



Non vorrei allargare troppo il discorso, ma forse a questo scopo gioverebbe anche se si riuscisse a far si che, a fronte delle tasse pagate, gli Italiani potessero usufruire (in tutta Italia) di servizi forniti dallo stato "Decenti".
In molti paesi scandinavi la pressione fiscale è altissima, ma i servizi eccellenti, e la gente consapevole che una riduzione della pressione fiscale vorrebbe dire meno servizi e la necessità di dare gli stessi soldi ( o forse di più) ad altri, non se ne lamenta.
Forse uno dei provvedimenti indispensabili per vincere la lotta all'evasione è anche avere uno stato più efficiente !!!!![]()


Esatto, infatti lo stato deve dare anche dei servizi adeguati, la magistratura deve colpire chi ruba i soldi pubbici o chi ce li ruba... insomma ci vorrebbe anche un senso di responsabilità da parte di chi amministra i soldi pubblici e non solo menefreghismo.


la curva di Laffer sarà anche una cavolata, come dicono in molti, ma ogni qualvolta si abbassano in maniera sensibile le tasse ai redditi + alti il gettito sale, gli esempi si sprecano.
fai un esempio estremo perchè sai che il discorso che faccio alla fine fila eccome; sapessi quanta gente sento dire "smetto di fare straordinari perchè tanto mi tolgono tutto con le tasse o perchè altrimenti mi tolgono gli assegni familiari"...
a guardar bene non esiste articolo del codice penale che non sia immediatamente applicabile alle azioni commesse dagli uomini dello stato, se solo questi non si fossero dichiarati esenti.E un sistema legislativo non necessita certo di uno stato per sussistere.


Le aliquote sono scese dal 51% al 43 ed anche al 39% sui redditi più alti negli ultimi 10 anni e non mi pare le entrate siano aumentate su questi redditi; il secondo modulo di Berlusconi anzi è costato 6 miliardi di Euro.
Se poi intendi riduzione al 25% preferirei non rischiare vista la cultura civica vigente tra i contribuenti disonesti del nostro paese.
Poi non sarebbe nè giusto nè conforme alle norme costituzionali vigenti.
in effetti io parlo di una riduzione molto più consistente di quella portata innanzi da Berlusconi, e fatta tutta d'un fiato...sull' incostituzionalità di una eventuale flat tax ti consiglio un focus di Boccalatte, che puoi leggere cliccando QUI.Sul giusto o non giusto relativamente ad una riforma del genere si torna al discorso di prima, quella di cui stiamo parlando non è ricchezza prodotta da Visco, ma ricchezza che Visco preleva dalle mie tasche senza che nessuno gli abbia detto "ok, ci sto".


