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Discussione: Canzoniere

  1. #1
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    Predefinito Canzoniere

    Vorrei raccogliere qui (se l'avete con link audio) le canzoni che dovrebbero esser conosciute da tutti i patrioti europei.

    Il domani appartiene a noi (Compagnia dell’Anello)

    Ascolta il ruscello che sgorga lassù ed umile a valle scompar;
    e guarda l’argento del fiume che sereno e sicuro va.
    Osserva dell’alba il primo baglior che annuncia la fiamma del sol:
    ciò che nasce puro più grande vivrà e vince l’oscurità.
    La tenebra fugge i raggi del sol, Iddio da gioia e calor.
    Nei cuor la speranza non morirà:
    il domani appartien, il domani appartien, il domani appartiene a noi
    Ascolta il mio canto che sale nel ciel verso l’immensità unisci il tuo grido di libertà comincia l’uomo a lottar.
    Chi sfrutta nell’ombra sapremo stanar se uniti noi marcerem.
    L’usura ed il pugno noi vincerem:
    il domani appartien, il domani appartien, il domani appartiene a noi.
    La terra dei padri, la fede immortal nessuno potrà cancellar.
    Il sangue, il lavoro, la civiltà: cantiam la tradizion.
    La terra dei padri la fede immortal nessuno potrà cancellar.
    Il popolo vinca dell’oro il Signor:
    il domani appartien, il domani appartien, il domani appartiene a noi.

  2. #2
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    La terra di Thule (Compagnia dell’Anello)

    Portavi al collo quel talismano d’oro avuto dal saggio un lontano mattino
    quando eri ancora tra boschi di quercia
    soltanto un guerriero bambino, soltanto un guerriero bambino.

    Ricordi tuo padre cacciare con l’arco, il primo cervo un premio già ambito,
    pescare nei fiordi e poi nel torrente salvare quell’orso ferito, salvare quell’orso ferito. La casa al ritorno era calda e pulita, tua madre una donna di bianco vestita, le sue trecce d’oro amavi baciare per sempre sentirla cantare, per sempre sentirla cantare.

    Finiti son poi quegli anni più dolci in cui ogni cosa ti sembrava pura,
    adesso sei uomo e devi andare la spada e l’ascia dovrai tu portare.
    Il grande lago hai poi attraversato, il vecchio saggio ancora incontrato
    e lui ti ha detto con voce velata: “Fai presto la guerra è già cominciata”.

    In una pianura dal sole baciata la gente del Nord è tutta schierata:
    biondi guerrieri con elmi d’argento, il cerchio e la croce garriscono al vento.

    Il cuore ti batte sempre più forte quando è il momento di dare la morte,
    allora stringi il tuo talismano, le rune incise in un tempo lontano.
    Adesso che il sangue tu hai conosciuto, adesso che il fuoco tu hai attraversato la pace sul campo ancora è tornata,
    la luna ti bacia la gola squarciata.

    Osservi per poco il tuo corpo stupito poi voci imperiose ti chiamano in coro:
    è tempo di andare ti cambi il vestito, ti copri di bianco e di foglie d’oro.
    La nave ti porta di là dal mare, un’isola verde ti sembra aspettare:
    adesso lo sai che tu per sempre il cervo e la lontra potrai qui cacciare

    adesso lo sai che tu per sempre
    il cervo e la lontra potrai qui cacciare

  3. #3
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    Dedicato all’Europa (Compagnia dell’Anello)

    La dolcezza del frutto maturo
    e l’asprezza del vento gelato
    e pane e sale si offre all’ospite sacro.
    A nord, ad est, a sud, ad ovest...in Europa.

    Canto d’Europa la pace romana, pace d’aratro e di spada,
    canto del sangue offerto in suo onore,
    da stirpi di ghiaccio e di sole.
    A nord, ad est, a sud, ad ovest...in Europa.

    Canto la gloria di Roma, del Reno lo scettro imperiale,
    i duchi, i guerrieri e i loro cantori errare sereni
    in cerca d’onore.
    A nord, ad est, a sud, ad ovest...in Europa.

