Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    Der Rosenkavalier
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    Predefinito Oriente ed Occidente a confronto

    Cari lettori,
    L'insieme di Weltanschauung (visione del mondo), etica e morale offrto da molte tradizioni orientali è paragonabile alle tradizioni filosofiche occidentali. Ad esempio, nel Buddhismo esistono svariate scuole, tra cui il cosiddetto "piccolo carro" (il Theravada o Hinayana), che tratta più di filosofia personale, ma anche il Mahayana o "grande carro", che è più simile all'impostazione filosofica occidentale.

    La trasmissione da maestro ad allievo, che spesso viene considerata tipica delle filosofie orientali, avviene attraverso dialogo e confronto, e non esclusivamente attraverso dogmi: basti pensare ai koan: enigmi, indovinelli da risolvere mediante ragionamento filosofico e non logico, poiché in un certo senso trascendono la logica. Proprio questa apertura mentale porta all'esistenza, nelle filosofie orientali, di diverse scuole senza che vi siano netti scismi: senza dogmi fissi, si accettano le teorie delle altre scuole come si accettano diverse teorie fisiche, finché una non si dimostra migliore delle altre.
    E' per questo, quindi, che molti ritengono migliore la filosofia orientale? Per la tolleranza?
    Saluti

  2. #2
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    Credo sia sbagliato affibbiare medaglie di positività e negatività ad una cultura o ad un'altra.
    Certo che "l'Occidente" (e bisognerebbe definirlo)* può essere incommensurabilmente aiutato dall'"Oriente" (o dagli Orienti), ma solo a patto di una serie di precauzioni che il supermarket attuale delle religioni non garantisce.
    Viceversa, credo che anche l'inevitabile impatto dell'Occidente sull'Oriente non sarà privo di conseguenze positive (meglio sarebbe a dire: provvidenziali).

    *Una definizione di Occidente credo che sia possibile darla solo in negativo. Ovvero, l'Occidente non come la terra della nascita della speculazione filosofica (con la Grecia), delle meravigliosi sorti e progressive, del migliore dei mondi, della tecnica, del progresso, della migliore delle fedi superiori, ecc.
    ma come la terra dove si è realizzato per primo e più compiutamente l'uscita dal Divino e dalla Tradizione, e l'emergere di un dominio del tutto empirico e disanimato sulla realtà. Cos'ha di positivo tutto ciò? Il fatto che da noi si arriverà prima al "dunque".

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Mark Visualizza Messaggio
    Cari lettori,
    L'insieme di Weltanschauung (visione del mondo), etica e morale offrto da molte tradizioni orientali è paragonabile alle tradizioni filosofiche occidentali. Ad esempio, nel Buddhismo esistono svariate scuole, tra cui il cosiddetto "piccolo carro" (il Theravada o Hinayana), che tratta più di filosofia personale, ma anche il Mahayana o "grande carro", che è più simile all'impostazione filosofica occidentale.

    La trasmissione da maestro ad allievo, che spesso viene considerata tipica delle filosofie orientali, avviene attraverso dialogo e confronto, e non esclusivamente attraverso dogmi: basti pensare ai koan: enigmi, indovinelli da risolvere mediante ragionamento filosofico e non logico, poiché in un certo senso trascendono la logica. Proprio questa apertura mentale porta all'esistenza, nelle filosofie orientali, di diverse scuole senza che vi siano netti scismi: senza dogmi fissi, si accettano le teorie delle altre scuole come si accettano diverse teorie fisiche, finché una non si dimostra migliore delle altre.
    E' per questo, quindi, che molti ritengono migliore la filosofia orientale? Per la tolleranza?
    Saluti

