
Originariamente Scritto da
THE MATRIX
Ma, a mio parere, è necessario fare un pochino di storia per meglio chiarire le anomalie italiane.
Sicchè, a dicembre del '47 l'assemblea costituente approva la carta costituzionale sulla quale si fonderà la nostra Repubblica democratica. In essa vi sono tutti i pesi e i contrappesi che caratterizzano gli Stati democratici a partire dalla divisione ed indipendenza dei poteri.
Ma, diversamente da quanto accade in tutti gli altri Stati democratici, siamo l'unico paese al mondo nel quale il partito comunista ha una altissima rappresentanza e, un secondo dopo le prime elezioni, prende la strada della delegittimazione del resto dei partiti che hanno ottenuto rappresentanza: sono tutti fascisti e non sono legittimati a governare.
Nè il PCI sembra non porsi il problema di vincere le elezioni in modo democratico. Per tutti valga la storia di Pajetta che con i suoi ex partigiani procede all'occupazione della prefettura di Milano e da lì telefona a Togliatti per comunicargli che 'ora ne hanno una in meno'.
Ma a quei tempi la sinistra italiana, che di fatto corrispondeva (solo da noi) al PCI, un progetto lo aveva, un progetto politico, sociale e culturale.
Ed è qui che purtroppo casca l'asino, l'uscita dall'ideologia comunista non ha portatoe nella sinistra un progetto alternativo a quello comunista. O meglio, abbiamo ancora i comunisti, anche se ridotti al lumicino, che continuano a riproporre quei valori, e il resto della sinistra che non si sa bene che cosa proponga. Ognuno di noi ne può dare la più libera ed ambia interpretazione già a partire dai candidati delle prossime elezioni a partire da Bortolussi (personaggio da me molto apprezzato) della CGIA di Mestre favorevole allo scudo fiscale, per arrivare a Vendola, sul quale riversano speranze tutti i comunisti ormai fuori dal Parlamento.
Ma ciò che è rimasto immutato nel tempo è la delegittimazione dell'avversario oltre che la personalizzazione dello scontro. Vuote risultano di fatto le critiche a carattere politico che di volta in volta vengono tacciate come inaccettabili (senza mai proporre alternative accettabili), ma quel che è chiaro a tutti è la pesante critica e presa di distanza puramente MORALE da questa destra.
Sentire gridare al 'meretricio, meretricio ..' fa accapponare la pelle. Peggio ormai dei più bigotti repubblicani americani .
E, a questo punto, allargherei il discorso alla magistratura e ai suoi più indefessi sostenitori, perchè risulta alquanto inquietante sentire che si pretendono riforme (sulla giustizia) condivise in nome della costituzione, quando è la stessa costituzione a definire il campo in cui opera ogni potere e i confini entro i quali tale potere può operare. Ed è chiaramente espresso che spetta al Parlamento fare le leggi e alla magistratura applicarle.
E' quindi anticostituzionale pretendere che la magistratura abbia voce in capitolo in un campo che è di stretta competenza del Parlamento e che la costituzione stessa pretende che sia, nella sua azione, autonomo ed indipendente dalla Magistratura.
Quindi, ripeto: sicuri che sia Berlusconi l'anomalia?
(Fine)