    Canto i fratelli che sempre han difeso dal lupo crudele la frontiera dell’est.
    Canto l’Europa dei giorni che vengono,
    canto i suoi giovani cader nelle strade.
    A nord, ad est, a sud, ad ovest...in Europa.

    Mi chiedono se conviene cantare quest’Europa:
    so solo che è giusto, il resto non importa.

    Canto un’Europa di sangue, le catene che ci stanno chiudendo
    canto il mio canto e nel vento...
    A nord, ad est, a sud, ad ovest...
    A nord, ad est, a sud, ad ovest...

  4. #4
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    Sulla strada



    Strade d'Europa stanchi, sporchi ma felici
    prendi dalla vita ciò che puoi,
    porta il tuo canto fino in Romania,
    bacia il grano di Budapest.

    Cerca tra le rocce grigie di Stonehenge
    braci nella notte bevi il the
    parla con i venti che vanno verso Nord,
    canta con i Lama di Rikon.

    Antichi boschi e strade dell'Armor
    magici villaggi dei Bretons,
    nuvole che corrono nel cielo sopra te,
    sogna con le pietre di Carnac.

    Prati e scogliere dell'lrlanda lassù a Nord
    gente come roccia di Belfast,
    e la croce d'oro di una fede che vivrà,
    cornamuse e mitra son per Sands.

    Fiori e sorrisi sulla strada verso il Sud
    indica il leone "Tibi Pax",
    danzan nel castello sulla rocca di Cison
    poeti e cavalieri insieme a te.

    Sfiora le pietre del picco Montségur
    si dice ci sia ancora un trovatore,
    con un liuto ed un sorriso ancor le antiche gesta
    piangendo ancora forse piano canterà.

    Strade d'Europa stanchi, sporchi ma felici
    prendi dalla vita ciò che vuoi,
    porta il canto fino in Romania,
    bacia il grano di Budapest.

    Strade d'Europa nello zaino libertà
    forse un giorno l'ombra fuggirà
    le sue mani sporche dal sole leverà
    un'aquila è nel cielo sopra te.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Harm Wulf Visualizza Messaggio
    Vorrei raccogliere qui (se l'avete con link audio) le canzoni che dovrebbero esser conosciute da tutti i patrioti europei.

    Il domani appartiene a noi (Compagnia dell’Anello)

    Ascolta il ruscello che sgorga lassù ed umile a valle scompar;
    e guarda l’argento del fiume che sereno e sicuro va.
    Osserva dell’alba il primo baglior che annuncia la fiamma del sol:
    ciò che nasce puro più grande vivrà e vince l’oscurità.
    La tenebra fugge i raggi del sol, Iddio da gioia e calor.
    Nei cuor la speranza non morirà:
    il domani appartien, il domani appartien, il domani appartiene a noi
    Ascolta il mio canto che sale nel ciel verso l’immensità unisci il tuo grido di libertà comincia l’uomo a lottar.
    Chi sfrutta nell’ombra sapremo stanar se uniti noi marcerem.
    L’usura ed il pugno noi vincerem:
    il domani appartien, il domani appartien, il domani appartiene a noi.
    La terra dei padri, la fede immortal nessuno potrà cancellar.
    Il sangue, il lavoro, la civiltà: cantiam la tradizion.
    La terra dei padri la fede immortal nessuno potrà cancellar.
    Il popolo vinca dell’oro il Signor:
    il domani appartien, il domani appartien, il domani appartiene a noi.
    [DD]www.agfirenze.it/MP3/La%20Compagnia%20dell'Anello%20-Il%20domani%20appartine%20a%20noi%20(complet.mp3[/DD]

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    Inno a Roma

    Roma divina, a Te sul Campidoglio
    dove eterno verdeggia il sacro alloro
    a Te nostra fortezza e nostro orgoglio,
    ascende il coro
    Salve Dea Roma! Ti sfavilla in fronte
    il Sol che nasce sulla nuova storia;
    fulgida in arme, all'ultimo orizzonte
    sta la Vittoria.

    Sole che sorgi libero e giocondo
    sul colle nostro i tuoi cavalli doma;
    tu non vedrai nessuna cosa al mondo
    maggior di Roma.