    Ci sono delle precisazioni importanti fa fare riguardo questo post sulle correnti buddhiste. Il buddhismo hinayana è la corrente dogmatica e religiosa in senso vero e proprio del buddhismo ed è al contrario di quanto scritto quella meno personale. Non è assolutamente accostabile ad alcun tipo di filosofia nè occidentale nè orientale in quanto la dogmatizzazione del buddhismo hinayana ha reso pressochè impossibile qualsiasi speculazione filosofica a riguardo. Per gli hinayana Buddha è figura divina e divini sono tutti i suoi bodhisattava (questa parte è stata chiaramente ripresa dagli avatara divini induisti). Il buddhismo hynayana si caratterizza per tutta una serie di precetti tipicamente religiosi che coprono come per tutte le religioni diversi ambiti della vita di tutti i giorni da ciò che non si può mangiare alla postura della preghiera.
    Nel mahayana lamaista invece la figura del Buddha si avvicina più a quella storica e al suo lascito culturale. Parlare di Buddha come di un profeta è totalmente errato ma lo è anche parlarne come di un filosofo. Siddartha definiva il cammino verso il nirvana come una scelta puramente personale di un metodo euristico. La storiella più famosa che esplica il pensiero del Buddha storico è quella della zattera che serve ad attraversare un fiume in piena. Una volta giunti sull'altra riva la zattera è inutile e non riutilizzabile da chi è rimasto dall'altra parte. La zattera rappresenta chiaramente il metodo di tensione al nirvana di Siddharta. Contro la divinizzazione stessa del Buddha i maestri Chan ripetevano ai loro discepoli costantemente:"quando cammini per strada e vedi il Buddha uccidilo!", volendo così alludere alla necessità di trovare un cammino di ricerca spirituale personale ed autonomo rispetto all'insegnamento (ma sarebbe più giusto dire il non insegnamento) del Buddha.
    I Mahayana si avvicinano maggiormente a questa visione del buddhismo, negano la divinità del Buddha, e si affidano alla carità e alla compassione come basi della ricerca spirituale.
    Per parlare di filosofia orientale vera e propria si deve far riferimento più che alla religione buddhista, alle contaminazioni tra induismo vedico e buddhismo mahayana. Alcuni dei più grandi filosofi indiani come Nagarjuna o Damakirthi partono dalla speculazione del buddha riguardo il velo di Maya e la macchia cognitiva originaria. I visnuisti kashmiri chiaramente partono dal visnuismo induista, l'estetica orientale è stata sviluppata organicamente soprattutto dai filosofi induisti come Batta Nyriaka o Batta Lollata. Ma nella storia del pensiero orientale indiano (altro discorso si dovrebbe fare per la filosofia araba, il misticismo sufi e quella che impropriamente viene chiamata filosofia cinese) trovano posto anche filosofie assimilabili alle corenti materialiste occidentali come la scuola antidogmatica e anticlericale e castale Carvaka. In più ci sono le scuole brahmaniche originarie:Mimamsà, Samkhya, Yoga, Vaiceshika, Nyaya.
    La filosofia orientale e soprattutto quella indiana è piuttosto complessa, ma a mio parere l'unica che può essere avvicinata per complessità, struttura e sviluppo a quella occidentale è la filosofia indiana dalle origini fino al 1600 circa. Dopo sostanzialmente la filosofia indiana si arresta e si sistemizza, e gli unici sprazzi di originalità contemporanei si hanno con Aurobindo e Radhakrishnan Sarvepalli.

    A luta continua

  4. #4
    Antiokos
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    Sandinista ti sei confuso:

    Il Buddhismo Mahayana considera il Buddha un essere divino superiore (si faccia attenzione, tutti sono divini per le filosofie orientali e non solo, solo che ci sono gradi di divinità a seconda delle filosofie) è lo stesso Mahayana che introduce le figure dei Bodhisattva, mentre è il Theravada che considera il Buddha un'anima (cmq divina per natura) come tutte le altre.

    Saluti

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Antiokos Visualizza Messaggio
    Sandinista ti sei confuso:

    Il Buddhismo Mahayana considera il Buddha un essere divino superiore (si faccia attenzione, tutti sono divini per le filosofie orientali e non solo, solo che ci sono gradi di divinità a seconda delle filosofie) è lo stesso Mahayana che introduce le figure dei Bodhisattva, mentre è il Theravada che considera il Buddha un'anima (cmq divina per natura) come tutte le altre.

