Liu Ghua -nome di fantasia perchè non intendo fare pubblicità a chi inventa l'arte feticista come un business - ha partecipato alla biennale di Venezia 2003 e sostiene di essere in contatto con un’importante civiltà extraterrestre. Ha messo la sua abilità di artista al servizio della conoscenza reciproca fra alieni e umani. Il suo problema è quello di far conoscere i tesori dell’arte contemportanea terrestre in una forma accessibile agli alieni. Ma la cosa più difficile è tradurre in esperienze percettive adatte ai nostri sensi i capolavori dell’arte extraterrestre. Sta mettendo a punto un sistema di traduzione delle opere d’arte aliena in forma umanamente apprezzabile. Sostiene che finora il suo primo abbozzo di traduzione di uno dei capolavori assoluti dell’arte contemporanea aliena ha l’aspetto di un tappo di bottiglia avverbiale verniciato con un drago incerto in una mattinata retroattiva. Ma non è soddisfatto del risultato e dice che gli ci vorrà ancora qualche annetto per allestire la prima esposizione di opere d’arte aliene tradotte.


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ad ogni modo se volete qualcosa che dia l'idea di arte aliena suggerisco di guardare il film a cartoni spriggan, l'arca ipertecnologica sul monte ararat è quanto di più vicino al design alieno che abbia mai visto su questa terra
, il mio capufficio invece considera Candy Candy il non plus ultra dell'arte terrestre
l'ho sempre detto che è un anima semplice

