda veramente e da chi prende ordini il prof.Prodi. Compagni (se ce n'è rimasto qualcuno) meditate....!
E il Professore riceve il «golpista» Kissinger
Prodi vede Henry Kissinger (foto). Il più famoso segretario di Stato americano della storia arriverà a Palazzo Chigi lunedì pomeriggio. E fin qui nulla di strano se si pensa che Kissinger è stato un protagonista indiscusso della politica estera soprattutto negli anni Settanta. Con l’Italia ha avuto un legame molto stretto, soprattutto con Gianni Agnelli. Il politico statunitense di origine tedesca ha guidato la politica estera a stelle e strisce sotto le presidenze di Richard Nixon e di Gerald Ford. E nel 1973 diventa premio Nobel per aver contribuito in maniera determinante alla fine del conflitto in Vietnam. Vedrà, dunque, il premier italiano. Chissà che cosa starà pensando Fausto Bertinotti, che appena una settimana ha accusato l’americano di essere un golpista. Il presidente della Camera ha in pratica incolpato Kissinger di aver avuto un ruolo di sostegno al colpo di stato militare di Augusto Pinochet contro il presidente socialista cileno Salvador Allende, l’11 settembre proprio del 1973. Non è che Bertinotti fosse in possesso di informazioni riservate, semplicemente ha rispolverato una vecchia e cara tesi alla letteratura antiamericana che spopola soprattutto a sinistra. Un coinvolgimento, quello di Kissinger, che è solo un’ipotesi, come gli ha ricordato Gianfranco Fini, non suffragata da prove. Prodi e l’ex segretario di Stato americano si conoscono molto bene. Hanno partecipato a convegni e incontri già negli anni Ottanta, quando il professore era presidente dell’Iri. Nel ’91 a Cernobbio hanno discusso del futuro dell’allora (ancora) Unione Sovietica nel corso di un simposio organizzato dall’organizzazione olandese Bilderberg. L’ultima volta ufficiale che si sono incontrati a New York è stato il 16 settembre di un anno fa nel corso di un incontro sulla politica internazionale organizzato da Bill Clinton. Insomma, Bertinotti se ne dovrà fare una ragione. F. D. O.
sabato 23 settembre 2006