    Saluti
    Oddio è possibile ma faccio questo ragionamento vediamo se è giusto.
    Durante l secondo concilio di Vaicalì si contrapposero due gruppi, in merito a importanti qu4estioni dottrinali: gli anziani e i progressisti Mahàsànghika.
    La controversia verteva principalmente sul modo di intendere l'arhat. Costui rappresentava il santo buddhista, la cui figura veniva esaltata dal primo gruppo e ridimensionata dal secondo.
    Si dibattè molto, inoltre, anche delle modalità del conseguimento dell'illuminazione. Gli anziani insistevano sul rigorismo e sulle regole disciplinari, ritenendole condizioni preliminari indispensabili. I Mahasanghika facevano appello alla natura buddhica, considerandola una qualità innata nell'essere umano, che aveva soltanto bisogno di essere sviluppata.
    Nel successivo Concilio di Pataliputra la contrapposizione si inasprì provocando la spaccatura all'interno del Sangha.
    Da quel che ne sò il Mahayana dovrebbe proprio essere nato dalle posizioni dei Mahasanghika.
    Oltretutto il bodhisattva nel Mahayana non è la figura dell'illuminato che volontariamente rinvia il suo ingresso nel nirvana per condurre alla liberazione tutti gli esseri viventi? Non c'è a mio parere divinizzazione in questo.
    E' vero che esiste la corrente amidista all'interno del mahayana che (se non erro a questo punto) che divinizza la figura del Buddha ma credo sia una corrente minoritaria.
    Poi certo sono daccordo con te sulla negazione delle teorie riguardo l'ateismo buddhista.
    Aspetto eventuali rettifiche e ampliamenti.

    A luta continua

  6. #6
    Antiokos
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    Oddio è possibile ma faccio questo ragionamento vediamo se è giusto.
    Durante l secondo concilio di Vaicalì si contrapposero due gruppi, in merito a importanti qu4estioni dottrinali: gli anziani e i progressisti Mahàsànghika.
    La controversia verteva principalmente sul modo di intendere l'arhat. Costui rappresentava il santo buddhista, la cui figura veniva esaltata dal primo gruppo e ridimensionata dal secondo.
    Si dibattè molto, inoltre, anche delle modalità del conseguimento dell'illuminazione. Gli anziani insistevano sul rigorismo e sulle regole disciplinari, ritenendole condizioni preliminari indispensabili. I Mahasanghika facevano appello alla natura buddhica, considerandola una qualità innata nell'essere umano, che aveva soltanto bisogno di essere sviluppata.
    Nel successivo Concilio di Pataliputra la contrapposizione si inasprì provocando la spaccatura all'interno del Sangha.
    Da quel che ne sò il Mahayana dovrebbe proprio essere nato dalle posizioni dei Mahasanghika.
    Dall'analisi lucida che hai fatto, e che non integro perchè ciò ci porterebbe OT, mi aspettavo che arrivassi a conclusioni opposte rispetto a quello che hai detto dopo... infatti poi hai affermato:

    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    Oltretutto il bodhisattva nel Mahayana non è la figura dell'illuminato che volontariamente rinvia il suo ingresso nel nirvana per condurre alla liberazione tutti gli esseri viventi? Non c'è a mio parere divinizzazione in questo.
    E' vero che esiste la corrente amidista all'interno del mahayana che (se non erro a questo punto) che divinizza la figura del Buddha ma credo sia una corrente minoritaria.
    Poi certo sono daccordo con te sulla negazione delle teorie riguardo l'ateismo buddhista.
    Aspetto eventuali rettifiche e ampliamenti.