    Per tutto il cielo è un volo di bandiere
    e la pace del mondo oggi è latina:
    il tricolore canta sul cantiere,
    su l'officina.
    Madre che doni ai popoli la legge
    eterna e pura come il Sol che nasce,
    benedici l'aratro antico e il gregge
    folto che pasce!

    Sole che sorgi libero e giocondo
    sul colle nostro i tuoi cavalli doma;
    tu non vedrai nessuna cosa al mondo
    maggior di Roma.

    Benedici il riposo e la fatica
    che si rinnova per virtù d'amore,
    la giovinezza florida e l'antica
    età che muore.
    Madre di uomini e di lanosi armenti,
    d'opere schiette e di penose scuole,
    tornano alle tue case i reggimenti
    e sorge il sole.

    Sole che sorgi libero e giocondo
    sul colle nostro i tuoi cavalli doma;
    tu non vedrai nessuna cosa al mondo
    maggior di Roma.

    http://digilander.iol.it/starax/mult.../innoaroma.mp3

  7. #7
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    Wenn alle untreu werden

    Testo: Max von Schenkendorf, 1814
    Melodia: motivo popolare del 1724

    Wenn alle untreu werden, so bleiben wir doch treu,
    Daß immer noch auf Erden für euch ein Fähnlein sei.
    Gefährten unsrer Jugend, ihr Bilder beßrer Zeit,
    Die uns zu Männertugend und Liebestod geweiht.

    Wollt nimmer von uns weichen, uns immer nahe sein,
    Treu wie die deutschen Eichen, wie Mond und Sonnenschein!
    Einst wird es wieder helle in aller Brüder Sinn,
    Sie kehren zu der Quelle in Lieb und Reue hin.

    Es haben wohl gerungen die Helden dieser Frist,
    und nun der Sieg gelungen, übt Satan neue List.
    Doch wie sich auch gestalten, im Leben mag die Zeit,
    du sollst uns nicht veralten, o Traum der Herrlichkeit..:

    Ihr Sterne seid uns Zeugen, die ruhig niederschaun,
    Wenn alle Brüder schweigen und falschen Götzen traun.
    Wir woll'n das Wort nicht brechen, nicht Buben werden gleich,
    Woll'n predigen und sprechen vom heil'gen deutschen Reich.


    Quando tutti diventano infedeli, noi restiamo sempre fedeli,
    affinché per voi sulla terra ci sia sempre una piccola bandiera.
    Compagni della nostra giovinezza, voi immagini di un tempo migliore,
    che ci avete consacrato alle virtù virili e alla morte per amore.

    Non allontanatevi da noi, stateci sempre accanto,
    fedeli come le querce tedesche, come la luna e la luce del sole!
    Un giorno torneranno ancora a splendere i cuori di tutti i fratelli,
    ed essi torneranno alla sorgente con amore e fede.

    Hanno ben combattuto gli eroi di questo tempo,
    ma ora che la vittoria è raggiunta Satana ricorre a nuove astuzie.
    Ma comunque abbia a formarsi il tempo della vita,
    tu non devi invecchiare o sogno di magnificenza.

    Voi stelle che tranquille ci guardate dall’alto, siateci testimoni
    Quando tutti i fratelli tacciono e si fidano di falsi idoli
    Noi non vogliamo mancare alla parola data, né diventare dei furfanti,
    vogliamo raccontare e parlare del sacro Impero tedesco.


