FOSSE ARDEATINE: NON E’ REATO DISCUTERE LA “RESISTENZA”
“Al termine dell’udienza preliminare, il Giudice dott. Croce ha stabilito il non luogo a procedere nei confronti del mio cliente Giuliano Castellino, accusato da Bentivegna di diffamazione a mezzo stampa, perché il fatto non costituisce reato”. Così l’avvocato Squitieri stigmatizza una sentenza dal valore storico “il mio cliente, attuale presidente provinciale della Fiamma Tricolore, aveva affermato la corresponsabilità nell’eccidio delle fosse ardeatine, della medaglia d’oro Rosario Bentivegna, già denunciato per strage da alcuni congiunti dei civili rimasti uccisi in via Rasella e alle fosse ardeatine stesse, ricevendone in cambio una denuncia di diffamazione”.
Castellino conclude esprimendo “viva soddisfazione per una sentenza dal chiaro significato storico/politico: affermare che tra i partigiani vi fossero uomini colpevoli di azioni infami, rese apprezzabili solo da certa storiografia e, soprattutto, da certa magistratura, comincia a divenire non mero revisionismo, ma condivisa verità storica” Conclude Castellino “rivendicando il ruolo di tutti coloro che hanno perseverato nella diffusione di valori e conquiste sociali, quanto mai sommerse da una nube di menzogne, consegnate al popolo italiano negli anni dal 25 al 45 e ciò nonostante le infamanti accuse rivolte da impiegati al soldo del partito comunista travestiti da storici, professori, giornalisti, artisti e intellettuali vari”
Uffcio stampa della Fiamma Tricolore




Rispondi Citando