    A luta continua
    Cos'è secondo te un'Illuminato? un Illuminato è colui che si "riappropria" consapevolmente di ciò che è già suo, di ciò che già risiede dentro di sè, del suo Sè appunto, della sua innata divinità, poi è ovvio il Buddhismo va al di là, postulando che il vero obiettivo è il superamento addirittura del proprio Sè (invece il superamento del proprio Io contingente, del proprio ego è una condizione necessaria di molte filosofie), comunque non voglio entrare nell'argomento metafisico ed escatologico del "Nulla" dello stato di Non-Essere. I Bodhisattva sono gli Illuminati "compassionevoli" che vogliono aiutare gli altri esseri, sono Illuminati, quindi si sono riappropriati consapevolmente della loro natura divina, che è innata, è insita in ogni essere, hanno raggiunto l'apotheosis.
    Da quello che so il Mahayana nel suo complesso ha "divinizzato" il Buddha, "divinizzato" nel senso orientale del termine, visto che siamo tutti divini cmq, divinizzato nel senso di considerarlo un essere superiore una Deità. Poi sia nel Mahayana che nel Theravada le posizioni possono essere molteplici, anche nel Theravada c'è chi considera Buddha una Deità, come fanno gli Hindu considerandolo un Avatar. Non nego però che anche nel Mahayana ci sia chi lo considera un'anima illuminata pari alle altre.

    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    Poi certo sono daccordo con te sulla negazione delle teorie riguardo l'ateismo buddhista.
    Mi fa piacere che hai letto altri miei post probabilmente hai letto le discussioni avute con Franfrafra.

    Saluti

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Antiokos Visualizza Messaggio
    Dall'analisi lucida che hai fatto, e che non integro perchè ciò ci porterebbe OT, mi aspettavo che arrivassi a conclusioni opposte rispetto a quello che hai detto dopo... infatti poi hai affermato:



    Cos'è secondo te un'Illuminato? un Illuminato è colui che si "riappropria" consapevolmente di ciò che è già suo, di ciò che già risiede dentro di sè, del suo Sè appunto, della sua innata divinità, poi è ovvio il Buddhismo va al di là, postulando che il vero obiettivo è il superamento addirittura del proprio Sè (invece il superamento del proprio Io contingente, del proprio ego è una condizione necessaria di molte filosofie), comunque non voglio entrare nell'argomento metafisico ed escatologico del "Nulla" dello stato di Non-Essere. I Bodhisattva sono gli Illuminati "compassionevoli" che vogliono aiutare gli altri esseri, sono Illuminati, quindi si sono riappropriati consapevolmente della loro natura divina, che è innata, è insita in ogni essere, hanno raggiunto l'apotheosis.
    Da quello che so il Mahayana nel suo complesso ha "divinizzato" il Buddha, "divinizzato" nel senso orientale del termine, visto che siamo tutti divini cmq, divinizzato nel senso di considerarlo un essere superiore una Deità. Poi sia nel Mahayana che nel Theravada le posizioni possono essere molteplici, anche nel Theravada c'è chi considera Buddha una Deità, come fanno gli Hindu considerandolo un Avatar. Non nego però che anche nel Mahayana ci sia chi lo considera un'anima illuminata pari alle altre.



    Mi fa piacere che hai letto altri miei post probabilmente hai letto le discussioni avute con Franfrafra.

    Saluti
    Probabilmente hai ragione. Leggendo questa risposta mi è venuto il dubbio di aver utilizzato le categorie di giudizio occidentali per riferirmi alla divinità quando come hai detto tu avrei dovuto utilizzare quelle orientali. Purtroppo è cosa ardua per un occidentale talvolta fare un operazione di ermeneutica corretta creando la tanto sospirata tabula rasa mentale di Gadamer.
    Un ottima risposta grazie.
    Colgo l'occasione per farvi i miei in bocca al lupo riguardo il forum, credo che sia davvero valido e che si sia scelto un ottimo argomento di discussione che qui su POL è sempre rimasto un pò sullo sfondo di tante altre discussioni.

    A luta continua

  8. #8
    Vittima del kali yuga
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    Il desiderio, è come un fuoco insaziabile. Grazie alla barca della conoscenza certamente varcherai tutto l'oceano del male (b. gità)
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    grazie per gli auguri, non entro nel merito della discussione, perchè sul buddismo so poco

 

 

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