    Ascoltabile nel sito http://home.foni.net/%7Ehahnstrohbach/wennalle.mp3

    Gottlob Ferdinand Maximilian Gottfried von Schenkendorf scrittore e poeta romantico tedesco nacque l'11 dicembre 1783 a Tilsit, oggi Sowetsk, e morì l'11 dicembre 1817 a Koblenz. Dal 1798 al 1806 studiò a Königsberg (oggi Kaliningrad), e divenne impiegato statale. Dal 1807 coeditore del periodico Vesta. Nel 1813 si arruola come volontario e partecipa alle guerre di liberazione tedesche contro Napoleone. Dal 1815 è membro attivo del governatorato militare di Aachen (Aquisgrana) e di Colonia. E' uno dei poeti più famosi delle guerre di liberazione con opere di forte impronta nazionalista. Il canto Wenn alle untreu werden, di cui fu autore, fu scritto nel 1814 diretto al Turnvater Ludwig Jahn (vedi
    http://www.thule-italia.org/Nordica/...roVolkish.html
    )con l'annotazione "Von wegen des Heiligen Römischen Reiches" cioè "per la causa del Sacro Romano Impero" in polemica con le future decisioni del Congresso di Vienna del 1815. La melodia viene da un vecchio canto olandese il Geusenhymne "Wilhelmus van Nassauwe ben ik van duitschen bloed". Diventa, con l'avvento del Nazionalsocialismo tedesco, l'inno ufficiale delle Schutz Staffeln. Con una selezione dei canti del periodo, con Cd allegato di 26 brani, è contenuto nel libro di Mario Delpiano Canti del III Reich, Volume I, Canti, spartiti e 21 illustrazioni Edizoni Effepi, 2002, Genova, 15,00 euro. Richiedere a: Edizioni Effepi, Via Balbi Piovera 7/3, 16149 Genova
    Telefono: 010 6423334; E-mail: effepiedizioni@hotmail.com
    http://www.effepiedizioni.com/

  8. #8
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    Wildgänse rauschen durch die Nacht

    Testo Walter Flex, 1917 Melodia Robert Götz 1916

    Wildgänse rauschen durch die Nacht
    Mit schrillem Schrei nach Norden;
    Unstete Fahrt habt Acht, habt Acht,
    Die Welt ist voller Morden.

    Fahrt durch die nachtdurchwogte Welt,
    Graureisige Geschwader!
    Fahlhelle zuckt und Schlachtruf gellt,
    Weit wallt und wogt der Hader.

    Rausch zu, fahr zu, du graues Heer!
    Rauscht zu, fahrt zu nach Norden!
    Fahrt ihr nach Süden übers Meer,
    Was ist aus uns geworden?

    Wir sind wie ihr ein graues Heer
    Und fahr'n in Kaisers Namen
    Und fahr'n wir ohne Wiederkehr,
    Rauscht uns im Herbst ein Amen.


    Vanno stridule nella notte
    verso Nord le oche selvatiche;
    il viaggio è insicuro, fate attenzione,
    il mondo è pieno di morte.

    Parti nella notte attraverso il mondo oscuro,
    grigio squadrone a cavallo!
    Nel balenio dei lampi risuona l'appello alla lotta,
    e lontano di agita il rancore.

    Avanti dunque grigio esercito!
    Andate verso nord!
    O a sud oltre il mare
    che è stato di noi?

    Noi siamo come voi un grigio esercito
    marciamo in nome dell'Imperatore
    e se per noi non ci sarà ritorno
    in autunno cantateci un amen.


    Ascoltabile al sito http://www.liedertafel.business.t-on...Wildgaense.htm


    La poesia Wildgänse rauschen durch die Nacht è contenuta nel libro di Walter Flex, Il viandante fra i due mondi. Un'esperienza di guerra, Herrenhaus, Seregno 1998, pagg.102, euro 9,30. Richiedere a Edizioni Herrenhaus, tel. 0362-240096 E-mail: herrenh@tin.it
    Nato nel 1887 ad Eisenach e caduto nel 1917 sul fronte russo, Flex fu esponente del gruppo giovanile dei Wandervögel. Edizione italiana di Andrea Sandri, con prefazione di Claudio Risè, psicoterapeuta e professore di Polemologia all’Università di Trieste.

  9. #9
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    Claretta e Ben (270 bis)

    Su svegliatevi, riscuotetevi
    vedo in cielo come una bandiera:
    come un’aquila, fra le nuvole
    che riaffiora dalla memoria.
    Forse è un inno o solo un sogno
    o il ricordo di una canzone,
    che ora sale sai come il ritmo
    di una marcia dentro al mio cuore.
    Han ballato sui loro corpi,
    han sputato sui loro nomi,
    han nascosto le loro tombe,
    ma non li possono cancellare:
    puoi vederli sai, sono tutti qui,
    con le braccia levate al sole,
    sono tutti qui, io li vedo,
    piovon fiori su piazzale Loreto.
    E’ una piazza piena di sogni,
    un’armata di cari amici:
    mille anime di caduti,
    ma nel ricordo non li hanno uccisi.
    Sono i giovani di Acca Larentia
    e i ragazzi in camicia nera,
    i fratelli di prima valle
    ed i martiri dell’Emilia.
    E ora sono qui, son per sempre qui,
    son tornati a marciare ancora;
    dalle carceri, dalle foibe,
    dagli scrigni della memoria.
    Mille innanzi a me, mille dietro,
    e altri mille per ogni lato:
    è difficile, ma ci credo,
    piovon fiori su piazzale Loreto.
    E io ho il cuore nero
    e tanta gente mi vorrebbe al cimitero.
    Ma io ho il cuore nero
    e me ne frego e sputo in faccia al mondo intero