Non è che Visco debba chiedere a te se ci stai; il parlamento, regolarmente eletto, vota la fiducia ad un governo e poi discute ed approva le leggi, che il Presidente della Repubblica firma, dopo aver constetato che non violano in modo palese la Costituzione.
Come vedi la democrazia è cosa un pò complessa ma indispensabile.
La giustizia e l'equità non c'entrano nulla con Visco, c'entrano con le tasche della stragrande maggioranza degli Italiani.
Poi ripeto e rialzo, sono sicuro che anche con un'aliquota massima al 25% i contribuenti disonesti continerebbero tranquillamente ad evadere ( sono la maggioranza tra chi lo può fare); sono tanti quelli che preferiscono dichiarare un reddito sotto i 7500 Euro per pagare zero tasse. Forse l'unico modo per far dichiarare il giusto a questi elementi sarebbe quello di fissare aliquota zero per tutti i redditi.
come scrive Piombini, la democrazia non è una scusa valida, per diversi motivi:
1) innanzitutto, i “rappresentanti” democratici non possono essere certo considerati rappresentanti di coloro che non hanno dato il proprio consenso alle regole del gioco, ad esempio di tutti coloro che non hanno dato il proprio consenso alla costituzione: se questa è un contratto tra Stato e popolo, allora come tutti i contratti vincola solo quelli che l’hanno sottoscritta davanti ad un notaio e a dei testimoni. Perdipiù, anche coloro che hanno approvato la costituzione hanno vincolato solo se stessi: non certo altri milioni di concittadini, o gli innumerevoli propri discendenti;
2) il fatto che uno si rechi a votare non dimostra affatto la sua accettazione delle regole del gioco. Egli può averlo fatto per legittima difesa, o per limitare i danni scegliendo il meno peggio. Alla possibilità di scegliersi un padrone, forse avrebbe preferito la possibilità di non avere alcun padrone. A maggior ragione, non si capisce come qualcuno possa dichiararsi rappresentante di coloro che non sono andati a votare o che hanno votato un diverso candidato;
3) anche il fatto di pagare le tasse non dimostra l’accettazione del governo. Le imposte, come dice il nome, sono obbligatorie e non volontarie, e quindi non sono espressione di alcuna volontà;
4) perdipiù, qualsiasi mandato attribuito agli uomini politici dev’essere considerato nullo secondo tutte le regole del diritto e della ragione. Per i principi generali, infatti, una procura segreta (perché data con un voto segreto) è nulla. Come può qualcuno sostenere di essere mio rappresentante, se il voto è segreto, e non può mostrare prova di quanto afferma? Il principio della contemplatio domini impone, a chiunque vanti di avere dei poteri di rappresentanza, di mostrare la procura debitamente firmata dal mandante. I rappresentanti democratici non sono in grado di farlo, e quindi non sono rappresentanti di nessuno;
3) la procura agli uomini politici è nulla anche perché (a differenza che nei corpi rappresentativi medievali) nelle democrazie moderne il mandato è dichiarato espressamente non imperativo, come recita l’art. 68 della Costituzione italiana. Ma nessuno può essere considerato mio procuratore o mandatario, ed essere al contempo totalmente fuori dal mio controllo. Un mandato in cui il rappresentante può disporre unilateralmente a suo piacimento della mia vita, libertà e proprietà (tassandomi o legiferando sulla mia vita), e al quale non posso revocare la procura in ogni momento nel caso non segua le istruzioni impartite, non è in verità il mio rappresentante ma il mio padrone, e io sono il suo schiavo;
6) anche supponendo che le decisioni di un governo rispecchino esattamente la volontà della maggioranza (il che, come abbiamo visto, è rarissimo), ciò non implica nessun diritto di imporre tale volontà alla minoranza. Un furto è sempre un furto, una rapina è sempre una rapina, a prescindere dal fatto che una maggioranza approvi o condanni tale azione. Se siamo in dieci su un'isola deserta, e sei di noi decidono di impossessarsi con la forza dei beni degli altri quattro, questa è a tutti gli effetti un’aggressione, non una legittima tassazione “democratica”;
7) infine, neanche il semplice fatto di vivere in un certo territorio dimostra un’accettazione tacita del governo esistente, se il potere che esso esercita è abusivo. L'effettività del potere non ha nulla a che fare con la sua legittimità. Se un gruppo di criminali invade e occupa la zona dove abito, non per questo significa che io devo riconoscere il loro dominio, o emigrare.


Falli, no? Se si sprecano, non portarne uno che parla di aliquote di una ventina di punti differenti da quelle in vigore ora.
Non è che sapere le entrate al 70% e al 28% dia molte più informazioni per sapere dove sta il massimo del conoscere le entrate (0) allo 0% e al 100%, insomma...
Vada per gli assegni familiari, ma le tasse? Siccome pare molto strano che una persona faccia questo discorso perché si vede un 3% in più sulla sola parte di straordinario che fa fare il salto di aliquota, non è che c'è di mezzo qualche "scalone" che non conosco?
L'ultima osservazione è irrilevante: ti stavo obiettando che, a rigor di legge, le tasse non sono un furto. (non sto usando il fatto che le leggi le abbia promulgate uno stato).
Quanto alla prima... grazie tante. Ci credo che sotto un diverso sistema legale (opportunamente costruito) le azioni dello Stato sarebbero illegali, ma se è per quello qualsiasi azione è illegale, sotto un sistema legale opportunamente costruito...
There is no calamity greater than lavish desires.
There is no greater guilt than discontentment.
And there is no disaster greater than greed.
Lao-Tzu