    La canzone "Claretta e Ben" dei 270bis, interpretata da Skoll è ascoltabile al sito: http://media.odeo.com/3/5/3/skoll.mp3
    con filmato visibile al sito http://it.novopress.info/index.php?paged=3

  10. #10
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    Wir sind des Geyer schwarze Haufen

    Melodia di Fritz Sotke,1919 testo di Heinrich von Reder,1885

    1.Wir sind des Geyers schwarze Haufen,
    Hei a ho ho!
    Und wollen mit Tyrannen raufen,
    Hei a ho ho!

    Refrain:
    |: Spieß voran!
    Drauf und dran!
    Setzt aufs Klosterdach den roten Hahn!
    2. Jetzt gilt es Schloß, Abtei und Stift,
    Hei a ho ho!
    Uns gilt nichts als die Heil'ge Schrift,
    Hei a ho ho!
    Refrain:
    3. Wir woll'n's dem Herrn im Himmel klagen,
    Kyrieleis!
    Daß wir die Pfaffen mög'n erschlagen,
    Kyrieleis!
    Refrain:
    4. Als Adam grub und Eva spann,
    Kyrieleis!
    Wo war denn da der Edelmann?
    Kyrieleis!
    Refrain:
    5. Des Edelmannes Töchterlein,
    Heia hoho!
    Wir schicken es in die Höll' hinein,
    Heia hoho!
    Refrain:
    6. Uns führt der Florian Geyer an,
    Heia hoho!
    Den Bundschuh führt er in der Fahn',
    Heia hoho!
    7. Bei Weinsberg setzt' es Brand und Stank,
    Heia hoho!
    Gar Mancher über die Klinge sprang,
    Heia hoho!
    Refrain:
    8. Geschlagen ziehen wir nach Haus,
    Heia hoho!
    Unsre Enkel fechten's besser aus,
    Heia hoho!


    1. Noi siamo la schiera nera di Geyer,
    Hei a ho ho!
    E vogliamo annientare i tiranni,
    Hei a ho ho!

    Refrain:
    : Lance avanti!
    Alte sopra!
    Incendiamo il tetto del Monastero!:

    2. Non ci servono vescovi, preti e signori,
    Hei a ho ho!
    a noi basta la Sacra Scrittura
    Hei a ho ho!
    Refrain:

    3. Nostro Signore in cielo preghiamo,
    Kyrei eléison! (nelle litanie Signore, pietà)
    di poter uccidere la pretaglia
    Kyrei eléison! (nelle litanie Signore, pietà)
    Refrain:

    4. Se Adamo zappava ed Eva filava
    Kyrei eléison! (nelle litanie Signore, pietà)
    Dov’era allora, lì, il nobile?
    Kyrei eléison! (nelle litanie Signore, pietà)
    Refrain:

    5. La figlia del nobile
    Heia hoho!
    Anche lei spediremo giù all’inferno
    Heia hoho!
    Refrain:

    6. Ci guida Florian Geyer
    Heia hoho!
    Con la bandiera della lega dello scarpone,
    Heia hoho!


    7. Abbiamo messo Weinsberg a ferro e fuoco,
    Heia hoho!
    Quanti ne abbiamo passati a fil di spada,
    Heia hoho!
    Refrain:

    8. Vinti siamo tornati a casa,
    Heia hoho!
    I nostri nipoti combatteranno meglio,
    Heia hoho!


    http://www.liedertafel.business.t-on...ddesgeyers.mp3

 

 
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